Elezioni presidenziali statunitensi del 1789

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Distribuzione dei voti elettorali stato per stato

Le elezioni presidenziali statunitensi del 1789 furono le prime che si tennero nella Federazione. Prima dell'entrata in vigore della Costituzione del 1789, gli Stati Uniti non avevano un autentico capo esecutivo. Nel sistema degli Articoli della Confederazione era previsto un ufficio corrispondente in capo al presidente del Congresso Continentale: un ruolo simile a quello dello speaker della camera dei Rappresentanti o del presidente del senato degli Stati Uniti.

Il sistema elettorale prevedeva in origine che ogni grande elettore esprimesse due preferenze. Il candidato che otteneva la maggioranza assoluta dei voti elettorali risultava eletto presidente. Il candidato che otteneva la maggioranza semplice dei voti restanti era eletto vicepresidente. Il XII emendamento della Costituzione, ratificato nel 1804, avrebbe modificato questo sistema richiedendo l'espressione di voti distinti per la presidenza e la vicepresidenza.

Le elezioni furono vinte da George Washington quasi senza rivali. Enormi erano infatti il suo prestigio e la sua popolarità, anche grazie al contributo offerto alla stesura della Costituzione nella Convenzione di Filadelfia. Washington ottenne l'unanimita. Dietro di lui John Adams, grazie alla seconda preferenza, raccolse 34 voti elettorali e divenne così il primo vicepresidente degli Stati Uniti.

Candidati[modifica | modifica sorgente]

Elezioni generali[modifica | modifica sorgente]

Per via dell'inesistenza dei congressi politici, nelle elezioni del 1789 non vi fu scelta formale delle candidature. I fautori della Costituzione statunitense concordavano sulla necessità dell'elezione di Washington, e quando questi decise di interrompere il suo ritiro dalla vita pubblica per candidarsi non vi furono opposizioni. I singoli stati scelsero i loro grandi elettori, i quali votarono all'unanimità per Washington.

I grandi elettori usarono poi la seconda preferenza per sostenere gli altri candidati, e molti deviarono il loro voto da Adams, più che per dissenso nei suoi confronti, per evitare che ottenesse gli stessi voti di Washington.

Solo dieci dei tredici stati federati parteciparono a queste elezioni. La Carolina del Nord e il Rhode Island restarono esclusi, non avendo ancora ratificato la Carta costituzionale. New York non riuscì a selezionare gli otto grandi elettori che le spettavano a causa di uno stallo istituzionale.

Voto popolare[1][2][modifica | modifica sorgente]

Lista Voti[3] %
Federalisti 35.866 92,4%
Antifederalisti 2.952 7,6%
Totale 38.818 100,0%

Voto elettorale[4][5][modifica | modifica sorgente]

Candidato Partito Stato Voti popolari[3]  % Voti elettorali[6]
George Washington Virginia 38.818 100% 69
John Adams Federalista Massachusetts 0 0% 34
John Jay Federalista New York 0 0% 9
Robert H. Harrison Federalista Maryland 0 0% 6
John Rutledge Federalista Carolina del Sud 0 0% 6
John Hancock Federalista Massachusetts 0 0% 4
George Clinton Antifederalista New York 0 0% 3
Samuel Huntington Federalista Connecticut 0 0% 2
John Milton Federalista Georgia 0 0% 2
James Armstrong Federalista Georgia[7] 0 0% 1
Benjamin Lincoln Federalista Massachusetts 0 0% 1
Edward Telfair Antifederalista Georgia 0 0% 1
Altri 0 0% 0
Totale 38.818 100% 138

Composizione del collegio elettorale[modifica | modifica sorgente]

Metodo di selezione dei grandi elettori Stati
Gli elettori furono investiti dall'assemblea legislativa dello Stato. Carolina del Sud
Connecticut
Georgia
New Jersey
New York[8]
Due elettori furono investiti dall'assemblea legislativa dello Stato.
I restanti furono selezionati dalla medesima da una lista formata con i due candidati più votati in ciascun distretto elettorale.
Massachussets
Gli elettori furono scelti con voto popolare in tutto lo Stato.
Se nessun candidato avesse raggiunto la maggioranza assoluta, l'assemblea legislativa avrebbe scelto un elettore fra i due più votati.
New Hampshire
Lo Stato fu diviso in distretti elettorali, e ciascuno di essi espresse un elettore con voto popolare. Virginia[9]
Gli elettori furono scelti dall'insieme dei voti popolari. Maryland
Pennsylvania
Lo Stato non aveva ratificato la Costituzione e non aveva diritto a grandi elettori. Carolina del Nord
Rhode Island

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) U.S. President National Vote
  2. ^ (EN) Our Campaigns
  3. ^ a b Soltanto sei dei dieci stati che espressero voti elettorali scelsero i propri grandi elettori con qualche forma di voto popolare. Votò meno dell'1,3% della popolazione: al censimento del 1790 essa risultava di tre milioni di abitanti, di cui 2.400.000 liberi e 600.000 schiavi. Gli stati che ricorsero al voto popolare previdero limitazioni al diritto di voto, ampiamente variabili e dipendenti da requisiti di proprietà.
  4. ^ (EN) U.S. Electoral College.
  5. ^ (EN) National Archives and Records Administration
  6. ^ L'assemblea legislativa di New York non poté scegliere in tempo utile gli otto grandi elettori di pertinenza: non vi sono perciò voti elettorali nuovaiorchesi. Due elettori del Maryland e uno della Virginia non votarono. Un altro elettore della Virginia non fu selezionato a causa d'un distretto elettorale che mancò di trasmettere i risultati.
  7. ^ L'identità di questo candidato emerge da The Documentary History of the First Federal Elections, ed. Gordon DenBoer, University of Wisconsin Press, 1984, p. 441. Diverse fonti autorevoli, inclusa la Biographical Directory of the United States Congress e il Political Graveyard, mostrano invece che si trattava di James Armstrong della Pennsylvania. Nondimeno, fonti primarie come la Gazzetta ufficiale del Senato, riportano solo il nome di Armstrong, e non lo stato d'appartenenza. Gli scettici[senza fonte] sottolineano che Armstrong ricevette il suo unico voto da un grande elettore della Georgia, e trovano improbabile una diversa identificazione, stante che l'Armstrong della Pennsylvania non godeva di notorietà nazionale. I suoi unici uffici pubblico fino a quel momento erano stati quello d'ufficiale medico durante la Rivoluzione e, per non più d'un anno, quello di giudice della Pennsylvania.
  8. ^ Lo stallo dell'assemblea impedì a New York l'investitura dei grandi elettori.
  9. ^ Un distretto della Virginia non riuscì a scegliere il proprio elettore.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Libri[modifica | modifica sorgente]

  • Jenson, Merrill et al., The Documentary History of the First Federal Elections, 1788–1790, Madison (Wisconsin), University of Wisconsin Press, 1976–1989, ISBN 0-299-06690-8.

Web[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]