Effetto Kirlian

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Fotografia Kirlian di due monete

L'effetto Kirlian è un particolare effetto ottico-fotografico caratterizzato dalla presenza di un alone luminoso attorno a un oggetto osservato e/o fotografato, ottenuto applicando una tensione elettrica di valore elevato (ovvero di decine di Kilovolt) all'oggetto stesso, quindi impressionato su di una pellicola fotografica; nella fisica classica e nell'elettrotecnica, questo fenomeno viene comunemente attribuito ed associato al noto effetto corona, e cioè la ionizzazione dei gas in presenza di elevato campo elettrico, che genera a sua volta delle visibili sfumature colorate e luminose attorno all'oggetto osservato.

La scoperta[modifica | modifica sorgente]

Tale effetto fu scoperto nel 1939 dal russo Semyon Davidovich Kirlian, un riparatore di macchine fotografiche e di apparecchiature elettriche presso l'ospedale della città. Pare che, durante la riparazione di un generatore ad alta tensione fu investito da una scarica elettrica ad alta tensione elettrica (alternata ad alta frequenza), ma di bassa intensità (circa 0.1 A, quindi non dannoso), sufficiente a dare luogo a dei piccoli aloni luminosi che brillavano dalle sue dita e dagli elettrodi stessi del generatore.
Esperto e appassionato degli studi del suo predecessore Nikola Tesla sull'alta tensione elettrica, per indagare ulteriormente sul fenomeno decise di eseguire esperimenti fotografici in merito.
Dapprima su delle monete, poi sulla sua mano, che egli interposte sotto un elevato campo elettrico di minimo 6000 Volt e 0.1 Ampere, utilizzando delle allora antiquate lastre fotografiche in vetro, opportunamente oscurate di carta nera e su un tavolo di legno come isolante, quindi ancora isolato elettricamente dal terreno attraverso una seconda base in legno. Nella foto, la mano apparve con degli aloni colorati sulle punte delle dita, che egli stesso attribuì all'aura vitale, e cioè la presunta energia invisibile degli esseri viventi, mai dimostrata dalla fisica classica.

schema sintetico della Camera Kirlian

Kirlian coinvolse anche sua moglie, Valentina Khrisanovna Kirliana, nei successivi studi e nelle ricerche. I due coniugi continuarono a fotografare parti di esseri viventi, sia animali che vegetali, morti o vivi, sempre attraverso un apparecchio fotografico sotto elevato campo elettrico da lui stesso costruito, e sempre più perfezionato, chiamato successivamente "Camera Kirlian" (alcune volte anche Kirliangrafia) e ottenendo lo stesso risultato positivo. Quando però si accorse che anche gli oggetti inanimati sprigionavano sempre lo stesso tipo di alone ne rimase deluso, poiché l'ipotesi di attribuzione della causa del fenomeno all'ipotetica "aura vitale" doveva essere riformulata.

Arrivò quindi il 1948, e Kirlian decise di depositare, in ogni caso, la sua scoperta all'ufficio brevetti di Mosca, che fu registrata come «determinato effetto ottico-fotografico, ottenuto mediante strumentazione e attraverso impiego di energia elettrica, osservabile sugli stessi oggetti fotografati».

Anni successivi[modifica | modifica sorgente]

Negli anni successivi, gli studi dei coniugi Kirlian ebbero un certo seguito soprattutto negli Stati Uniti degli anni sessanta; il brevetto fu applicato soprattutto nell'impiego della fotografia per l'analisi della conducibilità elettrica dei materiali industriali e nella chimica delle vernici e di settori simili, ma nulla fu più sperimentato nel mondo della parapsicologia. Furono, anzi, largamente smentite le teorie dell'aura o di una qualsiasi forma di bioenergia, confutate ancor oggi sia dal Comitato CICAP in Italia, sia dall'organizzazione ECSO all'estero[1]. Per gli scettici infatti, l'effetto Kirlian, in ultima analisi, può essere determinato dallo stesso effetto corona dell'elevato campo elettrico, e cioè la cosiddetta ionizzazione dei gas quando essi sono sottoposti ad elevata tensione elettrica.

Foto Kirlian di un polpastrello. Secondo Krämer, le zone del corpo umano prive di radiazioni visibili sono quelle in cui l'aura risulta danneggiata o esiste un ristagno energetico della persona.[2]

La cosiddetta aura, o addirittura l'aura fantasma, cioè presunti contorni luminosi che apparirebbero nelle foto Kirlian, in merito alla forma esistente/preesistente di un oggetto o di un parte di materia biologica, spezzato prima della fotografia stessa (ad esempio una foglia d'albero spezzata, oppure degli arti amputati di esseri umani o animali, dei quali riappaiono misteriosamente i contorni "interi" nella foto), sarebbero attribuibili semplicemente a dei fattori noti alla fisica classica come, ad esempio la temperatura o l'umidità residua, ma anche le alterazioni stesse di campo elettromagnetico causate dell'oggetto. Per i parapsicologi invece, l'"aura vitale" scoperta col metodo Kirlian (e denominata quindi anche aura Kirlian) esisterebbe veramente, e rappresenterebbe la dimostrazione della compenetrazione del corpo fisico del soggetto da parte di una entità energetica individuale che ne costituisce il cosiddetto corpo eterico (per la new age e in esoterismo detto anche corpo astrale) e che, nelle relazioni umane, determinerebbe una predisposizione fisiologica alla taumaturgia.

Possibilità diagnostiche[modifica | modifica sorgente]

Secondo l'esperienza di Dietmar Krämer, naturopata e floriterapeuta, l'effetto Kirlian dipende dalla resistenza cutanea opposta dalla parte fotografata del corpo umano, che interagirebbe con la scarica elettrica variandone l'intensità. Il campo energetico dell'aura verrebbe così riprodotto soltanto in maniera indiretta. Sebbene l'immagine ottenuta in tal modo corrisponda solo in parte alle descrizioni fornite dai veggenti,[3] e nonostante il suo aspetto cambi a seconda della quantità di tensione elettrica applicata, Krämer riferisce di essersi servito della fotografia Kirlian come strumento diagnostico delle patologie dell'aura, riscontrando delle corrispondenze tra le lacerazioni di quest'ultima descritte dai suoi assistenti dotati di capacità sensitive, e i punti in cui la scarica elettrica risultava attenuata o addirittura assente.[4]

Analogamente, il naturopata Peter Mandel ha affermato di riscontrare delle relazioni tra l'effetto Kirlian e l'energia dei meridiani da lui trattati applicando l'agopuntura.[5]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ECSO | Skeptics in Europe - Home
  2. ^ Dietmar Krämer, Nuove terapie con i fiori di Bach, vol. II, pp. 22-23, Mediterranee, 2008.
  3. ^ Come ad esempio quelle raffigurate da Charles Webster Leadbeater in L'uomo visibile e l'uomo invisibile del 1902, pubblicato recentemente anche in lingua italiana.
  4. ^ Dietmar Krämer, op. cit., pp. 17-18.
  5. ^ Peter Mandel, Diagnosi Energetica dei Punti Terminali, Tecniche Nuove Edizioni, 2001.

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