Elastografia epatica

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L'elastografia epatica, conosciuta anche con il nome commerciale FibroScan, è un sistema di misurazione non invasivo della "rigidità" del tessuto epatico (in inglese stiffness). Tale misurazione, espressa in kPa, utilizza una tecnica detta Elastografia ad impulsi.

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

L'elastografia prevede l'uso di una sonda ecografica che trasmette un'onda di vibrazione di media ampiezza e bassa frequenza (50 Hz), la quale si propaga attraverso il fegato consentendo di valutarne l'elasticità; sono presi come unità di valutazione una sezione cilindrica di circa 4 cm di lunghezza e 10 mm di diametro alla profondità di 2.5 cm sotto la superficie cutanea. La velocità di propagazione dell'onda è maggiore nel fegato fibrotico che nel normale.[1]

Il risultato è altamente riproducibile, e può essere ripetuto nel tempo; tale test ha il vantaggio di non procurare dolore, di essere veloce e non invasivo, come potrebbe invece essere la biopsia epatica.

Applicazioni cliniche[modifica | modifica wikitesto]

I primi studi sulle applicazioni cliniche della metodica risalgono al 2003.[1] L'elastografia epatica consente di valutare e monitorare in modo non invasivo il grado di fibrosi del tessuto epatico nei soggetti affetti da malattie croniche del fegato, come ad esempio le epatiti virali ad andamento cronico. In alcuni casi può consentire di evitare l'uso ripetuto della biopsia epatica, che tuttavia rappresenta ancora l'esame più accurato per la valutazione della fibrosi. [2][3]

Nel caso delle epatiti virali, l'elastografia può essere utilizzata per monitorare gli effetti della terapia antivirale, con particolare riferimento al grado di fibrosi.[4][5]

Il valore medio delle misurazioni in individui sani è compreso nell'intervallo 3 - 7 KPa, considerando che le donne spesso hanno valori leggermente inferiori rispetto agli individui di sesso maschile. Le limitazioni del fibroscan sono legate al non utilizzo in pazienti obesi, dato che in tal caso il tessuto adiposo attenua sia l'onda elastica che gli ultrasuoni, falsando i risultati ottenuti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Sandrin L, Fourquet B, Hasquenoph JM, Yon S, Fournier C, Mal F, Christidis C, Ziol M, Poulet B, Kazemi F, Beaugrand M, Palau R., Transient elastography: a new noninvasive method for assessment of hepatic fibrosis in Ultrasound Med Biol., vol. 29, nº 12, Dec 2003, pp. 1705-13, PMID 14698338.
  2. ^ Jung KS, Kim SU, Clinical applications of transient elastography in Clin Mol Hepatol, vol. 18, nº 2, giugno 2012, pp. 163–73, DOI:10.3350/cmh.2012.18.2.163, PMC 3415879, PMID 22893866.
  3. ^ Castéra L, Vergniol J, Foucher J, Le Bail B, Chanteloup E, Haaser M, Darriet M, Couzigou P, De Lédinghen V., Prospective comparison of transient elastography, Fibrotest, APRI, and liver biopsy for the assessment of fibrosis in chronic hepatitis C. in Gastroenterology, vol. 2, nº 128, Feb 2005, pp. 343-50, PMID 15685546.
  4. ^ Ogawa E, Furusyo N, Murata M, Ohnishi H, Toyoda K, Taniai H, Ihara T, Ikezaki H, Hayashi T, Kainuma M, Hayashi J., Longitudinal assessment of liver stiffness by transient elastography for chronic hepatitis B patients treated with nucleoside analog. in Hepatol Res., vol. 12, nº 41, Dec 2011, pp. 1178-88, DOI:10.1111/j.1872-034X.2011.00869.x., PMID 21917085.
  5. ^ Vergniol J, Foucher J, Castéra L, Bernard PH, Tournan R, Terrebonne E, Chanteloup E, Merrouche W, Couzigou P, de Lédinghen V., Changes of non-invasive markers and FibroScan values during HCV treatment. in J Viral Hepat, vol. 2, nº 16, Feb 2009, pp. 132-40, DOI:10.1111/j.1365-2893.2008.01055.x., PMID 19175875.
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