Enel

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da ENEL)
Enel S.p.A.
Logo
Stato Italia Italia
Tipo Società per azioni
Borse valori Borsa Italiana: ENEL
Fondazione 27 novembre - 6 dicembre 1962 a Roma
Fondata da Governo italiano
Sede principale Roma
Gruppo Gruppo Enel
Persone chiave
Settore produzione, distribuzione e vendita di energia, servizi
Prodotti Elettricità Gas naturale
Fatturato Green Arrow Up.svg80,535 miliardi [1] (2013)
Risultato operativo Green Arrow Up.svg17,011 miliardi [1] (2013)
Utile netto Green Arrow Up.svg3,235 miliardi [1] (2013)
Dipendenti 71.394 [1] (2013)
Sito web www.enel.com

Enel, acronimo di Ente nazionale per l'energia elettrica (ENEL), è un'azienda multinazionale produttrice e distributrice di energia elettrica e di gas.

Enel è istituita come ente pubblico a fine 1962 e trasformata in società per azioni nel 1992.[2] Nel 1999 in seguito alla liberalizzazione del mercato dell'energia elettrica in Italia, Enel viene privatizzata.[3] A gennaio 2015 lo stato italiano mantiene il 31,24% del capitale della società.[4][5][6]

Nel 2014 Enel ha più di 70.000 dipendenti[7][8][9][10][11], è presente in 40 paesi[12][13] ed è la 56^ azienda al mondo per fatturato con 80.5 miliardi di euro[14] e una capitalizzazione di borsa di 31 miliardi di euro.[15][16]

Il marchio di Enel, ideato da Bob Noorda, nasce dalla combinazione del simbolo di un sole e di un albero i cui 9 rami o raggi rappresentano la molteplicità dei servizi offerti dall'azienda.[17][18][19]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita[modifica | modifica wikitesto]

L'ENEL fu istituito dal Governo Fanfani IV, con la delibera della camera dei deputati del 27 novembre 1962, che diventò poi la legge 6 dicembre 1962 n. 1643 [20] su proposta dell'onorevole Aldo Moro, il quale accolse le richieste in tal senso del Partito Socialista Italiano.

Tale norma prevedeva la nazionalizzazione delle aziende e delle imprese operanti nel settore della produzione, commercializzazione, distribuzione, trasporto di energia elettrica, nonché di tutte quelle operanti in settori funzionalmente e tecnicamente connessi. I socialisti, in particolare su spinta di Riccardo Lombardi condizionarono il loro sostegno al governo proprio alla nazionalizzazione dell'energia elettrica.

Sino ad allora l'elettricità era gestita da aziende di dimensione media o piccola, sparse sul territorio, in qualche modo[non chiaro] collegate e controllate da poche aziende più grandi. Le aziende capofila erano:

Gli Amici del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 vi fu un convegno sulla nazionalizzazione dell'industria elettrica, organizzato dagli Amici del Mondo e sostenuto dal Partito Radicale.[21] La relazione introduttiva fu tenuta da Eugenio Scalfari che sottolineò i probabili benèfici effetti sul regime dei prezzi e sul versante tecnico e prese ad esempio le esperienze delle nazionalizzazioni già effettuate in Francia ed in Inghilterra. Il convegno suscitò una discussione politica e si tradusse in lavori preparatori della legge, nei quali il punto più discusso fu la modalità di indennizzo ai vecchi azionisti.

Vinsero le posizioni di Guido Carli, governatore della Banca d'Italia e l'indennizzo fu immediato. La posizione di Riccardo Lombardi chiedeva invece la dilazione in quattro anni dei pagamenti, da garantirsi con obbligazioni. Per ottenere l'adozione del suo piano, Carli minacciò le dimissioni.

La nazionalizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo compito dell'Enel fu quello di assorbire 1.270 imprese esercenti attività elettriche e dare loro un'organizzazione amministrativa, tecnica e operativa comune. Tra le operazioni, la realizzazione di un centro per il coordinamento di tutte le forniture alle utenze italiane e per l'approvvigionamento dall'estero. Negli anni il sistema fu riordinato e centralizzato a livello nazionale.

