Eliano Tattico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Eliano Tattico (in greco antico Αιλιανός Τακτικός; I secoloII secolo[1]) è stato uno scrittore greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eliano visse a Roma, ma con ogni probabilità era greco.[2] Di lui conosciamo una sola opera, Sulle formazioni tattiche dei Greci (Περί Στρατηγικών Τάξεων Ελληνικών), più noto con il nome abbreviato Tattica.[3]

L'opera, tramandata in almeno 38 codici differenti[4] e divisa in 53 capitoli, nei manoscritti noti è dedicata all'imperatore Adriano, ma alcuni studiosi pensano che si tratti di un errore di trascrizione e che il nome originale fosse quello di Traiano,[5] anche perché l'idea dell'opera, a quanto afferma l'autore, era nata durante una conversazione con l'imperatore Nerva, nella villa di Frontino a Formia[2]. Il principale oggetto dell'opera è la falange macedone, ma Eliano tratta brevemente anche delle formazioni assunte dall'esercito romano. Il valore del trattato è stato considerato molto modesto nel XVIII e nel XIX secolo[2][Non nella fonte indicata], anche perché il contenuto è tratto in larga misura da Asclepiodoto, di cui probabilmente costituisce un ampliamento.[6] Da notare anche la quasi totale sovrapponibilità del testo di Eliano con quello di Arriano, il che ha portato alcuni autori a pensare che derivino entrambi da un trattato bellico posteriore.[7] L'opera rimase tuttavia un importante testo di riferimento per gli autori successivi di trattati militari, anche bizantini e arabi (costituisce ad esempio la principale fonte del trattato di tattica attribuito a Leone VI) e fu studiata con attenzione anche nella prima età moderna.

Nella dedica Eliano annuncia un'altra opera sulla tattica navale, della quale non si hanno altre notizie.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eliano in Enciclopedia Treccani on-line.
  2. ^ a b c d Smith.
  3. ^ In realtà il titolo non è univoco ed è stato tramandato in molti modi differenti. Si pensa che il titolo originale sia "τακτικὴ θεωρία". di Cataldo, p. 10.
  4. ^ di Cataldo, p. 16.
  5. ^ di Cataldo, pp. 9 e 90-91.
  6. ^ di Cataldo, p. 13.
  7. ^ di Cataldo, pp. 15-16.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti secondarie

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (DE) Griechische Kriegsschriftsteller, Hermann Köchly, Wilhelm Rüstow (a cura di), Zweiter Theil, Leipzig, Verlag von Wilhelm Engelmann, 1855, pagg. 199-471.
Controllo di autorità VIAF: 72639048 · LCCN: n50057283 · GND: 100005985 · BNF: cb13093365k (data)