Elezioni regionali italiane del 2005
Le elezioni regionali italiane del 2005 si sono tenute il 3 e 4 aprile (in Basilicata il 17 e 18 aprile). Esse hanno coinvolto quattordici delle quindici regioni a statuto ordinario (il Molise si sarebbero tenute nel 2006) chiamando al voto circa 42 milioni di italiani.
Le elezioni furono un netto successo per il centrosinistra, che risultò vincente in tutte le regioni tranne che nelle roccheforti di centrodestra della Lombardia e del Veneto, dove comunque il vantaggio del centrodestra risultò più che dimezzato rispetto alle elezioni del 2000. A seguito di una crisi di maggioranza, il governo Berlusconi II si dimise e dopo pochi giorni fu sostituito da un nuovo governo Berlusconi III.
Indice |
Riepilogo nazionale [modifica]
| Liste | Voti | % | Seggi |
|---|---|---|---|
| Uniti nell'Ulivo[1] | 5.409.739 | 21,770 | 152 |
| Forza Italia | 4.640.093 | 18,673 | 120 |
| Alleanza Nazionale | 2.630.020 | 10,584 | 70 |
| Unione dei Democratici Cristiani e di Centro | 1.452.117 | 5,844 | 39 |
| Democratici di Sinistra[2] | 1.511.163 | 6,081 | 46 |
| Rifondazione Comunista | 1.384.228 | 5,570 | 34 |
| Lega Nord[3] | 1.381.282 | 5,559 | 26 |
| La Margherita[2] | 1.160.688 | 4,671 | 36 |
| Federazione dei Verdi[4] | 667.000 | 2,684 | 17 |
| Comunisti Italiani[5] | 653.815 | 2,631 | 16 |
| UDEUR Popolari[6] | 628.575 | 2,530 | 18 |
| Socialisti Democratici Italiani[2] | 402.693 | 1,621 | 12 |
| Italia dei Valori[7] | 285.812 | 1,150 | 8 |
| Nuovo PSI[8] | 243.759 | 0,981 | 5 |
| Alternativa Sociale | 232.642 | 0,936 | - |
| La Puglia Prima di Tutto[9] | 196.281 | 0,790 | 5 |
| Lista Storace[10] | 195.356 | 0,786 | 4 |
| Lista civica Marrazzo[10] | 186.740 | 0,751 | 4 |
| Partito Pensionati[11] | 156.352 | 0,629 | 1 |
| Progetto NordEst[12] | 125.690 | 0,506 | 2 |
| Democrazia Cristiana[13] | 108.667 | 0,437 | 1 |
| Per il Veneto[12] | 107.333 | 0,432 | 2 |
| Per la Liguria[14] | 71.067 | 0,286 | 3 |
| IdV-Lista Consumatori[15] | 68.741 | 0,277 | 1 |
| Lista Consumatori[16] | 64.389 | 0,259 | 1 |
| Insieme per Bresso[17] | 60.314 | 0,243 | 1 |
| La Primavera Pugliese[9] | 55.335 | 0,223 | 3 |
| Nuovo PSI-PRI[9] | 48.109 | 0,194 | 1 |
| PSDI-MRE-Socialisti Autonomisti[9] | 47.511 | 0,191 | 2 |
| Progetto per le Calabrie (PdCI-IdV)[18] | 45.865 | 0,185 | 2 |
| Repubblicani Democratici[15] | 41.170 | 0,166 | 1 |
| Lega Padana Lombardia[19] | 39.012 | 0,157 | - |
| Gente della Liguria[14] | 35.831 | 0,144 | 1 |
| Movimento Idea Sociale[20] | 34.590 | 0,139 | - |
| Uniti per la Calabria (Patto-Verdi-PSDI)[18] | 34.208 | 0,138 | - |
| Nuovo PSI-PLI-Verdi Verdi-FLC-LID[12] | 32.851 | 0,132 | 1 |
| Democrazia Federalista[15] | 29.179 | 0,117 | - |
| Partito Repubblicano Italiano[15] | 27.620 | 0,111 | - |
| Liga Fronte Veneto[12] | 27.524 | 0,111 | - |
| Con Abramo (PRI-PLI-altri)[18] | 27.268 | 0,110 | - |
| MRE-altri[18] | 26.780 | 0,108 | - |
| Repubblicani Europei[15] | 26.385 | 0,106 | - |
| L'Ambienta-Lista[17] | 23.761 | 0,096 | 1 |
| Socialisti e Laici (Nuovo PSI-PRI-PLI-civiche)[21] | 23.379 | 0,094 | - |
| Socialisti e Liberali (Nuovo PSI-PLI)[22] | 22.689 | 0,091 | - |
| Consumatori Uniti[10] | 18.163 | 0,073 | - |
| Governo Civico[15] | 15.956 | 0,064 | - |
| Il Trifoglio[10] | 15.763 | 0,063 | - |
| PLI-PRI[10] | 11.763 | 0,047 | - |
| Federazione dei Liberaldemocratici[19] | 11.579 | 0,047 | - |
| Polo Laico (Liberaldemocratici-PRI-PLI)[19] | 11.196 | 0,045 | - |
| Forza Roma[10] | 10.336 | 0,042 | - |
