Elezioni presidenziali russe del 2012

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Le elezioni presidenziali russe del 2012 si sono tenute il 4 marzo.[1] Hanno partecipato cinque candidati ufficiali: quattro erano rappresentanti di partiti, e uno era indipendente. L'elezione si è tenuta per il nuovo mandato di sei anni, esteso rispetto ai quattro anni in vigore fino al 2012.

Al congresso del partito Russia Unita del 24 settembre 2011 il Presidente della Russia Dmitrij Medvedev ha proposto per l'elezione il suo predecessore, Vladimir Putin, offerta che Putin ha accettato, offrendo immediatamente a Medvedev di partecipare insieme a lui alle elezioni parlamentari del dicembre 2011, divenendo Primo Ministro della Russia al termine del mandato presidenziale.[2]

Tutti i candidati indipendenti dovevano registrarsi entro il 15 dicembre, e i candidati nominati dai partiti entro il 18 gennaio. La lista finale fu annunciata il 29 gennaio e il 2 marzo il presidente uscente Medvedev si è rivolto alla nazione sui canali televisivi nazionali invitanto i cittadini russi a votare alle elezioni del 4 marzo 2012.[3]

Il Primo Ministro russo Vladimir Putin ha ottenuto il 63,64% dei voti;[4][5] con questa vittoria si è assicurato un terzo mandato al Cremlino, record nella storia russa.[6][7]

Gli osservatori dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa hanno affermato che il voto si è svolto in maniera positiva, ma il conteggio dei voti si è svolto negativamente in quasi un terzo dei seggi a causa di irregolarità procedurali.[8] Le prossime elezioni presidenziali si svolgeranno nel 2018.[9]

Candidati[modifica | modifica sorgente]

Segue l'elenco dei candidati che si sono registrati ufficialmente come candidati presidenti alla Commissione Elettorale Centrale.

Candidati registrati[modifica | modifica sorgente]

I seguenti candidati sono stati registrati dalla Commissione Elettorale Centrale:

Rigettati[modifica | modifica sorgente]

I seguenti candidati non sono stati ammessi alla corsa elettorale dalla Commissione Elettorale Centrale.

Nome Partito Professione Ragione del rifiuto
Grigorij Javlinskij Jabloko Politico, economista Rifiutato a causa dell'alta quantità di firme non valide presentate[12] alla Commissione (25,6%).
Eduard Limonov Indipendente Scrittore, leader del partito non ufficiale L'Altra Russia Le firme non erano state certificate da un notaio.[13]
Leonid Ivašov Indipendente Colonnello Generale in pensione, Presidente dell'Accademia di Affari Geopolitici Non aveva informato in tempo utile la Commissione riguardo ad un meeting
Dmitry Mezencev Indipendente Governatore dell'Oblast' di Irkutsk Alta quantità di firme non valide presentate
Nicolai Levašov Indipendente Scrittore Al momento della tentata iscrizione viveva in Russia da meno di dieci anni
Boris Mironov Indipendente Scrittore, ex leader del Partito russo di Sovranità Nazionale Il candidato era stato in passato in carcere per aver scritto testi estremisti.[14]
Svetlana Peunova Indipendente Capo del partito politico non ufficiale Volya Mancanza di un numero sufficiente di firme per sostenerla (243.245 firme raccolte su 2 milioni di necessarie).[14]
Viktor Čerepkov Indipendente Leader del partito non ufficiale Libertà e Sovranità Non ha presentato le firme necessarie
Rinat Chamiev Indipendente Leader dell'Unione Patriottica Popolare di Orenburg, amministratore delegato di Zorro LLC Non ha presentato le firme necessarie
Dmitry Berdnikov Indipendente Leader del gruppo "Contro la criminalità e l'illegalità" Ha presentato una proposta sulla creazione di un comitato di iniziativa, ma ha poi abbandonato il processo di registrazione
Lidija Bednaja Indipendente Nessuno Non ha presentato la documentazione necessaria

