Ecco l'impero dei sensi

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Ecco l'impero dei sensi
Eccolimperodeisensi-1976-oshima.jpg
Una scena del film
Titolo originale Ai no corrida / 愛のコリーダ
Paese di produzione Giappone, Francia
Anno 1976
Durata 99 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere erotico, drammatico
Regia Nagisa Oshima
Soggetto Nagisa Oshima
Sceneggiatura Nagisa Oshima
Produttore Anatole Dauman
Produttore esecutivo Kôji Wakamatsu
Casa di produzione Argos Films
Fotografia Hideo Itoh
Montaggio Patrick Sauvion e Keiichi Uraoka
Musiche Minoru Miki
Scenografia Jusho Toda
Costumi Masahiro Katô e Jusho Toda
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

(ridoppiaggio):

Ecco l'impero dei sensi (in giap. 愛のコリーダ: Ai no Korīda) è un film drammatico del 1976, scritto e diretto da Nagisa Oshima, basato su un celebre episodio di cronaca avvenuto nel Giappone degli anni trenta.

Fu presentato in apertura della Quinzaine des Réalisateurs del 29º Festival di Cannes, con un successo tale da costringere a passare dalle cinque proiezioni previste a dodici.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Tokyo, 1936. Il legame tra la giovane cameriera Abe Sada e Kichizo "Kichi san" Ishida, il proprietario della pensione presso cui presta servizio, è fatto di un amore totalmente dominato dai sensi. La relazione parte dall’attrazione reciproca, si evolve attraverso l’estasi sensuale per precipitare, nel finale, in un baratro erotico. I due amanti vivono alimentando (e alimentandosi di) questo tipo di legame, l’uno in funzione del piacere che può dare all’altro, annullando, con l’ossessivo ripetersi degli amplessi, ogni forma di quotidianità tradizionale e di razionalità. La costante necessità che hanno l'uno dell'altra è tale che non possono impedirsi di copulare nemmeno in presenza di altre persone o all'aperto. Il compulsivo consumarsi del gesto carnale, che diviene sempre più estremo, si conclude con la morte di Kichi, soffocato nell'ultima e mortale trasgressione. Nel finale Abe Sada recide il membro di Kichi - di evidente valore simbolico e affettivo - e se ne appropria, serbandolo con cura nel kimono per tre giorni, fino all'arresto da parte della polizia.

Commento[modifica | modifica wikitesto]

La scelta degli ambienti, che fanno pensare al teatro (o addirittura al Giappone feudale, se non fosse per i treni, le sigarette e i soldati in partenza per la Manciuria), i pochi personaggi, i colori, le musiche, i canti tradizionali, riescono a esaltare l’aspetto drammatico della relazione più che l’aspetto strettamente sensuale. Dal punto di vista figurativo, le scelte della regia danno un carattere marcatamente erotico al film, che in molti hanno definito pornografico. È vero che l’obiettivo della macchina da presa mette a fuoco ogni dettaglio della nudità dei corpi impegnati in rapporti in cui non c’è finzione cinematografica, ma è anche vero che la storia è incentrata sull’enorme potere che i sensi possono esercitare sulla vita di due persone, sino a prenderne il sopravvento. Pur profondamente giapponese, il film è impregnato delle idee del francese Georges Bataille: la passione fisica, il piacere sessuale, il gusto della trasgressione e la morte vi sono indissolubilmente legati[senza fonte].

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La vera protagonista Abe, fu arrestata subendo una condanna a quarant'anni dei quali scontò meno di sei, per la simpatia e la compassione che riscosse dalla corte. La donna avrebbe ucciso l'amante per gelosia e non per richiesta di lui.
  • Il film uscì in Italia nel 1978 mutilato di numerosi metri di pellicola, e con un titolo più ammiccante, preso da quello francese L'empire des senses.
  • La versione integrale fu edita negli anni novanta in VHS con il più pertinente titolo L'impero dei sensi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Quinzaine 1976, quinzaine-realisateurs.com. URL consultato il 18 giugno 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]