Echidna (mitologia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Echidna (in greco Έχιδνα "la Vipera") è una figura presente nella mitologia greca, figlia di Forco e Ceto, oppure figlia di Crisaore e di Calliroe.

Leggenda[modifica | modifica sorgente]

Era un mostro il cui corpo di donna terminava con una coda di serpente al posto delle gambe. Viveva rinchiusa in una caverna della Cilicia, nel paese degli Arimi. Altre tradizioni la pongono nel Peloponneso: qui sarebbe stata uccisa da Argo dai Cento Occhi, perché aveva l'abitudine di divorare i passanti.

Le si attribuivano molti figli mostruosi: con Tifone generò la Sfinge e Ortro, cane di Gerione, Cerbero, l'Idra di Lerna e la Chimera. Con Ortro, ebbe Fice, un mostro della Beozia, ed il Leone di Nemea.

Gli abitanti delle colonie greche del Ponto Eusino raccontavano una leggenda su Echidna piuttosto diversa. Secondo loro, Eracle, giunto in Scizia, aveva messo i suoi cavalli a pascolare prima di addormentarsi; ma risvegliandosi non li trovò più. Cercandoli, trovò un mostro, Echidna, che viveva in una caverna, e che gli promise di restituirgli i cavalli se avesse acconsentito a unirsi carnalmente a lei. Eracle accettò, ed essi ebbero tre figli: Agartiso, Gelono, eponimo della città di Gelona, e Scite; quest'ultimo dette il nome alla stirpe degli Sciti[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Erodoto, IV.9
mitologia greca Portale Mitologia greca: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di mitologia greca