ECHELON

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Un impianto di ECHELON a Menwith Hill (Gran Bretagna)

ECHELON (parola di origine francese, in italiano scaglione) è una denominazione utilizzata dai media e nella cultura popolare per descrivere la raccolta di signal intelligence (SIGINT) e analisi dei segnali gestita per conto dei cinque stati firmatari dell'accordo UKUSA di sicurezza (Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e gli Stati Uniti, noto come AUSCANNZUKUS o cinque occhi).[1][2] È stato anche descritto come l'unico sistema software che controlla il download e la diffusione della intercettazione di comunicazioni via satellite.[3]

Per estensione, la Rete Echelon indica il sistema mondiale d'intercettazione delle comunicazioni private e pubbliche.

Il sistema venne per la prima volta portato all'attenzione pubblica dal direttore dell'Omega Foundation, Steve Wright, quando firmò il rapporto della STOA (Scientific and Technologies Options Panel of the European Parliament) sull'argomento, dal titolo PRISON TECHNOLOGIES: An Appraisal of the Technologies of Political Control:[4] da quel momento indagini del Parlamento europeo, e non solo, approfondiranno ed estenderanno la ricerca sull'argomento.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

La commissione temporanea del Parlamento europeo descrive il sistema Echelon con queste parole:[5]

(EN)

« It seems likely, in view of the evidence and the consistent pattern of statements from a very wide range of individuals and organisations, including American sources, that its name is in fact ECHELON, although this is a relatively minor detail. »

(IT)

« Sembra probabile, viste le prove e le numerose dichiarazioni di molte persone e organizzazioni, tra cui anche le fonti degli Stati Uniti, che il suo nome sia, effettivamente, ECHELON, anche se questo è un dettaglio relativamente meno importante. »

(On the existence of a global system for the interception of private and commercial communications)

Margaret Newsham sostiene di aver lavorato alla configurazione e all'installazione di alcuni software che rendono ECHELON impiegato alla Lockheed Martin, dove lei ha lavorato tra il 1974 e il 1984, precisamente a Sunnyvale in California e a Menwith Hill in Inghilterra.[6] In quel periodo, in accordo con Newsham, il nome in codice ECHELON era anche il nome della rete dei computer della NSA. Lockheed lo chiamò P415. I software del programma erano chiamati SILKWORTH e SIRE. Un satellite chiamato VORTEX serviva per intercettare le informazioni. Un'immagine, disponibile su internet, estrapolata da un lavoro di descrizione, mostra "Echelon" elencato insieme a molti altri nomi in codice.[7]

Creazione della struttura[modifica | modifica wikitesto]

L'infrastruttura satellitare è stata insediata all'inizio degli anni sessanta (nel periodo della guerra fredda) con la messa in orbita di un gran numero di satelliti spia, ognuno dei quali prese il nome di una differente generazione tecnologica corrispondente a una cosiddetta costellazione: ne sono alcuni esempi Ferret, Canyon, Rhyolite e Aquacade Ocelot.

Responsabile di questi progetti è stata la National Security Agency (NSA), la principale agenzia di spionaggio americana che agiva in collaborazione con la CIA e il supersegreto National Reconnaissance Office (NRO).

Dopo il tramonto della guerra fredda, negli anni novanta sono stati approntati dei sistemi tecnologicamente più evoluti, ovvero i satelliti spia di classe Trumpet, Lacrosse, KH11, Mercury e Mentor.

I centri elaborazione dati terrestri si trovano a Menwith Hill (Gran Bretagna), a Pine Gap (Australia) e a Misawa Air Base (Honshū, Giappone). Il controllo esecutivo degli insediamenti è gestito dagli Stati Uniti. A questi siti va aggiunta l'Isola di Ascensione (isola situata nell'Oceano Atlantico), che rappresenta (o rappresentava) una base strategica non citata tra i siti ufficiali del progetto ECHELON.[8]

Funzionamento[modifica | modifica wikitesto]

ECHELON utilizza le intercettazioni dei cavi sottomarini del genere Aquacade e Magnum per controllare tramite i suoi più importanti centri di invio le trasmissioni di Internet, in particolare lo smistamento di messaggi e-mail.

