Édith Piaf

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Edith Piaf)
Vai a: navigazione, cerca
Édith Piaf
Fotografia di Édith Piaf
Nazionalità Bandiera della Francia Francia
Genere Chanson
Periodo di attività 1935 – 1963

Édith Piaf, pseudonimo di Édith Giovanna Gassion (Parigi, 19 dicembre 1915Grasse, 11 ottobre 1963), è stata una cantautrice francese.

È stata una grande interprete del filone realista (chanteuse réaliste). Nota anche come "Passerotto", come veniva amorevolmente chiamata, per la sua minuta statura, (passerotto infatti nell'argot parigino si dice piaf), ha deliziato le folle tra gli anni trenta e sessanta. Ma già ai suoi primi sette anni ha realizzato il suo primo passo verso la musica cantando per suo padre in strada, per qualche spicciolo, la folla la gradì.

La sua voce, caratterizzata da mille sfumature, era in grado di passare improvvisamente da toni aspri e aggressivi a toni dolcissimi; inoltre sapeva far percepire in modo unico la gioia con il suono della sua voce. È la cantante che con le sue canzoni ha anticipato il senso di ribellione tipico dell'inquietudine che contraddistinse diversi intellettuali della rive gauche del tempo come: Juliette Greco, Roger Vadim, Boris Vian, Albert Camus ecc. In molti casi era lei stessa l'autrice dei testi delle canzoni che tanto magistralmente interpretava.[senza fonte]

La vita di Édith Piaf fu sfortunata e costellata da una miriade di fatti negativi: incidenti stradali, coma epatici, interventi chirurgici, delirium tremens e anche un tentativo di suicidio. In una delle sue ultime apparizioni pubbliche la si ricorda piccola e ricurva, con le mani deformate dall'artrite, e con radi capelli; solo la sua voce era inalterata e splendida come sempre.

Porta il suo nome un asteroide della fascia principale, scoperto nel 1982: 3772 Piaf.

È ricordata anche per un verso di una sua celebre canzone:

« Non, rien de rien / Non, je ne regrette rien / Ni le bien qu'on m'a fait, ni le mal / Tout ça m'est bien égal »

Indice

[modifica] Biografia

[modifica] L'infanzia e gli inizi artistici

Nacque con il nome di Édith Giovanna Gassion da una famiglia di umili origini: il padre Louis, normanno, era contorsionista e la madre, Annetta Maillard, di origini italiane e berbere[1], era una cantante di strada. Appunto per strada (davanti al numero 72 di rue de Belleville) pare abbia partorito Édith, aiutata da un poliziotto. Il suo certificato di nascita, pero', indica l' ospedale Tenon.[senza fonte] Édith era il nome di una infermiera inglese fucilata per aiutare soldati francesi a scappare dalla prigionia tedesca nella prima guerra mondiale.[senza fonte] Il lavoro dei suoi genitori non permetteva loro di allevare un figlio per cui la piccola visse inizialmente la sua infanzia dalla nonna materna berbera, a cui non importava assolutamente della piccola Édith, poi portata dal padre dalla nonna paterna, proprietaria di un prostibolo.

Édith inizia a cantare per strada per rimediare qualche moneta e dar da mangiare a se stessa e al padre, che nel frattempo le si era riavvicinato; canta La Marsigliese con quella sua voce già piena di rabbia e ruvidezza ma che inizia a prendere forma. Costituisce poi un duo con Simone Berteaut esibendosi per le strade e anche nelle caserme.

A 17 anni ha una figlia dal ripartitore Louis Dupont, Marcelle, ma la bimba morirà a causa di una meningite a soli due anni; già duramente provata dalla vita, viene scoperta dall' impresario Louis Leplée e, dopo un'audizione al "Le Gerny's", piccolo locale dove si faceva cabaret, debutta nel 1935. Molti i personaggi famosi che accorrono per ascoltare la sua voce: uno fra tutti, Maurice Chevalier. leplee sará assassinato da persone legate a piaf che sará poi considerata innocente.

[modifica] Nasce il mito di "usignolo"

A questo punto Édith ottiene un contratto con la casa discografica Polydor. il suo nuovo impresario, raymond asso, le cambia il nome in Piaf, ed ha così inizio il suo successo. Ma è nel 1937 che ha inizio la sua ascesa che la porta ad ottenere un contratto con il teatro ABC.

Dopo la morte di Leplée, molti furono i suoi impresari: Raymond Asso, Michel Emer, Paul Meurisse, Norbert Glanzberg, Lou Barrier; qualcuno di loro le fu vicino non solo professionalmente, ma anche sentimentalmente. La fama di Édith Piaf continuava a crescere: conosce Jean Cocteau, che si ispirerà a lei per un lavoro teatrale, Le bel indifférent.

[modifica] La "vie en rose"

Durante la Seconda Guerra Mondiale Piaf canta per i soldati tedeschi . È in quel periodo (1944) che scopre e si innamora di Yves Montand; canta con lui al Moulin Rouge, ma appena lo chansonnier inizia a diventare famoso i due si lasciano. Nel 1945 cambia casa discografica ed entra a far parte della Pathé. Nel 1946 scrive le parole della canzone che, nel Dopoguerra, diventerà per i francesi l'inno del ritorno alla vita: La vie en rose, che interpreta in collaborazione con Les Compagnons de la chanson.

