Eggregora

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Nell'occulto, il termine eggregora o egregora (dal greco ἐγρήγοροι, "vigilatori", traslitterato anche in grigori), si riferisce a un'entità incorporea creata attraverso particolari metodi di meditazione, in grado di influenzare il pensiero di un gruppo di persone.

Secondo alcuni filoni dell'occultismo, le eggregore possono essere create anche inconsapevolmente da un pensiero ossessivo (e in quel caso si parla di Forme Pensiero o Lamie) e possono nuocere alla persona di cui sono parassite, sottraendole energia vitale.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

La parola ἐγρήγοροι compare nella Septuaginta,[1] così come nel Libro dei Giubilei e nel Libro di Enoch.

Eliphas Lévi, ne Il grande Arcano del 1868 identificò gli "eggegora" con la tradizione riguardante i padri del Nefilim, descrivendoli come "esseri terribili" che "ci schiacceranno senza pietà, perché sono inconsapevoli della nostra esistenza".[2]

Il concetto di "eggregora" come una forma-pensiero di gruppo è stato sviluppato nelle opere della Golden Dawn e della Rosa Croce ed è stato oggetto di scritti di autori come Valentin Tomberg.[3]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Septuagint: Lamentations, Chapter 4, Verse 14
  2. ^ Lévi, Eliphas, Il grande Arcano (1868) p.127-130, 133, 136
  3. ^ Fama Fraternitatis Rosae Crucis.(1614) Manifesto: Positio. Epilogue page 25