Duomo di Asolo
| Chiesa prepositurale e collegiata di Santa Maria Assunta | |
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La facciata ottocentesca |
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| Stato | |
| Regione | |
| Località | |
| Religione | Cristiana cattolica di rito romano |
| Titolare | Maria Assunta |
| Diocesi | Diocesi di Treviso |
| Stile architettonico | neoclassico |
| Inizio costruzione | XVII secolo |
| Completamento | 1747 |
La chiesa prepositurale e collegiata di Santa Maria Assunta, più nota come duomo di Asolo, è il principale edificio religioso della città di Asolo.
È una parrocchiale prepositurale, nonché sede di un vicariato della diocesi di Treviso. Nel 1959 è stata ripristinata la sua condizione di collegiata, quindi è presente un capitolo formato dal prevosto (il parroco) e da alcuni canonici, sia titolari che onorari[1].
Indice |
Storia [modifica]
| Per approfondire, vedi diocesi di Asolo. |
Sebbene una leggenda del XII secolo la voglia fondata da san Prosdocimo vescovo di Padova, nel corso della sua evangelizzazione del territorio veneto, i primi documenti che testimoniano la presenza di un vescovado asolano si attestano a non prima del 590. Tuttavia, la prima citazione esplicita del complesso si ha solo nel 969. Dalle descrizioni forniteci dalle visite pastorali, pare che l'edificio abbia assunto la struttura attuale solo nel 1584, avendo poi subito diversi rimaneggiamenti sia nel 1606 che nel 1747, ad opera dell'architetto veneziano Giorgio Massari. La facciata, invece, deve il suo aspetto attuale all'intervento di Pietro Saccardo del 1889.
Descrizione [modifica]
Esterno [modifica]
L'attuale facciata, inaugurata nel 1889 e solo giustapposta alla precedente, si deve all'intervento dell'architetto Pietro Saccardo. Pur conservando l'originario tratto romanico-gotico, presenta anche alcuni elementi rinascimentali, come i tre portali. Al centro si può vedere il mosaico che rappresenta l'Assunta, che sostituisce il rosone eliminato per far posto all'organo della controfacciata. Nel lato sud, si distingue la cinquecentesca cappella del Sacramento, mentre degno di nota è l'elegante protiro del XV secolo.
Interno [modifica]
L'interno, a tre navate, molto luminoso, deve il suo aspetto all'idea di Giorgio Massari.
Nell'altar maggiore troneggia la Pala dell'Assunta copia ottocentesca di Lattanzio Querena del celebre capolavoro di Tiziano ospitato nella Basilica dei Frari. Accanto, due preziosi angeli di Giuseppe Bernardi ornano l'altare Maggiore, in marmo di Carrara, opera di Pasino Canova, nonno di Antonio Canova.
Notevoli anche le cappelle laterali, tra le quali spiccano quella del Santissimo Sacramento, di origine cinquecentesca ma rifatta dal Massari, ospitante, oltre a diverse sculture del Torretto, anche il fonte battesimale, commissionato dalla Regina Cornaro all'architetto Francesco Graziolo nel 1491 e originariamente posto in battistero, dove tornerà terminati i restauri della stessa.
Opere d'arte [modifica]
Altre notevoli opere d'arte sono ospitate nella Collegiata: un San Francesco d'Assisi del XV secolo, attribuito alla scuola del Mantegna (alcuni suggeriscono il nome di Dario di Giovanni[2]), la celebre Assunta di Lorenzo Lotto (1506), capolavoro conclusivo della giovanile fase trevigiana dell'artista, l'altra splendida Pala dell'Assunta di Jacopo da Ponte, la Pala di San Prosdocimo di Pietro Damini, nonché il rimantente del polittico di San Girolamo, attribuito a Lazzaro Bastioni (1488).
Organo [modifica]
Posto in controfacciata, il grandioso organo Malvestio-Tamburini, risalente ai primo del XX secolo è stato restaurato nel 2010 da Alessio Lucato. A trasmissione meccanica, è dotato di 31 registri reali, 2 tastiere di 58 tasti e pedaliera di 30.
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Campanile [modifica]
Il campanile, alto 55 metri, fu completato nel 1480. L'odierno concerto di campane fu inaugurato per il Giubileo del 1925.
Note [modifica]
- ^ Capitolo della Collegiata di Asolo - Diocesi di Treviso.
- ^ Antonio Barzaghi, Andrea Zanzotto, Andrea Bellieni, Gian Giacomo Cappellaro, Treviso, guida ritratto di una provincia, p. 176.