Cascate d'Italia

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Lista delle principali cascate d'Italia.

Cascate naturali[modifica | modifica sorgente]

Italia settentrionale[modifica | modifica sorgente]

Le cascate dello Stroppia[modifica | modifica sorgente]

Un salto impressionante di quasi 500 metri, la metà del famoso Salto de Angel, dalla valle chiamata Vallonasso, sino alla valle Maira centrale.

Le cascate sono visibili superando la località di Chiappera (Val Maira), in provincia di Cuneo, che si raggiunge poco dopo l'abitato di Saretto, entrambe frazioni del comune di Acceglio. Risalendo il sentiero Icardi si passa vicino alle cascate, che possono così essere ammirate in tutta la loro bellezza. Sono visibili anche effettuando escursioni o arrampicate alla vicina Rocca Provenzale.

Poco conosciuta, è forse la più alta cascata d'Italia.

Cascata del Serio[modifica | modifica sorgente]

Cascata del Serio a Valbondione.

Le Cascate del Serio si trovano nel territorio comunale di Valbondione, nell'alta valle Seriana, in Provincia di Bergamo. Le cascate, ormai divenute artificiali, sono composte di un triplice salto di 166, 74 e 75 metri per complessivi 315 metri, che le collocano tra più alte cascate italiane e fra le maggiori in Europa. Le cascate, formate dal fiume Serio a pochi chilometri dalla sua sorgente, sono state di fatto chiuse nel 1931 con la costruzione della diga del Barbellino, formante l'omonimo lago artificiale (vedi Lago del Barbellino). Vengono aperte solo quattro o cinque volte all'anno, e questo in seguito ad un accordo tra Comune ed ENEL. Nei restanti periodi è possibile vedere, talvolta, uno scarico di bassa portata, in base alle esigenze dell'invaso posto a monte.

Una leggenda narra che una dama, innamorata di un pastore del luogo e gelosa della sua fidanzata, fece rinchiudere la giovane in un castello e le lacrime della prigioniera divennero torrenti che crearono il salto.

Sono state descritte nel XIX secolo da Giovanni Maironi da Ponte, come "Il luogo in cui rifarsi delle tante amarezze della vita".

Cascata di Planaval[modifica | modifica sorgente]

La cascata di Planaval si trova in comune di Arvier in Valle d'Aosta, nel parco del Gran Paradiso.

Cascate in Alto Adige[modifica | modifica sorgente]

Dato il territorio montuoso delle Alpi dolomitiche, in Alto Adige si trovano numerose cascate, molto spettacolari, e rigorosamente naturali. Per le temperature critiche invernali, le cascate d'inverno, ghiacciandosi, diventano delle pareti verticali, che molti alpinisti sfidano a scalare.

Qui si può trovare un elenco delle più importanti cascate in Alto Adige.

Cascate del Dardagna[modifica | modifica sorgente]

Si trovano nell'alto appennino bolognese sul Torrente Dardagna, sotto il Corno alle Scale e sono costituite da tre ordini di salti per complessivi 200 m d'altezza che ne fanno una delle maggiori cascate italiane, anche se assai poco nota. L'acqua precipita in mezzo ai boschi fra ciclopici massi d'arenaria. Il regista Pupi Avati vi girò alcune scene del suo film Una gita scolastica. Hanno portate medie dell'ordine di 4 m3/s (circa il triplo in primavera) e sono sempre copiose anche in piena estate. Vi si accede con un sentiero dalla località Madonna dell'Acero, a circa 10 km dal Comune di Lizzano in Belvedere.

Cascata del Toce[modifica | modifica sorgente]

La cascata del Toce, con un salto di 143 metri, si trova in Val Formazza, in provincia di Verbania.

Cascate di Valganna[modifica | modifica sorgente]

Le cascate di Valganna sono originate dal fiume Olona e si trovano in Valganna, nel comune di Induno Olona, nella Provincia di Varese.