Il disastro del Vajont[modifica | modifica wikitesto]

L'Enel fu coinvolta nel disastro del Vajont, accaduto il 9 ottobre 1963 al bacino del Vajont, invaso artificiale sfruttato per produrre una grande quantità di energia idroelettrica, sulle cui acque cadde una frana di 260 milioni di metri cubi. L'impianto era stato realizzato dalla Sade e il 14 marzo 1963 era stato appena conferito nell'ambito del processo di nazionalizzazione alla neonata Enel. L'impatto della frana nel lago provocò delle ondate, entro e fuori la valle del Vajont, che lambirono i paesi di Erto e Casso e che scavalcarono la diga, distruggendo i paesi a valle di Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova e Faè. Questo disastro causò circa duemila vittime. L'Enel fu imputata al processo come società responsabile del disastro, aggravata dalla prevedibilità dell'evento. Nel 1964, anche la Montedison fu coinvolta nel processo, avendo acquisito la SADE, costruttore dell'impianto. [22] Le due società furono condannate a risarcire i danni alle comunità coinvolte nella catastrofe.

La diffusione dell'energia elettrica[modifica | modifica wikitesto]

Crescendo i consumi insieme alla rapida trasformazione delle abitudini di vita (ad esempio con la massiccia diffusione degli elettrodomestici), l'Enel giunse ad avere il secondo fatturato industriale italiano, dietro alla Fiat.

Negli anni successivi fu dato impulso alla cosiddetta "elettrificazione rurale", cioè all'espansione della rete elettrica nelle campagne; le asperità geografiche resero costosa l'operazione, richiedendo la realizzazione di infrastrutture (dalle cabine alle linee palificate) con l'obiettivo di connettere alla rete la quasi totalità dei cittadini-utenti.

Crisi petrolifera[modifica | modifica wikitesto]

La crisi petrolifera internazionale che avrebbe condotto l'Italia alle politiche di "austerity" (1974), diede la stura a numerose ricerche su eventuali fonti alternative per la produzione di energia. L'Enel riprese gli studi sull'energia nucleare e ottenne di poter costruire nuove centrali. Gli studi sulle altre energie, ad esempio sull'energia eolica, pur da tempo oggetto di analisi, furono accantonati in favore del potenziamento delle vecchie centrali idroelettriche, a molte delle quali furono applicati dispositivi per il ripompaggio dell'acqua.[23]

L'austerity prevedeva numerose prescrizioni per il contenimento dei consumi: dalla chiusura anticipata dei negozi, a quella dei programmi televisivi. Si emanarono norme eccezionali volte a ridurre drasticamente i consumi sino a poco tempo prima sollecitati. I consumi calarono, e il governo dispose un piano energetico nazionale (1975) che segnava una decisa svolta verso il nucleare. I consumi calarono anche per effetto di un calo della produzione industriale; il riflesso sulla popolazione rese accette norme restrittive come quelle sul contenimento del consumo energetico, ad esempio per i riscaldamenti delle abitazioni.

La scelta antinucleare[modifica | modifica wikitesto]

L'Italia restò, tra i principali paesi europei, quello maggiormente sbilanciato verso la produzione termoelettrica e pertanto risentì più degli altri dell'aumento del prezzo del petrolio. Quando erano in studio nuovi programmi sul nucleare, si verificò l'incidente della centrale nucleare ucraina di Černobyl' (26 aprile 1986), che causò il rigetto popolare di tale energia col referendum dell'8 novembre 1987. Per ragioni di opportunità, l'Enel non prese posizione durante la campagna elettorale.

La "de-nazionalizzazione"[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

Con la legge n. 9/1991, l'Enel fu autorizzata a costituire società operanti nei settori di sua competenza e, contemporaneamente, si aprì la strada a una prima liberalizzazione della produzione elettrica.

L'anno successivo, il Governo Amato I, nell'ambito della ristrutturazione del bilancio dello Stato per via del debito pubblico cumulato, emanò il decreto legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito nella legge 8 agosto 1992, n. 359, col quale l'Enel divenne una società per azioni, il cui azionista unico era l'allora Ministero del Tesoro.

