Elezioni presidenziali cilene del 1970

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Le elezioni presidenziali cilene del 1970 si sono svolte 4 settembre 1970 hanno visto la vittoria, con il 36,2% dei voti, del socialista Salvador Allende capo di una coalizione di partiti di sinistra e di ispirazione socialcristiana. Allende si era già candidato senza successo nelle elezioni del 1952, 1958 e 1964.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Gli sfidanti di Allende furono l'ex Presidente conservatore Jorge Alessandri e il cristiano democristiano Radomiro Tomic.

Queste elezioni sono state caratterizzate da un'intensa e combattuta campagna elettorale. Nessun candidato alla presidenza ha ottenuto il 50% + uno di voti popolari e secondo la Costituzione del Cile l'elezione del nuovo Presidente spettava al Congresso Nazionale tra i due candidati che hanno ottenuto più voti.

Gli sfidanti alla votazione del Congresso furono Allende e Alessandri che ottennero rispettivamente il 36,2% ed il 34,9% dei voti mentre il cristiano democratico Tomic ne ha ottenuti il 27,9%.

Inizialmente la maggior parte del gruppo democristiano vicini al Presidente uscente Eduardo Frei Montalva intendeva sostenere il candidato conservatore mentre l'ala sinistra vicina a Tomic intendeva dare un appoggio ad Allende. Successivamente fu assassinato il generale René Schneider perché aveva negato la sua disponibilità a colpi di stato o a trame complottistiche contro l'elezione di Allende come presidente. Schneider aveva ribadito molteplici volte la preservazione dell' esercito come corpo neutrale (dottrina Schneider), così morì durante un tentativo di sequestro organizzato dalla CIA e da militari di destra capeggiati da Roberto Vieux (che aveva già tentato un colpo di stato nel 1969 per impedire la candidatura di Allende)[non chiaro]. Questo provocò sdegno tra i moderati e per questo la Democrazia Cristiana votò per Allende, nonostante si era giunti ad un accordo con il Partido Nacional (PN) che prevedeva il voto per Alessandri che in seguito alla sua elezione avrebbe abdicato così l' uscente presidente DC, Eduardo Frei, avrebbe potuto ricandidarsi e riprendere le redini del paese (perché la Costituzione cilena vieta due mandati presidenziali consecutivi). La DC si accordò così con Allende, che dovette firmare un patto per la salvaguardia delle istituzioni nazionali, e che provocò malumori con l'ala radicale della Unidad Popular che imputavano ad Allende il tradimento del progetto rivoluzionario iniziale della sua candidatura.

Con 153 voti Allende venne eletto dal congresso Presidente del Cile mentre l'ex Presidente Jorge Alessandri Rodríguez ne ottenne solo 35, con 7 astenuti. La votazione avvenne il 24 ottobre dello stesso anno.

Definizione delle candidature[modifica | modifica sorgente]

Unidad Popular[modifica | modifica sorgente]

Simbolo della Unidad Popular.

La sinistra era rappresentata dalla coalizione dell'Unidad Popular formata da socialisti, comunisti, radicale e democratici cristiani dissidenti. Tale coalizione sostituì il Frente de Acción Popular.

All'interno della neonata coalizione i singoli partiti proposero propri esponenti da candidare alla presidenza in nome di tutta l'alleanza: Salvador Allende (PS), Pablo Neruda (PC), Alberto Baltra del PR e Jacques Chonchol e Rafael Tarud entrambi esponenti della sinistra DC.

Allende sembrava essere favorito ma all'interno del gruppo socialista e comunista non convinse il suo programma incline alla socialdemocrazia e per le sue sconfitte subite precedentemente. Tuttavia le candidature social-cristiane e radicale furono ritirate per sostenere Allende mentre il partito comunista rinunciò infine alla presentazione del candidato presidenziale.

La scelta del candidato unico della coalizione fu adoperata da un comitato centrale che sarebbe stato anche influente nelle scelte del governo nel caso in cui Allende fosse risultato eletto Presidente del Cile.