Italia peninsulare[modifica | modifica sorgente]

Cascate di Tivoli[modifica | modifica sorgente]

La cascata dell'Aniene a Tivoli, è una cascata artificiale fatta realizzare nel 1826 da papa Gregorio XVI, dopo una grande inondazione che colpì la città. Coi suoi 160 metri d'altezza è una delle cascate più alte d'Italia e fa parte della Villa Gregoriana.[1]

Cascata Grande - Isola del Liri.
Cascata del Valcatoio - Isola del Liri.

Cascate del Liri[modifica | modifica sorgente]

Le cascate del Liri si trovano ad Isola del Liri, comune laziale in provincia di Frosinone.

La Cascata Grande nasce dal braccio sinistro del fiume Liri: è larga circa 10 metri e compie un salto verticale di oltre 27 metri. Vanta la peculiarità di essere una delle rarissime cascate naturali situata nel centro storico di un paese. Nelle immediate prossimità del salto, spicca l'imponente Castello Boncompagni - Viscogliosi, edificato nell'Alto Medioevo ed oggi monumento nazionale.

La Cascata del Valcatoio nasce dal braccio destro del fiume Liri: il salto è irregolare e segue un pendio con un dislivello di oltre 27 metri. La forza delle sue acque è impiegata per alimentare una centrale idroelettrica.

Cascate del Rio Verde[modifica | modifica sorgente]

Le Cascate del Rio Verde si trovano nel comune di Borrello in provincia di Chieti, all'interno della Riserva naturale guidata Cascate del Verde. Sono le cascate naturali più alte degli Appennini, formate da un triplice salto che complessivamente misura 200 metri. Sono alimentate dal Rio Verde, con acque di portata variabile nel corso dell'anno, che si gettano nel fiume Sangro. L'area delle cascate presenta interessanti caratteristiche microclimatiche, di vegetazione e fauna.Considerando che le Cascate del Serio sono ormai Cascate artificiali perché aperte poche volte l'anno , le Cascate del Verde sono attualmente le Cascate naturali più alte d'Italia visibili tutto l'anno anche se con diversa portata nei vari periodi

Cascate di Maisano[modifica | modifica sorgente]

Le cascate di Maisano, che si trovano lungo l'alto corso della Fiumara Amendolea in Aspromonte, in Calabria, sono composte di cinque salti, il più alto è di circa 26 metri. Altro itinerario forristico molto interessante nei pressi di Gambarie, sono le gole del S.Agata, con ingresso in località Croce di Romeo, in tutto sono nr. 5 cascate, la più alta è di circa 38 metri e dà accesso all'interno delle tortuose gole. Peppe Trovato

Cascate del Furria, all'interno delle sue strette gole, nei pressi dell'abitato antico e abbandonato di Roghudi, trovasi diverse cascate, tutte attrezzate con spit fix. la più alta è di circa 15 metri e dà accesso alle sue gole. Peppe Trovato

Cascate del San Leo[modifica | modifica sorgente]

Le cascate del San Leo si trovano in Aspromonte orientale, un canyon particolarmente difficoltoso da effettuare sia in ingresso che in uscita dalla forraTemplate:Peppe Trovato CNSAS Calabria. Al suo interno si trovano nr.11 cascate, la più alta delle quali alta circa 38 metri. Negli anni a venire sono state migliorate le soste con spit - fix.

Cascata di Salino[modifica | modifica sorgente]

La Cascata di Salino si trova nel territorio del Parco Nazionale dell'Aspromonte. Anticamente lungo il torrente venivano messe a macerare il lino e la ginestra. Ai lati del torrente gli scalpellini lavoravano la pietra granitica per fare gradini e portali per le case e macine per mulini e frantoi. Alla fine del torrente appare la splendida cascata che scorre tra gole di roccia ferrosa che precipita con due salti dall’alto dei suoi 70 metri. Numerosi sono gli escursionisti durante l'anno.

Cascate dell'Aposcipo[modifica | modifica sorgente]

Le cascate dell'Aposcipo, in Aspromonte, compiono un lungo, ininterrotto, salto di oltre 80 metri. Proseguendo nella discesa all'interno delle sue gole, altri salti minori di cui uno di oltre 35 m caratterizzate da profonde e scure pozze d'acqua. Peppe Trovato

Cascata del salto di Marmarico[modifica | modifica sorgente]

Questa cascata si trova nell'alto corso della fiumara Stilaro, sul versante ionico delle Serre, in un punto del vallone Folea denominato "salto di Marmarico", che significa "lento" o "pesante", probabilmente dall'impressione che l'acqua, seppure in perenne caduta, sembri apparentemente formare dei filamenti immobili. Con i suoi 114 metri di altezza è la più alta dell'Appennino meridionale.

