Eclampsia

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Eclampsia
Codici di classificazione
ICD-9-CM (EN) 642.6
ICD-10 (EN) O15

L'eclampsia è una grave patologia della gravidanza, potenzialmente letale, caratterizzata da convulsioni. Essa rappresenta la complicanza più temibile della preeclampsia, una sindrome che può insorgere dopo la ventesima settimana di gravidanza e che si manifesta con edema, proteinuria ed ipertensione arteriosa. La sindrome eclamptica può manifestarsi prima, durante o dopo il parto.

La parola "eclampsia" deriva dal greco antico eklampo[1] che comunemente significa risplendere, brillare (di lampi, armi, fuoco) ma che è utilizzata da Ippocrate a proposito di attacchi febbrili improvvisi e violenti [2].

Eziologia[modifica | modifica sorgente]

Patogenesi[modifica | modifica sorgente]

La patogenesi delle convulsioni eclamptiche è tuttora sconosciuta. Le metodiche di imaging cerebrale mostrano anomalie, come l'edema vasogenico, simili a quelle riscontrate nell'encefalopatia ipertensiva.[3] Sembra comunque coinvolto un meccanismo multifattoriale legato alle modificazioni vascolari ed ematologiche tipiche della patologia.

Complicanze[modifica | modifica sorgente]

Materne[modifica | modifica sorgente]

Le donne colpite da eclampsia o preeclampsia grave possono manifestare, dopo il parto, una aumentata incidenza di insufficienza renale e di disfunzioni epatiche.[4]

Sono inoltre frequenti le alterazioni della coagulazione quali riduzione del fibrinogeno, aumento del tempo di protrombina e presenza in circolo di prodotti di degradazione della fibrina. In alcuni casi può svilupparsi una sindrome emolitico-uremica,caratterizzata dall'associazione di anemia emolitica, microangiopatia, trombocitopenia e insufficienza renale.[5]

I disturbi visivi che si manifestano nell'eclampsia possono culminare nella cecità assoluta, in molti casi reversibile, dovuta sia a fattori locali (vasocostrizione delle arterie retiniche) sia all'edema del tessuto nervoso a livello della corteccia occipitale.[6] Una rara complicanza è la rottura della capsula epatica,[7] associata a significativa mortalità materna e fetale, che richiede un trattamento chirurgico urgente.

La mortalità materna più elevata si riscontra nei Paesi in via di sviluppo,[8] probabilmente a causa della diagnosi tardiva.

Fetali[modifica | modifica sorgente]

I rischi per il feto sono legati al ritardo di crescita intrauterina ed alla nascita pretermine con le complicanze ad essa connesse, in particolare difficoltà respiratorie.[4]

È significativa anche l'incidenza di mortalità intrauterina in seguito all'ipossia acuta secondaria all'ipossia materna, per CID e distacco intempestivo di placenta.

Anatomia patologica[modifica | modifica sorgente]

Clinica[modifica | modifica sorgente]

Segni e sintomi[modifica | modifica sorgente]

Nella maggior parte dei casi, l'eclampsia è preceduta dai segni della preeclampsia, in particolare ipertensione e proteinuria. L'unico segno caratteristico dell'eclampsia è la comparsa delle convulsioni eclamptiche: scosse tonico-cloniche generalizzate, della durata di pochi minuti. Le convulsioni possono essere precedute da:

  • sintomi visivi (scotomi, fosfeni, diplopia)
  • cefalea persistente in sede occipitale o frontale
  • stato confusionale
  • alterazione dello stato di coscienza fino al coma
  • dolore addominale localizzato all'epigastrio o all'ipocondrio destro.