Data l'enorme mole di dati sorvegliata, impossibile da analizzare da parte di esseri umani, per intercettare i messaggi "sospetti" (inviati via e-mail, telefono, fax ecc.) viene utilizzato un sistema basato sull'identificazione di parole chiave e loro varianti, in grado anche di rintracciare l'impronta vocale di un individuo.

Non si sa molto su come funzioni il meccanismo e di quali coperture goda: quello che è certo è che nel 1997, in seguito al processo di due ragazze pacifiste, in alcuni documenti e testimonianze, la British Telecom ha fatto sapere che tre linee a fibre ottiche (con la capacità di centomila chiamate simultanee ciascuna), passavano per il nodo di Menwith Hill. La vicenda ha fatto capire che non si può amministrare una società di telecomunicazioni senza far parte del tavolo di ECHELON. Gli accordi telefonici ECHELON sono blindati, obbligano le compagnie telefoniche occidentali ad assegnare la sicurezza delle aziende a uomini del controspionaggio. In Italia, per esempio, Marco Bernardini, testimone chiave dell'inchiesta sui dossier illegali raccolti dalla Security Pirelli-Telecom, effettuò intercettazioni per conto di ECHELON sull'Autorità Antitrust ed ebbe accesso ai dati di Vodafone e Wind.[9]

Su ECHELON sono state sollevate, negli anni, numerose interpellanze al Parlamento europeo, il quale ha aperto una commissione temporanea sul caso.[10] Sempre il Parlamento europeo, alla vigilia degli attentati alle torri gemelle, deliberò una serie di contromisure per contrastare ECHELON.[11]

In passato si è sospettato che il sistema possa essere stato utilizzato anche per scopi illeciti, come lo spionaggio industriale, a favore delle nazioni che lo controllano, a discapito delle aziende di altri Paesi, anche se a loro volta aderenti alla NATO.

Capacità operative[modifica | modifica wikitesto]

Il sistema era in grado di intercettare diversi tipi di comunicazioni, a seconda del mezzo utilizzato (ad esempio via radio, via satellite, via microonde, via onde radio o fibra ottica).[12] Durante la seconda guerra mondiale e fino agli anni 50 le onde radio ad alta frequenza (HF) venivano spesso utilizzate per comunicazioni militari e diplomatiche,[13] e potevano essere intercettate a grandi distanze.[12] La crescita di comunicazioni satellitari attraverso l'utilizzo di satelliti geostazionari degli anni 60 diede un'ulteriore possibilità di intercettare le comunicazioni. Sempre il Parlamento europeo nel 2001 dichiaro':

« Se gli stati aderenti all'UKUSA operano stazioni di ascolto in regioni di rilievo della terra, in via di principio possono intercettare tutte le telefonate, i fax e il traffico dati trasmessi attraverso questi satelliti »
([12])

ECHELON in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Non è stato mai confermato un coinvolgimento in ECHELON della base USA di Gioia del Colle, nota per le vicende legate alla cosiddetta strage di Ustica.

Panorama dell'impianto di ECHELON a Menwith Hill nel 2005.