Il titolo di questa leggendaria canzone è talmente legato alla figura di Édith Piaf, che il regista Olivier Dahan, autore della pellicola, vincitore del premio Oscar, sulla tormentata vita della cantante (interpretata da Marion Cotillard), acconsente a modificare, per le versioni straniere, il titolo del film da La môme a La vie en rose. Il tutto appena prima dell'uscita del film (2007) che è uscito in Francia ed è riportato negli archivi con il nome originale.

[modifica] Tragico amore con Cerdan

Édith Piaf realizzò una tournée nel 1946 negli Stati Uniti esibendosi alla Constitution Hall; ritornò un anno dopo, sempre con i suoi fedeli Compagnons de la chanson, per cantare alla Play House e al Versailles di New York, dove ad applaudirla tra il pubblico vi erano, tra gli altri, Marlene Dietrich, Charles Boyer e Orson Welles.

Nel 1948 conosce il pugile Marcel Cerdan, sposato con 3 figli, ed è la prima volta che Édith si innamora di qualcuno che non faccia parte del mondo della musica: sono felici e innamorati ma la felicità dura poco; infatti, mentre sta volando verso gli Stati Uniti per contendere il titolo mondiale dei pesi medi a Jake La Motta, l'aereo cade e Cerdan muore. Completamente distrutta dalla morte del compagno, Piaf inizia a bere e a far uso di morfina. Dedica una canzone al suo amore perduto, la splendida Hymne à l'amour che la porta al successo a livello mondiale e che lei stessa compone assieme a Marguerite Monnot (con cui scriverà nel 1959 anche il testo di Milord).

[modifica] Mai nessun rimpianto

Piaf continua a deliziare i francesi con molte altre canzoni destinate a diventare dei classici come Le vagabond, Les amants, Les histoires du coeur, La foule, Non, je ne regrette rien, ecc.

Non si sa quanti soldi riesca a guadagnare, ma è certo che non la si è mai vista sfoggiare ricchezza; in effetti, continua ad essere una donna minuta che canta l'amore e che ha bisogno di amore come dell'aria che respira; la sua casa e i suoi camerini sono frequentati da diversi uomini che contribuirà a lanciare come artisti nel mondo della canzone francese e mondiale. Alcuni nomi: Gilbert Bécaud, Charles Aznavour,da lei scoperto, Leo Ferré, Eddie Constantine; alcuni stringeranno con lei un sodalizio artistico e umano per più tempo, mentre altri se ne andranno prima; tutti però le lasceranno delle bellissime canzoni: fra gli altri, Georges Moustaki scriverà per lei la musica della famosa canzone Milord, Charles Aznavour Jezebel.

Nel 1952 sposa il compositore Jacques Pills, ma il matrimonio dura solo pochi giorni. Siamo nel 1955, Piaf ha quarant'anni e approda finalmente all'Olympia, il tempio parigino della musica; poi, riparte per gli Stati Uniti per esibirsi alla Carnegie Hall di New York, dove la saluteranno ben sette minuti di applausi in standing ovation. Verrà invitata comunque ad esibirsi ancora all'Olympia e le repliche dureranno quattro mesi, cioè fino alla primavera del 1961.

[modifica] Gli ultimi anni con Theo

Tomba di Édith Piaf

In quell'anno sposò Theophanis Lamboukas, in arte Théo Sarapo, che lei aveva lanciato nel mondo della canzone e con cui aveva inciso la canzone À quoi ça sert l'amour. Dopo una broncopolmonite, Piaf andò col marito nel sud della Francia a Grasse per passarvi la convalescenza, ma una ricaduta le fu fatale. Si spense l'11 ottobre 1963 durante un triste e vano viaggio di ritorno verso Parigi. Le cause del decesso furono attribuite a una cirrosi epatica, sviluppatasi a causa del massiccio uso di droga fatto da Édith; i medici più volte l'avevano avvertita ma lei non dava loro ascolto. Il suo esile corpo (dimostrava molto più dei suoi 47 anni) venne caricato sul sedile posteriore della macchina dal marito Theo che, per esaudire il suo ultimo desiderio, la riportò nella capitale francese.

Al suo funerale presero parte migliaia di persone. Il suo corpo riposa nel cimitero parigino delle celebrità Père Lachaise: l'elogio funebre venne scritto da Jean Cocteau che però morì d'infarto poche ore dopo aver appreso la notizia della morte della cantante. Nella tomba della "Famille GAISSION-PIAF" riposano con lei anche il padre Louis Alphonse Gaission, la figlia Marcelle ed il marito Théophanis Lamboukas. Sulla tomba c'è scritto: "Madame LAMBOUKAS dite EDITH PIAF 1915 - 1963".

La città di Parigi le ha dedicato una piazza e recentemente anche una statua, nel 20.mo arrondissement.

Nel 1982 l'astronoma sovietica Ljudmila Georgjevna Karachina ha scoperto un pianeta, classificandolo col numero 3772 e denominandolo Edith Piaf.

[modifica] Édith Piaf raccontata dagli artisti

[modifica] Canzoni celebri

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

[modifica] Note

  1. ^ "Her mother, half-Italian, half-Berber", David Bret, Piaf: a passionate life, Robson Books, 1998, p.2

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue