Egisto Sarnelli

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Egisto Sarnelli (Napoli, 6 gennaio 19354 settembre 1996) è stato un cantante e chitarrista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Penultimo dei nove figli di Vincenzo Sarnelli, un rappresentante di coralli, Egisto Sarnelli, dopo l’abbandono degli studi di ragioneria e una breve parentesi nel mondo del pugilato e in quello dell’artigianato (aveva impiantato una fabbrichetta di souvenir di Napoli), decide di dedicarsi allo studio e alla diffusione del repertorio musicale napoletano.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

Dopo i primi rudimenti musicali, ricevuti a sedici anni nella bottega di un barbiere, non avrebbe mai avuto veri e propri maestri, come egli stesso ebbe modo più volte di precisare. Nella seconda metà degli anni cinquanta si trasferisce a Parigi dove, per circa due anni, si sarebbe esibito in vari locali: a partire da questo periodo una serie di canzoni francesi sarebbero entrate a far parte stabilmente del suo repertorio, anche dopo il definitivo ritorno a Napoli.

Conquistato dalla toccante espressività degli chansonieres francesi – tra cui Yves Montand, Jaque Brel e Gilbert Becaud – ne avrebbe imitato le potenti suggestioni evocative che, mescolate all'esprit partenopeo, danno vita al suo originale e inconfondibile stile interpretativo. Dotato di una voce profonda ed espressiva (il giornalista Mimmo Liguoro l'avrebbe definita in varie occasioni «voce di tufo e pietra lavica») e di una notevole vis comunicativa, Sarnelli è sempre riuscito a instaurare un intenso rapporto con il proprio pubblico, più autentico e genuino rispetto a quello di interpreti raffinati ma, talvolta, troppo edulcorati, quali Roberto Murolo e Fausto Cigliano.

Molto attento ai testi letterari e all'originaria linea melodica dei brani, Sarnelli ha mantenuto le proprie interpretazioni lontane da ogni arbitraria trasformazione o deformazione, basandosi sempre sul puntuale rispetto degli autori: come spesso amava ripetere, infatti, «nessuno ha diritto di cambiare una nota, una parola, neanche una virgola dei grandi autori». La fusione “vissuta” di testi e melodie partenopee e le particolari doti espressive ne hanno reso efficaci e autentiche le interpretazioni, tanto dei brani classici quanto di quelli umoristici: Sarnelli ne coglie e sottolinea garbatamente ironia e ilarità, senza mai scadere nella volgarità.

Nel 1971, dopo l'incisione di alcuni 45 giri, in collaborazione con il maestro Eduardo Caliendo pubblica il primo LP con la Decca (ripubblicato negli anni novanta dalla MEA SUD), in cui sono inseriti alcuni brani classici, tra i quali si segnala, per l'eccellenza dell'interpretazione, “Torna Maggio”. Negli anni successivi Sarnelli realizza in collaborazione con il chitarrista Mario Sarria tre 33 giri prodotti dalla Phonotipe, dal titolo “Egisto Sarnelli…Ed è subito Napoli, vol. 1-2- 3”. Con la stessa etichetta, nei primi anni ottanta, incide 12 canzoni umoristiche originali, scritte da Salvatore Tolino e Armando Ferraro, contenute in un LP dal titolo “Resatelle ‘e spiccio ‘e spiccio”. È del 1986, invece, il suo sesto lavoro discografico intitolato “Napoli: questa!” prodotto dalla MEA SUD.Dal 1978 e fino al 1992 si esibisce spesso a Lucrino Lago nel Piano Bar Sibilla di Rino Satta. Scrive anche alcune canzoni originali, tra cui “Canzone ‘e bene”, del 1980, il cui testo esprime il dissenso nei confronti della sequela di vendette camorristiche, particolarmente in ascesa in quel periodo, che gli vale l'apprezzamento e la stima delle mamme e delle mogli di molti pregiudicati.

