Edoardo II d'Inghilterra

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Edoardo II
Ritratto di Edoardo II d'Inghilterra della Cassell's History of England, pubblicata circa nel 1902
Ritratto di Edoardo II d'Inghilterra della Cassell's History of England, pubblicata circa nel 1902
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Stemma
In carica 7 luglio 1307 -
21 gennaio 1327
Predecessore Edoardo I
Successore Edoardo III
Nome completo Edoardo II Plantageneto
Altri titoli principe di Galles, duca d'Aquitania e duca di Guascogna
Nascita Caernarfon, Galles, 25 aprile 1284
Morte Berkeley, Gloucestershire, Inghilterra, 21 settembre 1327
Casa reale Plantageneti
Padre Edoardo I
Madre Eleonora di Castiglia
Consorte Isabella di Francia
Figli Edoardo III, re d'Inghilterra
Giovanni Plantageneto, conte di Cornovaglia
Eleonora di Woodstock contessa consorte di Gheldria
Giovanna, regina consorte di Scozia

Edoardo II Plantageneto, in inglese Edward II (Caernarfon, 25 aprile 1284Berkeley, 21 settembre 1327), fu re d'Inghilterra dal 1307 fino alla sua deposizione nel gennaio del 1327.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Figlio del re d'Inghilterra e duca d'Aquitania, Edoardo I e di Eleonora di Castiglia, figlia del re di Castiglia, Ferdinando III il Santo e di Giovanna di Dammartin, Contessa di Ponthieu.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di Edoardo I Plantageneto, Edoardo crebbe insieme a Pietro Gaveston, un suo coetaneo, figlio di un gentiluomo guascone, buon servitore di suo padre.

Gli anni giovanili e principe di Galles[modifica | modifica sorgente]

Blasone personale di Edoardo, principe di Galles.
Re d'Inghilterra
Duchi di Normandia
Plantageneti

Arms of Geoffrey of Anjou.svg

Enrico II (1154–1189)
Figli
Riccardo I (1189–1199)
Giovanni (1199–1216)
Figli
Enrico III (1216–1272)
Figli
Edoardo I (1272–1307)
Figli
Edoardo II (1307-1327)
Figli
Edoardo III (1327-1377)
Figli
Riccardo II (1377-1400)

Nel 1297, Edoardo I attraversò la Manica per unire le sue truppe a quelle del conte delle Fiandre, Guido di Dampierre, e dopo essere stato sconfitto da Roberto II d'Artois, il 13 agosto 1297, nella battaglia di Furnes, si ritirò a Gand. Durante l'assenza del padre, il tredicenne Edoardo presiedette il parlamento che approvò lo statuto che garantiva che nessun dazio doveva essere pagato se non col consenso dei maggiorenti e degli uomini liberi e nessun prodotto poteva essere sequestrato contro la volontà dei proprietari.

Il 5 novembre, Edoardo I a Gand pose il suo sigillo sullo statuto. Poco dopo iniziò le trattative di pace con la Francia, che portarono, nel 1298, a combinare i matrimoni di Edoardo I, vedovo ormai da alcuni anni, con Margherita di Francia, sorella del re, Filippo IV il Bello, e di suo figlio ed erede di Edoardo (il futuro Edoardo II) con la figlia di Filippo IV, Isabella di Francia; nel 1299, ci fu il matrimonio[1] tra Edoardo I e Margherita e la pace definitiva con la Francia, fu firmata a Parigi, nel 1303. Nel 1301, l'erede al trono, Edoardo, era stato fatto conte di Chester e principe di Galles[2].

Edoardo, principe di Galles, cadde in disgrazia presso il padre, Edoardo I, nel corso del 1305, molto probabilmente per la frequentazione con il suo amico d'infanzia, Pietro Gaveston, considerato da re Edoardo svagato, stravagante e frivolo. Comunque, nel 1306, Edoardo II fu investito cavaliere e duca d'Aquitania, e, nel 1307, Pietro fu esiliato a Crecy, nella sua contea di Ponthieu.

Nello stesso 1307, Edoardo I dovette riprendere la guerra contro gli scozzesi guidati dal loro re, Roberto Bruce, che il 27 marzo 1306, si era recato a Scone, il luogo tradizionale delle incoronazioni dei re scozzesi, di dove Edoardo I aveva portato via la pietra sacra che serviva alla cerimonia e qui innalzò lo stendardo reale, facendosi proclamare sovrano del paese contro la volontà del Re inglese. Edoardo I morì a Burgh by Sands, nel Cumberland, sul confine scozzese, mentre si apprestava a portare guerra agli scozzesi.

Il re d'Inghilterra[modifica | modifica sorgente]

Edoardo II, dipinto nel secolo XIX.

Edoardo II successe al padre e come primo atto richiamò Pietro Gaveston dall'esilio, lo nominò conte di Cornovaglia e lo fece suo consigliere di fiducia. L'anno dopo, quando Edoardo si recò in Francia per il suo matrimonio, lasciò Pietro custode del regno. Questo fatto ed altri favori che il re aveva concesso al suo amico, uniti all'ambizione e all'avidità di Pietro suscitò l'indignazione di parecchi nobili e, nel maggio del 1308, Edoardo dovette accettare che Gaveston fosse esiliato per la seconda volta; l'esilio fu dorato perché Edoardo lo nominò governatore dell'Irlanda e dopo circa un anno convinse i magnati a permettere il suo ritorno a corte e le cose tornarono ben presto come prima. Nel 1310 Gaveston fu esiliato, anche dall'Irlanda, dal Galles e dalla Scozia, da una commissione di nobili. Dopo due mesi però Gaveston rientrò in Inghilterra e Edoardo revocò la decisione dei nobili.

La guerra civile[modifica | modifica sorgente]

Trattamenti di
Edoardo II
Stemma
Re d'Inghilterra e Signore d'Irlanda
Trattamento di cortesia Sua Maestà
Trattamento colloquiale Vostra Maestà
Trattamento alternativo Sir
I trattamenti d'onore

Ai nobili non restò che ricorrere alle armi e Edoardo e Pietro si ritrovarono a fuggire da un luogo ad un altro sempre inseguiti dai baroni. A Newcastle, scamparono per poco alla cattura, ma dovettero abbandonare tutto, armi, cavalli e tutti i loro beni nelle mani del conte di Lancaster. Alla fine Gaveston si rinchiuse nel castello di Scarborough, una grande costruzione molto solida, dove però si rese conto di non avere uomini e provviste sufficienti per resistere a lungo. Allora Pietro si disse disponibile a trattare, purché avesse salva la vita e, nel caso che la trattativa non si fosse conclusa la garanzia di poter tornare al castello per riprendere la lotta. Il conte di Pembroke, a nome della commissione accettò e lo condusse al castello di Deddington, nell'Oxfordshire, (vicino alla città di Banbury).

Ma approfittando dell'assenza del conte di Pembroke, il conte di Warwick catturò Gaveston e, il 19 giugno 1312, lo giustiziò. Questo assassinio gettò il re nella disperazione per la perdita dell'amico e nella determinazione di vendicarsi, però il comitato, pur dissociandosi, non poteva permettere la vendetta del re. Alla fine del 1312, fu raggiunto un compromesso: il re rinunciava alla vendetta e la nobiltà avrebbe appoggiato Edoardo II nella guerra (sempre più imminente) contro gli scozzesi e si impegnava a non presentarsi armata in parlamento. Comunque un partito di nobili contrario al re continuò ad esistere ed in questo partito primeggiò suo cugino, Tommaso Plantageneto, figlio di Edmondo il Gobbo, che nel 1311, aveva ereditato alcuni feudi ed era diventato il nobile più ricco e potente del regno.

Guerra contro la Scozia[modifica | modifica sorgente]

Robert Bruce, sconfitto in battaglia campale a Methven nel giugno del 1306, aveva iniziato azioni di guerriglia contro le guarnigioni inglesi sparse per la Scozia; poi, ottenuto un forte consenso nazionale, iniziò ad occupare numerose città e castelli, giungendo ad occupare Edimburgo nel 1310. Nel 1314 Edoardo decise di intervenire, mentre Bruce assediava il castello di Stirling, e radunò un grande esercito nel Northumberland. Ma molti nobili inglesi rifiutarono di partecipare e inviarono solo piccoli contingenti, privando Edoardo II di forze di cavalleria, ma soprattutto di preziosi consiglieri. Con un esercito comunque imponente avanzò verso Stirling lungo un'antica strada romana. Lo scontro avvenne a Bannockburn, nel 1314, e fu disastroso per l'esercito inglese, mettendo Edoardo II, alla mercé dei nobili. La guerra si protrasse, senza altre battaglie campali, con tregue, come quella biennale del 1319, sino a che l'indipendenza della Scozia fu riconosciuta anche da Edoardo II.

