E.T. l'extra-terrestre

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E.T. l'extra-terrestre
ET Moon.jpg
Una celebre scena del film, classificata da Empire come la più magica mai realizzata[1] e tutt'oggi logo della Amblin Entertainment
Titolo originale E.T. the Extra-Terrestrial
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1982
Durata 115 minuti
120 minuti (versione estesa del 2002)
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85 : 1
Genere fantascienza
Regia Steven Spielberg
Soggetto Steven Spielberg
Sceneggiatura Melissa Mathison
Produttore Steven Spielberg, Kathleen Kennedy, Melissa Mathison
Casa di produzione Amblin Entertainment, Universal Pictures
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Allen Daviau
Montaggio Carol Littleton
Effetti speciali Dennis Muren
Carlo Rambaldi
Musiche John Williams
Tema musicale Escape/Chase/Saying Goodbye
Scenografia James D. Bissell
Costumi Deborah Lynn Scott
Trucco Lola McNalley
Robert Sidell
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

Edizione originale

Ridoppiaggio (2002)

E.T. l'extra-terrestre (E.T. the Extra-Terrestrial) è un film di fantascienza del 1982 diretto da Steven Spielberg.

Distribuito dalla Universal Pictures, E.T. divenne un successo al botteghino, sorpassando, all'epoca, Guerre stellari come film che ha incassato di più nella storia del cinema.

Il film è uscito l'11 giugno 1982 negli Stati Uniti d'America.[2] Fu ri-distribuito nel 1985, e nel 2002, con l'aggiunta di nuove scene ed effetti speciali migliorati. La pellicola affronta temi cari al regista, come quello della crescita, del rispetto e della tolleranza.[3] Spielberg crede che E.T. rappresenti tutto il suo lavoro.[4]

Per il regista, E.T. aprì la strada a un nuovo genere di film: pellicole più personali, incentrate sulle emozioni e sulle condizioni umane dei protagonisti, come Il colore viola, Schindler's List e Amistad.[5]

Nel 1994 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Trama[modifica | modifica sorgente]

(EN)
« E.T. phone home »
(IT)
« E.T. telefono casa »
(E.T.)

In una foresta della California, un gruppo di botanici alieni preleva campioni di vegetazione. Appaiono degli agenti del governo U.S.A e gli alieni fuggono a bordo della loro nave spaziale, ma involontariamente lasciano indietro uno di loro, abbandonandolo.

Nel frattempo, in una casa suburbana di Los Angeles, un bambino di nome Elliot, 9 anni, che ha il padre in Messico per lavoro, trascorre la serata con suo fratello maggiore Michael e gli amici di questo. Quando esce a prendere la pizza, Elliott scopre l'alieno, il quale prontamente fugge. Nonostante la famiglia non gli creda, il ragazzo lascia dei dolcetti nella foresta per condurre l'alieno da lui. Una sera l'extraterrestre fa visita a Elliott, consegnandogli i dolcetti, e questo, entusiasta, nasconde l'alieno, per non farlo vedere alla famiglia.

La mattina successiva finge di avere la febbre, per poter restare a casa e studiare meglio lo strano visitatore. Nel pomeriggio Michael e la loro piccola sorellina, Gertie, incontrano l'alieno. I due promettono di non dire nulla a nessuno a proposito, neppure alla madre. Decidendo di tenere la creatura, i ragazzi iniziano a chiedergli informazioni sulla sua origine. Egli risponde facendo levitare delle palline di pongo, rappresentanti il sistema solare e mostra i suoi poteri facendo rivivere una pianta morta.

Mentre l'extraterrestre resta in casa da solo, Elliott, a scuola, inizia a provare una connessione psichica con l'alieno. L'essere, infatti, si ubriaca ed Elliott perde il controllo, liberando tutte le rane dalla classe di dissezione. Quando l'alieno vede, poi, in televisione John Wayne baciare Maureen O'Hara in Un uomo tranquillo (1952), Elliott bacia una compagna di classe nella stessa maniera.

L'extraterrestre, al quale i ragazzi danno il nome di E.T., riesce a parlare ripetendo ciò che Gertie dice mentre guarda Sesame Street. E.T. esprime il desiderio di tornare a casa. Elliott e il fratello procurano all'alieno il materiale affinché riesca a costruire un dispositivo che lo metta in comunicazione con la sua famiglia. Michael inizia a notare che la salute di E.T. sta peggiorando e che Elliott si riferisce a sé stesso come "noi". A Halloween i tre vestono E.T. come un fantasma così da poterlo far uscire di casa. Elliott accompagna l'alieno fino alla foresta, dove E.T. riesce a mandare con successo un segnale al suo pianeta natale. Il mattino seguente, Elliott si sveglia notando la mancanza di E.T. e ritorna a casa, angosciato per la sua assenza. Michael trova E.T. morente nella foresta e lo porta da Elliott, anch'esso in punto di morte. Mary, di ritorno dal lavoro, trova il figlio moribondo e viene a conoscenza dell'alieno. Spaventata, scappa con i figli, ma viene bloccata da alcuni agenti del governo.

