Effetti Collaterali. Come le case farmaceutiche ingannano medici e pazienti

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Effetti Collaterali. Come le case farmaceutiche ingannano medici e pazienti
Titolo originale Bad Pharma. How Drug Companies Mislead Doctors and Harm Patients
Autore Ben Goldacre
1ª ed. originale 2012
1ª ed. italiana 2013
Genere Saggio
Sottogenere Medicina
Lingua originale inglese

Effetti Collaterali. Come le case farmaceutiche ingannano medici e pazienti (titolo originale inglese Bad Pharma. How Drug Companies Mislead Doctors and Harm Patients) è un saggio scritto dal medico e divulgatore scientifico britannico Ben Goldacre. Pubblicato in originale nel 2010 e in Italia nel 2011 da Mondadori, tratta il problema delle influenze dell'industria farmaceutica sui processi che portano alle scelte di istituzioni pubbliche, medici e pazienti riguardo l'efficacia delle terapie a disposizione.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

In questo libro l'autore affronta il problema delle manipolazioni e distorsioni operate principalmente dall'industria farmaceutica sulle procedure utilizzate per dimostrare la validità dei loro prodotti, mettendo in luce tramite una documentazione rigorosa e dati statistici come questo influenzi l'azione di istituzioni, medici e pazienti nello scegliere come curarsi.

Per far comprendere come questo possa avvenire, viene dapprima spiegato il funzionamento dei moderni metodi statistici (revisioni sistematiche e metanalisi) usati nel campo medico per valutare nel modo più preciso possibile l'effettiva efficacia dei farmaci, e come si possa agire per alterarne il risultato. A cominciare dal meccanismo più semplice e subdolo, la mancata divulgazione di studi clinici sfavorevoli, consuetudine molto pericolosa in quanto spesso difficile da rintracciare e dimostrare, in particolare nel caso di studi sovvenzionati dalle case farmaceutiche stesse, chiaramente non interessate a far conoscere risultati non convenienti per i loro interessi. Studi recenti compiuti in proposito hanno mostrato una sensibile differenza nella pubblicazione di trial, legata all'ottenimento o meno dei risultati voluti. Un problema, conosciuto come "publication bias", che riguarda comunque tutto l'ambito della ricerca scientifica, dove i risultati negativi tendono ad essere considerati meno significativi dai ricercatori stessi e quindi non pubblicati o divulgati per scelta, fatto che comporta la scomparsa di dati fondamentali per valutare correttamente l'efficacia terapeutica dei farmaci. Dati che comunque risulta complicato recuperare, anche per la scarsa collaborazione e trasparenza adottata dagli organismi pubblici di controllo e garanzia, tra cui FDA, EMA, MHRA, che vengono spesso meno ai loro doveri, ostacolando il lavoro dei ricercatori.

Nel capitolo seguente vengono spiegati i passaggi a cui viene sottoposto un nuovo farmaco durante le fasi di sperimentazione, e quali siano i relativi punti critici nel processo. Compito quindi delle autorità di controllo è la successiva valutazione delle prove di efficacia acquisite e del grado di sicurezza dimostrato, per concedere il benestare all'immissione in commercio. Anche in questa fase però esistono criticità, legate all'eccessiva prossimità tra chi opera nell'azione di sorveglianza e chi viene controllato, con frequenti casi di scambio di ruoli, pratica quanto meno inopportuna. Un problema ancora più serio è quello dei bassi standard utilizzati nei trial richiesti per l'approvazione, filtri poco selettivi, e con ampie possibilità di dilazioni, a cui comunque in caso di inadempienze non seguono mai sanzioni. Il tutto aggravato dalla tendenza alla segretezza delle autorità di controllo, poco propense a divulgare i dati in loro possesso. Una consuetudine ingiustificata, che va contro la necessità scientifica della verifica più ampia possibile degli studi, alla ricerca dei possibili errori e manipolazioni che spesso vi si annidano. Che possono assumere aspetti molto differenti: dalla frode grossolana, alle più sottili modifiche nei protocolli dei trials, ai difetti legati alla scarsa rappresentatività del campione, fino alla sfacciata reinterpretazione dei risultati secondo convenienza. Ottenendo l'effetto paradossale di una sostanziale carenza di dati affidabili riguardo alle migliori strategie di cura per patologie anche molto comuni, a fronte della grande abbondanza di studi eseguiti e pubblicati. Per risolvere questo problema, l'autore suggerisce una modalità semplificata per eseguire trial di ampia portata, sfruttando i sistemi sanitari pubblici, con spesa limitata e modifiche minime sulle procedure attuali, oberate da un eccesso di burocrazia spesso inutile.

