Elezioni parlamentari polacche del 2011

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Elezioni parlamentari polacche del 2011
Stato Polonia Polonia
Data 9 ottobre 2011
Donald Tusk 3.jpg Kaczynski Jaroslaw 1 067.JPG Janusz Palikot. 2.JPG
Leader Donald Tusk Jarosław Kaczyński Janusz Palikot
Partito Piattaforma Civica Diritto e Giustizia Movimento Palikot
Voti 5.474.237
39,18 %
4.250.419
28,89 %
1.422.856
10,02 %
Seggi 207 157 40
Wybory parlamentarne 2011 zabory powiaty.png
Primo ministro
Donald Tusk
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Polonia

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Le elezioni parlamentari polacche del 2011 si sono tenute il 9 ottobre. Esse hanno visto la vittoria di Piattaforma Civica di Donald Tusk, che è stato confermato Primo ministro.

Risultati[modifica | modifica sorgente]

Risultati al Sejm
Risultati elettorali al Sejm per contea
Risultati elettorali al Senato per circoscrizione
Liste Voti  % Seggi Sejm +/- Seggi Senato +/-
Piattaforma Civica 5.474.237 39,18 207 -2 63 +3
Diritto e Giustizia 4.250.419 29,89 157 -9 31 -8
Movimento Palikot 1.422.856 10,02 40 +40 0
Partito Popolare Polacco 1.188.740 8,36 28 -3 2 +2
Alleanza della Sinistra Democratica 1.173.963 8,24 27 -26 0 0
La Polonia è la più importante 311.955 2,19 0 0
Congresso della Nuova Destra 151.084 1,06 0 0
Unione Laburista 78.405 0,55 0 0
Destra della Repubblica-Unione per la Politica Reale 35.169 0,24 0 0
Minoranza Tedesca 28.014 0,20 1 0
Polonia, nostra patria 9.733 0,05 0 0
Indipendenti 4 +3
Totale 14.369.503   460 100

Fonti: Commissione Elettorale Polacca

Sistema elettorale[modifica | modifica sorgente]

Sono stati eletti sia i 460 deputati del Sejm che i 100 senatori del Senato. I candidati alla camera bassa, il Sejm, sono nominati sia dai comitati elettorali dei vari partiti politici, che da singoli comitati di votanti.[1] Per il Sejm, l'elezione si è svolta con sistema proporzionale con liste di partito con metodo D'Hondt in circoscrizioni multiseggio, 41 in totale,[2] con una soglia del 5% per i singoli partiti e dell'8% per le coalizioni (restrizione non richiesta per le minoranze linguistiche).

Quelle del 2011 sono state le prime elezioni ad essere regolate da una nuova legge, il Codice Elettorale che ha introdotto notevoli cambiamenti nella procedura di voto. Il sistema elettorale del Senato è stato cambiato in un sistema con collegi uninominali, con un senatore eletto in ognuna delle 100 circoscrizioni a singolo seggio.[3] Tra gli altri cambiamenti vi sono i seguenti:

  • gli anziani e i disabili sono stati autorizzati al voto per delega;
  • i non vedenti hanno potuto usare il Braille;
  • è stata introdotta la parità dei sessi sulle liste elettorali: almeno il 35% dei candidati al Sejm doveva essere uomo o donna.

Vi sono stati 25.993 candidati per 30.512.850 elettori.[4]

Circoscrizioni del Senato.

La data delle elezioni[modifica | modifica sorgente]

La data elettorale, il 9 ottobre, è stata scelta dal Presidente della Polonia Bronisław Komorowski,[5] ed è stata annunciata il 4 luglio. L'ultima data possibile per lo svolgimento delle elezioni era il 30 ottobre 2011,[5] quattro anni dopo le precedenti elezioni. Prima dell'annuncio della data, le date considerate più probabili erano state il 16 ottobre o il 23 ottobre.[6]

Nonostante la coalizione di governo godesse di una forte maggioranza, si pensò a posticipare le elezioni alla primavera del 2012,[7] per evitare che la campagna elettorale interrompesse la Presidenza polacca del Consiglio dell'Unione europea, in corso nella seconda metà del 2011. L'idea era sostenuta dall'Alleanza della Sinistra Democratica e da La Polonia è la più importante, ma fu fermamente contestata da Diritto e Giustizia.[8] Il Maresciallo del Sejm, Grzegorz Schetyna di Piattaforma Civica, non reputò le elezioni anticipate una scelta possibile.[9]

Piattaforma Civica preferiva un'elezione il 23 ottobre.[10] Dato che la Commissione Elettorale Nazionale aveva deciso che il 30 ottobre era troppo vicino alla festività di Ognissanti,[11] e le elezioni si tengono solitamente la domenica, il 23 ottobre era l'ultima data per tenere le elezioni. Alla fine, Komorowski decise per il 9 ottobre.