Campagna elettorale[modifica | modifica sorgente]

La campagna di Putin[modifica | modifica sorgente]

La campagna elettorale di Vladimir Putin era guidata fin dalla fine di dicembre da Viačeslav Volodin, l'unico uomo dell'entourage di Putin che aveva esperienza pratica sulle battaglie elettorale durante l'anarchia degli anni novanta, dopo il crollo dell'Unione Sovietica.[15] La campagna di Putin ha puntato anche sull'anti-americanismo, sostenendo che gli USA avevano investigato sulle proteste dell'opposizione per indebolire la Russia, retorica stridente che fece comunque breccia nei sentimenti degli impiegati, dei contadini e dei dipendenti statali.[16] Durante la campagna Putin ha pubblicato una serie di articoli su politica interna ed estera, in cui ha ripetutamente sottolineato le priorità della politica estera russa ed ha enfatizzato la necessità di uno sviluppo bilanciato delle relazioni russe sia con l'Europa che con l'Asia, inclusi gli stati confinanti dell'Asia centrale e meridionale.[17] Putin ha evidenziato l'importanza di una politica estera indipendente come mezzo per ottenere il rispetto per la nazione, ma ha affermato anche che l'indipendenza russa è la chiave per la sicurezza mondiale.[18]

Gli articoli programmatici di Putin[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della campagna presidenziale del 2012, per presentare il suo programma elettorale, Putin ha pubblicato 7 articoli in diverse edizioni russe. In questi articoli ha presentato il problema che la Russia ha risolto con successo nello decennio precedente e gli obiettivi ancora da raggiungere.[19]

Discorsi di Putin[modifica | modifica sorgente]

Durante la campagna Putin ha tenuto un solo discorso pubblico all'aperto ad un incontro di 100.000 sostenitori allo Stadio Lužniki il 23 febbraio, il Giorno dei difensori della Patria.[20] Nel discorso ha chiesto non solo di non tradire la Madre Russia, ma anche di amarla, di unirsi intorno a lei e di lavorare insieme per il bene, per superare i problemi esistenti.[21] Putin ha anche affermato che le interferenze straniere negli affari russi non dovrebbero essere permesse, e che la Russia ha le proprie volontà e i propri desideri;[21] ha comparato la situazione politica attuale (quando crebbe la paura nella società russa che le proteste popolari potessero portare ad una rivoluzione colorata diretta dall'estero), con la situazione al tempo della Campagna di Russia del 1812, ricordando che il suo 200º anniversario e l'anniversario della Battaglia di Borodino saranno celebrati nel 2012.[21] Putin ha citato il poema di Lermontov Borodino ed ha terminato il discorso con il famoso slogan di Vjačeslav Molotov della Grande guerra patriottica "La vittoria sarà nostra!" ("Победа будет за нами!").[20][21]

Nell'incontro post-elettorale, mentre faceva un discorso, Putin fu visto per la prima volta in lacrime (poi lui ha spiegato che "c'era il vento"). Ha affermato al pubblico di 110.000 persone: "Vi avevo detto che avremmo vinto ed abbiamo vinto!"[22][23]

La campagna di Zjuganov[modifica | modifica sorgente]

Nel settembre 2011, Gennadij Zjuganov divenne ancora il candidato del Partito Comunista alle elezioni presidenziali. Secondo Zjuganov, "una banda di folli che non sanno fare altro nella vita che dollari, profitti e borbottare, hanno umiliato il Paese", ed ha chiesto una nuova alleanza internazionale per "contrastare le politiche aggressive dei circoli imperialisti".[24]

La campagna di Žirinovskij[modifica | modifica sorgente]

