Cattedrale di Santa Maria della Neve
Coordinate: 40°19′14″N 9°20′12″E / 40.320556°N 9.336667°E
| Cattedrale di Santa Maria della Neve. | |
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Interno della Cattedrale |
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| Paese | Italia |
| Regione | Sardegna |
| Località | Nuoro |
| Religione | Cattolicesimo |
| Diocesi | Diocesi di Nuoro |
| Stile architettonico | neoclassico |
| Inizio costruzione | 1835 |
| Completamento | 1853 |
| Sito web | [1] |
La cattedrale di Santa Maria della Neve è la chiesa madre della diocesi di Nuoro e duomo dell'omonima città. Sorge in piazza Santa Maria della Neve ed è dedicata alla Madonna della Neve, patrona di Nuoro, il cui culto è strettamente legato alla Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
Indice |
[modifica] Storia
La sede della diocesi Barbaricina venne traslata a Nuoro, non ancora dotata di grandi edifici di culto, nella seconda metà del XVIII secolo. La costruzione di una nuova chiesa cattedrale per la città di Nuoro avvenne per volontà del vescovo Giovanni Maria Bua, nella prima metà del XIX secolo. Il progetto venne affidato al frate architetto Antonio Cano.
La posa della prima pietra risale al 12 novembre 1835. I lavori, rallentati nel 1840 dalla morte accidentale, in fase di costruzione, dell'architetto Antonio Cano, precipitato dai ponteggi, terminarono nel 1853.
[modifica] Architettura
La cattedrale di Nuoro, in stile Neoclassico è un edificio monumentale che si affaccia su una vasta piazza del centro storico cittadino. L'esterno della chiesa è caratterizzato dalla facciata, che ricorda un tempio di età classica, con quattro imponenti colonne in granito e capitelli ionici che reggono il timpano triangolare. Il prospetto è incorniciato da due campanili identici, coperti alla sommità da una piccola cupola. L'interno è ampio e solenne, con un'unica, vasta navata voltata a botte. Il perimetro della chiesa è percorso da una trabeazione retta da paraste con capitelli corinzi. Nella navata si aprono tre cappelle per lato, intercomunicanti e dotate di absidi semicircolari; gli ampi spazi tra una cappella e l'altra creano l'effetto di navatelle laterali. L'area presbiteriale è sopraelevata di pochi gradini rispetto all'aula e originariamente chiusa da una balaustra marmorea, rimossa in seguito ai restauri operati tra il 2000 e il 2006; sul fondo si trova l'abside semicircolare, dov'è collocato il coro ligneo.
All'interno nel presbiterio è presente un'importante tela dipinta da Alessandro Tiarini, pittore seicentesco allievo dei Carracci, raffigurante il Cristo morto. Il resto delle decorazioni pittoriche interne alla Chiesa fa riferimento alla scuola pittorica sarda dei secoli XIX e XX ed è sotto questo aspetto, importante per la conoscenza della produzione iconografica dell'isola in quel periodo.
Inoltre si trovano nel retro della chiesa gli studi dell'emittente radiofonica locale Radio Barbagia.
[modifica] Opere d'arte presenti nella cattedrale
- Altare Maggiore e pulpito, in marmo, opere attribuite a Francesco Cucchiari e Michele Fiaschi, XIX secolo; l'altare, in seguito alla manomissione del presbiterio, posta in essere durante i lavori degli anni 2000 - 2006, risulta attualmente privo di alcuni elementi originari, come il tempietto circolare centrale.
- Cristo Morto, tela attribuita al Tiarini, XVII secolo;
- Via Crucis, dipinti di Carmelo Floris e Giovanni Ciusa Romagna, 1953;
[modifica] Bibliografia
- Salvatore Naitza. Architettura dal tardo '600 al classicismo purista. Nuoro, Ilisso, 1992. ISBN 88-85098-20-7
- Maria Grazia Scano. Pittura e scultura dell'Ottocento. Nuoro, Ilisso, 1997. ISBN 88-85098-56-8