Degli scienziati, guidati da Keys, un agente governativo, costruiscono una struttura medica in casa, mettendo in quarantena Elliott ed E.T. La connessione tra i due sparisce nel momento in cui l'extraterrestre muore improvvisamente. Il ragazzo sta per dire addio all'amico, quando nota che il fiore nel vaso di Gertie sta tornando in vita. E.T. ritorna in vita e dice che i suoi compagni stanno tornando. Elliott e Michael scappano, aiutando E.T a sfuggire dalle autorità, mentre la madre, assieme a Gertie, e a Keys, cercano di riprenderli, inseguendoli in macchina.

E.T. vede arrivare i suoi simili e si prepara per partire. L'alieno dice addio a Michael e Gertie, ed Elliott gli chiede di restare, promettendo che avrà cura di lui, ma E.T. gli risponde che sarà sempre con lui e lo saluta per l'ultima volta, per poi salire sull'astronave e fare ritorno a casa.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatura[modifica | modifica sorgente]

Dopo il divorzio dei suoi genitori nel 1960 Spielberg colmò il vuoto causato dall'avvenimento con un alieno immaginario che gli facesse compagnia.[6] Durante il 1978 Spielberg annunciò di voler girare un film in soli ventotto giorni dal titolo Growing Up (Crescere). Il progetto fu messo da parte a causa degli impegni dovuti alle riprese del film 1941: Allarme a Hollywood, ma Spielberg era fermamente intenzionato a realizzare un breve film autobiografico sulla sua infanzia.[5][7]

Mentre lavorava a Incontri ravvicinati del terzo tipo, il regista iniziò a concepire l'idea per un film di fantascienza. La storia narrava di una famiglia di campagna terrorizzata da un gruppo di alieni, che tentano di irrompere nella casa. Una prima bozza, intitolata Night Skies, fu scritta, ma quando Spielberg la lesse, disse che non avrebbe voluto fare un film del genere, in quanto avrebbe tradito le proprie convinzioni.[5]

Il regista Steven Spielberg

Durante le riprese de I predatori dell'arca perduta in Tunisia la memoria dei momenti d'infanzia di Spielberg riaffiorarono. Il regista si ricordava di aver apprezzato The Black Stallion, un film sull'amicizia tra un ragazzo e un cavallo. Assieme alla sceneggiatrice della pellicola, Melissa Mathison (anche lei in Tunisia, con l'allora marito Harrison Ford), iniziarono a discutere su Night Skies. Sebbene avessero deciso di stravolgere completamente la storia, un dettaglio della sceneggiatura fu usato come spunto: nel finale, uno degli alieni viene lasciato per errore sulla Terra.[5]

Spielberg e la produttrice associata Kathleen Kennedy convinsero Mathison a scrivere il copione basato sul soggetto del regista, intitolato E.T. and Me, una volta tornata a Los Angeles.[5] Già mentre scriveva, Mathison aveva in mente una primitiva versione di E.T.: assieme al regista, decise che l'alieno sarebbe dovuto essere brutto, ma non spaventoso, come "Una tartaruga senza guscio. L'amore e l'affetto che volevamo mostrare non si basava sull'essere carini."[5] Il copione fu pronto in otto settimane e Spielberg lo considerò perfetto.[8] La Columbia Pictures, produttrice di Night Skies, incontrò Spielberg per discutere il copione. Lo studio lo definì "uno stupido film della Walt Disney", così Spielberg si avvicinò a Sid Sheinberg, presidente della Universal, che diede via libera al giovane regista.[5]

Cast[modifica | modifica sorgente]

Il casting venne effettuato nel marzo del 1981. Spielberg effettuò il provino di oltre 300 ragazzi per i ruoli.[9] Avendo lavorato con Cary Guffey in Incontri ravvicinati del terzo tipo aveva confidenza a lavorare con un cast composto principalmente da attori giovani invece che da attori adulti.[10]

Spielberg conobbe Drew Barrymore durante i provini per Poltergeist - Demoniache presenze, e le piacque, descrivendola come "un'adorabile bugiarda". Non la prese nel film, ma le disse che l'avrebbe contattata per un altro progetto. La bambina si guadagnò il ruolo, raccontando al regista di essere alla guida di una band punk rock.[5]

Drew Barrymore ottenne il ruolo, raccontando di essere la leader di una rock band.[5]

MacNaughton fece otto audizioni per il ruolo di Michael, spesso provando con ragazzi che recitavano per il ruolo di Elliott.

Nell'agosto del 1981, Spielberg non aveva ancora trovato il ragazzo giusto per interpretare Elliott. Fu infine scelto Henry Thomas, suggerito da Robert Fisk, il quale, nonostante non convinse il regista durante la lettura del copione, ottenne la parte quando improvvisando una scena, in cui l'alieno viene portato via dal governo, Thomas riuscì a piangere, pensando al suo cane, morto tre anni prima.[5][11] Spielberg si divertì a lavorare con i ragazzi notando che l'esperienza gli fece maturare l'idea di diventare padre.[12]

Debra Winger e lo stesso Spielberg fornirono il suono di E.T. durante le riprese e per il montaggio provvisorio, ma l'alieno venne in seguito doppiato da Pat Welsh, un'anziana signora della Contea di Marin in California. Welsh fumava due pacchetti di sigarette al giorno, che le fornirono una voce roca e adatta al personaggio, secondo il creatore degli effetti sonori Ben Burtt. È stata in sala registrazione per un totale di nove ore e mezzo a registrare la parte venendo pagata 380 $ da Burtt per i suoi servizi. Nella versione italiana, la voce di E.T. sarà poi prestata dalla doppiatrice Elsa Camarda.[13]