| Moderati e Riformisti[23] | 8.509 | 0,034 | - |
| Democratici Cristiani Uniti[9] | 8.397 | 0,034 | - |
| Pensioni & Lavoro[19] | 7.409 | 0,030 | - |
| PRI-Nuovo PSI-PLI[23] | 7.035 | 0,028 | - |
| Patto dei Liberaldemocratici[24] | 6.455 | 0,026 | - |
| Liguria Nuova-Lista Castellaneta[14] | 5.857 | 0,024 | - |
| Liste Civiche Marche[25] | 5.780 | 0,023 | - |
| Pensionati per l'Europa[17] | 5.156 | 0,021 | - |
| Patto Democratico (Nuovo PSI-PRI-PLI-PSDI-altri)[25] | 5.125 | 0,021 | - |
| Pensionati e Invalidi - Anima-listi Ambientalisti[14] | 4.495 | 0,018 | - |
| Avanti Lazio[10] | 3.285 | 0,013 | - |
| Federazione di Centro[26] | 3.124 | 0,013 | - |
| Costituente Democratica[10] | 2.915 | 0,012 | - |
| PSDI[23] | 2.346 | 0,009 | - |
| Lista Quadrifoglio[10] | 1.908 | 0,008 | - |
| Consumatori[14] | 1.774 | 0,007 | - |
| Unità Popolare[26] | 1.014 | 0,004 | - |
| No Euro[25] | 390 | 0,002 | - |
| Totale | 24.849.353 | 636 |
Situazione politica [modifica]
In tutte le regioni si contrapposero principalmente la coalizione dell'Unione, nome esordiente della nuova alleanza di centrosinistra creata e guidata da Romano Prodi, e la Casa delle Libertà, la coalizione di Silvio Berlusconi, che era all'epoca presidente del consiglio, avendo vinto le Elezioni politiche del 2001.
In questa fase, l'Unione era composta da: Uniti nell'Ulivo (DS, DL, SDI e MRE), Rifondazione Comunista (tranne in Toscana), Federazione dei Verdi, Comunisti Italiani, Popolari UDEUR, Italia dei Valori, Partito Socialista Democratico Italiano (tranne Marche). A questi si aggiunsero: Patto dei Liberaldemocratici, Pensionati per l'Europa, Liga Fronte Veneto, Consumatori Uniti, Forza Roma, Avanti Lazio, Repubblicani Democratici, Democrazia Federalista, Governo Civico, Democratici Cristiani Uniti, Consumatori - Basta truffe e tasche vuote, liste del candidato presidente varie e occasionalmente la Lista Consumatori (Veneto, Campania, Calabria) e il Partito Pensionati (Lombardia, Liguria).
La Casa delle Libertà era invece composta da: Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Lega Nord, Nuovo PSI (tranne in Toscana, Umbria, Marche e Basilicata), Partito Repubblicano Italiano (tranne in Toscana, Marche), Partito Liberale Italiano (tranne in Toscana, Marche), Movimento Idea Sociale, Verdi Verdi, Pensionati-Animalisti, Costituente Democratica, Il Trifoglio per Storace, Moderati e Riformisti, Federazione di Centro
- liste del candidato presidente varie e occasionalmente la Lista Consumatori (Piemonte, Ligura, Lazio) e il Partito Pensionati (Piemonte, Campania).
Fuori dai due poli vi era in tutte le regioni Alternativa Sociale, occasionalmente alleata con: Lega Padana Lombardia (Lombardia), Pensioni e Lavoro (Lombardia), No Euro (Marche), Lista Quadrifoglio (Lazio).
Altre liste indipendenti erano: Democrazia Cristiana, Lista Consumatori (solo in Emilia-Romagna), Federazione dei Liberaldemocratici (solo in Lombardia), Socialisti e Laici [NPSI-PRI-PLI-civiche] (solo in Toscana), Unità Popolare.
Nelle settimane precedenti alle elezioni, numerosi analisti avevano individuato tre importanti regioni governate dal centrodestra il cui risultato era in bilico: Piemonte, Lazio e Puglia; dall'esito finale di queste consultazioni sarebbe dipesa la valutazione generale su quale coalizione avesse nel complesso vinto le elezioni. In Liguria, Abruzzo e Calabria appariva certo il passaggio dalla Casa delle Libertà all'Unione. In tutte le altre regioni era scontata la riconferma del presidente in carica.
