Effetto del fondatore

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Illustrazione dell'effetto del fondatore. A sinistra, la popolazione originale, e a destra tre possibili popolazioni fondatrici.

L'effetto del fondatore è un processo che, ad esempio in seguito ad un prolungato periodo di isolamento, determina lo sviluppo di una nuova popolazione a partire da un piccolo numero di individui che portano con sé solo una parte della variabilità genetica della popolazione originale. La nuova popolazione può quindi differenziarsi sia geneticamente sia fenotipicamente; in particolare, questo fenomeno può determinare la fissazione di alleli rari, inizialmente portati soltanto da uno o più individui, con l’effetto di far permanere tali alleli nella nuova popolazione formatasi. In casi estremi si pensa che l'effetto fondatore possa portare alla speciazione e alla successiva evoluzione di nuove specie. La nuova popolazione è di norma molto poco numerosa, per questa ragione spesso mostra una maggiore sensibilità alla deriva genetica anche a causa della scarsa variabilità genetica, dovuta anche ai numerosi accoppiamenti fra consanguinei.

Questo effetto è stato descritto per la prima volta da Ernst Mayr nel 1963.

Fondazione nella specie umana[modifica | modifica wikitesto]

Un'ipotesi di genetica delle popolazioni teorizza che la popolazione umana sia giunta nel continente americano in una delle ultime glaciazioni, quando un gruppo di 40-60 individui colonizzatori provenienti dall'Asia attraversò a piedi lo Stretto di Bering, allora completamente ghiacciato. In tal caso si sarebbe dunque verificato un collo di bottiglia genetico.

L'effetto del fondatore può presentarsi naturalmente quando alcune linee genetiche, in competizione con altre, scompaiono. Ciò significa che l'effettiva popolazione fondatrice consiste solo di coloro la cui traccia genetica è identificabile nelle popolazioni successive. Poiché nella riproduzione sessuata la ricombinazione genetica assicura che con ogni generazione solo metà del patrimonio genetico verrà rappresentata, alcuni filoni genetici possono completamente sparire, anche se la progenie è numerosa. Un recente studio ha concluso che degli individui migrati attraverso lo stretto di Bering alla fine dell'era glaciale, solo 70 hanno lasciato la propria traccia genetica nei discendenti moderni: una ristretta popolazione fondatrice effettiva. Ciò può essere facilmente male interpretato come indicazione che solo 70 persone giunsero in Nord America. I fraintendimenti dell'ipotesi di una "Eva mitocondriale" sono uno di questi casi: sarebbe difficile spiegare che la "Eva mitocondriale" non era l'unica donna dei suoi tempi.

L'ipotesi sarebbe supportata dal fatto che la maggior parte dei nativi americani risulta avere gruppo sanguigno "0"[senza fonte], e questo potrebbe essere dovuto proprio al fatto che i primi colonizzatori delle Americhe fossero anch'essi per la maggior parte appartenenti al gruppo "0", fatto decisamente possibile dato il loro esiguo numero. Il processo della selezione naturale, che in caso di piccole popolazioni può avere effetti amplificati, può avere determinato il predominio di tale caratteristica genetica rispetto alle altre.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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