Economia della Polonia

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1leftarrow.pngVoce principale: Polonia.

Nel settore primario il Paese ha una delle percentuali più alte di occupati dell'Unione Europea: il 19%. Il suolo è spesso poco fertile, l'agricoltura non è sufficientemente meccanizzata e si basa su un'organizzazione di piccole aziende contadine che hanno difficoltà a investire per migliorare le tecnologie agricole. Essendo molto vasti i territori coltivati (quasi il 50% del territorio) le produzioni sono quantitativamente rilevanti: si producono molti cereali (la Polonia è la prima produttrice mondiale di segale e la quarta produttrice di avena), patate, barbabietola da zucchero e lino.

Container terminal del porto di Danzica

Storia[modifica | modifica sorgente]

Da quando è tornata la democrazia, la Polonia ha perseguito fedelmente una politica di liberalizzazione dell'economia, e oggi risulta come uno dei più fortunati esempi di transizione dal comunismo ad un'economia di mercato.

La privatizzazione di piccole e medie compagnie statali e la presenza di una legge liberale nell'istituire nuove ditte ha permesso il rapido sviluppo di un aggressivo settore privato, ma senza alcuno sviluppo delle organizzazioni per i diritti dei consumatori. La ristrutturazione e la privatizzazione di settori importanti come carbone, acciaio, ferrovie ed energie, è cominciata. Le più grandi privatizzazioni fino ad ora sono state la vendita di Telekomunikacja Polska, la telecom nazionale, alla France Télécom (2000); e un'emissione del 30% delle azioni della più grande banca polacca, PKO BP, nel mercato polacco (2004).

La Polonia ha un ampio settore agricolo di fattorie private, ed è il principale produttore di alimentari nell'Unione europea. Riforme strutturali negli ambiti della salute, educazione, pensioni e amministrazione di stato sono sfociate in una pressione fiscale sopra le aspettative. Varsavia guida le regioni dell'Europa centrale negli investimenti stranieri e ha bisogno di un continuo afflusso. Il PIL è cresciuto molto tra il 1993 e il 2000, mentre c'è stato un rallentamento tra 2001 e 2002. Il prospetto di una maggiore integrazione con l'Unione europea ha poi rimesso l'economia in pista, con una crescita annuale del 3,7% nel 2003, in crescita rispetto all'1,4% del 2002. Nel 2004 la crescita ha superato il 5%.

Tra il 2004 ed il 2008 l'economia polacca ha attraversato una fase di boom economico, conclusasi con lo scoppio della crisi finanziaria internazionale. Nel 2009 il Pil è notevolmente calato anche se non crollato come negli altri Paesi della cosiddetta "Nuova Europa". I copiosi fondi europei costituiscono mediamente ogni anno circa il 3,3% del Pil di Varsavia[1].

Moneta[modifica | modifica sorgente]

Lo Złoty polacco, la valuta polacca

La valuta nazionale è lo złoty ed ha un cambio pari a circa 4zł/. L'obiettivo principale riguarda ora la preparazione dell'economia polacca all'adozione della moneta unica europea. Non vi è ancora una data certa di entrata del paese nella zona euro.

Crescita economica[modifica | modifica sorgente]

L'andamento del PIL è stato:

  • Q1 2003 - 2,2 %
  • Q2 2003 - 3,8 %
  • Q3 2003 - 3,9 %
  • Q4 2003 - 4,7 %
  • Q1 2004 - 6,9 %
  • Q2 2004 - 6,1 %
  • Q3 2004 - 4,8 %
  • Q4 2004 - 3,9 %

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L’economia va. Investimenti stranieri e Fondi Ue. Una chance imperdibile per l’ammodernamento EuropaRussia, 30.05.2010

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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