Elephas recki

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Elephas recki
Stato di conservazione: Fossile
Periodo di fossilizzazione: Pleistocene
Elephas reckii.jpg
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Superordine Afrotheria
Ordine Proboscidea
Famiglia Elephantidae
Genere Elephas
Specie Elephas recki
Nomenclatura binomiale
Elephas recki
Dietrich[1][2], 1915
Sinonimi

Palaeoloxodon recki, 2008[3]
(taxon ricombinato)

Areale

Elephas recki è un mammifero elefantide estinto del genere Elephas (a cui appartiene anche l'elefante asiatico). La specie visse in Africa tra 3,5 a 1 Ma e, con un'altezza al garrese fino a 4,5 m, fu uno degli elefanti più grandi mai vissuti. Si estinse alla metà del Pleistocene per la competizione con altri membri del genere Loxodonta (che comprende le due specie tutt'ora viventi di elefanti africani).

[modifica] Tassonomia

Il paleontologo Michel Beden ha distinto, nei suoi studi, cinque sottospecie:[4][5][6]

  • Elephas recki brumti (Beden, 1980)
  • Elephas recki shungurensis (Beden, 1980)
  • Elephas recki atavus (Arambourg, 1947)
  • Elephas recki ileretensis (Beden, 1987)
  • Elephas recki recki (Dietrich, 1915)

Ricerche più recenti hanno appurato che gli intervalli di esistenza delle sottospecie non sono successivi, ma si sovrappongono (condizione di overlap) in modo significativo; le comparazioni biometriche del cranio e della dentatura hanno, inoltre, evidenziato una vasta gamma di varianti morfologiche sia tra le diverse sottospecie che tra esemplari precedentemente identificati come appartenenti alla medesima sottospecie. Questi risultati suggeriscono che le relazioni tra le sottospecie di E. recki siano più complicate di quanto ritenuto in precedenza.[7][8]


[modifica] Note

  1. ^ D.Geraads & F.Metz-Muller. Proboscidea (Mammalia) du Pliocène final d'Ahl al Oughlam (Casablanca, Maroc), N.Jb.Geol.Paläont.Mh., 1999 pp. 52-64.
  2. ^ Palaeoloxodon recki, The Paleobiology Database, 2010
  3. ^ M. P. Ferretti. 2008. The dwarf elephant Palaeoloxodon mnaidriensis from Puntali Cave, Carini (Sicily; late Middle Pleistocene): Anatomy, systematics and phylogenetic relationships. Quaternary International 182:90-108 [M. Uhen/M. Uhen]
  4. ^ Beden, M. 1980. "Elephas recki" Dietrich, 1915 (Proboscidea, Elephantidae). Èvolution au cours du Plio-Pléistocène en Afrique orientale. Geobios 13(6): 891-901. Lione.
  5. ^ Beden, M. 1983. Family Elephantidae. In J. M. Harris (ed.), Koobi Fora Research Project. Vol. 2. The fossil Ungulates: Proboscidea, Perissodactyla, and Suidae: 40-129. Oxford: Clarendon Press.
  6. ^ Beden, M. 1987. Les faunes Plio-Pléistocène de la basse vallée de l’Omo (Éthiopie), Vol. 2: Les Eléphantidés (Mammalia-Proboscidea) (directed by Y. Coppens and F. C. Howell): 1-162. Cahiers de Paléontologie-Travaux de Paléontologie est-africaine. Centre National de la Recherche Scientifique (CNRS). Parigi.
  7. ^ Todd, N. E. 2001. African Elephas recki: Time, space and taxonomy. In: Cavarretta, G., P. Gioia, M. Mussi, and M. R. Palombo. The World of Elephants, Proceedings of the 1st International Congress. Consiglio Nazionale delle Ricerche. Roma.
  8. ^ Todd, N. E. 2005. Reanalysis of African Elephas recki: implications for time, space and taxonomy. Quaternary International 126-128:65-72.

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