Edina Altara

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Edina Altara

Edina Altara (Sassari, 9 luglio 1898Lanusei, 11 aprile 1983) è stata un'illustratrice, decoratrice, pittrice e ceramista italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Terza di quattro sorelle (Aurora, Lavinia e Iride), fin da bambina Edina Altara mostra una notevole propensione per il disegno, i colori e l’uso della carta. Giovanissima inizia la sua carriera artistica come autodidatta e a soli diciotto anni, nel 1917, durante la mostra della Società degli Amici dell'Arte di Torino, ha l’onore di vedere acquistato dal re Vittorio Emanuele III il collage "Nella terra degli intrepidi sardi" (noto anche con il titolo "Jesus salvadelu"), ora esposto al Quirinale.

Artisti come lo scultore Leonardo Bistolfi le scrivono lettere di elogio e il suo lavoro viene segnalato da importati critici tra i quali Ugo Ojetti, Raffaello Giolli, Margherita Sarfatti, Corrado Ricci e Luigi Bartolini.

Dopo il matrimonio con Vittorio Accornero de Testa, illustratore noto con lo pseudonimo di Victor Max Ninon, lavora come illustratrice déco insieme al marito e i lavori in collaborazione vengono firmati Edina e Ninon. Negli Anni 20 e negli Anni 30 realizza numerose cartoline per la casa editrice milanese Degami e vari calendarietti da barbiere per diverse aziende di cosmetici come la Viset, la Gi.Vi.Emme, la Caleri e la Valli.

La ceramica[modifica | modifica sorgente]

Tra le attività più note di Edina Altara c'è quella della produzione ceramica, alla quale l'artista si dedica a partire dagli anni trenta. L’intervento di Edina nella ceramica, tuttavia, si limita alla creazione dei disegni. A produrre i pezzi (piatti, piattini e mattonelle dipinti sottovetrina, con cornici sarde o in palma nana, queste ultime realizzate da Iride), è la ditta sassarese Margelli (un negozio di gioielli e articoli da regalo), che ne affida la realizzazione alla Manifattura Ceramiche Faentine di Minardi. Si conosce anche un piatto, intitolato "A convegno", prodotto dalla Lenci di Torino. Negli anni quaranta, a causa delle difficoltà della guerra, l’artista ripiega sulla più economica tecnica “a freddo” (decorazione con colori sintetici su ceramiche smaltate in bianco), e coinvolge le sorelle Iride e Lavinia nella realizzazione dei propri bozzetti, dando vita quasi a una piccola impresa familiare. I bozzetti, realizzati a collage da Edina, una volta riprodotti in ceramica con la tecnica dello spolvero si traducevano in immagini asciutte e sintetiche. Delle mattonelle prodotte con la tecnica a freddo, si conoscono una settantina di soggetti differenti. In prevalenza si tratta di figure femminili (quelle maschili sono pochissime). Ci sono alcune maternità, ma per il resto sono solo figure singole. Delle mattonelle e dei piatti realizzati a Faenza, si conoscono una ventina di soggetti. In gran parte sono scene con più persone. Questi soggetti venivano tradotti sia su piatti di varie misure, da piccolissimi a enormi (si conosce un esemplare del piatto "A Convegno" di una sessantina di centimetri di diametro), sia su mattonelle. Dello stesso disegno, infatti, è possibile trovare sia la versione su mattonella che quella su piatto.

La moda[modifica | modifica sorgente]

In quello stesso periodo, Edina si dedicò anche alla moda e alla decorazione. Artista poliedrica, abile disegnatrice, sensibile e fantasiosa illustratrice, creatrice di moda, dopo la separazione amichevole dal marito, nel 1934, apre a Milano, nella propria casa, un atélier in grado di attirare una raffinata clientela.

Dal 1941 al 1943 collabora con la rivista Grazia, realizzando figurini di moda. Dal 1942 inizia a collaborare con la rivista femminile Bellezza diretta da Gio Ponti del quale, a partire dal 1946, diventa collaboratrice; orna, fra l'altro, numerosi arredi firmati dal designer italiano. Così, fra gli anni quaranta e gli anni sessanta l’assidua collaborazione con Ponti esalta la sua creatività che si muove fra progetti d’arredo e design pubblicati in autorevoli riviste come Stile e Domus. Durante la collaborazione con Gio Ponti, Edina Altara ha avuto modo di lavorare alla decorazione degli arredi di cinque transatlantici: Conte Grande, Conte Biancamano, Andrea Doria, Oceania e Africa.

Nella sua lunga carriera Edina Altara ha illustrato una trentina di libri per ragazzi e ha collaborato con numerose riviste e periodici (disegnando illustrazioni di moda, racconti e pubblicità), tra i quali: La Sorgente, In Penombra, Rivista Sarda, Il giornalino della Domenica, Cuor d'oro, La Donna, Giornale dei Balilla, Noi e il mondo, Lidel, Fantasie d'Italia, Scena illustrata, Per voi Signora, Bellezza, Rakam, Grazia, La Lettura, Fili Moda, Sovrana, La Fiaccola, Il Secolo XX.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Nuoro, al museo Museo d'arte della provincia di Nuoro è possibile vedere il collage S'Isposa del 1919, donato dalla Altara al pittore Melkiorre Melis.

Oliena, al resort Su Gologone è possibile ammirare una ricca collezione di ceramiche (mattonelle e piatti) realizzati dalla Altara tra gli anni trenta e gli anni quaranta.

Roma, al Quirinale, alla Loggia d'Onore, è esposto il collage del 1916 intitolato "Nella terra degli intrepidi sardi - Jesus salvadelu", acquistato nel 1917 a Torino da Re Vittorio Emanuele III.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 45412261 SBN: IT\ICCU\UBOV\061963