Nel 1999, il Governo D'Alema I con l'emanazione del Decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 (cosiddetto decreto Bersani), fu costituita in seno a Enel la società Terna, a cui fu conferita la gestione della rete di trasmissione ad alta tensione e attività correlate, tra le quali quelle del centro nazionale di controllo per l'amministrazione e la verifica il sistema elettrico italiano e le interconnessioni con l'estero. Enel restò azionista unico di Terna sino al 2004, mentre la gestione, per ragioni di la neutralità, fu affidata a un ente pubblico di nuova creazione: il Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN). Successivamente, Terna fu quotata in Borsa, mentre una quota del 30% ceduta alla Cassa Depositi e Prestiti.

Il monopolio e la libera concorrenza[modifica | modifica wikitesto]

La liberalizzazione del mercato elettrico è avvenuta nel 1999, con il cosiddetto Decreto Bersani.

Il problema della posizione monopolistica dell'Enel nel mercato specifico dell'energia elettrica è stato sollevato con lo sviluppo delle tematiche giuridiche collegate ai principi di libera concorrenza. La questione presentava affinità con quella precedentemente affrontata per la Telecom Italia, monopolista di stato nella telefonia. Per favorire la liberalizzazione, Enel è stata costretta a: cedere la gestione della rete di trasporto dell'energia elettrica (Terna) e successivamente anche la proprietà, vendere ai suoi concorrenti centrali di produzione per 15.000 MW e la rete di distribuzione, con i relativi utenti, nelle principali città (Roma, Milano, Torino, Verona, Brescia, Trento, Modena, e altre) alle ex municipalizzate.

Attualmente operano sul mercato elettrico italiano circa 100 operatori, tra i quali i maggiori gruppi europei come le francesi Électricité de France (EDF) e Gaz de France-SUEZ, le tedesche E.ON e RWE AG, le svizzere Alpiq[24] e Repower,[25] l'austriaca Verbund.[26]

Decentramento energetico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la privatizzazione di un unico ente centralizzato per la gestione dell'energia la cui produzione era concentrata in poche centrali di "taglia alta", si è iniziato a discutere di decentramento energetico per il quale ogni comunità dovrebbe produrre e utilizzare localmente l'energia di cui ha bisogno. L'ottica di questa politica energetica è la costruzione di impianti di media taglia, principalmente rinnovabili.

Enel è nel settore solare anche dopo avere ceduto alla sua controllata Enel Green Power la centrale da 3,3 MW di Serre Persano (Salerno) e in Italia l'installazione di circa 50 MW fotovoltaici. A Priolo Gargallo (Siracusa) Enel ha avviato il progetto Archimede, un impianto solare termico sperimentale da 5 MW progettato insieme all'ENEA. Quest'ultimo impianto mira a una integrazione industriale tra un impianto solare termodinamico e una centrale convenzionale con ciclo combinato a gas. Con Enel.si,[27] Enel ha curat l'installazione di circa 50 MW di impianti fotovoltaici per clienti industriali, terziario e domestici.

Enel Green Power gestisce 17 centrali eoliche, per una potenza complessiva di 331 MW.

Nel campo delle fonti rinnovabili l'Italia è quinta come potenza installata, dopo Stati Uniti, Filippine, Indonesia, Messico, nella geotermia (con 31 impianti geotermoelettrici in Toscana e una produzione di 5,66 TWh nel 2013). In produzione segue gli Stati Uniti, Indonesia, Filippine, Nuova Zelanda e Messico, avendo ENEL perso il primato mondiale nel giro di un decennio.[senza fonte]

La fonte idroelettrica copre circa il 15% della domanda elettrica nazionale. Enel Green Power gestisce in Italia circa 270 centraline idroelettriche, per una potenza complessiva di 1.507 MW.

Enel fa parte inoltre della piattaforma di ricerca europea dedicata alle reti intelligenti (smart grids), che permettono all'azienda di avere dati aggiornati in tempo reale e all'utente di interagire con la rete.

