El Cid - La leggenda

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El Cid - La leggenda
Titolo originale El Cid: La leyenda
Lingua originale spagnolo
Paese di produzione Spagna
Anno 2003
Durata 90 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere animazione, avventura, storico
Regia José Pozo
Sceneggiatura José Pozo
Produttore Julio Fernández Rodríguez
Casa di produzione FILMAX ANIMATION
Distribuzione (Italia) Medusa Film
Art director Adrián García è Víctor Maldonado
Montaggio Félix Bueno
Musiche Óscar Araujo
Doppiatori originali
Doppiatori italiani
Premi

El Cid - La leggenda (El Cid: La leyenda) è un film d'animazione del 2003 diretto da José Pozo, ispirato alla figura dell'eroe spagnolo El Cid.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film inizia con un antefatto realizzando sullo stile delle miniature dei libri medievali, narrando il trionfale ritorno a Castiglia di Ferdinando I di León, dopo la conquista di Coimbra nel 1064.
Successivamente vi fu un ridimensionamento delle forze militari castigliane, accompagnato da un periodo di coesistenza pacifica e tolleranza fra cristiani e musulmani.
Approfittando della debolezza del regno, Ben Yūsuf, sovrano degli almoravidi invase la Spagna e, presentandosi come alleato della Taifa imprigionò i re che si rifiutarono di mettersi al suo servizio.
Quando Yūsuf giunse a Saragozza il principe ereditario Al-Mutamid fuggì per evitare la cattura.
La potenza dell'esercito almoravide crebbe e molte orde di berberi partirono alla conquista della penisola iberica. Dopo un breve dialogo fra Ferdinando I di León e Diego Laínez de Vivar, vengono introdotti i loro figli, Sancho Fernandez e Rodrigo Diaz de Vivar, impegnati in un amichevole duello, che si conclude con la vittoria del secondo, che però viene atterrato da un cavallo che tenterà inutilmente di domare, finendo col travolgere Doña Jimena che si ritrovò suo malgrado sull'animale in corsa, che si fermò (grazie all'intervento di Sancho) di fronte al padre di Jimena, il Conte Gormaz, che si infuriò con Rodrigo.
Quella sera i due si incontrarono, facendo ingelosire il García Ordóñez, invaghito della giovane.
La mattina successiva, dopo il passaggio del titolo di alfiere da Diego Laínez al conte Gormaz, i due si recarono nella stalla, dove Jimena diede al cavallo di Rodrigo il nome Babieca, per poi essere sorpresi da Ordóñez e dal conte, il quale proibì ai due di vedersi.
Quella sera Diego Diaz consegna al figlio la sua spada (Non viene nominata, ma si tratta indubbiamente di Tizona) e lo informa del fatto che gli almoravidi hanno invaso il regno.
Rodrigo si reca in battaglia insieme a Sancho ed al conte Gormaz ed una sera quest'ultimo si scontra con al-Muʿtamid ed i suoi uomini, che vengono però facilmente sconfitti grazie all'intervento di Rodrigo.
Risolto l'equivoco, Al-Mutamid (che era intenzionato a recarsi da Ferdinando I per informarlo degli eventi di Saragozza) si unisce al gruppo.
A causa della morte di Ferdinando, Sancho (ritornato a Castiglia con i suoi uomini) stava per divenire re, ma Doña Urraca ordì un complotto per assassinarlo.
Quella sera il conte Gormaz sfidò a duello Rodrigo il quale, non volendo battersi, si limitò a difendersi, ma ciò nonostante il conte morì a causa di una ferita accidentale, ordinando alla figlia di sposare Ordóñez.
Durante il duello Sancho venne assassinato e l'esecutore dell'omicidio venne incastrato da Urraca.
La mattina successiva Rodrigo chiese che il re Alfonso VI di León di giurare di non essere implicato nell'omicidio del fratello, e questo gli costò l'esilio.
Dopo essersi riunito con Garcés, Fanias ed Al-Mutamid, Rodrigo decise di recarsi a Saragozza per liberarla, riuscendo nell'intento.

Inizia un'altra sequenza narrativa realizzata con le miniature, in cui vengono sintetizzate le varie vittorie di Rodrigo, grazie alle quali ottenne il titolo di El Cid.

Alfonso VI decise dunque di convocare Rodrigo alla sua corte per riunire le forze ma, a causa di una divergenza di opinioni sulla tattica militare da adottare, il re ordinò che El Cid venisse rinchiuso.
Quella sera Urraca gli propose di assassinare Alfonso, ma Rodrigo rifiutò l'offerta informando il re del complotto ai suoi danni, per poi recarsi da Jimena per poterle spiegare la verità sulla morte di suo padre.
Dopo la fuga di Rodrigo, la giovane decise di raggiungerlo, ma venne inseguita da Ordóñez, ed entrambi vennero catturati per poi essere consegnati a Yūsuf, che si trovava a Valencia.
La giovane venne resa sua schiava, mentre l'uomo venne imprigionato, in attesa della sua condanna a morte.
Nel frattempo Alfonso fece arrestare sua sorella e decise di recarsi anch'egli a Valencia per dare manforte alle truppe di Rodrigo. Ritornato fra i suoi uomini, Rodrigo decise di attaccare la città anche senza il supporto delle truppe del re, entrandovi insieme a Garcés e Fanias per aprire le porte.
Il piano fallì e Rodrigo ed i suoi uomini furono imprigionati insieme ad Ordóñez, ma riuscirono ad evadere e a far entrare le truppe nella città.
Quando la sconfitta sembrava inevitabile giunsero in città Alfonso ed i suoi uomini, fra cui anche Diego Diaz.
Nel frattempo però Rodrigo aveva ingaggiato un duello con Yūsuf che riuscì a vincere grazie all'aiuto di Jimena.
Il re Alfonso sciolse la promessa di matrimonio fra Jimena ed Ordóñez, e quest'ultimo ammise che la morte del di lei padre fu accidentale, per poi unirsi a Rodrigo, pentito delle sue passate azioni. Il film termina con la narrazione degli ultimi anni di vita di El Cid da parte di re Alfonso.

Incongruenze storiche[modifica | modifica wikitesto]

Il film presenta numerose incongruenze storiche:

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La produzione è stata lanciata dalla catalana Filmax Animation, veterana casa di produzione che ha presentato al suo esordio il film Goomer, che per contro alla sua scarsa qualità è stato vincitore del Premio Goya. La produzione di El Cid è sicuramente molto ambiziosa, ma non irresistibile.

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Il film ha vinto il Premio Goya per il miglior film d'animazione.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]