Fu proposta anche l'idea di votare in due giorni anziché uno, per aumentare l'affluenza degli elettori.[10] Dato però che un'elezione di due giorni sarebbe costata 130-140 milioni di złoty, rispetto ai 90 milioni per un'elezione che si tiene in un singolo giorno, l'idea è stata rigettata.[11]

Partiti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Partiti politici polacchi.

Piattaforma Civica (PO), il maggiore partito della coalizione guidato dal Primo Ministro Donald Tusk cercava la rielezione. I sondaggi degli ultimi quattro anni mostravano chiaramente che PO aveva la percentuale maggiore di sostegno popolare tra tutti i partiti politici. PO cercava sia di ottenere la maggioranza da solo, sia di continuare la coalizione con il partito minore PSL (Partito Popolare Polacco). Durante la campagna elettorale, Tusk escluse la possibilità di una coalizione sia con Diritto e Giustizia, sia col Movimento di Palikot.

Diritto e Giustizia (PiS) era il secondo partito uscito dalle elezioni del 2007 e fu il partito guida della coalizione dal 2005 al 2007. La maggiore difficoltà di PiS in queste elezioni non sono state solo nel forte consenso di PO, ma il fatto di trovare un partner di coalizione. Jarosław Kaczyński aveva già escluso la possibilità di allearsi sia con gli ex comunisti dell'Alleanza della Sinistra Democratica, sia col Movimento di Palikot; inoltre, le relazioni con il PSL (tradizionalmente visto dai media come partner di coalizione opportunista, pronto ad allearsi con chiunque) erano già tesi, specialmente dopo le recenti dichiarazioni di Adam Hofman che attaccavano i membri del PSL dopo la trasmissione degli spot televisivi elettorali di PSL.

Alleanza della Sinistra Democratica (SLD), il maggiore partito di sinistra in Polonia, dal 2005 cerca di riconquistare la sua posizione all'interno dei due maggiori partiti polacchi. Un grande risultato per SLD in queste elezioni, oppure un cattivo risultato di PSL (il partner di coalizione più probabile per PO) avrebbe potuto obbligare PO a cercare un'alleanza con SLD; questo fatto non si è poi verificato.

Il Partito Popolare Polacco (PSL) è un partito agrario; era il partner minoritario nel governo di coalizione con PO dal 2007. Nonostante alcuni sondaggi dessero il sostegno al PSL pericolosamente vicino alla soglia del 5%, il partito ha ottenuto risultati migliori, anche se di poco, rispetto a quanto indicavano i sondaggi. PSL è visto generalmente come partner di coalizione che non disdegna alleanze con qualsiasi partito, a seconda delle necessità.

La Polonia è la più importante (PJN) è un nuovo partito sulla scena politica polacca, nato da una scissione di PiS a seguito delle elezioni presidenziali polacche del 2010. La rappresentanza parlamentare futura di PJN era incerta, dato che molti sondaggi davano il sostegno popolare sotto la soglia del 5%. Il partito aveva sofferto una crisi interna quasi costante sin dalla fondazione, tanto che molti suoi deputati lasciarono il partito per accedere ad altri partiti in Parlamento; tra questi vi fu la presidentessa Joanna Kluzik-Rostkowska, che passò a PO. I commentatori politici sostengono che PJN non sia riuscito a mostrarsi come alternativa reale sulla scena politica, ma è stato invece percepito solo come una debole variazione dal partito da cui si è staccato.

Il Movimento Palikot (RP) è una fazione scissasi da PO per seguire il deputato Janusz Palikot dopo che era stato espulso dal partito per i suoi riferimenti scandalosi all'ex Presidente Lech Kaczyński. Come il PJN, RP era visto come uno dei sei partiti che, secondo i sondaggi, aveva effettivamente la probabilità di entrare in Parlamento. RP, sulla scena politica polacca, si distingue dagli altri partiti perché mette grande enfasi sui caratteri anticlericali del proprio programma (nella pratica usuale, in Polonia i partiti provano ad ottenere il sostegno non ufficiale della Chiesa, o quantomeno non cercano di apparire anticlericali) insieme ad appelli per porre fine alla politica anti-abortista e per introdurre i matrimoni civili per persone dello stesso sesso. In ambito economico, RP si rifà sia a idee di sinistra, che di destra.

