E Johnny prese il fucile (film)

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E Johnny prese il fucile
Johnnyaddio.png
"Voglio ricordarti così come sei adesso" (Joe)
Titolo originale Johnny Got His Gun
Paese Stati Uniti
Anno 1971
Durata 111 min
Colore B/N - Colore
Audio sonoro
Genere drammatico, guerra
Regia Dalton Trumbo
Soggetto Dalton Trumbo (romanzo)
Sceneggiatura Dalton Trumbo
Produttore Bruce Campbell, Tony Monaco (produttore associato), Christopher Trumbo (produttore associato)
Casa di produzione World Entertainment
Fotografia Jules Brenner
Montaggio Millie Moore
Effetti speciali Dick Williams
Musiche Jerry Fielding
Scenografia Harold Michelson
Costumi Theadora Van Runkle
Trucco Phillip Rhodes
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
« Se non potrò avere nient'altro, avrò sempre dio e la luce del mattino. »
(Joe)

E Johnny prese il fucile (Johnny Got His Gun) è un film del 1971 scritto e diretto da Dalton Trumbo, vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 24º Festival di Cannes.[1]

Dalton Trumbo (1905-1976), sceneggiatore di fama, esordì nella regia con questo film, che rimane l'unica opera da lui diretta, all'età di 66 anni, a coronamento di un progetto fortemente contrastato e nato circa 30 anni prima con il romanzo omonimo che nel 1939 ottenne il National Book Award (allora noto come American Book Sellers Award).

Indice

[modifica] Trama

Joe, un giovane americano, viene chiamato alla leva dal suo paese e spedito a combattere sul fronte francese durante la Prima Guerra Mondiale.

Durante l'ultimo giorno di guerra viene colpito da un obice in pieno petto, ma viene salvato per miracolo dagli Alleati, che lo curano in un ospedale militare. Joe tuttavia è ormai ridotto a un tronco umano ("un pezzo di carne che vive"): ha perso gli arti superiori e inferiori, la vista, l'udito e vive attaccato ad un respiratore. Dopo un paio di anni in questa condizione impara a comunicare muovendo la testa secondo l'alfabeto Morse, e chiede ai medici militari di ucciderlo o di essere esposto al mondo, per far vedere a tutti gli orrori e la follia della guerra, ma all'inizio questi movimenti vengono scambiati per segni di follia, e quindi Joe viene sedato, in seguito, grazie all'aiuto dei militari, viene capito, ma le sue richieste non verranno accolte.

[modifica] Commento

Il film si apre (in bianco e nero) con il sibilo di un colpo di mortaio che cade: subito dopo si vede una barella coperta da un lenzuolo che viene trasportata nei corridoi di un ospedale militare. E subito inizia il primo flashback (a colori) in cui ci viene presentato il protagonista: Joe Bonham è un giovane come tanti altri che vorrebbe sposare la sua fidanzata Kareen e vivere una vita felice. Joe non è un codardo: infatti avrebbe potuto chiedere l'esonero militare poiché deve da solo provvedere a sua madre e alle sue sorelle dopo la morte del padre, ma come spiega a Kareen il suo paese lo ha chiamato e lui deve andare. La sera antecedente la sua partenza dorme con lei per la prima volta: da notare in questa sequenza il quadro appeso sopra il letto il cui paesaggio sarà l'ambiente di un drammatico sogno più avanti nel film. Trumbo ci mostra in modo alternato la realtà (sempre in bianco e nero, a simboleggiare il grigiore e la drammaticità dell'esistenza presente di Joe, nonché a lasciare indefinita la collocazione temporale degli eventi) e i sogni e i ricordi (sempre a colori, a simboleggiare rispettivamente la speranza e un ridente quanto nostalgico passato) tramite i quali veniamo a conoscenza del passato di Joe.

Il ricordo forse più importante di Joe è quello della discussione, quando era ancora un ragazzino, con suo padre mentre questo sistema la sua preziosissima canna da pesca: il padre gli dice di andare fiero in paese solo della sua canna da pesca, non del figlio in quanto quest'ultimo non lo distingue dagli altri concittadini. È un discorso derivante chiaramente da una mentalità chiusa, ma quello che fa riflettere ancora di più è il passaggio subito successivo sulla democrazia:

« Quando verrà il mio turno [di andare a combattere], vuoi che vada? »
(Joe)
« Per la democrazia? Ogni uomo deve dare anche l'unico figlio che ha. »
(Il padre)

Tale passaggio denota ancora una volta la mentalità chiusa (ma fortemente patriottica) della generazione del padre di Joe. Inoltre si può notare come queste parole siano più che mai attuali e nell'ambito circoscritto al film anche "premonitrici".

Inizialmente Joe non sa di essere ridotto a un tronco umano, ma ben presto se ne accorge e cade in un profondo stato di disperazione, nel quale solo i ricordi lo tengono in vita.

Da notare come Trumbo riesca a mostrare tutta la drammaticità della situazione senza mai mostrare le parti del corpo deturpate del povero Joe: sapiente dunque il suo uso della cinepresa che si limita a fare vedere un lettino ricoperto da un lenzuolo e lascia intravedere solo i capelli del protagonista, senza esibire scene raccapriccianti o d'impatto, come sarebbe stato facile fare.

Le tematiche di fondo del film sono essenzialmente tre.

