Echinops ritro

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Cardo-pallottola coccodrillo
Echinops ritro ENBLA01.jpg
Echinops ritro
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Sottoclasse Asteridae
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Chicorioideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Echinopsinae
Genere Echinops
Specie E. ritro
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Asteridi
(clade) Euasteridi II
Ordine Asterales
Famiglia Asteraceae
Sottofamiglia Carduoideae
Tribù Cardueae
Sottotribù Echinopsinae
Nomenclatura binomiale
Echinops ritro
L., 1753

Il Cardo-pallottola coccodrillo (nome scientifico Echinops ritro L., 1753) è una pianta perenne, erbacea, dalle grandi infiorescenza sferiche, appartenente alla famiglia delle Asteraceae.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (Echinops) deriva dall'accostamento di due parole greche: riccio e visione (op = omma, occhio); questo vuol dire che la pianta a vederla sembra un riccio. Mentre il nome specifico (ritro) non è altro che il nome greco della pianta. È Linneo che nel 1737 denominò così il genere e la specie.
In inglese questa pianta si chiama: Globe thistle; mentre in francese riceve il nome generico di Boullettes.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

Descrizione delle parti del capolino unifloro

È una pianta di tipo cespitoso; raggiunge l'altezza di 1 metro (normalmente è di 30 – 80 cm). La forma biologica della specie è emicriptofita scaposa (H scap) : ossia è una pianta perennante tramite gemme situate sul terreno e con asse fiorale allungato e con poche foglie.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Radici secondarie da rizoma.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

  • Parte ipogea: la parte sotterranea del fusto consiste in un rizoma legnoso ad andamento orizzontale dal diametro di 1 – 1,5 cm.
  • Parte epigea: la parte aerea è eretta e ascendente; in alto è cilindrica e si presenta argenteo – tomentosa con peli appressati (dimensione dei peli: 0,5 mm); in basso è squamoso ed angoloso (il colore delle squame è bruno); il fusto è inoltre semplice con poche ramificazioni.

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Foglie

Le foglie sono decidue e lungo il fusto sono disposte in modo alterno; la forma è lobato – pennatifida suddivisa in diversi segmenti lobati percorsi da visibili nervature; il margine è dentato – spinoso e termina in una debole spinula lunga 1 – 4 mm. La pagina superiore è liscia, glabra e di colore verde scuro, quella inferiore è biancastra – tomentosa. La consistenza delle foglie è lievemente coriacea. Dimensione delle foglie: lunghezza 5 – 20 cm; la porzione centrale indivisa della foglia è larga 3 – 8 mm; i segmenti laterali sono larghi fino a 8 mm.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

Infiorescenza

L'infiorescenza (di colore blu metallico) è terminale ed è formata da numerosi capolini riuniti a formare una struttura sferica (o globosa). La dimensione dell'infiorescenza può arrivare a 5 –6 cm di diamtero (normalmente 15 – 35 mm). Ogni capolino è unifloro, ossia possiede un solo fiore tubulosocircondato da diverse squame (16 – 20) o brattee glabre e cigliate ai bordi; le squame sono libere (non saldate fra di loro) e sono lineari alla base e allargate in una appendice rombica dalla metà in poi. Tale struttura morfologica è propria di questo tipo di fiori e viene chiamata da alcuni botanici florula (capolino sarebbe in questo caso una denominazione impropria). Dimensioni dei capolini : 10 – 18 mm in lunghezza.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono tutti del tipo tubuloso (il tipo ligulato, i fiori del raggio, presente nella maggioranza delle Asteraceae, qui è assente), sono inoltre ermafroditi, tetraciclici (calicecorollaandroceogineceo) e pentameri. Inoltre ogni fiore (chiamato in questo caso capolino) dell'infiorescenza ha un suo proprio involucro.

