Elezioni politiche italiane del 1987

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Elezioni politiche italiane 1987
Stato Italia Italia
Data 14 giugno 1987
Legislatura X Legislatura
Ciriaco de Mita.jpg Natta.jpg Bettino Craxi-1.jpg
Leader Ciriaco
De Mita

(Segretario[1])
Alessandro
Natta

(Segretario[1])
Bettino
Craxi

(Segretario[1])
Partito Democrazia
Cristiana
Partito Comunista Italiano Partito Socialista Italiano
Coalizione Pentapartito Nessuna Pentapartito
Voti 13.233.620[2][3]
34,31 %
10.250.644[2][3]
26,57 %
5.501.696[2][3]
14,27 %
Seggi
234 / 630
(Camera)
125 / 315
(Senato)
177 / 630
(Camera)
101 / 315
(Senato)
94 / 630
(Camera)
36 / 315
(Senato)
Differenza % Green Arrow Up.svg1,38 Red Arrow Down.svg3,32 Green Arrow Up.svg2,83
Differenza seggi Green Arrow Up.svg14[4] Red Arrow Down.svg27[4] Green Arrow Up.svg19[4]
Elezioni Camera 1987 Comuni.png
Presidente del Consiglio uscente
Amintore Fanfani (DC)
Left arrow.svg 1983 1992 Right arrow.svg

Le elezioni politiche italiane del 1987 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 14 giugno 1987.

Sistema di voto[modifica | modifica sorgente]

Le elezioni politiche del 1987 si tennero con il sistema di voto introdotto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, dopo essere stato approvato dalla Consulta Nazionale il 23 febbraio 1946. Concepito per gestire le elezioni dell'Assemblea Costituente previste per il successivo 2 giugno, il sistema fu poi recepito come normativa elettorale per la Camera dei deputati con la legge n. 6 del 20 gennaio 1948. Per quanto riguarda il Senato della Repubblica, i criteri di elezione vennero stabiliti con la legge n. 29 del 6 febbraio 1948 la quale, rispetto a quella per la Camera, conteneva alcuni piccoli correttivi in senso maggioritario, pur mantenendosi anch'essa in un quadro largamente proporzionale.

Secondo la suddetta legge del 1946, i partiti presentavano in ogni circoscrizione una lista di candidati. L'assegnazione di seggi alle liste circoscrizionali avveniva con un sistema proporzionale utilizzando il metodo dei divisori con quoziente Imperiali; determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all'interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un massimo di quattro candidati.

I seggi e i voti residuati a questa prima fase venivano raggruppati poi nel collegio unico nazionale, all'interno del quale gli scranni venivano assegnati sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando ora il quoziente Hare naturale ed esaurendo il calcolo tramite il metodo dei più alti resti.

Differentemente dalla Camera, la legge elettorale del Senato si articolava su base regionale, seguendo il dettato costituzionale (art.57). Ogni Regione era suddivisa in tanti collegi uninominali quanti erano i seggi ad essa assegnati. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze: tale soglia, oggettivamente di difficilissimo conseguimento, tradiva l'impianto proporzionale su cui era concepito anche il sistema elettorale della Camera Alta. Qualora, come normalmente avveniva, nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati in liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hont delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti i candidati con le migliori percentuali di preferenza.

Circoscrizioni[modifica | modifica sorgente]

Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 32 circoscrizioni plurinominali ed al Senato della Repubblica in 20 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti:

  1. Torino (Torino, Novara, Vercelli);
  2. Cuneo (Cuneo, Alessandria, Asti);
  3. Genova (Genova, Imperia, La Spezia, Savona);
  4. Milano (Milano, Pavia);
  5. Como (Como, Sondrio, Varese);
  6. Brescia (Brescia, Bergamo);
  7. Mantova (Mantova, Cremona);
  8. Trento (Trento, Bolzano);
  9. Verona (Verona, Padova, Vicenza, Rovigo);
  10. Venezia (Venezia, Treviso);
  11. Udine (Udine, Belluno, Gorizia);
  12. Bologna (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì);
  13. Parma (Parma, Modena, Piacenza, Reggio Emilia);
  14. Firenze (Firenze, Pistoia);
  15. Pisa (Pisa, Livorno, Lucca, Massa e Carrara);
  16. Siena (Siena, Arezzo, Grosseto);
  17. Ancona (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno);
  18. Perugia (Perugia, Terni, Rieti);
  19. Roma (Roma, Viterbo, Latina, Frosinone);
  20. L'Aquila (Aquila, Pescara, Chieti, Teramo);
  21. Campobasso (Campobasso, Isernia;
  22. Napoli (Napoli, Caserta);
  23. Benevento (Benevento, Avellino, Salerno);
  24. Bari (Bari, Foggia);
  25. Lecce (Lecce, Brindisi, Taranto);
  26. Potenza (Potenza, Matera);
  27. Catanzaro (Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria);
  28. Catania (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna);
  29. Palermo (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta);
  30. Cagliari (Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano);
  31. Valle d'Aosta (Aosta);
  32. Trieste (Trieste).

