Cultura di El Argar

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Vaso carenato argarico

La cultura di El Argar (o Argarica) fiorì nel sud-est della Spagna fra il 2300 e il 1500 a.C. e si evolvette dalla precedente cultura di Los Millares. Prende nome dal sito di El Argar nei pressi di Antas (Almería).

L'attività mineraria e la metallurgia erano piuttosto avanzate: rame, argento e oro venivano estratti e utilizzati per la produzione di armi e gioielli. L'adozione del bronzo arsenicale le diede una certa supremazia sulle altre civiltà iberiche contemporanee, che ancora utilizzavano il rame

Secondo alcune interpretazioni la sua organizzazione politica può essere definita di tipo statale.

Origine ed estensione[modifica | modifica wikitesto]

Estensione della cultura di El Argar (in rosso)

Per molto tempo si è creduto che, poco dopo la metà del III millennio a.C., mentre si diffondeva il fenomeno del vaso campaniforme, nel sud-est della penisola iberica ebbe luogo una colonizzazione da parte di genti provenienti dall'area micenea (Grecia) che si andarono ad insediare nel centro minerario di Almeria e nelle zone limitrofe. Oggi è stato verificato che la cultura argarica si originò a partire dal sostrato indigeno.

Secondo gli studiosi Fontenla Salvador, Juan Antonio Gómez e Miguel Miras il nucleo primordiale di questa cultura sarebbe da localizzare nell'area dove oggi sorge la città di Lorca (Murcia)[1].

La cultura argarica si estendeva a sud fino alla provincia di Almería, a nord fino a questi tutta la Murcia e ad ovest entro la provincia di Granada. La sua influenza culturale fu tuttavia molto più ampia. Tale espansione sarebbe una conseguenza diretta del militarismo argarico che mirava al controllo delle risorse agricole e minerarie.[2]

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

La cultura di El Argar è suddivisa in due fasi cronologiche principali:

  • El Argar A (2300-1800 a.C.). In questo periodo la società argarica era dominata da una élite di sesso maschile che veniva sepolta sotto le capanne o in ciste assieme ad alabarde e pugnali; le donne erano sepolte con punteruoli e pugnali.
  • El Argar B (1800-1500 a.C.). Nelle tombe degli uomini facenti parte dell'elitè appaiono larghe spade in bronzo mentre le donne erano sepolte con dei diademi. Particolarmente diffuse le tombe infantili con oggetti di corredo[3].

A partire dal 1650 a.C. il mondo argarico inizia il suo periodo di decadenza fino a collassare intorno al 1500 a.C.[4].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Ceramiche

L'economia era basata principalmente sull'agricoltura e l'allevamento, principalmente di ovini, caprini, suini, bovini e cavalli[4].

El Argar è il principale centro iberico della metallurgia dello pseudo-bronzo (ottenuto attraverso la lega di rame e arsenico invece dello stagno). Con la nuova lega venivano prodotte soprattutto armi come alabarde, spade, pugnali, punte di lancia e asce. Importante fu anche la lavorazione di argento e oro (che divenne tuttavia meno comune rispetto al periodo calcolitico) per la produzione di gioielli.

La produzione tessile si concentrava principalmente sulla lavorazione del lino e della lana. Le ceramiche argariche erano prive di decorazioni e venivano realizzate in forme standardizzate.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Cranio umano con diadema rinvenuto in una sepoltura argarica

La società argarica era fortemente gerarchizzata e oligarchica. Le élite aristocratiche facevano bella mostra dei simboli di potere quali armi e gioielli che giustificavano la posizione sociale.

« “La posizione di ogni individuo nella società (argarica) viene fissato a partire dall’infanzia, e viene espresso ritualmente nel momento che riceverà sepoltura. I meccanismi per la trasmissione ereditaria della proprietà assicuravano la differenza tra le classi sociali” . »
(Contreras et alii, 1997)

È stato ipotizzato che la classe dominante fosse formata da circa il 10% della popolazione, quella dei cittadini liberi con diritti comprendesse circa il 50% della popolazione mentre gli schiavi ammontavano al 40% circa[5].

Usanze funerarie[modifica | modifica wikitesto]

La tradizionale usanza megalitica delle tombe collettive è abbandonata a favore delle sepolture individuali. Anche la thòlos cadde in disuso e venne sostituita da piccole ciste funerarie. Nella fase El Argar B divennero comuni le sepolture entro pithos.

Insediamenti[modifica | modifica wikitesto]

Muraglia a La Bastida de Totana
Fuente Alamo

La maggior parte degli insediamenti argarici sono situati in alture facilmente difendibili, tuttavia alcuni, di minor importanza, sono situati in pianura.

La loro dimensione era abbasta modesta, è stato stimato che negli insediamenti di Gatas IV e Fuente Álamo III-IV vivevano all'incirca tra le 300 e le 500 persone, nella stessa El Argar abitavano 500 persone circa mentre La Bastida de Totana contava 600 abitanti[6].

Fra i più importanti centri urbani di cultura argarica si possono citare:

Provincia di Alicante
Provincia di Almería
Provincia di Granada
Provincia di Jaén
Murcia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Lorca, poblado más extenso y primigenio de la cultura del Argar (PDF), Amigos del museo arqueológico de Lorca, 2004. URL consultato il 21 giugno 2013.
  2. ^ (ES) Jorge Juan Eiroa García, Prehistoria del mundo, 1ª ed., Barcelona, Sello Editorial SL, 2010, pp. 822-823, ISBN 978-84-937381-5-0.
  3. ^ (ES) Pedro V. Castro, La sociedad argárica, p. 191.
  4. ^ a b (ES) Paloma González Marcén, Lull Vicente e Risch Robert, Arqueología de Europa, 2250-1200 a. C. Una introducción a la "Edad del Bronce", pp. 182-183.
  5. ^ (ES) El Argar-Politica e ideologia.
  6. ^ (ES) Jorge Juan Eiroa García, Prehistoria del mundo, p. 831.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Jordá Cerdá, History of Spain 1: Prehistory, Gredos, 1986, ISBN 84-249-1015-X.
  • Contreras Cortes, F., Rodriguez Ariza, Mº.O., Cámara Serrano, J.A. y Moreno Onorato, A.: Hace 4000 años...Vida y muerte en dos poblados de la Alta Andalucía, Junta de Andalucía, Granada, 1997.

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