I dottori che lavoravano presso il centro medico dell'Università del sud California vennero reclutati da Spielberg per interpretare i dottori che cercavano di salvare la vita di E.T., in quanto pensava che se degli attori avessero interpretato tali ruoli leggendo battute con dialoghi tecnici sarebbe sembrato innaturale.[12]

Durante la fase di post-produzione Spielberg decise di eliminare la scena in cui recitava Harrison Ford nel ruolo dell'insegnante di Elliott. La scena vedeva Elliott rimproverato dall'insegnante nella classe di scienze e in quel momento una sedia sarebbe dovuta levitare mentre E.T. faceva levitare il suo dispositivo "telefono-casa" per la scala assieme a Gertie.[8]

Camei[modifica | modifica sorgente]

Debra Winger, presente sul set per dare la voce a E.T., appare nel film travestita da mostro nella scena della festa di Halloween.

Harrison Ford, reduce dal successo di Guerre stellari, interpreta la parte del maestro di Elliot.[senza fonte]

Riprese[modifica | modifica sorgente]

Le riprese del film iniziarono l'8 settembre 1981, a Los Angeles e sarebbero dovute durare circa 65 giorni (in realtà servirono quattro giorni aggiuntivi di riprese).[5] Per motivi di sicurezza, il titolo provvisorio del film venne cambiato in A Boy's Life. Sul set chiunque doveva possedere un tesserino di riconoscimento.[10] Però all'inizio il logo della Universal Pictures venne riprodotto alla rovescia. La prima scena filmata fu quella del bacio tra Elliott e la sua compagna di classe.[5] La troupe spese i successivi undici giorni spostandosi tra Northridge e Tujunga.[7] I successivi quarantadue giorni si lavorò ai Laird International Studios a Culver City, per gli interni della casa di Elliott. La troupe lavorò in una foresta di sequoie vicino a Crescent City per gli ultimi giorni di produzione.[7]

Una delle cose che aiutò maggiormente i giovani attori, fu il fatto che il film venne girato in ordine cronologico, seguendo l'andamento degli eventi. Spielberg disse a proposito:

« Ci aiutò moltissimo, perché i ragazzi sapevano a livello emotivo, dove si trovavano e non avrebbero avuto idea di dove si sarebbero trovati il giorno dopo. Così, come nella vita vera, ogni giorno era una sorpresa. La loro recitazione non si sarebbe potuta nemmeno definire tale. Era più una reazione agli eventi.[5] »

Quando Michael incontra per la prima volta l'alieno, l'apparizione della creatura fece saltare MacNaughton all'indietro. Questo tipo di ripresa permise ai giovani attori di sentirsi legati con E.T. rendendo le sequenze ospedaliere più commoventi.[12] Spielberg assicurò che non ci sarebbero state marionette sul set così da mantenere l'illusione della presenza di un vero alieno. Per la prima volta nella sua carriera non ha utilizzato storyboard per la maggior parte del film, così da permettere una maggiore spontaneità nelle performance. I tre protagonisti vennero inoltre incoraggiati a improvvisare, inventando dialoghi o singole frasi. La battuta di Gertie, "Non mi piacciono i suoi piedi", quando vede E.T. per la prima volta fu improvvisata da Drew Barrymore, così come l'intera scena tra l'alieno ed Elliott, dove quest'ultimo mostra i suoi giocattoli.[5] Per la scena di Halloween, i ragazzi si presentarono sul set già vestiti con i costumi. Spielberg ricambiò lo scherzo, dirigendo per l'intera giornata vestito da maestra.[5]

Nel film era presente il cameo di Harrison Ford, nel ruolo del preside di Elliott. Spielberg decise di tagliarlo in quanto avrebbe distratto il pubblico dalla storia.[5]

Effetti speciali[modifica | modifica sorgente]

« Fu difficile trovare la giusta rappresentazione di E.T., perché volevo qualcosa di speciale. Non volevo che sembrasse un alieno qualsiasi. Doveva essere qualcosa di anatomicamente diverso, in modo che il pubblico non pensasse che quello fosse un nano in una tuta. »
(Steven Spielberg[5])

Per la creazione dell'alieno protagonista, Spielberg diede diverse istruzioni agli artisti concettuali: E.T. sarebbe dovuto essere alto soltanto un metro, con un collo telescopico e piccoli piedi grassocci. Per la costruzione pratica della creatura, si rivolse a Carlo Rambaldi, che aveva già collaborato con il regista in Incontri ravvicinati del terzo tipo.[5]

Il supervisore agli effetti speciali Dennis Muren vinse l'Oscar per i migliori effetti speciali

Il viso dell'alieno si ispira a quelli di Carl Sandburg, Albert Einstein ed Ernest Hemingway. La produttrice Kathleen Kennedy visitò lo Eye Institute di Jules Stein per studiare gli occhi reali e di vetro. Assunse quindi personale dell'istituto per creare gli occhi di E.T., che Spielberg ritenne importanti per attirare il pubblico.[5]

