Egica

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Egica
I re Visigoti Chindasvindo, Reccesvindo e Egica secondo il Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense[1].
I re Visigoti Chindasvindo, Reccesvindo e Egica secondo il Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense[1].
Re dei Visigoti
In carica 687 - 702
Predecessore Ervige
Successore Witiza
Nascita ca. 610
Morte Toledo, 702
Consorte Cixilona
Figli Witiza
Oppas

Egica dei Visigoti, Egica anche in spagnolo, in catalano ed in portoghese (610 circa – Toledo, 702), fu re dei visigoti dal 687 al 702.

Origine[2][modifica | modifica wikitesto]

Molto probabilmente era nipote (figlio di un fratello di cui non si conosce il nome) del re dei visigoti Vamba, ed inoltre era il genero del suo predecessore, Ervige, di cui aveva sposato la figlia Cixilona.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Egica, tra il 683 e il 687, sposò Cixilona, la figlia del re dei visigoti, Ervige, divenendone l'erede.

Egica convocò immediatamente il XV Concilio di Toledo, che si raccolse l'11 maggio 688 nella chiesa dei Santi Apostoli, affinché venisse liberato da uno dei due giuramenti[3], poiché se avesse reso giustizia al popolo avrebbe dovuto restituire ai legittimi proprietari tutti i beni di cui la casa reale si era impadronita. Ma il concilio dispose che i giuramenti potevano considerarsi complementari, in quanto era stato giusto castigare i colpevoli, mentre si doveva prestare protezione agli innocenti.

Dopo aver divorziato e ripudiato la moglie Cixilona, Egica degradò i parenti di Ervige e punì i nobili che avevano partecipato alla cospirazione contro suo zio, Vamba, e, non soddisfatto delle conclusioni del concilio di Toledo, convocò a Saragozza, per il 1º novembre 691, un sinodo di vescovi del regno, che revocò parzialmente le decisioni del concilio di Toledo e gli diede mano libera con la famiglia reale e fu stabilito che la vedova di Ervige, Liuvigoto, fosse inviata in un convento.

I conflitti con la nobiltà però rimanevano, e nel (692), prese corpo una ribellione, che aveva nel Metropolita di Toledo, Siseberto, l'ispiratore; Egica si trasferì nella provincia Tarraconense, molto probabilmente a Saragozza, dove si sentiva più al sicuro; allora, verso la metà del 692, i ribelli posero sul trono Sunifredo, incoronato da Siseberto.

I re Visigoti Chindasvindo, Reccesvindo e Egica secondo il Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense[4].

Egica, raccolto un esercito, marciò su Toledo, che conquistò con le armi, circa nel marzo del 693; imposta nuovamente la sua autorità, nello stesso anno, convocò il XVI Concilio di Toledo che gli permise di confiscare i beni dei ribelli ed incorporarli nel tesoro reale; il vescovo di Toledo, Siseberto, fu spretato e scomunicato. Il successore fu scelto tra i vescovi fedeli al re, così come il nuovo vescovo di Siviglia.
Questo concilio confermò anche la pena della castrazione per gli omosessuali.

Continuando nella politica di Ervige modificò il codice di Reccesvindo a favore del mantenimento del trono alla sua famiglia. Nello stesso tempo varò diverse norme contro gli ebrei, che furono ratificate dal XVII Concilio di Toledo, del 695 per ingraziarsi la chiesa e quindi evitare, alla sua morte, persecuzioni alla sua famiglia, come era avvenuto in passato.
Tutti gli ebrei maschi del regno dovevano essere venduti come schiavi ed i bambini essere ceduti a famiglie cristiane per essere cresciuti nella fede cattolica. A seguito di ciò molti ebrei si convertirono forzatamente mentre altri, pur di mantenere la loro fede, si rifugiarono in Nordafrica.
Questa legge non ebbe applicazione in Settimania.

Nel 698, il califfo omayyade, ʿAbd al-Malik ibn Marwān, nominò governatore del Nordafrica il generale yemenita, Musa bin Nusair, che portò a termine la conquista dei territori berberi e migliorò la flotta per la futura conquista delle isole Baleari ai Bizantini.

il 15 novembre del 700, Egica nominò successore suo figlio, Witiza, a cui conferì il governo della Galizia; sembra però che Witiza assumesse il controllo di tutto il regno, ed i due anni seguenti furono detti del governo congiunto, confermato dalle monete coniate come Regni concordia.

Egica morì nel 702, gli successe il figlio Witiza.

Discendenti[2][modifica | modifica wikitesto]

Egica da Cixilona ebbe due figli:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense è una cronaca storica della penisola iberica, che narra le vicende del regno visigoto, della conquista musulmana, della reconquista, partita dal Regno delle Asturie, sino all'inizio del regno di Alfonso III delle Asturie, scritta nell'881.
  2. ^ a b (EN) Dinastie dei Visigoti
  3. ^ Egica aveva promesso oltre che difendere gli interessi della moglie e dei discendenti di Ervige, anche di rendere giustizia a tutti coloro che durante il regno di Ervige avevano dovuto subire dei sopprusi.
  4. ^ Il Codex Vigilanus o Chronicon Albeldense è una cronaca storica della penisola iberica, che narra le vicende del regno visigoto, della conquista musulmana, della reconquista, partita dal Regno delle Asturie, sino all'inizio del regno di Alfonso III delle Asturie, scritta nell'881.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rafael Altamira, La Spagna sotto i Visigoti, in «Storia del mondo medievale», vol. I, 1999, pp. 743-779
  • The Goth in Spain, Oxford University Press, 1969

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Re dei Visigoti Successore
Ervige 687–702 Witiza