Il capitolo successivo affronta il tema delle politiche di marketing delle aziende farmaceutiche, e dei sistemi che usano per promuovere i loro prodotti, spesso molto oltre la loro effettiva utilità terapeutica. Creando così aggravi pesanti per i sistemi sociali ed assicurativi, costretti a farsi carico di spese inutili legati alle scelte commerciali delle aziende private. Che su questo aspetto investono cifre ben maggiori di quelle impiegate nella ricerca e sviluppo dei farmaci, sovvenzionando in modo non sempre manifesto medici, celebrità, organizzazioni mediche, gruppi di pazienti e loro campagne per l'accesso a cure talvolta ancora dubbie. Ed arrivando in casi estremi a supportare la creazione di malattie fittizie e relative aspettative di cura, secondo un processo conosciuto come disease mongering. Più comunemente, sostenendo in vari modi i medici compiacenti, a cui vengono forniti corsi gratuiti con relativi viaggi e cene, ruoli di relatori nei congressi e, nel caso di collaborazioni ancora più strette, articoli già confezionati da scrittori ombra per aumentare la produzione accademica favorevole. Un'influenza che tende a coinvolgere anche le più importanti riviste accademiche, sovvenzionate in modi palesi ed occulti, malgrado i diversi tentativi fatti per arginare queste interferenze.

Il capitolo conclusivo riassume brevemente le problematiche affrontate, sottolineandone l'attualità e la gravità, suggerendo alcune linee di azione per avviare dei cambiamenti sostanziali che ci permettano in un futuro prossimo di ottenere dati realmente affidabili ed esenti dalle attuali distorsioni.

Indice dei capitoli[modifica | modifica wikitesto]

  • Introduzione
  • I Dati mancanti
  • II Da dove vengono i nuovi farmaci?
  • III Cattive autorità regolatrici
  • IV Cattivi trials
  • V Trials più ampi e semplici
  • VI Il marketing
  • Conclusione: Dati migliori

Ricezione[modifica | modifica wikitesto]

Il saggio è stato accolto da una serie di recensioni positive da parte dei maggiori quotidiani anglosassoni, tra cui Guardian[1], Economist[2], Telegraph[3], ma anche dalle prevedibili critiche da parte di rappresentanti delle aziende farmaceutiche, bersaglio principale delle accuse contenute nel testo. In particolare il rappresentante in capo della principale associazione dell'industria farmaceutica britannica ABPI indirizzò dopo l'uscita del libro una lettera all'autore, affermando che il testo faceva riferimento a casi datati e che non riguardavano il loro paese, lettera a cui l'autore rispose confermando le proprie accuse su tutti i punti[4][5]. Alcune critiche specifiche sono state sollevate dallo psichiatra ed autore di saggi su argomento simile David Healy, a cui era stato richiesta una recensione sul libro dalla rivista London Review of Books, recensione respinta e che l'autore ha quindi pubblicato sul proprio blog, a cui lo stesso Goldacre ha risposto, e su cui si è sviluppato uno scambio di opinioni[6].

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ben Goldacre, Effetti Collaterali. Come le case farmaceutiche ingannano medici e pazienti, traduzione di Tullio Cannillo, 1ª ed., Mondadori [2012], aprile 2013, ISBN 978-88-04-62926-9.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) autore: Luisa Dillner, Bad Pharma by Ben Goldacre – review in The Guardian, 17 ottobre 2012.
  2. ^ (EN) Pick your pill out of a hat in The Economist, 29 settembre 2012. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  3. ^ (EN) autore: Max Pemberton, Bad Pharma by Ben Goldacre: review in The Daily Telegraph, 22 ottobre 2012. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  4. ^ Le aziende farmaceutiche britanniche contro Goldacre in Query, Cicap, 5 febbraio 2013. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  5. ^ (EN) Ben Goldacre v the Association of the British Pharmaceutical Industry in New Statesman, 19 ottobre 2012. URL consultato il 20 ottobre 2013.
  6. ^ (EN) David Healy, Not So Bad Pharma, Dr. David Healy, 28 marzo 2013. URL consultato il 20 ottobre 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • [1], intervista all'autore del libro dal sito della rivista del Cicap.