Nel gennaio del 1981, sei mesi prima dell'inizio delle riprese, Rambaldi costruì un modello a grandezza naturale di E.T. in creta. Il regista fece dei test per verificare come reagiva il modello di fronte alle luci di scena. Il direttore della fotografia, Allen Daviau, scoprì che queste ultime miglioravano l'aspetto dell'alieno, al quale fu definitivamente applicato il colore marrone.[5] Una delle sfide nella creazione del pupazzo fu quella di rendere realistico il movimento della bocca e della lingua. Il tecnico Steven Townsend riuscì a risolvere il problema, costruendo un meccanismo costituito da sei cavi separati.[5]

Nell'aprile del 1981, tre E.T. erano stati assemblati: un E.T. meccanico a grandezza naturale, alto 1,2 metri (1,4 m estendendo il collo). La testa era lunga circa mezzo metro e veniva controllata da dodici uomini; un modello elettronico, azionato da controlli radio, usato nei primi piani, per le espressioni facciali; una tuta a grandezza naturale, usata dai nani. Vennero costruite anche quattro ulteriori teste, ognuna delle quali poteva essere montata con i vari corpi.[5]

I modelli erano costituiti da uno scheletro di alluminio e ferro, ricoperto da diversi strati di fibra di vetro, poliuretano e gomma. Tutti i modelli meccanici e animatronici di E.T. avevano ottantasette punti di movimento, di cui dieci solo nella faccia. Questo rappresentava, nel 1981, il limite massimo di movimento per un pupazzo.[5]

Due nani, Tamara De Treaux e Pat Bilon, così come il dodicenne Matthew De Meritt, un ragazzo nato senza le gambe,[14] indossavano a turno il costume in base alla scena da filmare.[8] Caprice Roth, un mimo professionista, realizzò le mani di E.T.[10] Il prodotto finale venne realizzato in tre mesi con un costo di 1 500 000 $.[15]

L'Industrial Light & Magic si occupò degli effetti speciali. Il supervisore Dennis Muren curò le scene in cui compare l'astronave degli alieni. Sebbene queste sequenze siano dettagliate e importanti, Spielberg non pose particolare attenzione alla resa finale, in quanto gli interessava sottolineare solo l'aspetto emotivo della pellicola.[5]

Colonna sonora[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi E.T. l'extra-terrestre (colonna sonora).

La colonna sonora del film è stata composta da John Williams, collaboratore abituale di Spielberg. Per il musicista scrivere la musica della pellicola fu difficile, in quanto dovette comporre commenti musicali per scene che non poteva vedere, o di cui visionava la versione provvisoria, senza effetti speciali o suoni. Inoltre dovette creare una composizione che rendesse simpatico un essere all'apparenza brutto come E.T.[16]

Williams ebbe diverse difficoltà nel far aderire la musica alla lunga sequenza finale. Spielberg permise al compositore di scriverla come meglio credeva. In seguito rimontò le scene, in modo che combaciassero con la musica.[16] Per il suo lavoro su E.T. l'extra-terrestre, Williams vinse il suo quarto Oscar.

Il compositore John Williams

La tracklist è composta da 21 tracce:

  1. Main Titles – 1:06
  2. Far From Home/E.T. Alone – 6:46
  3. Bait for E.T. – 1:44
  4. Meeting E.T. – 2:05
  5. E.T.'s New Home – 1:38
  6. The Beginning of a Friendship – 3:02
  7. Toys – 2:43
  8. "I'm Keeping Him" – 2:18
  9. E.T.'s Powers – 2:42
  10. E.T. and Elliott Get Drunk – 2:54
  11. Frogs – 2:10
  12. At Home – 5:37
  13. The Magic of Halloween – 2:52
  14. Sending the Signal – 3:56
  15. Searching for E.T. – 4:16
  16. Invading Elliott's House – 2:21
  17. E.T. is Dying – 2:19
  18. Losing E.T. – 2:02
  19. E.T. is Alive! – 4:06
  20. Escape/Chase/Saying Goodbye – 15:01
  21. End Credits – 3:49

Durata totale: 75:27

Accoglienza[modifica | modifica sorgente]

« Questo non è semplicemente un buon film. È uno di quei film che spazzano via i nostri timori e conquistano il nostro cuore. »
(Roger Ebert[17])

E.T. l'extra-terrestre fu proiettato in anteprima a Houston, per poi essere presentato fuori concorso nel giorno di chiusura del 35º Festival di Cannes[17]dove venne accolto con standing ovation, e infine distribuito negli Stati Uniti d'America l'11 giugno 1982. Nel fine settimana di apertura debuttò in prima posizione, guadagnando 11 milioni di dollari, per poi mantenere la posizione per sei settimane. Rimase tra la seconda e la prima posizione del botteghino fino a gennaio. Smise di venire proiettato il 3 giugno 1983, con un guadagno di 359 197 037 di dollari in America, e 664 997 037 dollari globalmente, a fronte di un budget stimato intorno a 10 500 000 dollari[18][19] Il film fu ridistribuito il 19 luglio 1985,[18] guadagnando 40 milioni di dollari.[18] Nel 2002, quando fu ri-edito, la pellicola guadagnò 14 223 110 dollari durante il primo fine settimana di programmazione e 35 306 015 dollari complessivamente.[19]

I critici cinematografici accolsero molto positivamente E.T., arrivando a definirlo un classico.

