Ekaterina Geladze

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Ekaterina Geladze

Ekaterina Geladze (Gambareuli, 5 febbraio 1858Tblisi, 4 giugno 1937) è stata la madre di Josif Stalin, futuro leader dell'Unione Sovietica dal 1927 al 1953.

Ekaterina nacque da una famiglia di servi della gleba, che però nel 1861 furono emancipati per l'abolizione della schiavitù da parte di Alessandro II di Russia. Nel 1874 si sposò con Vissarion Džugašvili (1850 - 1890?) e, dopo alcuni figli morti infanti, ebbe nel 1879 il futuro Stalin.

Dovette subire le violenze del marito e dopo il suo abbandono di fatto, mantenne il figlio facendo lavori di pulizia, di cucito e di lavanderia per le famiglie più ricche. Donna molto pia e legata alla religione ortodossa, cercò di instradare il figlio nella carriera ecclesiastica, facendogli frequentare prima la scuola parrocchiale di Gori e quindi il seminario di teologia a Tbilisi.[1]

Anche quando il figlio prese il potere non andò mai a Mosca.

Anche Stalin non fu molto assiduo nelle sue visite alla madre. Questo almeno fino al 1935, quando si recò da lei perché gravemente malata. N. Kipshidze, un medico che curò Keke in vecchiaia, ricordò il colloquio tra Keke e Stalin nel quale egli chiese: "Perché mi avete picchiato così duramente?" "Questo è il motivo per cui sei venuto così bene" rispose Keke. In cambio, sua madre gli chiese: "Josif, cosa esattamente sei adesso?" "Ricordate lo zar? Bene, io sono come uno zar" rispose Stalin. "Sarebbe stato meglio se tu fossi divenuto un sacerdote" fu la risposta della madre[2]. Morì il 4 giugno 1937 a 79 anni.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I primi passi del despota in corriere.it
  2. ^ Stalin di Hiroaki Kuromiya, pag. 2

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Hiroaki Kuromiya, Stalin, novembre 2005, Paperback, 248 pagg. ISBN13: 9780582784796, ISBN10: 0582784794

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