A metà tra gli anni settanta e ottanta Sarnelli diventa molto popolare grazie ad una serie di trasmissioni televisive dedicate alla canzone napoletana (si ricorda ad esempio “C'era una volta il Festival”), trasmesse da "Canale 21", al tempo unica emittente privata campana. In quegli stessi anni il cantante comincia a consolidare la propria immagine, iniziando a imporsi come punto di riferimento per i giovani artisti e conquistando progressivamente un proprio spazio nel mondo della canzone napoletana. Contestualmente all'ascesa artistica, Sarnelli crea un proprio personaggio, assumendo dei connotati estetici caratteristici. L'occasione è fornita da una tournée a Firenze nel 1974: Egisto adotta la barba folta molto di moda negli ambienti dell'intellighenzia fiorentina; è così che nasce l'immagine del cantante con il barbone, il foulard e la perenne Gaulois senza filtro stretta tra le labbra, anche durante le esibizioni. In quegli stessi anni, il cantante stringe rapporti di collaborazione ed amicizia con vari musicisti, poeti, giornalisti e cultori della musica partenopea, aderendo ad iniziative di studio ed approfondimento della canzone napoletana, in collaborazione con il poeta Ettore De Mura e i giornalisti Gianni Cesarini e Mimmo Liguoro. Grazie alle notevoli capacità interpretative, recita anche in alcuni sceneggiati televisivi tra i quali “L'eredità della priora” e “Il sentiero delle bacche velenose”. Tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, prende parte a uno spettacolo dal titolo “Chitarre in concerto”, con la regia di Antonio Casagrande, insieme a Roberto Murolo, Tony Sigillo, Mario Maglione, Claudio Carluccio e l'attore Franco Gargia. Il 5 ottobre del 1991, in una traversa della centralissima via Mezzocannone, inaugura “La chitarra”, club gastronomico e artistico- culturale, dove ogni sera sono offerti al pubblico ricette genuine della tradizione napoletana e un recital canoro. Egisto dà così vita alla figura del “cantantoste”, secondo una sua originale definizione. Sempre pronto ad assumere iniziative volte a valorizzare la canzone napoletana, Sarnelli aiuta i giovani interpreti, svolgendo il ruolo di direttore artistico del “Noi Tre Trio”, un trio composto da giovanissimi musicisti napoletani (Emma Ennio, Clemente Maurizio Sgambato, Enzo Sirletti). La sua ultima fatica discografica, un CD intitolato “Luna nova - Omaggio a Salvatore Di Giacomo” risale al 1995: costituito da 22 brani del poeta, tra canzoni e poesie, è realizzato in collaborazione con il Maestro Gianni Palazzo.

Sarnelli scompare un anno dopo, lasciando un vuoto immenso nel mondo della canzone napoletana, in particolare nel cuore dei suoi fans. Attualmente la tradizione artistica di Egisto Sarnelli viene proseguita con successo dal figlio, noto al grande pubblico con il nome d'arte di Tony Tammaro.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

  • Collage di canzoni napoletane
  • Egisto Sarnelli...Ed è subito Napoli - Vol.1
  • Egisto Sarnelli...Ed è subito Napoli - Vol.2
  • Egisto Sarnelli...Ed è subito Napoli - Vol.3
  • Resatelle 'e spiccio 'e spiccio
  • Napoli: Questa!
  • Luna Nova - Omaggio a Salvatore Di Giacomo

Critiche e recensioni[modifica | modifica sorgente]

“Egisto Sarnelli, è un nome che presto si aggiungerà alla schiera degli interpreti più nobili e più gentili della canzone partenopea classica, quella di voce ma soprattutto quella che va bene anche sussurrata, quasi recitata, alla maniera degli antichi aedi…” ANGELO MAGGI – NAPOLI NOTTE

“Egisto Sarnelli, una dimostrazione che la musica leggera partenopea ha una “generazione di ricambio” genuina, artisticamente valida, degna della migliore tradizione e nello stesso tempo aderente alla sensibilità contemporanea”. GIANNI ARNONE – ROMA SERA

“…Ma Sarnelli ha modo di rivelare al massimo la sua anima di napoletano nelle interpretazioni delle nostre canzoni! Fedele al significato del testo poetico, sensibile a quello musicale, rende la canzone con naturalezza, senza sforzarla con inutili virtuosismi, intelligentemente memore che la canzone è un componimento semplice, e che in ciò, forse, sta la sua maggiore malia”. GASTONE BELLET – NAPOLI NOSTRA

“ È raro trovare nell'ambiente musicale gente come Egisto Sarnelli. Egli è quasi l'ultimo esponente di una stirpe che si estingue: quella dei cantanti chitarristi che sussurrano le eterne melodie di Napoli con un filo di voce forse non “carusiana” ma calda e viva come il nostro sole…” GIUSEPPE MAZZELLA – ROMA

“…perché ascoltare Egisto Sarnelli significa trovarsi di fronte ad un artista di serie “A”. Vecchie canzoni di Napoli ma anche di ogni parte del mondo: perché Sarnelli è un cantante internazionale anche se ama cantare soprattutto le melodie della sua città!”. RAFFAELE NIZZA – IL GIORNALE D'ITALIA

“Chitarrista-cantante: così lo presentano. Io lo chiamo invece “Araldo di Napoli” perché Sarnelli è un innamorato della sua città e sera per sera la canta, la presenta, la pubblicizza come sa fare lui: cioè cantando le melodie più belle e più celebri, con un'anima ed un cuore da vecchio menestrello”. Aldo Valleroni – SETTIMANA EXTRA

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Pietro Gargano, Nuova enciclopedia illustrata della canzone napoletana, Napoli, Magmata, 2006.