Il The Times pose il film tra i nuovi miti di Hollywood:

« Criticare E.T. in termini ordinari è come criticare le tecniche di struttura dell'Iliade, le motivazioni dei personaggi di Cenerentola o la zoologia di King Kong. Come loro E.T. è passato nell'universo delle mitologie, dove contano solo le leggende[20] »

Michael Sragow su Rolling Stone definì Spielberg "Un Jean Renoir dell'era spaziale... Per la prima volta, ha messo le sue incredibili capacità al servizio dei suoi sentimenti più profondi."[21] e Leonard Maltin lo incoronò il miglior film dell'anno,[22] sebbene ci furono anche pareri negativi: George Will fu uno dei pochi a non aver apprezzato il film, criticando il fatto che divulgasse sovversive nozioni scientifiche e sull'infanzia,[23] mentre Vincent Canby, del New York Times, criticò il "Riciclaccio spregiudicato di elementi presi da Le avventure di Peter Pan e Il mago di Oz".[24]

Secondi alcuni, E.T. è in realtà un plagio di un progetto del 1967 mai realizzato di Satyajit Ray, intitolato The Alien; Ray ha commentato "E.T. non sarebbe stato possibile senza la mia sceneggiatura". Spielberg negò tali accuse, affermando di non aver mai letto il copione, in quanto quest'ultimo circolava a Hollywood quando il regista era ancora alle scuole superiori.[25]

E.T. l'extra-terrestre ha il 98% di freschezza sul sito Rotten Tomatoes, la percentuale più alta, sul sito, per un film di fantascienza.[26] Ha inoltre il 94% percento di voti positivi sul sito Metacritic. Oltre alle critiche entusiastiche, il presidente Ronald Reagan e la first lady Nancy rimasero commossi dal film, vedendolo alla Casa Bianca il 27 giugno 1982; la Principessa Diana, che aveva assistito alla première londinese all'Empire Leicester Square insieme al marito Carlo, scoppiò in lacrime,[27] e François Truffaut, dopo averlo visionato a Cannes, inviò un telegramma a Spielberg, su cui c'era scritto: "Tu meriti di stare qui più di quanto lo meriti io", parafrasando una frase presente in Incontri ravvicinati del terzo tipo.[5][8] George Lucas disse a Spielberg che il film avrebbe battuto al botteghino il suo Guerre stellari.[5] Il 17 settembre 1982, il film fu proiettato alle Organizzazione delle Nazioni Unite, dove Spielberg ricevette una medaglia della pace.[28]

Altri critici hanno trovato in alcune scene dei paralleli tra E.T. e Gesù Cristo.[29] Andrew Nigels ha descritto la sorte di E.T. come "Crocifissione da parte degli scienziati militari e resurrezione grazie all'amore e alla fede".[30] Spielberg, comunque, ha negato questa interpretazione, affermando che il film non è una parabola religiosa.[29]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Richard Attenborough, il regista di Gandhi, che vinse gli Oscar al miglior film e alla migliore regia battendo in entrambe le categorie proprio il film di Spielberg, dichiarò "Ero certo non solo che E.T. avrebbe vinto, ma anche che meritasse di vincere."[34]

Edizioni home video[modifica | modifica sorgente]

E.T. è stato distribuito nel corso degli anni in vari formati, VHS, Laserdisc e DVD:

VHS e laserdisc[modifica | modifica sorgente]

Il film fu distribuito per la prima volta in VHS e Laserdisc il 27 ottobre, 1988; per combattere la pirateria, le videocassette furono colorate di verde.[11] La vendita delle VHS fruttò 75 milioni di dollari soltanto in America, quando ancora il formato non era così popolare come sarebbe stato in seguito.[35]

DVD[modifica | modifica sorgente]

Il 9 dicembre 2002,[36] dopo la riedizione per il ventesimo anniversario, il film fu distribuito in DVD, in varie versioni: a disco singolo, doppio disco o cofanetto, contenente le due versioni del film e vari contenuti bonus.[37]

Blu-ray[modifica | modifica sorgente]

Nell'ottobre del 2012, in occasione del 30º anniversario, è stato pubblicato in Blu-ray il film nella versione cinematografica originale, ovvero senza le modifiche apportate nella riedizione del 2002. L'edizione italiana contiene il doppiaggio originale del 1982.

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Il comunicatore usato da E.T. nel film

E.T. l'extra-terrestre cita frequentemente varie pellicole e aspetti degli anni ottanta (giochi, film, programmi televisivi e cibi in voga nel periodo):

Omaggi e parodie[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni, E.T. è stato citato e parodiato in moltissimi film (Ritorno al futuro, Fuori di testa, Ghostbusters II, Predator 2, Independence Day e Men in Black), serie televisive (Alf, Dawson's Creek, I favolosi Tiny, Scrubs - Medici ai primi ferri e Friends), videogiochi e fumetti:[38]