Epilogo [modifica]
L'esito delle elezioni fu il successo in dodici delle quattordici regioni dei candidati della coalizione dell'Unione, togliendo agli avversari l'amministrazione di Abruzzo, Calabria, Lazio, Liguria, Puglia, e Piemonte, mentre la Lombardia e il Veneto confermarono i presidenti di regione della Casa delle Libertà eletti nel 2000.
Irregolarità nelle firme per le liste di Alternativa Sociale [modifica]
Nella fase precedente alle elezioni, divampò una disputa riguardo all'ammissione della formazione Alternativa Sociale di Alessandra Mussolini, recentemente uscita dal partito Alleanza Nazionale e candidata nel Lazio come presidente di regione in concorrenza all'uscente Francesco Storace, proveniente dal suo ex partito.
Secondo le accuse, le firme sottoscriventi i relativi candidati erano insufficienti poiché parzialmente frutto di falsificazioni. Gli episodi sono rimasti non provati, e le liste si sono potute presentare in tutte le regioni, ma senza riuscire a ottenere un seggio e senza influire sul risultato del voto.
Sulla vicenda, indicata con il nome di Laziogate, fu aperto un procedimento in tribunale. Nel Lazio, il candidato dell'Unione Piero Marrazzo, giornalista e conduttore della celebre trasmissione "Mi manda Raitre", sconfisse Francesco Storace, rappresentante del centrodestra.
Rinvio in Basilicata [modifica]
In Basilicata, per un inconveniente burocratico (la riammissione della lista Unità Popolare, precedentemente esclusa dalla competizione), le elezioni si svolsero due settimane più tardi.
Risultato in Puglia [modifica]
I margini della vittoria furono netti nella maggior parte dei casi, ma in Puglia l'esito delle votazioni rimase incerto fino all'ultimo, risolvendosi con una lieve prevalenza, lo 0,7%, del candidato dell'Unione, Nichi Vendola, su Raffaele Fitto, della Casa delle Libertà.
L'Unione aveva scelto il proprio candidato alla presidenza con un meccanismo innovativo e per la prima volta sperimentato in Italia, le elezioni primarie. Vendola, che rappresentava la sinistra della coalizione, aveva sconfitto sul filo di lana l'economista Francesco Boccia, rappresentante dei partiti più moderati (DS e Margherita).
Alla vigilia della tornata elettorale sussistevano forti dubbi sull'eventualità che un esponente di Rifondazione Comunista potesse espugnare una regione che negli ultimi anni era stata una roccaforte della Casa delle Libertà. Vendola e Boccia decisero di affrontare insieme le elezioni e si candidarono l'uno come presidente, l'altro come vice.
Il risultato finale stupì tutti gli osservatori, anche perché il presidente uscente di centrodestra, Raffaele Fitto, era considerato un astro nascente della politica nazionale e il favorito per la vittoria. Il successo di Vendola fu probabilmente dovuto alle sue notevoli doti comunicative, protagonista di comizi vibranti e appassionati, ed anche ad un'eccellente campagna pubblicitaria, costruita per demolire tutte le etichette che erano state applicate al candidato dell'Unione («estremista», «diverso», «pericoloso», eccetera).[senza fonte]
Conseguenze a livello nazionale [modifica]
Queste elezioni furono fatali per il Governo nazionale, guidato da Silvio Berlusconi, costretto in seguito alle pressioni dell'UDC e di Alleanza Nazionale ad aprire ufficialmente una crisi di governo. Con la sostituzione di alcuni ministri, si costituì il Governo Berlusconi III.