Dopo la liberalizzazione Enel resta la maggiore azienda elettrica nazionale e la seconda d'Europa per capacità installata. Enel è un operatore integrato, attivo nella produzione, distribuzione e vendita di elettricità e gas. A seguito dell'acquisizione della compagnia elettrica spagnola Endesa, Enel è presente in 40 Paesi, con una capacità installata netta di circa 95.400 MW, e serve più di 61 milioni di clienti nell'elettricità e nel gas. Quotata dal 1999 alla Borsa di Milano, Enel è la società italiana con il più alto numero di azionisti, circa 1,2 milioni tra retail e istituzionali nel 2009. Enel è anche il secondo operatore nel mercato del gas naturale in Italia, con circa 2,7 milioni di clienti e una quota di mercato del 10% circa in termini di volume.[senza fonte]

Altre operazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001, Infostrada viene ceduta per 12 miliardi di euro dalla tedesca Mannesmann e poi accorpata a Wind, che già era una controllata di Enel.

Nel maggio 2005, Enel cede il 70% di Wind a Naguib Sawiris, amministratore delegato del gruppo Orascom, tramite una società veicolo (Weather Investment S.r.l.). Nel dicembre del 2006, Enel ha perfezionato l'uscita dal settore delle telecomunicazioni con la cessione di un ulteriore 26,1% a Weather Investment S.p.A.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Enel produce, distribuisce e vende elettricità e gas in Europa, Nord America e America Latina.

Lavorano in Enel oltre 80.000 persone, che gestiscono un parco centrali tra termoelettrico, nucleare, idroelettrico, geotermico, eolico, fotovoltaico e altre fonti. Circa il 44% dell'energia elettrica prodotta da Enel è priva di emissioni di anidride carbonica.[senza fonte] Nel 2009 Enel ha conseguito ricavi per oltre 64 miliardi di euro (+4,7% sul 2008). Il Margine operativo lordo (MOL) si è attestato a 16 miliardi di euro (+12,1% sul 2008), mentre l'utile netto è stato di 5,4 miliardi di euro (+1,9% sul 2008).

Enel ha sostituito presso quasi tutti i suoi clienti (32 milioni) i contatori elettromeccanici con contatori elettronici, i quali consentono una lettura dei consumi in tempo reale e una gestione a distanza dei contratti. È stato inoltre utilizzato un sistema a onde convogliate in collaborazione con la statunitense Echelon Corporation.[28]

Presenza internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Presenza del Gruppo Enel nel mondo

Con oltre 30 GW di impianti che utilizzano fonti energetiche rinnovabili (idrico, geotermico, eolico, solare e biomasse) in Europa e nelle Americhe, Enel è uno dei leader mondiali del settore. Inoltre, Enel è fortemente impegnata nella crescita nelle rinnovabili e nella ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie amiche dell'ambiente con molti progetti in Italia e all'estero.

Il 17 settembre 2008, Enel ha costituito Enel Green Power, società dedicata allo sviluppo e alla gestione della produzione elettrica da fonti rinnovabili, società che produce circa 4.500 MW con impianti idrici, eolici, geotermici, fotovoltaici e a biomasse in Europa e nelle Americhe.

Enel è presente in Europa (Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Romania, Russia, Slovacchia e Spagna), in Nord America (Canada e Stati Uniti) e America Latina (Brasile, Cile, Costa Rica, El Salvador, Guatemala, Messico e Panama). Con la controllata Endesa, Enel è presente anche in Argentina, Colombia, Marocco, Perù e Portogallo.

Spagna e Portogallo[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio di ottobre del 2007, Enel, assieme al partner spagnolo Acciona, ha concluso un'offerta pubblica congiunta sull'intero capitale di Endesa, principale azienda elettrica spagnola, arrivando a detenere congiuntamente il 92% del pacchetto azionario (Enel 67%, Acciona 25%). Nel mese di febbraio del 2009 ha rilevato la quota di Endesa detenuta da Acciona per 11,1 miliardi di euro, portando la sua quota al 92,06%.[29] A dicembre 2014 Enel possiede il 70.14%[30] del capitale azionario di Endesa. Inoltre, Enel Green Power gestisce impianti di generazione da rinnovabili in Spagna e Portogallo.