  • Nella serie animata I Simpson diversi episodi contengono parodie al film. In particolare nella puntata La paura fa novanta XVIII, un intero segmento è dedicato alla pellicola.
  • Nello show Robot Chicken compare un sequel apocrifo in cui E.T. torna al suo pianeta natale e viene picchiato dai suoi compagni (dove si svela, inoltre, che il suo "vero" nome sarebbe Klee-Borp).
  • Nella puntata Cappello libero di South Park, vengono criticati i cambiamenti attuati al film per il ventesimo anniversario.
  • Ne L'aereo più pazzo del mondo... sempre più pazzo si nota la mano di E.T. che cerca di chiamare casa.
  • Le trame di Il gigante di ferro e A.I. - Intelligenza Artificiale ricordano in parte quella di E.T. l'extra-terrestre.[38]
  • Stephen Chow ha affermato che per il suo film CJ7 - Creatura extraterrestre è stato influenzato dalla pellicola di Spielberg.[38]
  • Nel film di George Lucas Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma, compaiono in una scena ambientato nel Senato Galattico, un gruppo di alieni simili a E.T. (chiamati Bambini del pianeta verde)[39], guidati dal senatore Grebleips (Spielberg invertito).[40]
  • In Charlie's Angels, la casa vicino alla quale atterra Drew Barrymore è la stessa usata in E.T.[38]
  • Ne Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm appare un filmato della pellicola.[38]
  • In Chicken Little - Amici per le penne, le scene in cui compaiono gli alieni e quando Kirby viene dimenticato sulla Terra sono omaggi al film di Spielberg.[38]
  • Nel manga Batticuore notturno - Ransie la strega appare un personaggio parodia di E.T. di nome T.E.
  • Nel lungometraggio d'animazione Cars - Motori ruggenti, il personaggio di Carl Attrezzi imita la scena del volo in bicicletta.[38]
  • Nella serie animata American Dad, Steve e l'alieno Roger simulano la scena del volo in bicicletta.
  • In Shrek 2, l'omino di pan di zenzero gigante, poco prima di sprofondare nel fossato, pronuncia la famosa frase "Fai il bravo".[38]
  • Nel maggio 1984 su Mister No, fumetto Sergio Bonelli Editore, al termine della storia fantapolitica Alien, appare E.T. nell'ultima vignetta, e dice "Io sarò sempre qui". Nella storia, l'extraterrestre viene immaginato come "trascinato" sulla Terra dall'urto con una capsula spaziale sovietica. A differenza del film, il misterioso alieno resterà imprigionato per sempre in Amazzonia.
  • Nel videogioco Banjo-Tooie, quando i protagonisti vedono gli alieni che cercano di tornare a casa, Kazooie consiglia loro di "chiamare casa" con il telefono, chiaro riferimento al film in cui l'extraterrestre cerca di chiamare i suoi simili.
  • In Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith, E.T. viene citato nella scena in cui Yoda scappa da Kashyyyk. La sua partenza assomiglia molto a quella del film. Lo scenario è lo stesso: un bosco, di notte, una nave dalla forma ovoidale inquadrata dal basso, la chiusura delle porte e il saluto.[41]
  • Nell'episodio Il matrimonio, presente nel film Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi, il personaggio di Fosco parla spesso con la sorella di quanto E.T. li divertisse da bambino. Fosco, inoltre, imita spesso l'alieno durante l'episodio.
  • Nel film-commedia di Steno Mi faccia causa (1984), il ladro Luigi Marchetti, interpretato da Gigi Proietti, mentre sta cercando la cassaforte in una villa viene sorpreso dal bambino dei proprietari che lo costringe a giocare agli extra-terrestri e a imitare E.T.
  • Il videoclip Bigger than Us del gruppo musicale White Lies è un omaggio al film.
  • Una parodia del film viene fatta su Topolino, nella storia Topolino in... E.B. l'extraterrestre, uscita nel 1983 con protagonista Eta Beta[42].
  • Nel film Al bar dello sport del 1983 l'attore Lino Banfi, rientrando di nascosto durante la notte con Mara Venier, a casa della sorella di lui, calpesta un pupazzo di gomma raffigurante proprio E.T., da lui scherzosamente chiamato ExtraTerrone.
  • Il personaggio dell'alieno del quiz televisivo Avanti un altro! porta un guanto il cui indice ha la punta illuminata, palese riferimento al dito illuminato di E.T.

Edizione del 20º anniversario[modifica | modifica sorgente]

« Non ho mai voluto fare un sequel di E.T., ma ho pensato che sarebbe stato grandioso se l'avessi riedito in occasione del ventesimo anniversario, con qualche modifica, per compiacere il perfezionista che è in me, e per il pubblico. »
(Steven Spielberg[5])

Nel 2002, in occasione del ventesimo anniversario della pellicola, Spielberg decise di ridistribuire E.T., per una nuova generazione, con effetti speciali migliorati, pulizia dei negativi e rimasterizzazione della colonna sonora.[5]

Per ottenere questi risultati, il regista si affidò nuovamente alla Industrial Light & Magic, preservando la continuità artistica e creativa iniziata nel 1981. L'operazione richiese due gruppi, uno dedicato al lato tecnico e l'altro alla supervisione dell'animazione, entrambi a stretto contatto e supervisionati da Spielberg.[5] Inizialmente, i tecnici si occuparono di restaurare i negativi, togliendo graffi, imperfezioni e difetti, per poi modificare alcune espressioni facciali di E.T., ricreare gli sfondi, modificare piccoli elementi (come il mantello di Elliott durante il volo) e, infine, creare una versione in CGI dell'alieno, da utilizzare in alcune scene. Essendo andati perduti tutti i pupazzi di E.T., i realizzatori hanno dovuto ricreare l'alieno basandosi sulle inquadrature del film. L'evoluzione degli effetti speciali nel corso degli anni ha permesso alla ILM di migliorare alcune scene eliminate con l'aiuto dell'E.T. in CGI, e poterle includere nel montaggio finale, come la sequenza di E.T. ed Elliott in bagno.[5]