Destra[modifica | modifica sorgente]

La destra cilena rappresentata dal Partito Nazionale Cileno e da dissidenti radicali sostenne la candidatura dell'ex Presidente Jorge Alessandri in qualità di indipendente conservatore. Obiettivo della candidatura era il proseguimento della tradizionale politica di stampo conservatrice e liberista in campo economico in alternativa alla nazionalizzazione proposta sia dalla sinistra sia dalla Democrazia Cristiana.

Gli Stati Uniti finanziarono la sua campagna elettorale, come con Eduardo Frei Montalva, ma i fondi destinati alla destra furono solo di 350.000$. Gli USA sostennero la campagna elettorale della destra nel timore che Allende vincesse le elezioni e trascinasse il paese nell'area dell'Unione Sovietica.

Democrazia Cristiana[modifica | modifica sorgente]

Simbolo della Democrazia Cristiana.

La Democrazia Cristiana sostenne la candidatura di Radomiro Tomic, esponente dell'ala sinistra del partito, critico del centrismo di Eduardo Frei Montalva e sostenitore del modello del centro-sinistra e favorevole alla nazionalizzazione di alcune imprese private di interesse pubblico. Tomic propose un'alleanza con l'Unidad Popular sia in caso di vittoria che di sconfitta alle elezioni per creare un'alternativa alla destra liberista e conservatrice. Frei Montalva non sostenne la sua candidatura e nei confronti della sfida elettorale rimase neutrale, sostenendo nessuno dei tre candidati.

La vicinanza con la UP si concretizzò con un patto stipulato sia con la destra che con la sinistra: la DC riconosceva la vittoria di Allende se questo avesse preso più di 5.000 voti rispetto ad un altro candidato e 100.000 nel caso della vittoria di Alessandri.

Questa vicinanza alla sinistra non piacque però all'elettorato di centro e di centro-destra che nel 1964 sostenne Frei Montalva. Per questo motivo Tomic risultava terzo nei sondaggi ed era considerato vicino alle posizioni di Allende, specialmente in ambito economico e nella politica estera anche se oppositore alla vicinanza con l'URSS ma critico anche verso gli Stati Uniti.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

L'elezione presidenziale si svolse senza incidenti e senza tensioni nei seggi elettorali contrariamente al clima elettorale creatosi durante la campagna elettorale. I risultati definitivi furono: Allende 36,2%, Alessandri 35,8%, Tomic 27,9%.

Il candidato progressista della DC riconobbe la vittoria di Allende come previsto dal patto segreto stipulato con la Unidad Popular.

Candidato Partito/Coalizione Voti  %
Salvador Allende Gossens Unidad Popular (UP) 1.066.372 36,29%
Jorge Alessandri Rodríguez Indipendente (Conservatore) 1.050.863 35,76%
Radomiro Tomic Democracia Cristiana 821.350 27,95%
Totale voti validi 2.943.561

[1]

Ratifica del Congresso Nazionale[modifica | modifica sorgente]

Dato che nessun candidato ricevette la maggioranza assoluta, il Congresso doveva eleggere come presidente Allende o Alessandri. L'elezione di Alessandri sembrava scontata, tuttavia il 22 ottobre dello stesso anno fu ucciso il gen. Schneider, di tendenza progressista e vicino alle istanze di Allende, da un gruppo radicale di destra vicini ad Alessandri.

La DC rimase scandalizzata e decise di appoggiare Allende in cambio della firma di un documento in cui Allende prometteva di non trasformare lo Stato Cileno in uno stato comunista. Allende accettò e la DC sostenne la sua elezione pur rimanendo all'opposizione. Il 3 novembre ufficialmente Allende divenne presidente.

Candidato Partito/Coalizione Voti  %
Salvador Allende Gossens Unidad Popular (UP) 153 81,38%
Jorge Alessandri Rodríguez Indipendente (Conservatore) 35 18,62%
Schede bianche 7
Totale voti 188 100%

[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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