Egira (romanzo)

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Egira
Titolo originale Hegira
Autore Greg Bear
1ª ed. originale 1979
Genere romanzo
Sottogenere fantascienza
Lingua originale inglese
Personaggi Kiril, Bar-Woten e Barthel

Egira (Hegira) è un romanzo di fantascienza di Greg Bear scritto nel 1973 e pubblicato nel 1979[1].

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Egira è un mondo più grande della Terra, illuminato nella notte soltanto dai cosiddetti Uccelli di fuoco che vagano al di là delle nubi alte nel cielo. A migliaia di chilometri l'uno dall'altro sorgono imponenti obelischi che sfiorano il cielo, piantati su Egira dai Primogeniti per tramandare ai Secondogeniti le loro conoscenze, tra cui la religione. La storia e le conoscenze dei Primogeniti sono incise su ogni obelisco, dal basso verso l'alto, però ancora nessuno ha trovato il modo di leggere un obelisco oltre una certa altezza, nelle parti in cui - secondo la tradizione - si potrebbero trovare informazioni sul futuro di Egira.

Bar-Woten, l'Uccisore di Orsi, è un sanguinario guerriero ibisiano che è stato a fianco del generale Sulay per 20 anni, durante la lunga marcia che ha condotto un immenso esercito attraverso i territori di Egira per migliaia di chilometri fino a Madreghb, la capitale di Mediweva. La marcia è adesso finita, e Bar-Woten, accompagnato dal suo fedele servo Barthel, è in cerca di altre risposte e vuole perciò intraprendere un viaggio verso le terre inesplorate del nord, le terre del Muro, in cui si narra che gli abitanti custodiscano tecnologie e conoscenze inimmaginabili. Prima di partire, fra le vie di Madreghb i due incontrano Kiril, un giovane penitente kristiano quasi sul punto di morire per le ferite che si è inflitto. Kiril che era stato uno scrivano dedito al recupero delle scritture sugli obelischi, aveva lasciato tutto ed era divenuto un penitente dopo che una misteriosa malattia aveva colpito la sua amata Elena.

I viaggiatori attraversano le terre montagnose di Mundus Lucifa e si imbarcano su una nave mercantile, la Trident, per poter procedere via mare verso nord. Dopo aver percorso molte miglia sul mare e aver toccato numerosi porti, la nave fa scalo presso l'esotico arcipelago di Golumbine. Nel periodo della sosta accade un terribile disastro: la catastrofica caduta dell'obelisco di Weggismarche, distante 2500 chilometri da Golumbine, ma ben visible, la cui mole piombata sull'oceano solleva un maremoto che uccide migliaia di persone e provoca immense devastazioni.

L'equipaggio della Trident collabora per mesi alla ricostruzione di Golumbine e poi riprende la navigazione, anche se dopo la catastrofe nulla più è sicuro nelle regioni attorno all'obelisco caduto. La caduta dell'obelisco intanto fa arrivare da nord alcuni tra i popoli più evoluti di Egira, interessati alla lettura delle ultime scritture sulla punta del colosso di pietra e l'equipaggio della Trident viene costretto a dare una mano nel decifrare le scritte e ricostruire i luoghi in cui l'obelisco si è abbattuto.

Ma un giorno altri uomini venuti dal nord, affiancati da alcuni esseri per metà umani e per metà demoni, mettono a ferro e fuoco con armi mai viste l'accampamento in cui sono confinati gli uomini della Trident e rapiscono alcuni tra i sopravvissuti, tra cui i tre protagonisti. Dopo un interrogatorio condotto da una di quelle strane creature, sembra chiaro che Kiril sia il soggetto più interessante: infatti Kiril potrebbe essere il pellegrino a cui verrà permesso di "passare attraverso il muro" per poter raggiungere la "Terra dove la Notte è Fiume".

Nel periodo precedente all'inizio della spedizione per l'attraversamento del muro, Bar-Woten pugnala Barthel, per legittima difesa, poiché il suo servo, grazie alle droghe somministrate durante l'interrogatorio, ha ricordato improvvisamente che il suo padrone era stato il carnefice della sua famiglia. A Bar-Woten viene comunque concesso di accompagnare Kiril al Muro che circonda Egira e i due scompaiono al suo interno.

Dentro il Muro i due si dividono. Bar-Woten, che non è il prescelto, viene rimandato come ringraziamento per aver protetto Kiril alla sua terra dopo aver acquisito la conoscenza di ciò che è in realtà Egira. Kiril invece conosce le intelligenze artificiali del Muro che gli spiegano quale sia il suo destino e quale è stato il passato dei Primogeniti. Interrogando le sfere parlanti, Kiril scopre che esistono tanti pianeti come Egira (quelli che loro consideravano gli Uccelli di fuoco) e che il loro scopo è ripopolare l'universo nascente.

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Greg Bear, Hegira, Dell Publishing Co., 1979.
  • Greg Bear, Egira, collana Urania n. 1074, Arnoldo Mondadori Editore, 1988.
  • Greg Bear, Egira, collana I Classici di Urania n. 304, Arnoldo Mondadori Editore, 2002, pp. 226.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ il romanzo è stato scritto nel 1973, ma è stato pubblicato solo 6 anni dopo dalla Dell di New York, si veda la scheda L'autore in Urania n. 1074

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