Ebrei siriani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui.
Un rabbino di Aleppo in Siria nel 1908.

Gli Ebrei siriani (in arabo : يهود سوريون) sono ebrei che abitano nella Repubblica araba di Siria, e dei loro discendenti nati fuori dalla Siria. Gli ebrei siriani traggono la loro origine da due gruppi: dagli ebrei che abitavano l'antica Siria, da tempi antichi (noti come gli ebrei Musta'arabi, e talvolta classificati come ebrei Mizrahi, un termine generico per gli ebrei con una lunga storia nel Medio Oriente e nel Nord Africa), e dagli ebrei sefarditi (riferendosi agli ebrei con una lunga storia nella penisola iberica, cioè Spagna e Portogallo) che sono fuggiti in Siria dopo la cacciata degli ebrei dalla Spagna nel 1492.

Per secoli ci sono stati grandi comunità ad Aleppo e a Damasco, e una comunità più piccola a Kamichlié sul confine turco vicino Nusaybin. Nella prima metà del XX secolo una grande percentuale di ebrei siriani emigrò negli Stati Uniti, in America centrale e meridionale e in Israele. La maggior parte degli ebrei rimasti emigrarono nei 28 anni successivi dopo il 1973, dovuto in parte agli sforzi di Judith Feld Carr, che sostiene di aver aiutato 3228 ebrei a emigrare; l'emigrazione è stata ammessa ufficialmente nel 1992.[1] Secondo il San Diego Jewish Journal oggi ci sono circa 25 ebrei in Siria, tutti loro vivono a Damasco. La più grande comunità ebraica siriana si trova nel quartiere di Brooklyn a New York ed è stimata a 75.000 persone.[2] Ci sono comunità più piccole in altre parti degli Stati Uniti e in America Latina.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Syrian Jews Find Haven In Brooklyn - New York Times
  2. ^ Money - New York City - Syrian Jews - Syria - Finances - Business - Wealth - Brooklyn - New York Times
ebraismo Portale Ebraismo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di ebraismo