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni del Senato della Repubblica furono invece le seguenti:

  1. Piemonte;
  2. Valle D'Aosta;
  3. Lombardia;
  4. Trentino-Alto Adige;
  5. Veneto;
  6. Friuli-Venezia Giulia;
  7. Liguria;
  8. Emilia-Romagna;
  9. Toscana;
  10. Umbria;
  11. Marche;
  12. Lazio;
  13. Abruzzo;
  14. Molise;
  15. Campania;
  16. Puglia;
  17. Basilicata;
  18. Calabria;
  19. Sicilia;
  20. Sardegna.

Quadro politico[modifica | modifica sorgente]

La precedente legislatura vide la formazione di due governi guidati da Bettino Craxi, fatto eccezionale poiché per la prima volta nella storia repubblicana, venne affidata la presidenza del consiglio sotto la guida di un partito di sinistra. Le elezioni del 1983 infatti, consegnarono alle aule parlamentari una composizione di eletti che vide un ridottissimo scarto di differenza fra i seggi assegnati alla DC e quelli assegnati al PCI: solamente 27 alla Camera e 13 al Senato, una differenza mai così bassa dall'avvento della repubblica. La DC infatti, alla precedente tornata elettorale, scese per la prima volta al di sotto del 35% dei consensi, fattore questo che contribuì alla necessità della formazione del Pentapartito.

Principali forze politiche[modifica | modifica sorgente]

Lista Collocazione Ideologia Segretario[1]
Democrazia Cristiana Centro Cristianesimo democratico, Centrismo, Popolarismo, Antifascismo, Anticomunismo Ciriaco De Mita
Partito Comunista Italiano Sinistra Comunismo, Eurocomunismo, Marxismo-Leninismo, Antifascismo Alessandro Natta
Partito Socialista Italiano Centro-sinistra Socialdemocrazia, Socialismo, Socialismo liberale, Liberalismo sociale Bettino Craxi
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale Destra Neofascismo, Nazionalismo, Anticomunismo Giorgio Almirante
Partito Repubblicano Italiano Centro Repubblicanesimo, Mazzinianesimo, Centrismo Giovanni Spadolini
Partito Socialista Democratico Italiano Centro-sinistra Socialdemocrazia, Socialismo, Atlantismo Franco Nicolazzi
Partito Liberale Italiano Centro-destra Liberalismo, Liberismo, Anticomunismo Renato Altissimo
Partito Radicale Centro-sinistra Radicalismo, Liberalismo, Libertarismo Giovanni Negri
Federazione dei Verdi Sinistra Ecologia, Pacifismo, Ambientalismo Gianni Mattioli
Democrazia Proletaria Sinistra Comunismo, Eurocomunismo, Ecosocialismo, Antifascismo Mario Capanna

Campagna elettorale[modifica | modifica sorgente]

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grafico delle elezioni politiche italiane.

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

Partiti maggioritari nelle singole circoscrizioni elettorali.
Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Democrazia Cristiana (DC) 34,31 13.233.620 234 Green Arrow Up.svg1,38 Green Arrow Up.svg9
Partito Comunista Italiano (PCI) 26,57 10.250.644 177 Red Arrow Down.svg3,32 Red Arrow Down.svg21
Partito Socialista Italiano (PSI) 14,27 5.501.696 94 Green Arrow Up.svg2,83 Green Arrow Up.svg21
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) 5,91 2.281.126 35 Red Arrow Down.svg0,9 Red Arrow Down.svg7
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 3,70 1.428.663 21 Red Arrow Down.svg1,38 Red Arrow Down.svg8
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) 2,96 1.140.209 17 Red Arrow Down.svg1,13 Red Arrow Down.svg6
Partito Radicale (PR) 2,56 987.720 13 Green Arrow Up.svg0,37 Green Arrow Up.svg2
Liste Verdi (LV) 2,51 969.218 13 - Green Arrow Up.svg13
Partito Liberale Italiano (PLI) 2,10 809.946 11 Red Arrow Down.svg0,79 Red Arrow Down.svg5
Democrazia Proletaria (DP) 1,66 641.901 8 Green Arrow Up.svg0,19 Green Arrow Up.svg1
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,52 202.022 3 Green Arrow Up.svg0,02 Straight Line Steady.svg
Lega Lombarda (LL) 0,48 186.255 1 - Green Arrow Up.svg1
Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) 0,44 169.978 2 Green Arrow Up.svg0,19 Green Arrow Up.svg1
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV-ADP-PRI)[5] 0,11 41.707 1 Green Arrow Up.svg0,03 Green Arrow Up.svg1
Altre liste 1,89 728.209 0 - -
Totale[6] 100,00 38.571.508 630