Endesa

America del Nord[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso Enel Green Power, il Gruppo è uno dei principali operatori indipendenti del continente americano nelle rinnovabili con Enel North America ed Enel latin America, due società che dispongono di oltre 1.400 MW di potenza installata.

In America del Nord, Enel North America ha impianti da 788 MW (idrico, geotermico, eolico e biomasse).

Nel marzo 2007, Enel, attraverso la sua sussidiaria Enel North America, ha annunciato l'acquisto di AMP Resources. L'acquisto comprende, nel settore dello sviluppo del geotermico, quattro progetti in fase avanzata e uno in fase ormai operativa, che aggiungeranno circa 150 MW di potenza alle operazioni di Enel in America, oltre a fornire accesso a una gamma di future opportunità.

Il 2 ottobre 2008, Enel ha inaugurato il parco eolico di Smoky Hills da 250 MW in Kansas, il più grande realizzato dal gruppo nel mondo e il più grande mai costruito in Kansas. Il 17 aprile 2009, sono stati inaugurati in Nevada, nella contea Churchill, due innovativi impianti geotermici di Enel Green Power. Stillwater e Salt Wells: così si chiamano le due nuove centrali e hanno una capacità installata complessiva di 65 MW lordi.

Enel North America

America Latina[modifica | modifica wikitesto]

In America Latina, Enel dispone di impianti eolici e idroelettrici da oltre 668 MW. Enel America Latina opera in Cile e in El Salvador nel settore geotermico. Tramite Endesa, il Gruppo Enel è ai primi posti in America Latina con circa 16 GW di capacità installata da termoelettrico, idroelettrico e altre rinnovabili: 4,4 GW in Argentina, 1 GW in Brasile, 5,6 GW in Cile, 2,9 GW in Colombia e 1,8 GW in Perù.

Enel Latin America

Francia[modifica | modifica wikitesto]

In Francia, Enel ha acquisito Erelis, controllata di Enel Green Power che dispone di 12 MW di impianti eolici in esercizio e progetti fino a 500 MW. Era inoltre presente nel settore nucleare con una quota del 12,5% del progetto di nucleare di nuova generazione European Pressurized Reactor (EPR) capitanato da EDF, il cui primo impianto (1.600 MW) è in costruzione a Flamanville, in Normandia; tuttavia nel dicembre 2012 esce dal progetto chiedendo il rimborso delle spese anticipate[31].

In Francia, Enel è anche presente nel settore delle rinnovabili con Enel Green Power che dispone di 68 MW di impianti eolici in esercizio e progetti fino a 500 MW. Nel settore del trading, Enel possiede il 5% della borsa elettrica francese Powernext ed è uno dei principali operatori nel trading, avendo venduto 3,3 TWh a grandi clienti francesi nel 2009.

Bulgaria[modifica | modifica wikitesto]

In Bulgaria, Enel ha acquisito nel marzo del 2003 il controllo di una delle principali centrali del Paese, Maritza East III: un impianto da 602 MW alimentato a lignite.

Slovacchia[modifica | modifica wikitesto]

In Slovacchia, Enel detiene il 66% della società elettrica Slovenske Elektrarne, il primo produttore di energia elettrica della Slovacchia e il secondo dell'Europa centro-orientale, con una capacità produttiva di circa 5.345 MW e ben bilanciata tra nucleare, termoelettrico e idroelettrico.

Romania[modifica | modifica wikitesto]

In Romania, Enel è attivo nella vendita di elettricità tramite Enel Energie ed Enel Energie Muntenia e nella distribuzione di elettricità tramite Electrica Banat, Electrica Distributie Dobrogea ed Electrica Muntenia Sud. Il Gruppo ha circa 2,6 milioni di clienti nel Paese.