Risultati [modifica]
Candidati presidenti [modifica]
| Regione | Candidati | Presidenti uscenti | |||
|---|---|---|---|---|---|
| L'Unione | Casa delle Libertà | Alternativa Sociale | Altri | ||
| Piemonte | Mercedes Bresso 1.234.354 (50,9%) |
Enzo Ghigo 1.143.993 (47,1%) |
Ludovico Ellena 24.650 (1,0%) |
Gianfranco Rotondi (Democrazia Cristiana) 25.017 (1,0%) |
Enzo Ghigo (CdL) |
| Liguria | Claudio Burlando 492.352 (52,6%) |
Sandro Biasotti 435.601 (46,6%) |
Angelo Riccobaldi 7.328 (0,8%) |
Sandro Biasotti (CdL) | |
| Lombardia | Riccardo Sarfatti 2.282.424 (43,2%) |
Roberto Formigoni 2.846.926 (53,8%) |
Gianmario Invernizzi 142.689 (2,7%) |
Marco Marsili (Liberaldemocratici) 13.936 (0,3%) |
Roberto Formigoni (CdL) |
| Veneto | Massimo Carraro 1.144.358 (42,4%) |
Giancarlo Galan 1.365.698 (50,6%) |
Roberto Bussinello 28.649 (1,0%) |
Giorgio Panto (Progetto NordEst) 162.037 (6,0%) |
Giancarlo Galan (CdL) |
| Emilia-Romagna | Vasco Errani 1.585.714 (62,7%) |
Carlo Monaco 889.231 (35,2%) |
Gianni Correggiari 25.394 (1,0%) |
Bruno Barbieri (Lista Consumatori) 27.220 (1,1%) |
Vasco Errani (L'Unione) |
| Toscana | Claudio Martini (Toscana Democratica) 1.185.264 (57,4%) |
Alessandro Antichi 678.254 (32,8%) |
Marzio Gozzoli 20.853 (1,0%) |
Luca Ciabatti (Rifondazione Comunista) 151.657 (7,3%) Renzo Macelloni |
Claudio Martini (L'Unione) |
| Marche | Gian Mario Spacca 499.793 (57,7%) |
Francesco Massi 333.635 (38,6%) |
Vincenzo Rosini 12.273 (1,4%) |
Angelo Maria Tiraboschi (Patto Democratico) 19.778 (2,3%) |
Vito D'Ambrosio (L'Unione) |
| Umbria | Maria Rita Lorenzetti 319.109 (63,0%) |
Pietro Laffranco 170.357 (33,6%) |
Luca Romagnoli 7.410 (1,5%) |
Marcello Ramadori (Nuovo PSI) 9.561 (1,9%) |
Maria Rita Lorenzetti (L'Unione) |
| Lazio | Piero Marrazzo 1.628.486 (50,7%) |
Francesco Storace 1.522.198 (47,4%) |
Alessandra Mussolini 62.352 (1,9%) |
Francesco Storace (CdL) | |
| Abruzzo | Ottaviano Del Turco 455.665 (58,1%) |
Giovanni Pace 318.004 (40,6%) |
Fabrizio Bosio 9.835 (1,3%) |
Giovanni Pace (CdL) | |
| Campania | Antonio Bassolino 1.896.664 (61,6%) |
Italo Bocchino 1.057.523 (34,4%) |
Alessandra Mussolini 59.652 (1,9%) |
Gianfranco Rotondi (Democrazia Cristiana) 64.483 (2,1%) |
Antonio Bassolino (L'Unione) |
| Puglia | Nichi Vendola 1.165.536 (49,8%) |
Raffaele Fitto 1.151.405 (49,2%) |
Gianfelice Galassi 10.973 (0,47%) |
Laura Scalabrini (Democrazia Cristiana) 10.477 (0,45%) |
Raffaele Fitto (CdL) |
| Basilicata (17-18 aprile) | Vito De Filippo 236.814 (67,0%) |
Cosimo Latronico 101.843 (28,8%) |
Roberto Fiore 3.578 (1,0%) |
Margherita Torrio (Nuovo PSI) 8.783 (2,5%) Angela Rosa Mancuso |
Filippo Bubbico (L'Unione) |
| Calabria | Agazio Loiero 662.722 (59,0%) |
Sergio Abramo 446.634 (39,7%) |
Fortunato Aloi 12.577 (1,1%) |
Giuseppe Bilello (Ecologisti Democratici - Democrazia Cristiana) 2.593 (0,2%) |
Giuseppe Chiaravalloti (CdL) |
Note [modifica]
- ^ Non presente in Piemonte, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria
- ^ a b c Presente solo in Piemonte, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria
- ^ Presente solo in Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Marche
- ^ Escluso la Calabria, dove era in lista unica con Patto e PSDI
- ^ Escluso la Calabria, dove era in lista unica con IdV
- ^ Non presente in Lombardia e Toscana
- ^ Non presente in Umbria ed escluso la Campania e la Calabria, dove era in lista unica rispettivamente con Lista Consumatori e PdCI
- ^ Escluso Piemonte, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Abruzzo e Puglia dove era in lista unica con altri
- ^ a b c d e Presente solo in Puglia
- ^ a b c d e f g h i Presente solo in Lazio
- ^ Presente solo in Piemonte, Lombardia, Liguria, Lazio, Campania e Puglia
- ^ a b c d Presente solo in Veneto
- ^ Presente solo in Piemonte, Marche, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria
- ^ a b c d e Presente solo in Liguria
- ^ a b c d e f Presente solo in Campania
- ^ Presente solo in Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna, Lazio e Calabria, ed esclusa la Campania dove era in lista unica con l'Italia dei Valori
- ^ a b c Presente solo in Piemonte
- ^ a b c d Presente solo in Calabria
- ^ a b c d Presente solo in Lombardia
- ^ Presente solo in Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia e Calabria
- ^ Presente solo in Toscana
- ^ Solo in Piemonte e Liguria
- ^ a b c Presente solo in Abruzzo
- ^ Presente solo in Liguria e Basilicata
- ^ a b c Presente solo nelle Marche
- ^ a b Presente solo in Basilicata