  • Calice: i sepali del calice sono ridotti o quasi inesistenti (il calice consiste in una minuta coroncina).
  • Corolla: i petali sono saldati a tubo nella parte inferiore, aperti a stella (in 5 lobi a forma di lacinie) nella parte terminale. Nella parte iniziale del tubo il colore è biancastro per poi mutare in azzurro - violaceo nei 5 lobi.
  • Androceo: gli stami sono 5 con filamenti liberi e antere salate.
  • Gineceo: l'ovario è infero uniloculare formato da 2 carpelli; lo stilo è uno e profondamente bifido; gli stimmi hanno rami abbreviati e comunque sporgono dalla corolla.
  • Fioritura: tra l'Estate e l'Autunno.
  • Impollinazione: tramite insetti.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto è un achenio con pappo. Il pappo è formato da diverse brevi squamette lineari e membranose; le squamette sono variamente saldate al corpo principale del frutto.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Distribuzione della pianta (Distribuzione regionale[1] – Distribuzione alpina[2])

Fitosociologia[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista fitosociologico la specie di questa voce appartiene alla seguente comunità vegetale[2]:

Formazione: delle comunità a emicriptofite e camefite delle praterie rase magre secche
Classe: Lygeo-Stipetea
Ordine: Brachypodietalia phoenicoidis

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Le famiglia delle Asteraceae (o Compositae) è la famiglia vegetale più numerosa, organizzata in oltre 1000 generi per un totale di circa 20.000 specie.

Il genere Echinops nella classificazione tradizionale (Sistema Cronquist) fa parte della sottofamiglia Cichorioideae (tribù Cardueae, sottotribù Echinopsidinae). La classificazione APG lo colloca invece nella sottofamiglia Carduoideae (tribù Cardueae, sottotribù Echinopsidinae). Comprende oltre 100 specie originarie soprattutto della fascia che va dall'Asia Minore fino ai monti Altai. Sei sono certamente le specie spontanee della nostra flora tra cui Echinops ritro.

Echinops ritro appartiene alla sezione Ritro (o Echinops secondo altri autori) : le squame involucrali sono tutte libere e non si prolungano in lunghe spine.

Variabilità[modifica | modifica sorgente]

Sono note le seguenti sottospecie:

  • Echinops ritro (L.) subsp. ritro (sinonimo = E. elegans Bertol.) : i capolini sono più piccoli (10 – 12 mm) come anche le squame (4 mm) e i fiori in genere.
  • Echinops ritro (L.) subsp. ruthenicus (Bieb.) Nyman: l'infiorescenza è più grande (capolini : 14 – 18 mm; squame 5 – 7 mm; lunghezza dei fiori (capolini) 10 – 13 mm).
  • Echinops ritro (L.) subsp. siculus (Strobl.) Greuter

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Echinops ritroin passato è stat identificata con altre denominazioni:

Specie simili[modifica | modifica sorgente]

  • Echinops sphaerocephalus L. - Cardo-pallottola maggiore: raggiunge i due metri di altezza; le foglie sono più grandi (fino a 40 cm di lunghezza) e le spinule sono pungenti; l'infiorescenza può arrivare fino a 8 cm di diametro ed ha un colore azzurro – biancastro. È presente in tutta l'Italia ma non nelle isole.

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

  • Proprietà curative: la medicina popolare considera questa pianta antiinfiammatoria e galattogoga.

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

L'effetto decorativo di questa pianta è abbastanza buono per cui viene impiegata facilmente nel giardinaggio di bordura, anche se l'aspetto generale è un po' disordinato. Ha bisogno di luoghi soleggiati (ma anche in mezz'ombra va bene). Il suo clima ideale è quello temperato anche se resiste a temperature sotto zero e si adatta a diversi tipi di terreni. Facilmente può tornare allo stato spontaneo. È considerata una pianta rustica di facile coltura.
Su scala più vasta viene coltivata per l'industria del fiore reciso e dalle documentazioni storiche sembra che Echinops ritro sia entrata a far parte delle pianta da giardinaggio già verso il 1570.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Checklist of the Italian Vascular Flora, op. cit., p. 88
  2. ^ a b c Flora Alpina, op. cit., Vol. 2 - p. 564

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • F. Bianchini A. C. Piantano, Tutto verde, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1998.
  • L. Giugnolini G. Moggi, Fiori da balcone e da giardino, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1992.
  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume terzo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, pag. 74.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, pag. 220, ISBN 88-506-2449-2.
  • Funk V.A., Susanna A., Stuessy T.F. and Robinson H., Classification of Compositae in Systematics, Evolution, and Biogeography of Compositae, Vienna, International Association for Plant Taxonomy (IAPT), 2009.
  • D.Aeschimann, K.Lauber, D.M.Moser, J-P. Theurillat, Flora Alpina. Volume 2, Bologna, Zanichelli, 2004, pag. 564.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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