Russia[modifica | modifica wikitesto]

In Russia, Enel è un operatore verticalmente integrato dall'upstream alla generazione e alla vendita di energia elettrica. Nel settore upstream, attraverso SeverEnergia (un consorzio partecipato da Enel al 19,6%, da Gazprom al 51% e da Eni al 29,4%), Enel gestisce alcuni promettenti asset nel settore del gas naturale. Inoltre, Enel attualmente possiede il 56,39% del capitale della Genco (Generation Company) “Enel OGK-5” (ex “OGK-5”), che dispone di quattro centrali termoelettriche per circa 8.200 MW situate nelle aree a più alta crescita del Paese. Nel settore della vendita, Enel possiede il 49,5% di RusEnergoSbyt, il più importante trader di elettricità in Russia che ha tra i suoi clienti le maggiori aziende del Paese.[32]

Principali azionisti[modifica | modifica wikitesto]

Compagine azionaria aggiornata al 5 giugno 2014 secondo i dati Consob sugli azionisti rilevanti.[33]

Consiglio di amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Aggiornato a dicembre 2014.[34]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Conferita il 11/10/2010:
Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010

Società del Gruppo Enel[modifica | modifica wikitesto]

La situazione attuale (2009) delle società controllate dal gruppo sono, in ordine alfabetico, le seguenti:[35]

Situazione attuale[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 2002 e il 2004 la conclusione del processo di riassetto previsto dal decreto Bersani, l'uscita da settore dell'acqua e la vendita del patrimonio immobiliare dell'azienda, permettono a Enel di mettere in atto una nuova strategia di focalizzazione sul core business dell'energia.

Il 30 luglio del 2008 Enel inaugura a Civitavecchia una nuova centrale il cui progetto era partito alla fine del 2003. Si tratta di una riconversione di un vecchio impianto a olio combustibile. La nuova centrale ha una capacità totale di 1.980 MW, è composta da tre gruppi ed è in grado di soddisfare il 50% del fabbisogno di energia elettrica nel Lazio. L'impianto riduce le emissioni dell'88%, e le emissioni di anidride carbonica del 18%.

Per quanto riguarda il gas, Enel ha concluso la realizzazione di cinque centrali a ciclo combinato che hanno sostituito gli impianti tradizionali a gas.

Concluso l'adempimento degli obblighi previsti dalla legge italiana con la cessione di Terna (la società che gestisce la rete nazionale di trasmissione), Enel si dedica a una strategia di internazionalizzazione, finalizzando acquisizioni come quella di Slovenské elektrárne (SE), maggior produttore di energia elettrica della Slovacchia e secondo dell'Europa Centro-orientale, di alcune società di distribuzione in Romania, della Genco Russa Ogk 5 e della società elettrica spagnola Endesa.

A fine 2006 viene presentato un piano a favore dell'ambiente, che prevede investimenti per nuove fonti rinnovabili e per la ricerca. In questo ambito, Enel si occupa della cattura e sequestro dell'anidride carbonica con alcuni progetti basati sulla tecnologia di cattura post-combustione.

A fine 2008/inizio 2009, Enel inizia a dismettere una serie di attività per ridurre l'indebitamento finanziario, aumentato negli ultimi mesi, per effetto dell'acquisizione del 92% del capitale di Endesa, tra cui Enel Linee Alta Tensione S.r.l. (rete di trasmissione elettrica ad alta tensione), ceduta da Enel Distribuzione S.p.A., nel dicembre 2008 a Terna S.p.A., ed Enel Rete Gas S.p.A.[40][41] (che manterrà comunque una quota di minoranza), il 29 maggio 2009 Enel Distribuzione cede per 480 milioni di euro l'80% di Enel Rete Gas alla cordata F2i Reti Italia S.r.l. formata da F2I (75%) ed Axa Private Equity (25%). Ora il contratto dovrà essere approvato da AGCM e da AEEG.[42]

Bilancio 2013[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013 Enel ha realizzato un fatturato di 80.53 miliardi di euro, di cui:

  • 30.93 miliardi da Iberia e America Latina
  • 22.91 miliardi da Generazione ed Energy Management
  • 16.92 miliardi da Mercato
  • 7.73 miliardi da Attività Internazionali
  • 7.69 miliardi da Infrastrutture e Reti
  • 2.82 miliardi da Energie rinnovabili

Elisioni da sottrarre per 8.5 miliardi.