Tra gli altri partiti che si sono presentati in tutti i 41 distretti elettorali per il Sejm nel 2011 vi è il Partito Laburista Polacco (PPP). Tra gli altri partiti vi è stato il Congresso della Nuova Destra (KNP), in 21 distretti, Destra della Repubblica (PR, 20 distretti), Polonia nostra patria (NDP, 9 distretti) e Minoranza Tedesca (MN, 1 solo distretto). Con l'eccezione della minoranza tedesca (che essendo un partito di minoranza etnica è esente dal raggiungere la soglia del 5% per accedere al Sejm), secondo i sondaggi tutti questi partiti non potevano raggiungere la soglia di accesso al Parlamento. Altri partiti minori hanno deciso di non partecipare alle elezioni in modo indipendente, optando per negoziare un posto sulle liste elettorali del partiti maggiori.

I sondaggi avevano predetto una vittoria per Piattaforma Civica con il 39,6% dei voti, e per Diritto e Giustizia un 30,1%, il che sarebbe stato sufficiente per guidare un governo di coalizione.[12] Alla fine dei conteggi, l'affluenza dei votanti è stata del 48,92%. Al Sejm, Poznań ha fatto registrare l'affluenza maggiore (60,2%), mentre Elbląg ha avuto l'affluenza peggiore, con il 41,24%. I voti validi sono stati il 95,48%. Al Senato, l'affluenza è stata del 48,92%, con il collegio di Varsavia I che ha registrato l'affluenza maggiore (73,61%), mentre quello di Opole ha avuto l'affluenza peggiore (38,1%). I voti validi sono stati il 96,57% del totale.[13]

Piattaforma Civica (PO) ha ottenuto la maggioranza relativa, con 207 seggi al Sejm, seguita da Diritto e Giustizia (PiS) con 157 seggi. Il movimento di Palikot ha ottenuto 40 seggi, mentre il secondo partito della coalizione di governo, il Partito Popolare Polacco, ha conquistato 28 seggi. L'Alleanza della Sinistra Democratica ha avuto 27 seggi.[14] Al Senato, PO ha conquistato la maggioranza assoluta, con 63 seggi, mentre PiS ne ha avuti solo 31. L'unico altro partito ad avere rappresentanza in Senato è stato il Partito Popolare Polacco, con 2 seggi; sono inoltre stati eletti quattro indipendenti.[15]

Il Primo Ministro Donald Tusk, di Piattaforma Civica, ha affermato che "il più alto onore per me e per Piattaforma Civica è che lavoreremo per i prossimi quattro anni per voi, a prescindere di quello che avete votato oggi. Nei prossimi quattro anni lavoreremo ancora di più."[14] I leader di Diritto e Giustizia, Jarosław Kaczyński, ha riconosciuto la sconfitta.[16] I mercati finanziari polacchi hanno reagito positivamente ai risultati elettorali, con lo złoty che ha guadagnato terreno.[17]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Sejm of the Republic of Poland
  2. ^ Election Resources on the Internet: Elections to the Polish Sejm, Part I
  3. ^ Poland 2011 « World Elections
  4. ^ Elections 2011 - Geography
  5. ^ a b President to choose election date in TheNews.pl, Polskie Radio, 24 febbraio 2010. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  6. ^ Parliamentary elections on October 16 or 23 - Warsaw Business Journal - Online Portal - wbj.pl
  7. ^ An interview with Joanna Kluzik-Rostkowska in The Economist, 1º dicembre 2010. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  8. ^ > Spring elections before Poland's EU presidency? in TheNews.pl, Polskie Radio, 10 dicembre 2010. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  9. ^ 'Poland should hold election during EU presidency' in TheNews.pl, Polskie Radio, 3 gennaio 2011. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  10. ^ a b PM and president discuss possible election date in TheNews.pl, Polskie Radio, 2 marzo 2011. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  11. ^ a b State commission gives possible election dates in TheNews.pl, Polskie Radio, 24 febbraio 2011. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  12. ^ Exit polls favour Poland's ruling party - Europe - Al Jazeera English
  13. ^ Elections 2011 - Results of voting
  14. ^ a b Poland re-elects PM Donald Tusk, BBC News.
  15. ^ Elections 2011 - Senate Results, Wybory2011.pkw.gov.pl. URL consultato il 12 ottobre 2011.
  16. ^ Polish PM wins second term - Europe - Al Jazeera English
  17. ^ Poland re-elects PM Donald Tusk | World news | The Guardian

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