E-procurement

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L'E-procurement (Electronic Procurement) è il processo di "approvvigionamento elettronico".
È dunque l’insieme di regole, modalità organizzative e procedure che consentono l’acquisizione di beni e servizi on-line, impiegando tecnologie informatiche attraverso Internet.

I sistemi di E-procurement vengono utilizzati - con le diverse regole applicabili - tra aziende (commercio Business to Business o B2B), tra aziende e privati (Business to Consumer o B2C) o tra aziende e istituzioni pubbliche (Government to Business o G2B), grazie alle possibilità offerte dallo sviluppo della rete Internet e del commercio elettronico.

Tecnologie utilizzate[modifica | modifica sorgente]

Le tecnologie abilitanti sono varie, tra cui Electronic Data Interchange (EDI), XML e i software di tipo Enterprise resource planning (ERP).

Tipicamente, le piattaforme di e-procurement permettono a utenti identificati e qualificati la ricerca di venditori di beni e servizi (e-catalog), così come di compratori. Il sito può essere gestito come asta concorrenziale per uno stesso bene o con un approccio a prezzi fissi.

L'identità dei fornitori e compratori è certificata dall'utilizzo di strumenti di firma digitale, cioè di una firma elettronica qualificata.

Il public e-procurement[modifica | modifica sorgente]

Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel caso in cui gli appalti telematici siano utilizzati per aggiudicare gare pubbliche di appalto si parla di public e-procurement, il quale in Italia risponde alla normativa in materia di pubblici appalti[1].
L'E-procurement pubblico italiano nasce sulle regole fissate dal DPR 4 aprile 2002 n.101 "Regolamento recante criteri e modalità per l'espletamento da parte delle amministrazioni pubbliche di procedure telematiche di acquisto per l'approvvigionamento di beni e servizi."
La normativa italiana prevede diversi strumenti di e-procurement pubblico adatti alle diverse e specifiche procedure di gara: sistema dinamico di acquisizione, accordo quadro, prevedendo per queste procedure l’utilizzo di sistemi elettronici e telematici per effettuare i rilanci competitivi e la pubblicazione telematica degli atti di gara. Inoltre vengono disciplinate le aste elettroniche: esse non costituiscono una procedura di gara, ma sono procedure "tradizionali" di gara svolte mediante uno strumento di negoziazione telematica delle offerte.
Mentre il legislatore ha dedicato una norma specifica, l'art. 295 del D.P.R. 5 ottobre 2010 n. 207, per le procedure di gara interamente gestite con sistemi telematici, stabilendo alcune condizioni generale che devono rispettare, ed in particolare i strumenti elettronici e telematici che consentono la presentazione delle offerte e la classificazione delle offerte devono impedire di operare variazioni sui documenti, sulle registrazioni di sistema e sulle altre rappresentazioni informatiche e telematiche degli atti e delle operazioni compiuto nell’ambito delle procedure.
Gli altri elementi che una gara telematica deve possedere riguardano l’attribuzione in via automatica a ciascun operatore economico che partecipa alla procedura un codice identificativo personale composto da un user ID e una password, oltre alla notifica, per via telematica, del corretto reperimento dell’offerta inviata. Al termine delle attività di esame e valutazione delle offerte, il sistema telematico produce in automatico la graduatoria. Inoltre, il sistema telematico deve prevedere mediante un meccanismo casuale automatico di sorteggio del partecipante che deve provare i requisiti possesso dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-organizzativa, come previsto dall’art. 48 del D.Lgs. n. 163/2006.

Tutte questi elementi devono tener conto di altre norme che disciplinano i vari aspetti, che un portale web di una pubblica amministrazione deve rispettare, tra tutte la norma cardine è il D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell'amministrazione digitale) in particolare l’art 54 regolamenta che uno dei contenuti che deve avere il sito istituzionale di ciascuna P.A. è l'elenco di tutti i bandi di gara.
Tale disposizione è stata ripresa e dettagliata dal D.P.C.M. del 26 aprile 2011 “Pubblicazione nei siti informatici di atti e provvedimenti concernenti procedure ad evidenza pubblica o di bilanci".

Operatori pubblici di E-procurement[modifica | modifica sorgente]

Il principale operatore pubblico italiano di e-procurement è Consip SpA, società in house del Ministero dell'Economia, che impiega e mette a disposizione specifici strumenti di negoziazione: Convenzioni, Mercato Elettronico, Accordi quadro, Sistema dinamico di acquisizione. Su 1.200.000 procedure di acquisto che ogni anno la pubblica amministrazione avvia, 430.000 sono state gestite da Consip nel 2013 attraverso sistemi di e-procurement[2].