Ebitda di 17.01 miliardi, Ebit di 9.94 miliardi (contribuiscono in maggior parte Iberia e America Latina con 3.83 miliardi, Infrastrutture e Reti con 3.02 mld, Energie Rinnovabili con 1.71 mld), utili per 3.25 miliardi.

52.83 miliardi di patrimonio netto, indebitamento finanziario netto di 39.86 miliardi, il valore residuo di immobili, impianti e macchinari ammonta a 81.05 miliardi, 71.394 dipendenti.

Ha prodotto 286.1 TWh di energia (33% da rinnovabili, 29% da carbone, gas 14%, nucleare 14%, olio 10%), distribuiti 404 TWh, ha venduto 8.6 miliardi di metri cubi di gas naturale e 91.72 miliardi di KWh.

In Italia ha un numero medio di clienti pari a 27.81 milioni e 1.13 milioni di km di rete di distribuzione.

Fonti: Bilancio Enel al 31.12.13

Le tariffe[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità per l'energia elettrica e il gas fissa ogni 3 mesi le tariffe del mercato tutelato sulla base dell'andamento dei prezzi dei combustibili. Una parte consistente della bolletta elettrica è composta di cosiddette componenti di sistema e dall'accisa. A seguito della liberalizzazione del mercato elettrico anche per i clienti domestici, avvenuta il 1º luglio 2007, in alternativa alle tariffe del mercato tutelato, Enel ha proposto una serie di offerte commerciali.

Il Progetto E-mobility Italy[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2009 è partito in Italia il Progetto E-mobility Italy, una sperimentazione basata su una flotta di 100 Smart ED. Le auto sono state distribuite nelle città di Roma, Pisa e Milano. La sperimentazione, in collaborazione con Daimler, intende verificare la possibilità di utilizzare le Smart ED per gli spostamenti in ambito urbano con veicoli elettrici. Per la ricarica dei veicoli si utilizzano le colonnine installate da Enel, che funzionano secondo lo schema di funzionamento dei contatori elettronici domestici che Enel ha installato nelle case italiane.

Enel Cuore Onlus[modifica | modifica wikitesto]

Enel Cuore è una ONLUS italiana costituita da Enel per gestire i fondi dell'azienda destinati alla beneficenza e alla solidarietà. Sostiene progetti nel campo dell'assistenza sociale, della salute, dell'educazione, e dello sport.

I fondi dell'Associazione derivano dalle "liberalità" di Enel e di altre società controllate. La onlus opera in Italia e all'estero e cooperando con le persone, gli enti non profit, il mondo del volontariato e le istituzioni.

Correnti musicali[modifica | modifica wikitesto]

