Edipodia

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L'Edipodia (Οἰδιπόδεια) è un poema epico perduto del Ciclo tebano, parte del Ciclo epico, di cui oggi restano appena tre frammenti e una breve notizia. Il poema era lungo circa 6.600 versi e attribuito dagli antichi a Cinetone di Sparta, poeta di cui abbiamo poche notizie.[1]

Raccontava la storia di Edipo e la sfinge, secondo una versione del mito alternativa rispetto a quella più nota. Secondo il poema, il matrimonio tra Edipo e la madre Giocasta era stato senza figli, e questi ultimi erano nati da una precedente relazione di Edipo con Eurigania, figlia di Iperfate.[2]

Un piccolo cenno allo stile di Cinetone di Sparta è presente nell'opera Sugli oracoli della Pizia (De Pythiae oraculis) di Plutarco, dove si afferma che Cintone di Sparta "aggiunse agli oracoli uno stile pomposo e drammatico non necessario".[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ IG 14.1292 2.11; Euseb. Chron. Ol. 4.1.
  2. ^ Pausania, Descrizione della Grecia, 9.5.10-1; West, Fr. 1.
  3. ^ Plutarco, Sugli oracoli della Pizia, 407b.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Ciclo Tebano
EdipodiaTebaideGli EpigoniAlcmeonide
Vedi anche: Storia mitologica di Tebe