In sinergia con la piattaforma di e-procurement gestita da Consip, ai fini del contenimento e della razionalizzazione della spesa per l’acquisto di beni e servizi, le regioni possono costituire centrali di acquisto, anche unitamente ad altre regioni, che operano quali centrali di committenza, ai sensi dell’articolo 33 del d.lgs. 163/2006, in favore delle amministrazioni e enti regionali, enti locali, enti del SSN e delle altre pubbliche amministrazioni aventi sede nel medesimo territorio.

La Legge Finanziaria 2007, nell’ambito delle iniziative per la razionalizzazione della spesa pubblica nel settore dei beni e servizi, ha previsto la costituzione di un “Sistema a Rete” – tra le suddette centrali di committenza e la Consip - al fine di perseguire l’armonizzazione dei rispettivi piani di razionalizzazione della spesa e realizzare sinergie nell’utilizzo degli strumenti informatici. La Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano, il 24 gennaio 2008, ha quindi approvato un Accordo tra Governo, Regioni e Province Autonome che definisce le linee di intervento per la costituzione del “Sistema a Rete”.

Una delle prime centrali d'acquisto regionali è stata istituita dalla Regione Puglia, con deliberazione della Giunta Regionale n. 1381 del 3/8/2007, con cui si è provveduto a disciplinare la sperimentazione del Centro Territoriale per l’aggregazione dei processi di acquisto degli Enti locali pugliesi (progetto CAT) denominato EmPULIA. Attualmente EmPULIA è disciplinata dall'art. 54 delle legge regionale n. 4 del 25/02/2010. La gestione di EmPULIA è stata affidata a InnovaPuglia SpA, società in house della Regione Puglia.

Oltre a Empulia, sono oggi presenti altre 27 centrali di committenza territoriali.

Gli interventi normativi relativi alla spending review 2014 (decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014, convertito con modificazioni nella Legge n. 89 del 23 giugno 2014), hanno previsto che il Commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi promuova lo sviluppo del Sistema a Rete e istituisca, tramite Consip, un elenco delle centrali di committenza.

Il Procurement Pubblico: alcune definizioni[modifica | modifica sorgente]

Alcuni termini inerenti all’attività di Procurement Pubblico sono:

  • Spesa presidiata: valore della spesa della pubblica amministrazione per le categorie merceologiche su cui sono attive/disponibili specifiche iniziative di razionalizzazione (es. convenzioni).
  • Risparmio medio: percentuale media di riduzione dei costi unitari ottenuta a valle della procedura di gara, rispetto ai prezzi correntemente pagati dalle amministrazioni per beni e servizi comparabili (nel caso di Consip, il valore viene annualmente confermato con apposita indagine ISTAT[3]).
  • Ribasso medio: percentuale media di riduzione dei costi unitari, ottenuta a valle della procedura di gara, rispetto alla base d’asta.
  • Risparmio potenziale: valore del risparmio ottenuto applicando la percentuale di Risparmio medio unitario al valore di spesa presidiata per le categorie merceologiche.
  • Transato: valore degli ordinativi di fornitura (infrannuali, annuali, pluriennali) sottoscritti nell’anno di riferimento.
  • Erogato: valore degli ordinativi di fornitura erogati nell’anno di competenza.
  • Punti ordinanti registrati: funzionari preposti agli acquisti nelle rispettive amministrazioni, registrati a strumenti di e-procurement.
  • Punti ordinanti attivi: funzionari preposti agli acquisti nelle rispettive amministrazioni, registrati a strumenti di e-procurement, che hanno effettuato almeno 1 ordine di fornitura nell’anno di riferimento.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La normativa consiste nel decreto legislativo 163/2006, cosiddetto "Codice dei contratti pubblici" e dal DPR n. 207/2010 “Regolamento di esecuzione ed attuazione del D.Lgs. n. 163/2006”. In passato il settore era regolamentato dal decreto del presidente della Repubblica (DPR) n. 101 del 2002.
  2. ^ http://www.repubblica.it/economia/2014/05/21/news/consip_risparmio_stato-86745747/
  3. ^ http://www.dag.mef.gov.it/razionalizzazione_acquisti/indagini_conoscitive/

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Mangiaracina, Gli appalti telematici. Profili teorici ed operativi dell'e-procurement, Dike Giuridica Editrice, 2008
  • AA.VV., Le procedure telematiche negli appalti pubblici, Il Sole 24 Ore Pirola, 2004
  • Mauro Gatti, E-procurement, Edizioni Simone, 2002

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]