Rapporti col regno di Francia[modifica | modifica sorgente]

Dopo la morte (1314) del re di Francia, Filippo IV il Bello, Edoardo non aveva più reso omaggio, come avrebbe dovuto in quanto duca d'Aquitania, al suo successore, Luigi X l'Attaccabrighe. E alla morte di Luigi X, nel 1316, non rinnovò l'omaggio neppure al nuovo re, Filippo V il Lungo, che iniziò a dare ascolto alle lagnanze dei sudditi di Guienna e del Ponthieu, che venne occupato dalle truppe francesi verso il 1318, mentre per il mal governo della Guienna il parlamento di Parigi condannò Edoardo II a pagare una multa. Allora, nel giugno del 1319, Edoardo rese omaggio per procura a Filippo e l'anno dopo, si recò ad Amiens, dove rese omaggio al sovrano francese e, soggiornandovi per sei settimane, riuscì a ristabilire un buon rapporto con Filippo V che gli restituì il Ponthieu, garantendo la pace con la Francia.

I Despenser[modifica | modifica sorgente]

Ugo Despenser il Vecchio era stato un collaboratore di Edoardo I e aveva aumentato le fortune della famiglia, il figlio Ugo Despenser il giovane, aveva frequentato Edoardo II durante la sua giovinezza, quando Edoardo era principe di Galles ed avevano fatto amicizia (erano stati fatti cavalieri lo stesso giorno) ed era diventato feudatario coll'eredità della moglie, Eleonora de Clare. Ugo Despenser il giovane divenne ciambellano reale nel 1318. Come cortigiano, Ugo manovrò per entrare nelle grazie di Re Edoardo II, rimpiazzando il precedente favorito, Ruggero d'Amory. Nel 1320 la sua tirannia era senza limiti. Ugo si accaparrò le terre gallesi ereditate dalla moglie, ignorando le pretese dei suoi due fratellastri. Nel 1321 si era ormai guadagnato molti nemici in ogni strato della società. Dalla Regina Isabella ai baroni e alla gente comune.

Alla fine i baroni prevalsero su Re Edoardo e costrinsero Ugo e suo padre all'esilio nel 1321. Il padre fuggì a Bordeaux, e Ugo divenne un pirata nella Manica. La coppia fece ritorno l'anno seguente e Re Edoardo restaurò rapidamente Ugo come favorito reale. Il suo periodo in esilio non era servito a placarne l'ingordigia, l'impudenza o la crudeltà. Edoardo e i Despenser sconfissero i baroni loro avversari, che furono esiliati o giustiziati, Tommaso di Lancaster fu impiccato il 22 marzo, mentre Ruggero Mortimer, primo conte di March, era stato chiuso nella torre di Londra. I Dispenser rimasero al servizio di Edoardo II, legando la loro sorte a quella del re.

Leggi ed economia sotto Edoardo II[modifica | modifica sorgente]

A partire dalla fine del regno di Edoardo I, nel parlamento, che, per un'ordinanza[3] del 1311, si doveva riunire almeno una volta l'anno, i rappresentanti dei cavalieri, che inizialmente dovevano solo approvare sussidi, preparavano anche petizioni e, nel 1322, lo statuto di York stabilì che le leggi, che riguardavano tutto lo stato, esigevano la loro partecipazione. Inoltre durante il regno di Edoardo II fu fatta distinzione tra il re e la corona con conseguente controllo del parlamento sulla politica (economica) dello Scacchiere.

Nel 1303, Edoardo I aveva promulgato la Charta Mercatoria[4] che fu osteggiata dai mercanti inglesi; durante il regno di Edoardo II il movimento xenofobo assunse dimensioni preoccupanti e colpì soprattutto i mercanti italiani, mentre i privilegi concessi dalla norma furono sfruttati soprattutto dai mercanti della Hansa, che, in cambio di un aiuto finanziario, da Edoardo II ottennero che un discreto numero di loro ricevesse una lettera di naturalizzazione che permise loro di continuare in pace i propri traffici, che portarono anche un grosso beneficio al mercato della lana inglese, che si sviluppò notevolmente.

Durante il governo di Edoardo II il credito, dopo che suo padre Edoardo I aveva cacciato gli Ebrei[5], era ormai in mani straniere, in maggior parte italiane, soprattutto fiorentine[6]. E quando i Frescobaldi si ritirarono dalla piazza inglese, gli subentrarono i Bardi e i Peruzzi.