Frank Marshall ha svolto il ruolo di produttore per la nuova versione del film

Altre modifiche sono costituite dalla sostituzione delle armi degli agenti governativi in walkie-talkie. Questa sostituzione è stata voluta dal regista in quanto, oltre agli avvenimenti dell'11 settembre allora recenti,[43] dopo la nascita dei figli considerava inappropriato mostrare delle armi nel film. Secondo altre fonti, l'inserimento dei walkie-talkie è stata un favore da parte di Spielberg a Drew Barrymore. Allo stesso modo, nella scena di Halloween della versione originale, Mary impedisce al figlio di vestirsi "come un terrorista". Nella nuova versione, la parola terrorista è stata sostituita da hippie (sebbene nella sceneggiatura la parola era soldato).[5] Spielberg ha comunque deciso di non inserire il cameo di Harrison Ford.[5]

Durante la prima proiezione della nuova versione film, Williams ha condotto un'orchestra dal vivo, suonando l'intera colonna sonora in sincrono col film. È stata un'impresa mai fatta da nessun altro compositore cinematografico.[8][44]

La nuova versione, uscita il 22 marzo 2002 negli Stati Uniti e il 29 marzo in Italia,[45] ha ricevuto una tiepida accoglienza, simile a quella ottenuta dalle edizione speciali di Guerre stellari: le modifiche sono state viste come un tentativo di rendere il film politicamente corretto. Peter Travers su Rolling Stone ha commentato "Ricordate le armi che brandivano i federali? Grazie ai miracoli del digitale, ora brandiscono dei walkie-talkie... È questo che due decenni hanno fatto alla libertà di parola?"[46] Chris Hewitt scrisse su Empire, "Le modifiche sono estremamente di basso profilo, mentre gli effetti della ILM vengono usati come complemento al pupazzo di Rambaldi."[43]

Doppiaggio italiano[modifica | modifica sorgente]

Questa versione è stata presentata al pubblico italiano con un doppiaggio differente, curato da Fiamma Izzo.

Merchandising[modifica | modifica sorgente]

Il logo di E.T.

Seguendo gli esempi dei grandi blockbuster dell'epoca, come Guerre stellari e I predatori dell'arca perduta, E.T. fu oggetto di una grande promozione, comprendente pupazzetti, oggetti scolastici, poster, giochi da tavolo, videogiochi, magliette, tazze, diari, action figure e un'attrazione agli Universal Studios, costata 40 milioni di dollari. Diversi oggetti o cibi apparsi nella pellicola divennero, per un breve periodo, di culto. La Mars Incorporated, ad esempio, trovò E.T. così brutto che si rifiutarono di permettere l'uso di M&M's nel film credendo che E.T. avrebbe spaventato i bambini. Ciò permise alla Hershey's l'opportunità di pubblicizzare i Reese's Pieces, che divennero da quel momento ancora più popolari.[5]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi E.T. (videogioco).

Molti videogiochi sono stati creati, partendo dalla storia del film. Il primo, fallimentare, tentativo risale al 1982, mentre gli ultimi videogiochi sono stati prodotti a partire dal 2002. Sebbene questi ultimi siano passati del tutto inosservati di fronte alla critica e al pubblico, il primo videogioco prodotto rimase famoso per la sua scarsa qualità.

Il 25 luglio 1982 la casa di produzione Atari firmò un accordo con Spielberg per la realizzazione del videogioco di E.T., che sarebbe dovuto uscire nel periodo natalizio.[47] Howard Scott Warshaw, l'autore di Yar's Revenge, venne incaricato della realizzazione del gioco. Le cinque settimane entro le quali il gioco sarebbe dovuto essere completato non permisero a Warshaw di creare un titolo curato in tutti gli aspetti.[47] La critica e il pubblico non accolsero positivamente il gioco, che fu decretato il peggiore mai creato.[47]

La casa produttrice fu costretta a sotterrare cinque milioni di cartucce invendute del gioco in una località del deserto dell'Alamogordo nel Nuovo Messico.[47][48] Il gioco di E.T. rimase famoso per essere il simbolo della crisi dei videogiochi del 1983.

Sequel[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio del 1982, poco dopo l'uscita del film nei cinema, Spielberg e Mathison scrissero una relazione per un possibile seguito, intitolato E.T. II: Nocturnal Fears.[49] La storia vedeva Elliott e i suoi amici, catturati da malvagi alieni, tentare di contattare E.T. per chiedergli aiuto. Spielberg cambiò rapidamente idea e soppresse il sequel, dicendo che avrebbe strappato al film la sua innocenza.[50]

