Eidophor

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L'Eidophor era un videoproiettore adatto a produrre grandi immagini usato nei cinema nei teatri e nelle scuole. La parola deriva dal greco eido + phor. Il cuore del funzionamento dell'apparecchio si basa su un relè luminoso che varia la trasparenza a seconda del livello del segnale video.[1]

Fu concepito nel 1939 a Zurigo dall'ingegnere svizzero Fritz Fischer e l'Istituto Federale di Tecnologia.

Il primo prototipo risale al 1943. Un brevetto è stato concesso dagli Stati Uniti del Patent and Trademark Office (brevetto no. 2391451). Eidophor utilizzava un sistema ottico in qualche modo simile a un tradizionale proiettore di film, ma lentamente sostituito da uno specchio rotante e di un disco. Il disco è stato coperto con uno spessore di olio trasparente e attraverso l'uso di un fascio di elettroni, le cariche elettrostatiche sono depositate sull'olio, quest'ultimo deformandosi crea una variazione di luce.

L'immagine era in bianco e nero e per renderla a colori è stato aggiunto un disco rotante con filtri colorati (utilizzato quest'ultimo anche negli odierni proiettri DLP).

L'Eidophor era ottanta volte più luminoso di proiettori CRT del tempo e si sono ottenute immagini di qualità fino a 18 metri di larghezza.

L'Eidophor è stato un grande e ingombrante dispositivo di ottima qualità. È stato utilizzato dalla Nasa nel programma spaziale dove la tecnologia è stata implementata in missione di controllo.

Con l'evoluzione dei proiettori in tecnologia prima e LCD e poi DLP (più piccoli ed efficienti), hanno portato a terminare la produzione alla fine degli anni novanta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ È possibile vedere alcune immagini a questo indirizzo