Editti di riforma di Taika

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Gli editti di riforma di Taika (大化の改新 Taika no Kaishin?) sono un insieme di dottrine stabilito in Giappone nel 645 dall'Imperatore Kōtoku.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli editti furono scritti poco dopo la morte del principe Shōtoku, e la sconfitta del clan Soga, che aveva unificato il Paese. Il principe ereditario Naka no Ōe (il futuro Imperatore Tenji), Nakatomi no Kamatari, e l'Imperatore Kōtoku insieme affrontarono una serie di riforme, dalle quali l'Imperatore prese il nome "Taika" (大化? "Grande Riformatore").

Le riforme cominciarono con quella della terra, basata su idee e filosofie confuciane importate dalla Cina, ma il vero scopo delle riforme era quello di aumentare la centralizzazione e potenziare l'autorità della corte imperiale, anch'essa basata sulla struttura governativa cinese. Ambasciatori e studenti furono inviati in Cina per apprendere tutto ciò che potevano: il sistema di scrittura, le religioni, la letteratura, l'architettura, perfino i costumi alimentari furono modellati sulla base di quelli cinesi. Ancora oggi, l'impatto delle riforme sulla vita culturale giapponese resta evidente.

La Taikwa o Taika fu un'importante riforma politico-amministrativa attuata in Giappone dal 646 al 650 d.C. dall'imperatore Kotoku. Questa riforma rese il Giappone uno stato centralizzato, secondo il modello statale cinese. Altro aspetto importante della riforma fu l'introduzione del censimento delle terre, che, prevedeva una suddivisione del territorio in strisce, tan, che venivano assegnate in proporzione ad ogni membro maggiore di 6 anni. Fu inoltre attuato un censimento della popolazione e i vari sistemi di governo locale vennero sostituiti da governatori nominati dall'imperatore.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]