Conflitto con la Francia[modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio 1322, a Filippo V, sul trono di Francia, successe Carlo IV il Bello, che dopo aver atteso due anni l'omaggio di Edoardo lo convocò ad Amiens per il primo luglio 1324, per farsi rendere omaggio. Edoardo cercò di guadagnare tempo lamentandosi per i soprusi francesi sulle sue terre aquitane e per le vessazioni subite dai sudditi francesi troppo devoti all'Inghilterra. Ma purtroppo per Edoardo, nel 1323, era scoppiato il caso di Saint-Sardos, dove i funzionari francesi erano stati uccisi dal siniscalco di Guascogna, che si era poi rifugiato nel castello di Montpezat, che Carlo IV confiscò; poi il rappresentante francese che doveva prendere possesso del castello era stato arrestato. Quindi, non essendosi Edoardo presentato ad Amiens, Carlo IV sequestrò sia il Ponthieu che la Guascogna.

Si arrivò allo scontro armato che vide la vittoria delle truppe francesi e anche il fratellastro di Edoardo, Edmondo di Woodstock, conte di Kent, si dovette arrendere e concluse una tregua sino ad aprile 1325. Intervenne papa Giovanni XXII che consigliò alla regina Isabella di intercedere presso il fratello; Isabella si recò in Francia ed ottenne una tregua sino a luglio e poi riuscì a convincere i due sovrani a un compromesso: Carlo prendeva possesso della Guascogna che poi avrebbe restituito a Edoardo dopo che quest'ultimo gli avesse reso omaggio. Edoardo mancò ancora una volta di onorare l'impegno e Carlo accettò che fosse suo figlio, Edoardo, il futuro Edoardo III a sostituirsi a lui. Ma Edoardo II alla fine si oppose e richiamò in patria la moglie, Isabella, e figlio, Edoardo.

Ripresa della guerra e morte di Edoardo[modifica | modifica sorgente]

La tomba di Edoardo II a Gloucester.
Cattedrale di Gloucester: mausoleo di Edoardo II (immagine d'epoca)

La Regina Isabella rifiutò di tornare in Inghilterra e rimase in Francia, dove strinse un legame con Ruggero Mortimer, che nel frattempo era fuggito dalla torre di Londra e si era rifugiato in Francia. Isabella fu allontanata dalla corte di Parigi e trovò ospitalità in Hainaut, dove fidanzò il figlio, Edoardo, che era rimasto con lei, con la figlia del conte, e, con la dote della fidanzata del figlio, armò un esercito ed iniziò a progettare un'invasione dell'Inghilterra. Ugo Despenser il Giovane cercò di corrompere i cortigiani francesi per assassinare Isabella, ma il suo piano fallì; allora fece in modo di causare la morte dello zio di Mortimer, Roger Mortimer di Chirk, che era in sua custodia.

La vittoria del 1322, contro i suoi oppositori interni non fu sufficiente ad arginare la crisi politica ed il discredito in cui il re era caduto: la perdita della Scozia, l'inimicizia con la moglie francese Isabella di Francia (figlia di Filippo IV il Bello) che, rifugiatasi in Francia assieme al suo amante Ruggero Mortimer, fomentava i Baroni alla rivolta e quando Mortimer e la Regina, nel corso del 1326, invasero l'Inghilterra, Ugo Despenser il Vecchio venne giustiziato e Re Edoardo e Ugo Despenser il giovane vennero catturati. Ugo venne condannato e impiccato sempre nello stesso anno. Il parlamento si riunì a Westminster il 7 gennaio 1327, si pronunciò per la regina e il figlio, mentre al re vennero rivolte diverse accuse: tra cui l'offesa alla chiesa la perdita di Scozia, Irlanda e Guascogna per il malgoverno, ma soprattutto avere infranto il giuramento dell'incoronazione.

Il 21 gennaio il re accettata la sua deposizione fu imprigionato e sostituito dal figlio, Edoardo III che da poco aveva compiuto 14 anni; il governo fu esercitato da Mortimer e da sua madre, la regina Isabella, che decisero di porre fine alla guerra contro la Francia e, il 31 marzo 1327, stipularono un nuovo trattato di Parigi, dove L'Inghilterra otteneva il Ponthieu e la Guascogna, molto ridotta, mentre la Francia si tenne Agen e il suo circondario, Bazas e i suoi dintorni e ottenne un risarcimento di 50.000 marchi d'argento.

Nel corso dell'anno, Edoardo II riuscì a fuggire, con l'aiuto dei suoi sostenitori, ma dopo poco fu nuovamente catturato e nel settembre morì, nel castello di Berkeley, dove era stato rinchiuso, di morte naturale, secondo i responsabili del governo, ma molto più probabilmente fu ucciso perché non fosse liberato una seconda volta dai suoi partigiani. Il suo corpo fu tumulato nell'abbazia di Saint Peter, a Gloucester.

