Duomo di Reggio Emilia

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Coordinate: 44°41′51″N 10°37′51″E / 44.6975°N 10.630833°E44.6975; 10.630833

Cattedrale di Santa Maria Assunta
La facciata
La facciata
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Località Reggio Emilia-Stemma.png Reggio nell'Emilia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Maria
Diocesi Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla
Stile architettonico Romanico, Rinascimentale, Manierista e Barocco
Inizio costruzione XIII secolo e 1599
Completamento 1623 (cupola), XVIII secolo (finestroni della navata centrale e Cappelle Rangone e del SS. Sacramento)

La cattedrale di Reggio nell'Emilia, dedicata a Santa Maria Assunta, è un edificio religioso sito in piazza Prampolini nel centro storico della città emiliana. Essa è cattedrale della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. La cattedrale è di impianto romanico, oggetto di numerose ricostruzioni e modifiche nel corso dei secoli.

Storia[modifica | modifica sorgente]

I primi documenti che attestano l'esistenza della cattedrale risalgono alla metà del IX secolo, tuttavia essa già doveva sorgere nel 451, anno in cui il vescovo di Reggio Favenzio partecipò ad un sinodo a Milano. A causa delle incursioni perpetrate dagli Ungari, che avevano causato la morte del vescovo Azzo, l'imperatore Ludovico III concesse al vescovo Pietro la costruzione di mura attorno al palazzo episcopale ed alla cattedrale. Il 26 dicembre 1228 crollò la torre campanaria. Nel 1268, sotto il vescovado di Guido da Fogliano, fu costruito il tiburio ottagonale, ossia l'attuale torre campanaria, e all'abside venne data una forma curvilinea. Nel 1522 venne collocata sul tiburio l'enorme statua in rame a sbalzo della Madonna col Bambino, opera di Bartolomeo Spani. Nel 1544 venne commissionata a Prospero Sogari, detto il Clemente, la costruzione della nuova facciata. Essa venne iniziata qualche tempo dopo, tuttavia, a causa della carenza di risorse, venne presto interrotta. Nel 1557 vennero collocate sulla porta maggiore le statue di Adamo ed Eva, opere sempre dello Spani. Nel 1599 l'architetto senese Cosimo Pugliani modificò sensiblimente gli interni, inglobò infatti l'antica struttura romanica in una trabeazione dorica. La cupola fu disegnata nel 1623 dall'abate Messori, architetto locale che progettò anche la cupola della Chiesa dei Ss. Pietro e Prospero. Le volte a botte delle navate furono realizzate nel 1778 da Giuseppe Barlaam Vergnani. Nel 1832, a causa di un forte terremoto, il tiburio venne abbassato di alcuni metri. Negli anni '60 del '900 le importanti pitture romaniche poste sulla facciata vennero staccate e poste al riparo dagli agenti atmosferici nel Museo Diocesano.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

La facciata[modifica | modifica sorgente]

L'attuale facciata si presenta incompiuta, con un rivestimento cinquecentesco progettato da Prospero Sogari detto Il Clemente al primo livello. La parte inferiore è difatti costituita da lesene incornicianti nicchie con le statue di quattro santi (Grisante, Venerio, Daria e Gioconda) protettori della città. La parte superiore della facciata, di impronta romanica, è probabilmente frutto del cosiddetto restauro Malaguzzi e risale all'anno 1275 circa. Gli affreschi duecenteschi (Cristo Pantocratore e Angeli) che adornavano la facciata fino agli anni '50 sono ora conservati nel rinnovato Museo Diocesano[1]. Sul portale principale sono poste due statue, di ispirazione michelangiolesca, raffiguranti Adamo ed Eva, opera di Bartolomeo Spani. Al di sopra della facciata il tiburio accoglie la grande statua cinquecentesca in bronzo dorato della Madonna con Gesù Bambino ed i committenti, i coniugi Fiordibelli. Anch'essa è opera di Bartolomeo Spani ed è datata 1522.

L'interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno è a croce latina e misura 73,30 metri di lunghezza. È a tre navate con arcate a tutto sesto su pilastri e con tre absidi semicircolari. Nel centro della croce s'erge la grande cupola; due cupole minori ornano le cappelle absidali. Il transetto e il capocroce poggiano sulla cripta.

L'interno fu rinnovato a partire dall'anno 1599 dall'architetto senese Cosimo Pugliani ed è un sunto della scultura reggiana dei secoli XV e XVI. Tra gli scultori più importanti si segnalano Bartolomeo Spani e Prospero Sogari detto il Clemente; del primo la Cattedrale conserva numerosi monumenti sepolcrali e, nel Tesoro, gli importanti reliquiari a busto dei santi Crisante e Daria.

Le cappelle[modifica | modifica sorgente]

  • Cappella Brami con una pala d'altare di Jacopo Palma il Giovane
  • Cappella Toschi su progetto di Girolamo Rainaldi con dipinti di Giuseppe Cesari d. Il Cavalier d'Arpino e di Cristoforo Roncalli d. Il Pomarancio
  • Cappella Rangone con il monumentale sepolcro del Vescovo Ugo Rangone opera di Prospero Sogari d. Il Clemente
  • Altare Maggiore con una pala d'altare (Assunta) opera di Federico Zuccari
  • Cappella del Ss. Sacramento
  • Cappella Fiordibelli con dipinto opera di Giovan Francesco Barbieri detto il Guercino
  • Cappella dei Notai con il bassorilievo della Madonna Tacoli (lastra tombale di Bos Tacoli, 1250 circa) molto venerata come 'Madonna della Salute'(festa il 21 novembre).

Sono inoltre presenti opere di Carlo Bononi, Francesco Vellani, Sebastiano Vercellesi e Orazio Talami.

Nei recenti restauri sono state ritrovate tracce di affreschi tre-quattrocenteschi in varie zone della navata e della cripta. In particolare nella Cappella del Santissimo Sacramento sono stati rinvenuti affreschi degli anni '30 del cinquecento, opera del pittore reggiano Giovanni Giarola, allievo del Correggio.

Gli affreschi della cupola sono di Francesco Fontanesi (1779), scenografo e pittore reggiano che coordinò la costruzione del Teatro La Fenice di Venezia nel 1789 facendo parte della commissione giudicante i progetti.[2]

Si segnala infine il coro ligneo tardogotico.

A seguito di scavi archeologici, effettuati nell'ambito del complessivo restauro della Cattedrale, è stato recentemente ritrovato un mosaico romano raffigurante scene pagane (IV secolo d.C.) di notevoli dimensioni, probabilmente il più importante esempio musivo del periodo tardo romano in area emiliana.[3]

Sono anche in corso i lavori di adeguamento liturgico di carattere innovativo e sperimentale, che stanno suscitando non poche perplessità e vibranti proteste.[4]

Immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Il Museo Diocesano di Reggio Emilia-Guastalla in Design, Arredamento
  2. ^ TEATRO LA FENICE - Official Web Site
  3. ^ NEWS: Reggio Emilia: nuove sorprese dal mosaico scoperto nella cripta
  4. ^ Conservazione, tutela, adeguamento liturgico

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Guglielmo Piccinini, Guida di Reggio nell'Emilia e provincia, Reggio Emilia, 1931

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]