La prima è la chiara presa di posizione nei confronti dei medici, vili "macellai" che tengono in vita Joe per farne degli esperimenti (emblematica è la sequenza in cui Joe immagina, nella quale si vede un medico che espone le proprie scoperte dicendo che ora la scienza è in grado di curare e rispedire al fronte un soldato ferito in poche settimane) e lo vedono dunque solo come un caso clinico da studiare e non come un uomo con una propria dignità ("mettetelo nel ripostiglio, che non lo vedano. Tanto per lui è lo stesso").

Un'altra tematica molto forte è quella religiosa: Joe sogna due volte di avere dei colloqui con Gesù: una volta sono in stazione con altri soldati e Gesù gioca a blackjack con loro, barando. In quell’occasione è molto significativo che Gesù dica a ognuno dei soldati quando e come morirà, ma a Joe non dica nulla (“lui lasciatelo stare”); la seconda volta Gesù è in un laboratorio in cui costruisce croci in legno (sono quelle dei caduti in guerra) e Joe gli chiede se la sua vita in ospedale sia un sogno o realtà e in quest'ultimo caso come sia possibile far vivere un uomo in quelle condizioni. Sembra che nemmeno Gesù sia a conoscenza della gravità della situazione di Joe, e cerca di dimostrare che si tratta di un sogno, senza riuscirvi capitolando che «Se è la tua vita reale, è un incubo più grande di tutti i tuoi sogni e sarebbe crudele pretendere che qualcuno ti possa aiutare. Ci vorrebbe un miracolo, sei una persona veramente sfortunata e questa volta ti ha detto molto male». Ma il povero soldato dice che è l'attuale conversazione la realtà e non il contrario, ma Gesù in tutta sicurezza ribatte «è un sogno, perché io sono un sogno». Joe disperato grida «Non ti credo!» e Gesù allo stremo risponde «Nessuno mi crede, per questo sono così reale, come gli altri sogni che non si avverano.» Trumbo ci vuole dunque comunicare la sua sfiducia nei confronti della possibilità di avere pace per Joe: nemmeno la divinità è a conoscenza della gravità del problema, è condannata a non essere creduta e gioca a carte con i soldati barando. In proposito Dalton Trumbo ebbe una esperienza diretta quando il padre, ammalatosi gravemente, morì dopo otto anni senza richiedere alcuna cura medica perché scientista.[2]

Infine è presente la tematica del potere che vuole assolutamente nascondere i propri errori: Joe chiede infatti di essere ucciso o di essere esposto pubblicamente in un circo; veramente allucinante, grottesca e visionaria la sequenza in cui Joe immagina se stesso su un carro portato in giro per il mondo da suo padre che per pochi spiccioli espone il proprio figlio come "l’unico pezzo di carne che vive". Eppure in quel contesto anche suo padre lo definisce poi "un uomo", quindi una persona, un essere umano con un passato, dei sentimenti, delle passioni...

Tale definizione non è concepita dai medici né dai graduati dell’esercito che "si curano" di lui: dapprima infatti non sanno che egli prova ancora emozioni e ricordi (lo definiscono un "decerebrato" all'apertura del film), ma quando scoprono che può comunicare e chiede di essere ucciso o esposto, lo rinchiudono affinché il mondo non lo possa mai vedere, incuranti della sua sofferenza e delle sue richieste.

Altre tematiche secondarie che tuttavia meritano menzione e riflessione sono il rapporto padre-figlio (rapporto piuttosto "severo" nel caso del protagonista e suo padre, che mette anche in risalto la differenza di mentalità tra le due generazioni, ma comunque è una relazione affettuosa e amorevole da entrambe le parti) e il tema dell'eutanasia (l'infermiera tenta di porre fine alle sofferenze di Joe, ma, scoperta, verrà fermata e allontanata).

Il film è un forte grido di rabbia, di disperazione, di sfiducia. Antimilitarista dall'inizio alla fine, fa riflettere sulle azioni sconsiderate di cui l’uomo è capace e sulla sua crudeltà e insensibilità.

[modifica] Curiosità

Alcune immagini del video dei Metallica One sono state prese dal film (contribuendo peraltro ad una sua riscoperta nel 1989, quando la canzone uscì) e la canzone stessa è un chiaro riferimento alla pellicola (o al libro) di Trumbo. La prima parte è una ballata, la seconda è più energica e di genere thrash metal. È questa la canzone che farà conoscere i Metallica al grande pubblico, e il video è il loro primo videoclip in assoluto. Oltre a spezzoni del film, nel filmato si può vedere la band che suona in un magazzino. Il gruppo ha acquistato parte dei diritti d'autore del film per realizzarlo.


Il personaggio di Sigfried Von Nibelunghen, rimasto vivo dopo un'azione eroica in un "campo di biondo grano, con il solen in fronte" ma privo di tutti gli arti ed impossibilitato a comunicare col mondo esterno se non col pensiero, apparso in una serie di strisce del fumetto satirico Sturmtruppen di Bonvi nel 1973, è un omaggio a Trumbo e al personaggio del film.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ (EN) Awards 1971. festival-cannes.fr. URL consultato il 16 giugno 2011.
  2. ^ (EN) Non Fiction Book Reviews #175 - estratto dalla biografia di Dalton Trumbo stesa da Bruce Cook

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