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Partiti maggioritari nelle singole circoscrizioni elettorali.
Lista Voti (%) Voti Seggi Differenza (%) Green Arrow Up.svg/Red Arrow Down.svg
Democrazia Cristiana (DC) 33,62 10.897.036 125 Green Arrow Up.svg1,21 Green Arrow Up.svg5
Partito Comunista Italiano (PCI) 28,33 9.181.579 101 Red Arrow Down.svg2,48 Red Arrow Down.svg6
Partito Socialista Italiano (PSI) 10,91 3.535.457 36 Red Arrow Down.svg0,48 Green Arrow Up.svg5
Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) 6,54 2.121.026 16 Red Arrow Down.svg0,81 Red Arrow Down.svg2
Partito Repubblicano Italiano (PRI) 3,85 1.248.641 8 Red Arrow Down.svg0,82 Red Arrow Down.svg2
PSI - PSDI - PR[7] 2,97 962.215 9 - -
Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) 2,36 764.370 5 Red Arrow Down.svg1,45 Red Arrow Down.svg2
Partito Liberale Italiano (PLI) 2,16 700.330 3 Red Arrow Down.svg0,53 Red Arrow Down.svg1
Federazione dei Verdi (FdV) 1,96 634.182 1 Green Arrow Up.svg1,96 Green Arrow Up.svg2
Partito Radicale (PR) 1,77 572.461 3 Green Arrow Up.svg0,04 Green Arrow Up.svg2
Democrazia Proletaria (DP) 1,52 493.667 1 - -
Südtiroler Volkspartei (SVP) 0,53 171.539 2 - -
Lega Lombarda (LL) 0,42 137.276 1 - -
Partito Sardo d'Azione (PSd'Az) 0,38 124.266 1 - -
Alleanza Laico Socialista (ALS)[8] 0,26 84.883 1 - -
PSI - PSDI - PR - Verdi[9] 0,18 58.501 1 - -
Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV-ADP-PRI)[5] 0,11 35.830 1 - -
Altre liste 2,13 690.602 0 - -
Totale[10] 100,00 32.413.861 315

Eletti[modifica | modifica sorgente]

Camera dei deputati[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Deputati della X Legislatura della Repubblica Italiana e Eletti alla Camera dei deputati nelle elezioni politiche italiane del 1987.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[11], per partito, alla Camera:

Lista Seggi
Democrazia Cristiana 234
Partito Comunista Italiano 177
Partito Socialista Italiano 94
Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale 35
Partito Repubblicano Italiano 21
Partito Socialista Democratico Italiano 17
Partito Radicale 13
Liste Verdi 13
Partito Liberale Italiano 11
Democrazia Proletaria 8
Partito Popolare Sudtirolese 3
Partito Sardo d'Azione 2
Lega Lombarda 1
Union Valdôtaine[12] 1
Totale 630[6]

Senato della Repubblica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Senatori della X Legislatura della Repubblica Italiana e Eletti al Senato della Repubblica nelle elezioni politiche italiane del 1987.

Di seguito viene proposta l'attribuzione finale dei seggi[13], per partito, al Senato:

Lista Seggi
Democrazia Cristiana 125
Partito Comunista Italiano 101
Partito Socialista Italiano[14] 43
Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale 16
Partito Repubblicano Italiano 8
Partito Socialista Democratico Italiano[15] 6
Partito Liberale Italiano 3
Partito Radicale 3
Partito Popolare Sudtirolese 2
Socialisti Indipendenti[16] 2
Liste Verdi[17] 2
Democrazia Proletaria 1
Partito Sardo d'Azione 1
Lega Lombarda 1
Union Valdôtaine[18] 1
Totale 315[19]

Analisi territoriale del voto[modifica | modifica sorgente]

Partiti maggioritari nelle singole province per la Camera.