L'iniziativa Correnti musicali, voluta dall'azienda (che nel 2003 era diventata socio fondatore dell'Accademia Santa Cecilia), consiste nel trasformare le centrali elettriche in palcoscenici musicali. Gli artisti che si sono esibiti nel 2010 sono Patty Pravo, Noemi, Simone Cristicchi e Irene Grandi.[43]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Bilancio consolidato ENEL S.p.A 2013
  2. ^ Roberta Jannuzzi, Storia di Enel dal 1962 ai nostri giorni in Radio Radicale, 29 settembre 2006. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  3. ^ Dismissione partecipazioni dello Stato in Camera dei deputati. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  4. ^ Andrea Telara, La privatizzazione di Enel ed Eni in Panorama, 28 agosto 2014. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  5. ^ Elenco delle Partecipazioni dirette del Ministero dell'Economia e delle Finanze in Ministero dell'Economia e delle Finanze.
  6. ^ Alessandra Puato, Privatizzazioni. Eni ed Enel, gli aggregatori di Stato in Corriere della Sera, 8 luglio 2014.
  7. ^ Datori lavoro italiani, Agnelli primi per dipendenti. Ma il 74% è all’estero in Il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2014. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  8. ^ Fca-Cnh torna sopra 306 mila addetti dopo 24 anni in Ansa, 23 ottobre 2014. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  9. ^ Dati operativi in Enel. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  10. ^ Laura Serafini, Starace «promosso», obiettivo ridurre i debiti in Il Sole 24 Ore, 15 aprile 2014. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  11. ^ Principali dati economico-finanziari per Divisione: 2013 in Enel. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  12. ^ Enel nel mondo in Enel.tv, 28 settembre 2012. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  13. ^ Stefano Agnoli, Quell'autosufficienza cercata in 40 Paesi in Corriere della Sera, 30 maggio 2012. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  14. ^ (EN) Global 500 2014 in Fortune, 2014. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  15. ^ Azioni Enel - Quotazioni ENEL e Titoli borsa in Il Sole 24 Ore. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  16. ^ Andamento del titolo in Enel. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  17. ^ Marchio Enel - Storia ed Evoluzione in Museo del Marchio Italiano. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  18. ^ Filmato audio Brand identity - Nuovo logo Enel 1998 - Enel Frammenti di storia in YouTube, 28 maggio 2010. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  19. ^ Presentazione Nuovo Logo Enel in Enel.tv, 1998. URL consultato il 29 gennaio 2015.
  20. ^ (IT) LEGGE 6 dicembre 1962, n. 1643 Istituzione dell'Ente nazionale per l'energia elettrica e trasferimento ad esso delle imprese esercenti le industrie elettriche. (GU n.316 del 12-12-1962 ), Normattiva, 12 dicembre 1962. URL consultato il gennaio 2015.
  21. ^ Gli atti del convegno sono pubblicati in Le baronie elettriche, Laterza, Bari, 1960.
  22. ^ Vajont, il risarcimento Montedison, La Repubblica, 24 giugno 1999. URL consultato il 29 novembre 2014.
  23. ^ Ripompaggio dell'acqua. Nelle centrali idroelettriche dotate di bacino sia a monte che a valle e in cui, per mezzo di pompe o turbine reversibili, si riporta l'acqua dal bacino a valle a quello a monte aiutando la rete di distribuzione nei momenti quotidiani di maggior richiesta di energia. Vedi la voce Centrale idroelettrica.
  24. ^ Alpiq Italia: La storia di Atel (Aar e Ticino SA di Elettricità)
  25. ^ Rezia Energia Italia - In breve
  26. ^ (EN) http://www.verbund.at/cps/rde/xchg/internet/hs.xsl/153_154.htm
  27. ^ ENEL Green Team
  28. ^ http://www.enel.it/eWCM/salastampa/comunicati/11086-1_PDF-1.pdf
  29. ^ Acciona (Entrecanales) esce in cambio di impianti nelle rinnovabili per 2,9 miliardi. Mediobanca advisor
  30. ^ Significant shareholders and treasury shares. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  31. ^ Enel abbandona il nucleare in Francia. Avrà un rimborso di 613 milioni - Il Fatto Quotidiano
  32. ^ Azienda - Enel.it
  33. ^ {{http://www.consob.it/main/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2014/117467_Az.html?filedate=05/06/2014&sem=/documenti/assetti_proprietari/semestre1-2014/117467_Az.html&docid=0&link=Pie-chart+Capitale+ordinario%253D%252Fdocumenti%252Fassetti%252Fsemestre1-2014%252F117467_TOrdDich.html%253B+Pie-chart+Capitale+votante%253D%252Fdocumenti%252Fassetti%252Fsemestre1-2014%252F117467_TVotDich.html&nav=false}}
  34. ^ Board of Directors in Enel, 11 novembre 2014. URL consultato il 7 dicembre 2014.
  35. ^ Azienda - Enel.it
  36. ^ STORIA
  37. ^ [1]
  38. ^ Enel Servizi - Enel.it
  39. ^ ENEL Sole
  40. ^ Enel: Al Via Cessione Rete Gas, Domani Avviso Vendita - Economia - Excite Italia
  41. ^ Kataweb NewsControl
  42. ^ Enel cede 80% di Rete Gas a F2I e Axa - Il Sole 24 ORE
  43. ^ Correnti musicali

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]