Vladimir Vol'fovič Žirinovskij è un veterano della politica russa, che ha partecipato a cinque elezioni presidenziali in Russia (fin dal 1996). Il suo slogan per il 2012 è stato: "Vota Žirinovskij, o le cose andranno peggio".[25] Proška, un asino di proprietà di Žirinovskij, è diventato famoso durante la campagna presidenziale quando è stato filmato in un video elettorale. Nell'ultimo episodio dei dibattiti con Prochorov, appena prima delle elezioni, Žirinovskij ha generato uno scandalo chiamando le celebrità russe che sostengono Prochorov (tra cui Alla Pugačëva), "prostitute" ("Pensavo che lei fosse un artista, un politico, ma lei è solo un pagliaccio psicopatico", replicò la Pugačëva. "Sono quello che sono, e questo è il mio fascino", rispose Žirinovskij.[26]

Sondaggi[modifica | modifica sorgente]

Prima delle elezioni[modifica | modifica sorgente]

Fonte Data Vladimir Putin-2.jpg Gennady Zyuganov 2012-05-01.jpg Wladimir Schirinowski crooped.jpeg Prokhorov.jpg Siergiej Mironow.jpg
Vladimir
Putin
Gennadij
Zjuganov
Vladimir
Žirinovskij
Michail
Prochorov
Sergeij
Mironov
Levada 16–20 dic 2011 63% 13% 12% 3% 6%
Levada 20–23 gen 2011 63% 15% 8% 5% 5%
FOM 21–22 gen 2012 52,2% 18,0% 10,8% 6,7% 6,6%
FOM 28–29 gen 2012 54,6% 16,9% 11,7% 6,9% 5,9%
FOM 4–5 feb 2012 58,7% 15,0% 12,2% 7,2% 5,1%
FOM 11–12 feb 2012 60,0% 16,7% 9,5% 7,4% 5,0%
VCIOM 11–12 feb 2012 58,6% 14,8% 9,4% 8,7% 7,7%
Levada 17–20 feb 2012 66% 15% 8% 6% 5%
FOM 18–19 feb 2012 58,7% 16,2% 8,8% 8,6% 6,1%
VCIOM 25–26 feb 2012 59,9% 15,1% 7,7% 8,7% 7,1%

Altri sondaggi[modifica | modifica sorgente]

Candidato 24 dicembre 2011 24–25 dicembre 2011 7 gennaio 2012 14 gennaio 2012 14–15 gennaio 2012 21 gennaio 2012 28 gennaio 2012 12 gennaio 2012
Vladimir Putin 45 % 44 % 48 % 52 % 45 % 49 % 52 % 55 %
Michail Prochorov 4 % 4 % 3 % 2 % 3 % 4 % 4 % 6 %
Gennadij Zjuganov 10 % 12 % 10 % 11 % 11 % 8 % 9 %
Vladimir Žirinovskij 8 % 11 % 9 % 9 % 10 % 9 % 8 % 8 %
Sergeij Mironov 5 % 4 % 5 % 4 % 3 % 6 % 4 % 5 %
Grigorij Javlinskij 2 % 2 % 2 % 1 % 1 %
Dmitrij Mezencev 0 % 0 %
Altri 2 % 0 % 1 %
Astenuti 10 % 9 % 9 % 10 % 10 % 9 % 11 % 9 %
Annullamento scheda 1 % 1 %
Non sa 12 % 12 % 10 % 9 % 13 % 9 % 10 % 8 %
Campione 1.600 3.000 1.600 1.600 3.000 1.600 1.600 1.600
Fonti VTSIOM[27] ФОМ[28] VTSIOM[27] VTSIOM[27] ФОМ[29] VTSIOM[27] VTSIOM[27] VTSIOM[27]