Cascate del Ferraina[modifica | modifica sorgente]

Le cascate del Ferraina si trovano in Aspromonte. Sono caratterizzate nella parte alta denominata appunto contrada Ferraina, da una cascata di 28 metri, che si chiama, cascata delle Forgiarelle. Immediatamente segue uno scivolo di circa 45 metri. Se si continua la discesa con le corde, seguono diverse cascate di circa 45 metri, ed un salto di 70 metri circa. Peppe Trovato

Cascate della Butramo[modifica | modifica sorgente]

Le cascate della Butramo si trovano in Aspromonte, in una delle gole fluviali più complesse e spettacolari d'Europa. Nella parte alta numerosi salti minori, fatta eccezione di uno scivolo di circa 38 metri. Nella parte bassa vi è una bella forra con divertenti scivoli e cascate, la più alta è di circa 16 metri. Numerosi affluneti laterali, tra cui il Campolico, una lunga e stretta gola con oltre 16 cascate, tutte attrezzate con spit fix. Le gole furono percorse in due giorni ed attrezzate con chiodi, nel 1996. Peppe Trovato

Cascate della fiumara di Girella[modifica | modifica sorgente]

Le cascate della fiumara di Girella hanno l'appellativo locale di "schioppo" a causa della "esplosione" nel vuoto che producono.

Cascate del torrente Barvi[modifica | modifica sorgente]

La piccola valle del torrente Barvi, sul versante occidentale dell'Aspromonte, propone una fantasmagoria di salti d'acqua incastrati tra ripide pareti dove nasce la rara felce preistorica Woodwardia radicans.

Cascata del Sasso[modifica | modifica sorgente]

Cascata del Sasso, sul Metauro, a Sant'Angelo in Vado PU, in abito invernale.

La Cascata del Sasso si trova nelle Marche in provincia di Pesaro-Urbino. Con un fronte di sessanta metri (cento metri da sponda a sponda) la Cascata del Sasso, a due passi da Sant'Angelo in Vado, costituisce uno scenario di grande suggestione. Da una altezza di dodici metri e mezzo (15 metri, dagli strati più arretrati), le acque del Metauro si gettano sugli strati scoscesi di calcare marnoso disposti a reggipoggio (cioè con immersione opposta rispetto a quella del pendio), dando luogo ad una cascata considerata tra le dieci più grandi d'Italia. Tale biotopo particolare, è incluso nell'elenco delle bellezze naturali di cui all'art.1 della legge n.1497 del 29/06/1939 ed ha avuto l'apposizione del vincolo paesaggistico, comprese le aree circostanti con Decreto del Presidente della Giunta regionale delle Marche n. 273 del 9/12/1997. Purtroppo il vincolo è venuto quando tutta l'area circostante era già appesantita dalla zona industriale confinante. Inoltre nel 1981 il Genio Civile di allora, costruì un muro di calcestruzzo di contenimento con relativo belvedere, in sponda sinistra, senza alcun accorgimento di tutela visiva della balza. Nella riva sinistra un antico mulino [1], non più in funzione, contribuisce ad esaltare la suggestione del paesaggio. Lo specchio d'acqua è circondato da una rigogliosa vegetazione di salici e pioppi. È possibile incontrare anche specie rare come il Martin Pescatore.

Cascata delle Ninfe[modifica | modifica sorgente]

La cascata delle Ninfe fa parte di una serie di cascate del torrente Scerta, tra cui anche la cascata delle tre cannelle, che si collocano all'interno del Parco Nazionale d'Abruzzo, precisamente nella Riserva Integrale della Camosciara, nel territorio del comune di Pescasseroli.