Recentemente si è accertato il coinvolgimento della base USAF, in collaborazione con la CIA, a San Vito dei Normanni presso Brindisi, non più operativa dal 1994.[14][15] Nella zona era visibile fino alla fine degli anni novanta la struttura dell'antenna Wullenweber installata, un'antenna di tipo AN/FLR-9, in gergo "gabbia degli elefanti", del tutto simile a quella presente presso la base navale di Rota, in Spagna[16]. La base di San Vito era diventata operativa durante la prima metà degli anni sessanta, con un raggio utile di intercettazione delle comunicazioni radio di 2.400 km. Dieci anni dopo la chiusura della base brindisina, nel 2004, è stata chiusa la base tedesca di Bad Aibling.[17]

Cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Altri[modifica | modifica wikitesto]

  • Il sistema è inoltre citato, e diviene parte della trama, nel videogioco Deus Ex (2000) e nei diversi episodi della saga Splinter Cell.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Google books - Echelon by John O'Neill
  2. ^ AUSCANNZUKUS Information Portal, auscannzukus.net.. URL consultato il 1º febbraio 2010.
  3. ^ (EN) James Bamford, Body of Secrets. Anchor, 2002. ISBN 0-385-49908-6
  4. ^ An Appraisal of the Technologies of Political Control.
  5. ^ Gerhard Schmid, On the existence of a global system for the interception of private and commercial communications (ECHELON interception system), (2001/2098(INI)) (pdf - 194 pages), European Parliament: Temporary Committee on the ECHELON Interception System, 11 luglio 2001. URL consultato il 27 marzo 2008.
  6. ^ (EN) Bo Elkjær, Kenan Seeberg, ECHELON WAS MY BABY in Cryptome, Ekstra Bladet, 17 novembre 1999. URL consultato l'8 maggio 2011.“Unfortunately, I can’t tell you all my duties. I am still bound by professional secrecy, and I would hate to go to prison or get involved in any trouble, if you know what I mean. In general, I can tell you that I was responsible for compiling the various systems and programs, configuring the whole thing and making it operational on mainframes"; "Margaret Newsham worked for the NSA through her employment at Ford and Lockheed from 1974 to 1984. In 1977 and 1978 Newsham was stationed at the largest listening post in the world at Menwith Hill, England...Ekstra Bladet has Margaret Newsham’s stationing orders from the US Department of Defense. She possessed the high security classification TOP SECRET CRYPTO."
  7. ^ Names of ECHELON associated projects – image without any context. URL consultato l'8 maggio 2011. All'interno di Interception Capabilities 2000 - PART 1. URL consultato l'8 maggio 2011.
  8. ^ Filler AG. Echelon, l'isola che ascoltava il mondo (Wired Magazine)
  9. ^ Ruggiero Capone, «I misteri atlantici di Telecom ed Echelon», Liberal, 6 gennaio 2010.
  10. ^ Relazione sull'esistenza di un sistema d'intercettazione globale per le comunicazioni private ed economiche (sistema d'intercettazione ECHELON) (2001/2098 (INI)) del Parlamento europeo, 11 luglio 2001
  11. ^ Punto Informatico, 7 settembre 2001
  12. ^ a b c Gerhard Schmid, On the existence of a global system for the interception of private and commercial communications (ECHELON interception system), (2001/2098(INI)) (pdf - 194 pages), European Parliament: Temporary Committee on the ECHELON Interception System, 11 luglio 2001. URL consultato il 27 marzo 2008.
  13. ^ The Codebreakers, Ch. 10, 11
  14. ^ San Vito dei Normanni in GoogleMaps
  15. ^ Echelon, individuata l'antenna italiana
  16. ^ Base navale di Rota in GoogleMaps
  17. ^ Base tedesca di Bad Aibling in GoogleMaps.
  18. ^ Nemico pubblico (1998) MyMovies
  19. ^ ed. Iperborea, 2005; prima edizione 2003 Norstedts Forlag, Stockholm.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Duncan Campbell. Il mondo sotto sorveglianza. Echelon e lo spionaggio elettronico globale, Eleuthera, 2003 (traduzione di Guido Lagomarsino), ISBN 88-85060-72-2
  • Patrick Radden Keefe. Intercettare il mondo: Echelon e il controllo globale, Einaudi, 2006 (traduzione di Piero Arlorio), ISBN 88-06-18179-3

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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