Secondo un sondaggio di Levada Center del settembre 2011, il 41% dei russi voleva Vladimir Putin come candidato alle elezioni del 2012, contro il 22% per Medvedev; solo il 10% desiderava un'altra persona, e il 28% non esprimeva opinione.[30]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Certificato di giustificazione per la partecipazione alle elezioni
Elezione del Presidente russo (2012)
[discussione] – [modifica]
Sommario dei risultati delle elezioni presidenziali del 2012
Candidato Sostenuto da Voti %
Vladimir Putin Russia Unita 45.513.001 63,64
Gennadij Zjuganov Partito Comunista della Federazione Russa 12.288.624 17,18
Michail Prochorov Indipendente 5.680.558 7,94
Vladimir Žirinovskij Partito Liberal Democratico di Russia 4.448.959 6,22
Sergeij Mironov Russia Giusta 2.755.642 3,85
Voti validi 70.686.784 98,84
Voti non validi 833.191 1,16
Totale 71.519.975 100
Aventi diritto/Affluenza 109.610.812 65,25

Gli aventi diritto al voto erano più di 109 milioni, e in quasi tutte le 95.000 sezioni elettorali sono state installate webcam per osservare il processo di voto. Dopo le critiche alle elezioni parlamentari russe del 2011, 2 webcam hanno seguito le attività in ogni sezione, per una spesa di mezzo miliardo di dollari.[31]

Irregolarità[modifica | modifica sorgente]

Gli osservatori internazionali dell'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OCSE) hanno concluso che il voto del 4 marzo è stato pressoché positivo, ma il processo si è "deteriorato durante il conteggio, che è stato valutato negativamente in quasi un terzo dei seggi osservati a causa di irregolarità procedurali."[8] Anche se tutti i candidati hanno avuto accesso ai media, a Putin è stata data molta più importanza;[8] gli stringenti requisiti per la candidatura hanno anche limitato la "genuina competizione".[8] Secondo Tonino Picula, coordinatore speciale per la guida della missione dell'OCSE,

“Ci sono stati problemi seri sin dall'inizio delle elezioni. Il punto delle elezioni è che l'esito dovrebbe essere incerto; questo non è il caso in Russia. Non vi è stata una competizione reale e l'abuso delle risorse del governo ha assicurato che il vincitore finale delle elezioni non sia mai stato messo in dubbio.”[8]

L'OCSE ha chiesto investigazioni sulle violazioni elettorali ed ha invitato i cittadini a supervisionare attivamente le elezioni future per aumentare la fiducia tra cittadino e istituzioni.[8]

Pravda ha reso noto che i centri industriali con ciclo di produzione continuo hanno violato la legge trasportando in autobus i lavoratori ai seggi elettorali.[32] Il Presidente del Comitato Elettorale di Mosca Valentin Gorbunov ha accantonato le polemiche affermando che questa è una pratica normale e non costituisce violazione. Secondo Iosif Diskin, membro della Camera Pubblica, vi sono stati osservatori speciali che hanno controllato che i lavoratori avessero i regolari certificati di voto per l'assenza dal lavoro. Georgij Fijodorov, direttore del NGO "Guardia del Cittadino" ("Гражданский контроль") ha affermato che le dichiarazioni fatte dal geuppo GOLOS sul voto irregolare nel quartiere di Strogino erano false.[33]

