Elezioni nell'Autorità Nazionale Palestinese

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Le Elezioni nell'Autorità Nazionale Palestinese (Anp) fornisce informazioni sulle elezioni e risultati delle elezioni nei territori palestinesi in cui è stato consentito lo svolgimento delle elezioni.

L'ANP elegge a livello nazionale un Presidente e un consiglio legislativo di 133 membri. L'ANP ha un sistema multipartitico, nel quale Fatah è stato il partito dominante.

Elezioni generali palestinesi del 20 gennaio 1996[modifica | modifica wikitesto]

Elezioni della presidenza dell'Autorità Nazionale Palestinese del 9 gennaio 2005[modifica | modifica wikitesto]

Queste elezioni si sono svolte in seguito alla morte l'11 novembre 2004 di Yasser Arafat, presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese dalla sua nascita nel 1994, eletto il 20 gennaio 1996 e capo dell'OLP da decenni. Nonostante le accuse di corruzione e nepotismo rivolte a lui e a molti suoi collaboratori, il suo carisma di guerrigliero da decenni impegnato nella causa palestinese, sfuggito numerose volte alla morte, lo aiutava a dare un minimo di unità ai palestinesi tenendo parzialmente sotto controllo le fazioni più riottose. Inoltre garantiva il predominio del suo partito al-Fath, anche se l'ascesa dei movimenti radicali islamici Hamas e Jihad Islamica era fortissima. Alla sua morte si rischiava un pericoloso vuoto di potere, cui tentava di porre rimedio il presidente provvisorio Abū Māzen (Mahmūd ʿAbbās), esponente della vecchia guardia di Fatah, ma più favorevole a riforme nel sistema di governo. Quest'ultimo indiceva le elezioni presidenziali per il 9 gennaio 2005, in cui si presentava come candidato nettamente favorito, anche a causa del boicottaggio del più forte movimento di opposizione Hamas e della Jihad Islamica. Le elezioni erano tuttavia più pluraliste delle precedenti e vedevano la partecipazione di altri sei candidati, di diversi partiti e movimenti di opposizione laica.
I rivali più accreditati di Abū Māzen erano Mustafa Barghuthi, lontano parente del leader della Seconda Intifada, Marwan Barghuthi, ma non collegato a lui politicamente, candidato indipendente appoggiato da movimenti della società civile, tra cui il suo, Iniziativa Nazionale Palestinese e dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina; Taysir Khald del Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina. Dei due, Mustafa Barghuthi ha ottenuto una buona affermazione, ottenendo più del 20% dei voti validi e intercettando probabilmente molti voti di protesta, mentre Taysir Khald, come pure il candidato dell'altro movimento palestinese di sinistra, Bassam al-Salhi del Partito Popolare Palestinese, hanno conseguito complessivamente soltanto poco più del 6%. Il trionfatore di queste elezioni, che hanno avuto un'affluenza stimabile intorno al 60% nonostante il boicottaggio di Hamas, è stato dunque Mahmūd ʿAbbās, che con oltre il 60% dei voti ha confermato la forza che ancora aveva lo storico partito al-Fath all'inizio del 2005, subito dopo la morte di Yasser Arafat.

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Candidati Partiti Voti %
Mahmud Abbas al-Fath 501 448 62,52
Mustafa Barghuthi indipendente 156 227 19,48
Taysir Khald Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina 26 848 3,35
Abdel Halim al-Ashqar indipendente 22 171 2,76
Bassam al-Salhi Partito Popolare Palestinese 21 429 2,67
Sayyid Baraka indipendente 10 406 1,30
Abd al-Karim Shubeyr indipendente 5 717 0,71
Schede nulle 30 672 3,82
Schede bianche 27 159 3,39
Totale voti 802 077 100,00

Fonte: Wikipedia - Elections by country, in inglese

Elezioni del Consiglio Legislativo Palestinese del 25 gennaio 2006[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elezioni legislative palestinesi del 2006.

Elezioni del Consiglio Legislativo Palestinese del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Le prossime elezioni dovrebbero svolgersi meno di sei mesi dopo aprile 2014.[1]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Palestinian unity government sworn in by Mahmoud Abbas, BBC, 2 giugno 2014. URL consultato il 5 giugno 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]