Ekaterine Chavchavadze

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Ekateriné Dadiani-Chavchavadze
Екатерина Чавчавадзе Дадиани.jpg
Principessa Reggente di Mingrelia
In carica 30 agosto 1853 - 1866
Predecessore David, Principe di Mingrelia
Successore Niko, Principe di Mingrelia
Nome completo Ekateriné Alexandres asuli Dadiani-Chavchavadze
Nascita 19 marzo 1816
Morte 13 agosto 1882
Casa reale Chavchavadze
Padre Principe Alexander Chavchavadze
Madre Principessa Salomé Orbeliani
Consorte David, Principe di Mingrelia

Principessa Ekateriné Dadiani (in georgiano:ეკატერინე დადიანი, nata Chavchavadze; 30 agosto 181613 agosto 1882) fu un'aristocratica georgiana di primo piano del XIX secolo e l'ultima principessa regnante del Principato di Mingrelia della Georgia occidentale nell'Europa sud-orientale. Svolse un ruolo attivo nella resistenza dell'influenza Ottomana nel suo principato e fu al centro della alta società georgiana , sia all'interno del paese e all'estero..

Famiglia e matrimonio[modifica | modifica sorgente]

Alexander Chavchavadze, padre di Ekateriné
Il Prince David

Ekaterine nacque da una distinta famiglia nobile georgiana della Georgia orientale. Suo padre fu il Principe Alexander Chavchavadze un generale georgiano degno di nota e un figlioccio di Caterina la Grande di Russia.[1] Sua madre fu la Principessa Salomé Orbeliani una pronipote di Eraclio (Heraclius II) della Georgia orientale. Sua sorella minore la Principessa Nino fu sposata a Aleksandr Griboedov. un famoso drammaturgo russo, compositore e diplomatico. La sorella maggiore di Ekateriné, la Principessa Sophie, fu sposata con il Conte Alexandr Nikolai, il ministro dell'educazione della Russia Imperiale.[1]

Il 19 dicembre 1838, Ekateriné sposò il Principe ereditario di Mingrelia, David Dadiani, che in due anni diventò sovrano del principato dopo il ritiro del padre, Levan V di Mingrelia.[2] Nel 1853 David morì ed Ekaterine rapidamente assunse le responsabilità del defunto marito, passando da una relativa oscurità. Riconoscendola come reggente di Mingrelia a nome di suo figlio il Principe Niko,[2] Nicola I di Russia le assegnò un consiglio di reggenza che comprendeva i fratelli del suo defunto marito, il Principe Gregory e il Principe Constantine.

Instabilità durante la Guerra di Crimea[modifica | modifica sorgente]

Durante la Guerra di Crimea, i Turchi inviarono una forza considerevole in Mingrelia, occupando zone significative del principato ed obbligando Ekateriné a fuggire per ragioni di sicurezza. Presto ricevette una lettera di minacce del comandante turco generale Omar Pascià che chiedeva la sua resa, così come il trasferimento del principato di suo figlio all'Impero ottomano. Rifiutandosi in nobilitare la lettera di Pasha con una risposta, Ekaterine assunse il controllo delle forze mingreliane e organizzò con successo dei contro attacchi che inflissero gravi danni ai turchi invasori.

La Guerra di Crimea terminò presto nel 1856 con il Trattato di Parigi e la Principessa Dadiani fu reintegrata come reggente, ricevendo un invito per l'incoronazione dell'Imperatore Alessandro II di Russia. Partecipò alla cerimonia con i suoi figli oltre alla sorella, la Principessa Nino. Secondo il memorialista russo K.A. Borozdin, Ekateriné conservava "lo splendore della sua bellezza" e sembrava straordinaria nel suo "costume originale e riccamente decorato." Il memorialista, come molti altri nella Georgia di oggi si riferisco alla Principessa Dadiani come la "Regina Mingreliana" e afferma che al ballo dell'incoronazione tutti erano "entusiasti di (Ekaterine), sua sorella, i bambini, e l'entourage."

Ribellione mingreliana ed invasione russa[modifica | modifica sorgente]

Ekateriné al ballo dell'incoronazione al Palazzo d'Inverno
Il salotto della Principessa Ekateriné a Tsarskoe Selo

Nel 1856 Ekateriné lasciò il principato mingreliano al Generale George Dadiani per traseferirsi a vivere a Tsarskoe Selo la residenza della Famiglia Imperiale Russa, dove divenne una delle "signore della corte". Nel 1857 fu costretta a tornare in Georgia a causa della rivolta dei contadini organizzata da un fabbro mingreliano, Uta Miqava. Il 12 maggio, i ribelli presero il controllo della capitale della provincia, Zugdidi, obbligando la Principessa Dadiani a richiedere l'aiuto della Russia. Avendo già efficacemente annesso la Georgia orientale, la Russia intervenne con entusiasmo, piegando la rivolta e chiedendo a Ekaterine di trasferirsi a San Pietroburgo con il pretesto di favorire l'educazione dei suoi figli e allevandoli lì. La sua partenza e l'istituzione di una autorità "temporanea" militare russa in Mingrelia segnò l'abolizione de facto del principato.[2]

Ultimi anni[modifica | modifica sorgente]

Dopo essersi trasferita in Russia, Ekaterine mantenne il suo salotto privato a Tsarskoe Selo aperto al Intellighenzia georgiana e russa. Dopo aver vissuto lì per quasi dieci anni, si trasferì a Parigi, dove sua figlia la Principessa Salomé vi viveva già con il marito francese, il Principe Achille Murat. Negli anni finali della sua vita, la principessa Ekaterine tornò nella Georgia occidentale, poi ufficialmente a parte dell'impero russo, dove visse fino alla fine. Fu sepolta nel monastero medievale ortodosso di Martvili.

Figli[modifica | modifica sorgente]

Immagine Nome Nascita Morte Note
Dadiani niko.jpg Principe Nikolas 4 gennaio 1847 22 gennaio1903 figlio maggiore
Andria dadiani.jpg Principe Andria 1850 1910 figlio minore
Salome Dadiani.jpg Principessa Salomé 12 gennaio 1848 27 luglio 1913 figlia femmina


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Kveselava, M (2002), Anthology of Georgian Poetry, The Minerva Group, Inc., ISBN 0-89875-672-3, p. 175
  2. ^ a b c Office of Policy & Analysis, Dadiani Dynasty - David Dadiani, The Smithsonian Institute in Association with the National Parliamentary Library of Georgia, retrieved 27 March 2011