Italia insulare[modifica | modifica sorgente]

Cascata di Lequarci[modifica | modifica sorgente]

Le cascate di Lequarci, a Ulassai, Sardegna

Le cascate di Lequarci si trovano presso località Santa Barbara, nel comune di Ulassai (OG), in Sardegna. Le acque del rio Lequarci, provenienti dall'altopiano di Baulassa, scendono con diversi rivoli da una falesia calcarea ad anfiteatro compiendo un salto di circa 50 metri (da 700 a 650 m s.l.m.) per una larghezza di circa 70 metri, dopodiché scorrono impetuosamente per un ulteriore dislivello di 75 metri prima di riversarsi in piccoli laghi. Si congiungono in località "s'isca e Perdu Tolu" con le acque di un'altra cascata imponente di Ulassai: la Cascate di Lecorci

Cascata di Piscin'Irgas[modifica | modifica sorgente]

La cascata di Piscin'Irgas ("Piscina Irgas" nelle carte dell'Istituto Geografico Militare) si trova all'interno del massiccio del Monte Linas in territorio di Villacidro presso il confine con il comune di Domusnovas. È formata dal rio Oridda che dall'altopiano omonimo si immette in una stretta gola, scavata nelle falde granitiche del monte Piscina Irgas con una serie di vasche e relativi piccoli salti. Il salto finale è di circa 45 metri su una scoscesa parete granitica.

Cascata di Spistiddatroxiu[modifica | modifica sorgente]

La cascata di Spistiddatroxiu (in sardo luogo in cui ci si rompe l'osso del collo) si trova presso il complesso del Monte Arcosu in Sardegna. È alta una trentina di metri ed è alimentata nei mesi invernali dal Rio Camboni.

Cascata di Muru Mannu[modifica | modifica sorgente]

La cascata di Muru Mannu (in sardo grande muro) si trova all'interno del massiccio del Monte Linas in territorio di,Gonnosfanadiga quasi al confine con i territori di Domusnovas e Villacidro. È formata dal Canale Monincu che in più salti supera un dislivello complessivo di circa 100 metri. L'ultimo salto, alto 74 metri, si forma su una parete granitica quasi verticale, conformata ad anfiteatro. È la cascata più alta della Sardegna.

Cascata Sa spendula[modifica | modifica sorgente]

La cascata Sa spendula (in sardo la cascata) si trova nel comune di Villacidro ad un chilometro dal centro abitato ed è l'ultimo dei tre salti che il rio Coxinas effettua passando dall'omonima altura nella piana sottostante. Dopo la cascata il corso d'acqua prende il nome di rio Seddanus.

Cascate artificiali[modifica | modifica sorgente]

Cascata delle Marmore[modifica | modifica sorgente]

La cascata delle Marmore in pieno funzionamento, vista dalla Valnerina.

La cascata delle Marmore è posta in Comune di Terni ed è alta complessivamente 165 metri, essendo costituita da tre salti successivi dei quali il primo è alto 120 metri. Nonostante quello che molti credono, si tratta di una cascata artificiale perché la sua creazione avvenne per opera del console romano Manlio Curio Dentato nel 271 a.C. al fine di bonificare la piana di Rieti. Successivamente, dopo molte vicissitudini e modifiche avvenute nel corso dei secoli (conseguenti anche a lotte fra ternani che, essendo a valle, erano investiti dalla massa delle acque in occasione delle piene del Velino, e reatini che desideravano, invece, evitare i frequenti impaludamenti della piana reatina che non aveva adeguato sfogo delle sempre copiose acque del Velino), si è pervenuti all'aspetto attuale. Le acque della cascata delle Marmore (con portate minime di 30 m3/s, medie di 60 m3/s e massime di 300 m3/s) si riversano nel fiume Nera che, dopo aver attraversato Terni, confluisce, nei pressi di Orte, nel fiume Tevere. Dall'inizio del XX secolo la cascata viene utilizzata per produrre e fornire energia elettrica alle industrie siderurgiche ternane. Per questo motivo, specialmente nei giorni feriali, la cascata viene chiusa e la sua acqua utilizzata dalla centrale idroelettrica di Galleto. Nei siti riportati nella sezione collegamenti esterni si possono trovare gli orari di apertura della cascata.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.naturamediterraneo.com/Public/data1/istrice/2005815185519_DSC00247.JPG.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]