Una leggenda vuole che il re non sia in realtà morto a Berkley, bensì sia riuscito a fuggire, vivendo il resto dei propri anni in esilio. Tale racconto, la cui veridicità è contestata, è riportato anche in un documento dell'epoca, la lettera scritta da un prete di stanza ad Avignone al re Edoardo III.

Ritratto di Edoardo[modifica | modifica sorgente]

Dipinto di Edoardo II del secolo XVII. Sotto il ritratto, è rappresentato l'assassinio di Edoardo II.

Edoardo II era di bell'aspetto, generoso e sincero, di buon carattere (gli piacevano gli scherzi e i buffoni) amava le rappresentazioni di attori, lo sfarzo e il gioco d'azzardo. Non era molto istruito e non leggeva il latino; in compenso non disdegnava nuotare, imparare lavori pratici, come condurre un gregge, scavare canali, fare i tetti di paglia e lavorare nella fucina del fabbro.

Forse di carattere debole e certamente poco abile, soprattutto rispetto a suo padre e predecessore, Edoardo I, lasciò di fatto il governo nelle mani dei suoi consiglieri favoriti, Pietro Gaveston e Ugo Despenser: l'ambizione e l'avidità di costoro, unitamente all'inadeguatezza politica del sovrano, avevano determinato il generale malcontento dei baroni ed una crisi politica che sfociò in una serie di rivolte, e facilitò la riconquista dell'indipendenza da parte della Scozia. Edoardo II è un personaggio di natura controversa, la cui fama è legata soprattutto alla sua presunta omosessualità; le stesse modalità della sua uccisione in carcere sembrano essere una sorta di castigo simbolico. In realtà, il debole principe ereditò, assieme al regno, una situazione politica tutt'altro che tranquilla, che solo le doti e la durezza del padre erano riuscite a mantenere sotto controllo.

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica sorgente]

Edoardo II sposò, a Boulogne, il 25 gennaio 1308, Isabella di Francia, figlia del re di Francia, Filippo IV il Bello e della regina di Navarra, Giovanna I. Dalla moglie Edoardo ebbe quattro figli:

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il matrimonio tra Edoardo II, re d'Inghilterra, dal 1307, e Isabella di Francia fu celebrato, nel 1308.
  2. ^ Dopo Edoardo II tutti i principi inglesi eredi al trono ricevettero il titolo di principe di Galles.
  3. ^ L'ordinanza fu redatta dai baroni (Lords' Ordinances) e Edoardo II fu costretto a firmarla.
  4. ^ La Charta Mercatoria concedeva ampi privilegi ai mercanti stranieri in cambio della promessa di pagare ulteriori tasse sulle merci importate o esportate.
  5. ^ Nel 1290, il re Edoardo I d'Inghilterra aveva bandito tutti gli ebrei dal paese.
  6. ^ La compagnia dei Frescobaldi era talmente potente che un suo membro, Antonio Frescobaldi, faceva parte del consiglio privato di Edoardo II.
  7. ^ Isabella di Francia, nel 1296, anno in cui William Wallace iniziò la sua lotta contro gli inglesi aveva un anno, mentre, nell'anno in cui Wallace fu giustiziato (1305), ne aveva circa dieci. Isabella sposò Edoardo II, nel 1308, quando aveva circa tredici anni. Il film ha forzato la realtà

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • A. Weiner, "La Hansa", cap. XII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 460-500
  • Hilda Johnstone, "Francia: gli ultimi capetingi", cap. XV, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 569-607
  • Hilda Johnstone, "Inghilterra: Edoardo I e Edoardo II", cap. XVIII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 673-717
  • Bernard L. Manning, "Inghilterra: Edoardo III e Riccardo II", cap. XIX, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 718-783
  • J. Harold Claphan, "Commercio e industria nel medioevo", cap. XXII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 811-847
  • C.H. Mc Ilwain, "Le classi sociali nel medioevo", cap. XXIII, vol. VI (Declino dell'impero e del papato e sviluppo degli stati nazionali) della Storia del Mondo Medievale, 1999, pp. 883-938.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

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Edoardo I 1307-1327 Edoardo III
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Edoardo I 13071327 Edoardo III
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Edoardo I 1307-1327 Edoardo IV
Predecessore Principe di Galles Successore Arms of Edward, Prince of Wales (1301-1307).svg
Llywelyn ap Gruffydd 1301–1307 Edoardo il Principe Nero


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