Edna O'Brien

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Edna O'Brien (Tuamgraney, 15 dicembre 1930) è una scrittrice irlandese.

Cenni biografici[modifica | modifica sorgente]

Nata in un villaggio che più tardi descriverà come "intenso" e "chiuso", da una madre dal carattere forte che aveva fatto la cameriera a Brooklyn, prima di tornare in Irlanda e metter su famiglia con forti radici cattoliche, Edna O'Brien è la figlia più giovane ed è stata educata dalle suore fino ai 16 anni.

Nel 1950 ha preso la licenza di farmacista e nel 1954 si è sposata, nonostante il parere contrario dei suoi, con Ernest Gébler (1914-1998), scrittore e membro del gruppo di artisti che va sotto il nome di Aosdána, dal quale divorzia nel 1964 dopo essersi trasferita a Londra e aver avuto due figli, Carlo[1] e Sasha.

Se in Irlanda si era formata leggendo autori come Tolstoj, Thackeray, e Francis Scott Fitzgerald, a Londra, dove ha vissuto nella periferia sud-ovest, ha scoperto James Joyce attraverso un libro di T. S. Eliot e leggendo, A Portrait of the Artist as a Young Man ha capito che poteva diventare una scrittrice, di matrice autobiografica, ma con eplorazioni dell'universo interiore femminile che vanno oltre la persona singola.

All'inizio ha lavorato come lettrice per Hutchinson (casa editrice), poi le è stato chiesto di scrivere. Il suo primo libro, The Country Girls (1960), scritto in sole tre settimane, in seguito parte di una trilogia che ne prende il nome e include The Lonely Girl (1962) e Girls in Their Married Bliss (1964), è stato subito proibito in Irlanda per la franchezza con cui fa il ritratto della vita sessuale dei suoi personaggi. Anche per questo, si è sottoposta negli anni 1960 alla cura di uno psicologo, Ronald David Laing, che invece di aiutarla a tornare sui binari della brava donna di casa l'aiutò ad aprire altre porte della propria ricerca, spingendola a continuare a scrivere e a farsi portavoce dei problemi delle donne.

Il successivo romanzo A Pagan Place (1970) parla di come si vive l'infanzia in una città repressiva dell'infanzia stessa, e suscita ulteriori disapprovazioni da parte dei suoi parenti, in particolare la madre, la cui reazione alla carriera letteraria della figlia ha procurato diversi dubbi e problemi, ma anche nuove sfide e approfondimenti di ricerca alla scrittrice.

Nel 1981, ha scritto per il teatro, Virginia (su Virginia Woolf), opera andata in scena in Canada e poi all'Haymarket Theatre di Londra, con un'interpretazione eccellente di Maggie Smith. Andò poi in scena al "The Public Theater" di New York nella primavera del 1985. Altri lavori biografici della O'Brien includono una biografia di Joyce (1999) e Byron in Love (2009, su Lord Byron).

House of Splendid Isolation (1994), è un romanzo sull'Irish National Liberation Army, dove l'autrice in qualche modo si allontana da temi femministi, ai quali ritorna con Down by the River (1996), storia di una ragazzina violentata e costretta ad abortire, per poi scrivere In the Forest (2002) sul caso vero di uno schizofrenico che uccide una donna, il suo bambino di tre anni e un prete.

Ha ricevuto molti premi per la sua opera.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • The Country Girls Trilogy (1987)
  • August Is a Wicked Month (1965)
  • Casualties of Peace (1966)
  • The Love Object (1968)
  • A Pagan Place (1970)
  • Zee & Co. (1971)[3]
  • Night (1972)
  • A Scandalous Woman and Other Stories (1974), racconti
  • Mother Ireland (1976), con fotografie di Fergus Bourke
  • Johnny I Hardly Knew You (1977)
  • Mrs Reinhardt and Other Stories (1978), racconti
  • The Collected Edna O'Brien (1978), antologia
  • Some Irish Loving (1979, a cura di), antologia d'altri con anche qualche sua traduzione
  • Virginia (1981), teatro
  • Returning: A Collection of Tales (1982), racconti
  • A Fanatic Heart: Selected Stories (1984), racconti; trad. Franca Castellenghi Piazza, Un cuore fanatico, Feltrinelli, Milano 1992 ISBN 8807014386 ISBN 8807813254
  • Tales for the Telling (1986, a cura di), antologia di racconti del folclore irlandese; trad. Paola Mazzarelli[4], Elfi e draghi, EL, Trieste 2003 ISBN 8879264532
  • The High Road (1988)
  • Far from the Land (1989)
  • On the Bone (1989), poesia
  • Lantern Slides (1990), racconti; trad. Leonardo Gandi, Lanterna magica, e/o, Roma 1994 ISBN 88-7641-225-5 ISBN 8876412956
  • Time and Tide (1992); trad. Silvia Nono, Le stanze dei figli, e/o, Roma 1993 ISBN 88-7641-164-X ISBN 8876412263
  • House of Splendid Isolation (1994); trad. Anna Bassan Levi, Uno splendido isolamento, Feltrinelli, Milano 1997 ISBN 8807015242 ISBN 8807815524
  • Down by the River (1996)
  • Irish Dreams: Photographs (1998), introduzione a un libro di fotografie
  • James Joyce (1999), biografia
  • Wild Decembers (1999)
  • In the Forest (2002)
  • Triptych: A Play (2004), teatro
  • Triptych and Iphigenia: Two Plays (2004), teatro
  • The Light of Evening (2006)
  • Haunted (2009), teatro
  • Byron in Love: A Short Daring Life (2009), biografia
  • Saints and Sinners (2011), racconti
  • "Ragazza di campagna" (autobiografia, trad. di Cosetta Cavallante), Elliot Edizioni, 2013

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Poi anche lui regista e scrittore a partire da The Eleventh Summer (1985), dove esplora come sua madre i problemi famigliari. Nel 1993 ha realizzato i documentari per la BBC Plain Tales from Northern Ireland. Altre opere: August in July (1986), Work and Play (1987), Driving through Cuba (1988), The TV Genie (1989), Malachy and His Family (1990), The Witch That Wasn't (1991), The Class Curtain (1991), Life of a Drum (1991), The Cure (1994) e le memorie Father & I (2001), sul difficile rapporto con suo padre.
  2. ^ Dapprima pubblicato come The Lonely Girl, ha cambiato il titolo per il film che ne è stato tratto The Girl with Green Eyes (1964) di Desmond Davis.
  3. ^ Da cui è stato tratto il film X, Y and Zee (1972) con Elizabeth Taylor.
  4. ^ Anche come allegato al gruppo di giornali "Il Resto del Carlino", "Quotidiano Nazionale", "La Nazione" e "Il Giorno".

Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

  • Grace Eckley, Edna O’Brien, University Press, Lewisburg 1974
  • William Trevor, Edna O’Brien, in Contemporary Novelists, 1976
  • Theresa O’Connor (a cura di), The Comic Tradition in Irish Women Writers, 1996
  • Bernice Schrank, Edna O'Brien, 1999
  • Amanda Greenwood, Edna O'Brien, Northcote House Publ., Tavistock 2003
  • Kathryn Laing, Edna O'Brien, Carysfort Press, Dublin 2006
  • Helen Thompson, The role of Irish women in the writings of Edna O'Brien. Mothering the continuation of the Irish nation, Mellen Press, Lewiston, N.Y. 2010
  • "Le Magazine Littéraire", n. 501, ottobre 2010, pp. 90-95

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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