Elena (figlia di Costantino)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Elena (latino: Helena; 325/326 – Vienne, novembre 360) fu un membro della dinastia costantiniana dell'Impero romano, figlia dell'imperatore Costantino I e moglie dell'imperatore Giuliano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Elena era la figlia di Costantino I e Fausta, quindi sorellastra di Crispo e sorella di Costantino II, Costanzo II, Costante I e Costantina, cugina, tra gli altri, di Costanzo Gallo e Giuliano.

Fu data in sposa da Costanzo II, imperatore, al cugino Giuliano, quando questi fu nominato cesare dell'occidente (355).[1] Sebbene le fonti non facciano menzione della sua età,[2] la madre Fausta era morta nel 326,[3] dunque Elena aveva almeno ventinove anni all'epoca del matrimonio.

Elena seguì il marito in Gallia, dove le nacque un bambino, morto appena nato (356).[4] Fu poi a Roma in occasione della visita di Costanzo alla città (357), e probabilmente fu in questa occasione che ebbe un aborto spontaneo.[4] Secondo Ammiano Marcellino, in entrambi i casi le gravidanze ebbero esito negativo a causa di Eusebia, moglie di Costanzo II, la quale non aveva figli: nel primo caso una nutrice avrebbe tagliato il cordone ombelicale del neonato troppo corto, nel secondo avrebbe fatto somministrare una pozione a Elena.[5] Gli storici moderni tendono a rigettare questi sospetti.[4]

Elena era di nuovo in Gallia, a Parigi, in occasione dell'acclamazione di Giuliano ad augusto (360); morì a Vienne, dove Giuliano aveva festeggiato il quinto anniversario della sua elezione a cesare e si preparava allo scontro militare con il cugino Costanzo. Fu sepolta nel mausoleo costruito per lei e la sorella Costantina sulla via Nomentana a Roma, l'attuale chiesa di santa Costanza.

Fu una cristiana devota, sostenitrice dell'ortodossia, a differenza del fratello che sosteneva l'Arianesimo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ammiano Marcellino, Storie, xv.8; Zosimo, Storia nuova, iii; Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, x; Socrate Scolastico, Storia ecclesiastica, iii.1; Filostorgio, Storia ecclesiastica, iv.2. Apparentemente Sozomeno (Storia ecclesiastica, v.2) la confonde con la sorella Costantina.
  2. ^ Edward Gibbon, The History of the Decline and Fall of the Roman Empire, volume 2, capitolo 19, nota 39.
  3. ^ Hans Pohlsander, "Fausta (ca.293-326 A.D.)", De Imperatoribus Romanis.
  4. ^ a b c Timothy Barnes, Ammianus Marcellinus and the Representation of Historical Reality, 1998, p. 123.
  5. ^ Ammiano Marcellino, Storie, xvi.10.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]