Duomo di Montalcino

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Coordinate: 43°03′31.56″N 11°29′15.63″E / 43.058768°N 11.487674°E43.058768; 11.487674

Concattedrale del Santissimo Salvatore
Facciata
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Toscana
Località Montalcino
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Gesù Salvatore
Diocesi Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino
Consacrazione XI secolo
Stile architettonico neoclassico
Inizio costruzione 1818
Completamento 1832

La concattedrale del Santissimo Salvatore è il principale luogo di culto cattolico di Montalcino, dal 1986 concattedrale dell'Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Fu eretta al posto dell'antica pieve di San Salvatore, che si ritiene sia stata costruita intorno all'anno 1000, ed elevata nel 1462 a cattedrale da Pio II.

La chiesa fu demolita e ricostruita dal 1818 al 1832 in stile neoclassico su disegno dell'architetto senese Agostino Fantastici.

Nel 1986, con la soppressione della diocesi, è divenuta concattedrale dell'arcidiocesi di Siena-Colle di Val d'Elsa-Montalcino.

L'architettura è caratterizzata da un pronao formato da sei colonne con capitelli in stile ionico e trabeazione. Tre portali in facciata indicano la divisione dell'edificio in tre navate con volte a botte.

Il campanile è del secolo XVIII e per la sua costruzione vennero utilizzati materiali provenienti dalla pieve romanica di San Pietro in Asso.

Dell'altare maggiore, assemblaggio di elementi eterogenei, si conserva un disegno del 1828 del Fantastici. In fase esecutiva l'altare assunse dimensioni più contenute.

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Francesco Vanni, Immacolata concezione con Dio Padre (1588)

Tra le opere d'arte, da notare nel primo altare il dipinto con l'Immacolata Concezione con Gesù e Dio Padre, del 1588, capolavoro dell'attività giovanile del senese Francesco Vanni, che mostra un forte legame con la pittura di Federico Barocci.

Sull'altare di fronte, ancora di Francesco Vanni è il dipinto con San Giovanni Battista nel deserto, opera giovanile dell'artista.

Nell'altare della cappella del Suffragio si trova il dipinto, derivato dal Beccafumi, con San Michele Arcangelo che scaccia gli angeli ribelli dal Paradiso, di scuola senese dell'ultimo quarto del secolo XVI.

Nella prima cappella della navata sinistra sono stati ricomposti alcuni frammenti in travertino scolpito raffiguranti Cristo nella mandorla fra due angeli con turibolo, della seconda metà del secolo XI, che appartenevano al portale dell'antica pieve demolita nel 1817.

Nella sagrestia nella parete di fondo si trova attualmente il dipinto di Francesco Nasini raffigurante la Madonna Assunta tra angeli con i Santi Ippolito vescovo e Cipriano martire (1647), commissionato da Ippolito Senesi per l'altare di Sant'Ippolito e Sant'Antonio, poi demolito.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bruno Santi (a cura di), L'Amiata e la Val d'Orcia, collana "I Luoghi della Fede", Milano, Mondadori, 1999, pp. 59 – 60. ISBN 88-04-46780-0

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