In ogni caso un libro che fa da sequel è stato scritto da William Kotzwinkle. Il romanzo, intitolato E.T.: The Book of the Green Planet, narra il ritorno di E.T. sul suo pianeta. Una volta a casa l'alieno scopre che la sua dimora è stata demolita e tenterà di tornare sulla Terra.[51]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ classifica di Empire
  2. ^ Date di uscita per E.T. l'extra-terrestre in Internet Movie Database.
  3. ^ a b (EN) Henry Sheehan, The Panning of Steven Spielberg in Film Comment. URL consultato il 19 luglio 2008.
  4. ^ The Culture Show. BBC Two Tv, 2006.
  5. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah (EN) Note di produzione per E.T. l'extra-terrestre in et20.com. URL consultato il 13 luglio 2008.
  6. ^ Joseph McBride, Steven Spielberg, Faber and Faber, 1997, p. 72, ISBN 0-571-19177-0.
  7. ^ a b c Douglas Brode, E.T. l'extra-terrestre in I film di Steven Spielberg, Citadel, 1995, pp. 114-127, ISBN 0-8065-1540-6.
  8. ^ a b c d e f E.T. l'extra-terrestre: la celebrazione del 20º anniversario. Universal Pictures DVD, 2002.
  9. ^ (EN) Richard Corliss, Steve's Summer Magic in TIME, 31 marzo 1983. URL consultato il 13 luglio 2008.
  10. ^ a b c Steve Daly, Starry Role, Entertainment Weekly, 22 marzo 2002.
  11. ^ a b Ian Nathan, The 100 DVDs You Must Own, Empire, 2003, p. 27.
  12. ^ a b c E.T. — La riunione. Universal Pictures DVD, 2002
  13. ^ Note biografiche per Pat Welsh in Internet Movie Database. URL consultato il 12 luglio 2008.
  14. ^ (EN) Accendete i vostri cuori: alla scoperta di E.T. in Cinefex. URL consultato il 14 luglio 2008.
  15. ^ (EN) Creando una creatura in TIME, 31 maggio 1982. URL consultato il 14 luglio 2008.
  16. ^ a b  John Williams. . Universal, , 2002
  17. ^ a b (EN) Roger Ebert, E.T.: La seconda venuta in Movieline, 09 agosto 1985.
  18. ^ a b c (EN) Date di uscita per E.T. l'extra-terrestre in Boxofficemojo.com. URL consultato il 17 luglio 2008.
  19. ^ a b (EN) E.T. l'extra-terrestre - Weekend Box Office in Boxofficemojo.com. URL consultato il 17 luglio 2008.
  20. ^ (EN) David Robinson, Di nuovo in mezzo ai prediletti in The Times, 10 dicembre 1982. URL consultato il 19 luglio 2008.
  21. ^ (EN) Michael Sragow, Percezioni extra-terrestri in Rolling Stone, 08 luglio 1982.
  22. ^ (EN) Leonard Maltin, La top 25 di Leonard Maltin degli ultimi 25 anni in Entertainment Tonight, 31 95 2007. URL consultato il 19 luglio 2008.
  23. ^ (EN) George Will, Be', io non ti amo, E.T. in Newsweek, 19 luglio 1982.
  24. ^ Susan Goldman Rubin, Steven Spielberg, Harry N. Abrams, Inc., 2001, p. 53, ISBN 0-8109-4492-8.
  25. ^ (EN) John Newman, Satyajit Ray Collection receives Packard grant and lecture endowment in UC Santa Cruz, 17 settembre 2001. URL consultato il 20 luglio 2008.
  26. ^ (EN) I 100 film di fantascienza meglio recensiti in Rotten Tomatoes. URL consultato il 17 luglio 2008.
  27. ^ Princess Diana Attends E.T. Film Premiere
  28. ^ (EN) Le Nazioni Unite considerano E.T. O.K. in The Twilight Zone Magazine, febbraio 1983.
  29. ^ a b (EN) Stanley Kauffman, Il gospel secondo San Steven in The New Republic, 05 luglio 1982.
  30. ^ Nigel Andrews, Tidings of comfort and joy in Financial Times, 10 dicembre 1982.
  31. ^ (EN) Film presenti nella Biblioteca del Congresso. URL consultato il 4 aprile 2008.
  32. ^ (EN) La fine: i migliori finale di sempre, da E.T. a Casablanca in Times, 10 giugno 2008. URL consultato il 16 luglio 2008.
  33. ^ (EN) The Best 1,000 Movies Ever Made, New York Times. URL consultato il 18 febbraio 2012.
  34. ^ Don Shay, Jody Duncan, The Making of Jurassic Park, Boxtree Limited, 1993, p. 122, ISBN 1-85283-774-8.
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  38. ^ a b c d e f g h i j k Connessioni ad altre pellicole per E.T. l'extra-terrestre in Internet Movie Database. URL consultato il 18 luglio 2008.
  39. ^ (EN) Bambini del pianeta verde in Wookieepedia. URL consultato il 20 luglio 2008.
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  41. ^  George Lucas. . 20th Century Fox, , 2005
  42. ^ Topolino in... E.B. l'extraterrestre
  43. ^ a b (EN) Chris Hewitt, E.T. l'extra-terrestre in Empire. URL consultato il 22 luglio 2008.
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  47. ^ a b c d Riccardo Anselmi, X-Game per tutti i gusti in Fantascienza.com, 11 giugno 2006. URL consultato il 21 luglio 2008.
  48. ^ (EN) snopes.com, http://www.snopes.com/business/market/atari.asp . URL consultato il 21 luglio 2008.
  49. ^ (EN) E.T. II: Nocturnal Fears in Writingtreatments.com. URL consultato il 21 luglio 2008.
  50. ^ (EN) John M. Wilson, E.T. ritorna a provare il suo tocco magico in Los Angeles Times, 16 giugno 1985.
  51. ^ (EN) William Kotzwinkle, E.T.: The Book of the Green Planet, Berkley Books, 1985, ISBN 0-425-07642-3.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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