Esami di laboratorio e strumentali[modifica | modifica sorgente]

Template:Dosaggio del PlGF (Low plasma placental growth factor) e del sFl-1 (soluble fms-like tyrosine kinase-1)

Diagnosi differenziale[modifica | modifica sorgente]

Diagnosi precoce[modifica | modifica sorgente]

Trattamento[modifica | modifica sorgente]

La sindrome eclamptica rappresenta un'emergenza medica. Fra i presidi più utilizzati vi sono:[4]

Prevenzione[modifica | modifica sorgente]

Uno studio scientifico del 2000, e studi successivi, hanno suggerito che una maggiore esposizione allo sperma del partner (sia tramite ingestione da fellatio che attraverso altre modalità di rapporto sessuale) da parte delle gestanti può ridurre il rischio della sindrome preeclamptica e quindi dell'eclampsia.[9][10][11][12]

Ciò sembrerebbe legato all'induzione di un fattore di tolleranza per l'HLA (complesso maggiore di istocompatibilità) del feto, che si presenta a tutti gli effetti come un "corpo estraneo" per il sistema immunitario materno, tramite l'ingestione di HLA paterno contenuto nel liquido seminale.[9]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "eclampsia"
  2. ^ H.G. Liddell and R. Scott, "Greek-English Lexicon", Clarendon Press, Oxford, 1996
  3. ^ Sibai BM. Diagnosis, prevention, and management of eclampsia. Obstet Gynecol. 2005 Feb;105(2):402-10. Review. PubMed PMID: 15684172.
  4. ^ a b c F.P. Schena, F.P. Selvaggi, L. Gesualdo, M. Battaglia Malattie dei reni e delle vie urinarie, 4ª ed., Milano, McGraw-Hill 2008. ISBN 978-88-386-2397-4.
  5. ^ V. Bonomini, A. Vangelista, S. Stefoni, Nefrologia clinica, Bologna, Esculapio, 1990. ISBN 88-85040-09-8.
  6. ^ Mihu D, Mihu CM, Tălu S, Costin N, Ciuchină S, Măluţan A. [Ocular changes in preeclampsia]. Oftalmologia. 2008;52(2):16-22. Review. Romanian. PubMed PMID: 19065909.
  7. ^ Gyang AN, Srivastava G, Asaad K. Liver capsule rupture in eclampsia: treatment with hepatic artery embolisation. Arch Gynecol Obstet. 2006 Oct;274(6):377-9. Epub 2006 May 18. PubMed PMID: 16708223.
  8. ^ Vigil-De Gracia P. Maternal deaths due to eclampsia and HELLP syndrome. Int J Gynaecol Obstet. 2009 Feb;104(2):90-4. Epub 2008 Nov 22. Review. PubMed PMID:19027902
  9. ^ a b CA. Koelman, AB. Coumans; HW. Nijman; II. Doxiadis; GA. Dekker; FH. Claas, Correlation between oral sex and a low incidence of preeclampsia: a role for soluble HLA in seminal fluid? in J Reprod Immunol, vol. 46, nº 2, Mar 2000, pp. 155-66, PMID 10706945.
  10. ^ GR. Verwoerd, DR. Hall; D. Grové; JS. Maritz; HJ. Odendaal, Primipaternity and duration of exposure to sperm antigens as risk factors for pre-eclampsia. in Int J Gynaecol Obstet, vol. 78, nº 2, Ago 2002, pp. 121-6, PMID 12175712.
  11. ^ JI. Einarsson, H. Sangi-Haghpeykar; MO. Gardner, Sperm exposure and development of preeclampsia. in Am J Obstet Gynecol, vol. 188, nº 5, Mag 2003, pp. 1241-3, PMID 12748491.
  12. ^ EM. Kho, LM. McCowan; RA. North; CT. Roberts; E. Chan; MA. Black; RS. Taylor; GA. Dekker, Duration of sexual relationship and its effect on preeclampsia and small for gestational age perinatal outcome. in J Reprod Immunol, vol. 82, nº 1, Ott 2009, pp. 66-73, DOI:10.1016/j.jri.2009.04.011, PMID 19679359.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • V. Bonomini, A. Vangelista, S. Stefoni, Nefrologia clinica, Esculapio, 1993, ISBN 88-85040-09-8.
  • F.P. Schena, F.P. Selvaggi, L. Gesualdo, M. Battaglia, Malattie del rene e delle vie urinarie, 4ª ed., McGraw-Hill, 2008, ISBN 978-88-386-2397-4.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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