Il Partito Comunista della Federazione Russa non ha riconosciuto l'esito delle elezioni.[34]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Russia's presidential elections scheduled for March 2012 in B92, RIA Novosti, 21 luglio 2011. URL consultato il 25 settembre 2011.
  2. ^ Russia's Putin set to return as president in 2012 in BBC News, 24 settembre 2011. URL consultato il 24 settembre 2011.
  3. ^ 'I'm Sure You'll Make Right Choice,' Medvedev Tells Nation, RIA Novosti, 2 marzo 2012. URL consultato il 4 marzo 2012.
  4. ^ Putin declared president-elect, Rt.com. URL consultato il 5 marzo 2012.
  5. ^ Commissione Elettorale Centrale della Federazione Russa. Cikrf.ru. 5 marzo 2012.
  6. ^ ‘We won!’ Teary-eyed Putin proclaims victory (PHOTOS, VIDEO), RT, 2012-03-04
  7. ^ Vladimir Putin Wins Russian Presidential Elections 2012, Dhruvplanet.com. URL consultato il 5 marzo 2012.
  8. ^ a b c d e f Russia’s presidential election marked by unequal campaign conditions, active citizens’ engagement, international observers say, Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.
  9. ^ David M. Herszenhorn, Observers Detail Flaws in Russian Election in New York Times, 5 marzo 2012. URL consultato il 5 marzo 2012.
  10. ^ Official Statement of Political Party "PATRIOTS OF RUSSIA". Patriot-rus.ru (2011-12-19). 5 marzo 2012.
  11. ^ Russia billionaire Mikhail Prokhorov to challenge Putin in BBC News, 12 dicembre 2011. URL consultato il 4 marzo 2012.
  12. ^ Val Brickates Kennedy, Russian opposition leader to be left off ballot in MarketWatch, 24 gennaio 2012. URL consultato il 4 marzo 2012.
  13. ^ December 30, 2011 – RT News line, Rt.com, 30 dicembre 2011. URL consultato il 27 febbraio 2012.
  14. ^ a b Alexander Bratersky, Presidential Race Lacks Independents in The Moscow Times, 19 dicembre 2011. URL consultato il 4 marzo 2012.
  15. ^ Gleb Bryanski, Miracle or not, Putin on course to win in Russia, Reuters, 2 marzo 2012, Reuters.com. URL consultato il 9 marzo 2012.
  16. ^ Putin dismisses opposition protests, 6 marzo 2012, Google.com. URL consultato il 9 marzo 2012.
  17. ^ Rebalancing Russia's foreign relations, China Daily, 6 marzo 2012, Usa.chinadaily.com.cn. URL consultato il 9 marzo 2012.
  18. ^ Amiel Ungar, President To Be Elected Putin Returns To Bashing America, Arutz 7, Israelnationalnews.com, 3 marzo 2012. URL consultato il 9 marzo 2012.
  19. ^ 7 статей и джек-пот: Путин завершил серию публикаций (RU)
  20. ^ a b Putin Supporters Fill Moscow Stadium RIAN
  21. ^ a b c d Путин: Главное, чтобы мы были вместе vz.ru (RU)
  22. ^ ‘We won!’ Teary-eyed Putin proclaims victory, Setyoufreenews.com, 4 marzo 2012. URL consultato il 9 marzo 2012.
  23. ^ ‘We Won in Fair and Open Fight' – Putin RIAN
  24. ^ Communists pledge to stop ‘dollar-lovers’ experiment on Russia’, RT, 24 settembre 2011. URL consultato il 24 settembre 2011.
  25. ^ Profiles of Russia's 2012 presidential election candidates BBC
  26. ^ Жириновский устроил скандал на дебатах с Пугачевой Lenta.ru
  27. ^ a b c d e f По данным ВЦИОМ, Wciom.ru. URL consultato il 5 marzo 2012.
  28. ^ По данным Фонда «Общественное мнение (PDF). URL consultato il 5 marzo 2012.
  29. ^ По данным Фонда «Общественное мнение (PDF). URL consultato il 5 marzo 2012.
  30. ^ Россияне о президентских выборах, Levada, 16 settembre 2011. (archiviato dall'url originale il 25 settembre 2011).
  31. ^ Brooke, James; Golloher, Jessica; Nesnera, Andre de, After Big Protests, Russians Vote for President, Voice of America, 2 marzo 2012. URL consultato il 5 marzo 2012.
  32. ^ И пусть нам приснится "карусель"..., Pravda.RU, 4 marzo 2012. URL consultato il 5 marzo 2012.
  33. ^ Федоров: Не все нарушения подтверждаются, Pravda.RU, 4 marzo 2012. URL consultato il 5 marzo 2012.
  34. ^ Мы не признаем выборы!, http://kprf.ru, 4 marzo 2012. URL consultato il 6 marzo 2012.

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