Rispetto alle precedenti elezioni, Il Partito Comunista italiano subisce un notevole calo di voti in favore di Democrazia Cristiana e Partito Socialista Italiano, perdendo le province di Piacenza (Emilia-Romagna), di Roma (Lazio), di Milano (Lombardia), di Ascoli Piceno (Marche), di Novara (Piemonte), di Cagliari (Sardegna) e di Venezia (Veneto)[6].

Conseguenze del voto[modifica | modifica sorgente]

Il Partito Socialista Italiano guidato da Bettino Craxi (che tra il 1983 e il 1987 aveva guidato due governi di Pentapartito) ottenne il miglior risultato dal 1958. La Democrazia Cristiana recuperò consensi rispetto al 1983; fu un proprio esponente, Giovanni Goria, il presidente del Consiglio nominato dopo questa consultazione. Il Partito Comunista Italiano, alle prime elezioni dopo la scomparsa di Enrico Berlinguer (avvenuta tre anni prima), perse diversi voti e questa fu l'ultima consultazione per il rinnovo di Camera e Senato a cui il PCI partecipò.

La "novità" di queste consultazioni furono le Liste Verdi, che ottennero alla Camera quasi un milione di voti. Iniziava inoltre la sua storia parlamentare anche la Lega Lombarda, che ottenne un seggio in entrambi i rami del Parlamento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d Segretario del partito alla data delle elezioni
  2. ^ a b c Voti del partito alla Camera dei Deputati
  3. ^ a b c Elezioni 1987 risultati Camera dei Deputati, Ministero dell'Interno. URL consultato il 16 aprile 2013.
  4. ^ a b c Differenza rispetto alle precedenti elezioni, della somma totale dei seggi di camera e senato del partito
  5. ^ a b Candidatura autonomista presentata in Valle d'Aosta.
  6. ^ a b c Ministero dell'Interno - archivio storico delle Elezioni
  7. ^ Candidature presentate in Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria. Eletti i socialisti Delio Meoli per Genova III, Luigi Covatta per Ferrara, Renzo Santini per Portomaggiore, Fabio Fabbri per Parma, Silvano Signori per Grosseto, Sisinio Zito per Locri; i socialisti indipendenti Gianfranco Mariotti per La Spezia e Giuseppe Lelio Petronio per Lamezia Terme; il socialdemocratico Antonio Cariglia per Massa-Carrara. I socialisti indipendenti furono quei senatori prestati dal PSI ai radicali per permettere la creazione di un loro gruppo parlamentare, il Gruppo Federalista Europeo Ecologista.
  8. ^ Candidature presentate in Sardegna dalla coalizione formata da: Partito Socialista Italiano, Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Repubblicano Italiano, Partito Liberale Italiano e Partito Radicale. Eletto il socialista Paolo Fogu per Iglesias.
  9. ^ Candidature presentate in Trentino-Alto Adige. Eletto il verde Marco Boato per Trento.
  10. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  11. ^ Ministro dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  12. ^ Eletto il deputato Luciano Caveri nella lista unica UV-ADP-PRI presentata nella circoscrizione Valle d'Aosta
  13. ^ Ministro dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni
  14. ^ Compreso il senatore Paolo Fogu eletto nella lista Alleanza Laico Socialista presentata nella circoscrizione Sardegna, collegio di Iglesias, ed i senatori Delio Meoli, Luigi Covatta, Renzo Santini, Fabio Fabbri, Silvano Signori, Sisinio Zito eletti nella lista unica PSI-PSDI presentata nella circoscrizioni Liguria, Emilia-Romagna, Toscana e Calabria, rispettivamente nei collegi di Genova III, Ferrara, Portomaggiore, Parma, Grosseto e Locri
  15. ^ Compreso il sentore Antonio Cariglia eletto nella lista unica PSI-PSDI nella circoscrizione Toscana, collegio di Massa-Carrara
  16. ^ Eletti i senatori Gianfranco Mariotti e Giuseppe Lelio Petronio nella lista unica PSI-PSDI presentata nelle circoscrizioni Liguria e Calabria, rispettivamente nei collegi di La Spezia e Lamezia Terme. I socialisti indipendenti furono quei senatori prestati dal PSI ai radicali per permettere la creazione di un loro gruppo parlamentare, il Gruppo Federalista Europeo Ecologista.
  17. ^ Compreso il senatore Marco Boato nella lista unica PSI-PSDI-PR-VERDI presentata nella circoscrizione Trentino Alto Adige, collegio di Trento
  18. ^ Eletto il senatore Cesare Dujany nella lista unica UV-ADP-PRI presentata nella circoscrizione Valle d'Aosta
  19. ^ Ministero dell'Interno - Archivio storico delle Elezioni

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Costituzione della Repubblica Italiana

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]