Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio

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Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio
Titolo originale Dungeons & Dragons
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America, Repubblica Ceca
Anno 2000
Durata 107 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1.85 : 1
Genere epico, Fantasy, avventura
Regia Courtney Solomon
Sceneggiatura Topper Lilien, Carroll Cartwright
Produttore Corey Solomon, Kia Jam, Tom Hammell[1]
Casa di produzione Behaviour Worldwide, MDP Worldwide, Silver Pictures, Station X Studios, Stillking Films, Sweetpea Entertainment
Distribuzione (Italia) Lux Vide S.p.A.[2]
Fotografia Douglas Milsome
Montaggio Caroline Ross
Musiche Justin Caine Burnett
Scenografia Bryce Perrin
Costumi Barbara Lane
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio (Dungeons & Dragons) è un film del 2000 diretto da Courtney Solomon, ispirato all'omonimo gioco di ruolo. Il film è stato rilasciato nel circuito statunitense l'8/12/2000, in quello italiano il 12/04/2002.

Il film, liberamente basato sulle convenzioni del gioco, fu prodotto e girato dal regista esordiente Courtney Solomon e venne rilasciato nel 2000 dopo drastici tagli al budget previsto che impedirono d'impiegare parte del girato e ridussero al minimo indispensabile la post-produzione.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nell'immaginario e fantasioso impero di Izmer, governato da una magocrazia (ambientazione creata per il film, ma simile alle nazioni Glantri e Alfazia dell'ambientazione di Mystara), vige una rigida divisione in classi tra la popolazione: i maghi sono la classe aristocratica dominante, i cittadini comuni sono poco più che schiavi (situazione simile a quella presente in alcune delle nazioni dell'ambientazione di Mystara, uno dei mondi di gioco delle prime edizioni, anche se non vi sono riferimenti espliciti a questa nel film).

La giovane imperatrice Savina vorrebbe porre fine a questa disuguaglianza, ma un membro del consiglio, il mago Profion, sta tramando per prendere il potere, aiutato dal fedele Damodar, capo della Brigata Rossa. Suscitando nell'alto consiglio dei maghi il timore di una tirannia, Profion riesce ad imporre all'imperatrice l'obbligo di consegnare al consiglio, entro tre giorni, lo scettro che comanda i Draghi d'Oro.

L'imperatrice si rivolge quindi ad un fedele mago, che sta cercando di tradurre una pergamena che indica dove è nascosto lo "scettro di Savril" che comanda i Draghi Rossi. Venutolo a sapere Profion incarica Damodar d'impossessarsi della pergamena, ma l'impresa fallisce e la pergamena finisce in mano alla giovane aristocratica ed inesperta maga Marina di Pretenza che, aiutata dai ladri Ridley e Snails e da un nano guerriero, Elwood Gutworthy, parte alla ricerca dello scettro. Intanto l'imperatrice incarica l'elfa Norda di ritrovare la pergamena, ma non sa che anche Damodar è alla ricerca dello scettro per conto di Profion.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un libro in inglese, intitolato The Making of Dungeons & Dragons The Movie che tratta della storia di produzione del film. L'alto consiglio dei maghi è stato allestito sui loggioni dell'Opera di Praga. Il film è stato girato in Repubblica Ceca, a Praga e a Kutná Hora.[3] Negli Stati Uniti è stato distribuito dalla New Line Cinema come PG-13 (vietato ai minori di 13 anni non accompagnati dai genitori).[4]

Il regista e lo sceneggiatore hanno affermato che, dopo i tagli di budget, diverse sequenze (in parte già girate) sono state omesse dalla sceneggiatura. Esiste un finale alternativo in cui l'imperatrice spezza lo scettro dei draghi e proclama eroi i protagonisti: il regista lo ritenne talmente inappropriato che non volle inserirlo neanche nei contenuti extra del DVD. La direzione del doppiaggio dell'edizione italiana è stata curata da Massimo Giuliani per la Time Out Cin.Ca.[5][6]

Il sottotiltolo originale del film è This is no game! (Questo non è un gioco!). Negli anni novanta, in Italia, per ragioni commerciali l'edizione VHS del film I Cavalieri Delta (Quest of the Delta Knights, 1993) fu intitolata Dungeons & Dragons (con la frase «I cavalieri sono tornati» come slogan), con una scritta simile a quella presente sui manuali del gioco omonimo, ma ovviamente il film non ha nulla a che vedere con Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la presenza di attori di richiamo (Jeremy Irons e Thora Birch, anche se le parti di film in cui compare quest'ultima sono molto poche), il film si rivelò un fiasco al botteghino, a causa di una trama ritenuta genericamente poco originale (taluni ne criticano le molteplici rassomiglianze con la trama di Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma e alcune scene copiate da I predatori dell'arca perduta), una sceneggiatura debole (resa ancor più traballante dai tagli in fase di montaggio dovuti a problemi economici della produzione) e, secondo molti critici cinematografici di una generale cattiva recitazione[7][8], ha ricevuto una voto medio di critica di solo 11% su Rotten Tomatoes[1] e un punteggio di 3,6 sull'Internet Movie Database[9]. La trama stessa presenta alcuni bruschi salti (probabilmente a causa delle scene che sono state tagliate) e la storia, pur mostrando alcune creature tipiche del gioco (es i draghi d'oro o un beholder), non era coerente con le regole di questo, caratteristica quest'ultima che ha attirato le critiche di parte della comunità dei giocatori (tanto da portare la Wizard of the Coast ad imporre nel sequel un ferreo rispetto del regolamento per la storia e la caratterizzazione dei personaggi).[10]

La rivista Empire ha collocato la pellicola al 39º posto nella classifica dei 50 film peggiori di sempre votati dai lettori[11].

Per la sua interpretazione Thora Birch ottenne una candidatura al Young Artist Awards 2001 come Supporting Young Actress.[12]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti il film, che inizialmente doveva essere il primo di una trilogia,[13] ottenne con i passaggi al cinema un incasso di 14.813.627 di dollari (che salirono a 16 milioni considerando anche il mercato canadese[13]) contro un costo di circa 35 milioni di dollari[13], rimanendo per due settimane nella top 10 dei film più visti (ma raggiungendo al massimo la quinta posizione) e venendo proiettato inizialmente in 2078 cinema[1]. Risultati discreti nel resto del mondo portarono gli incassi dei passaggi cinematografici a circa 50 milioni di dollari, portando la produzione in attivo e fecero valutare l'ipotesi (scartata in un primo momento) di realizzare anche un sequel, nonostante gli scarsi riscontri della critica.

Un seguito vedrà effettivamente la luce solo cinque anni dopo come film TV dal titolo Dungeons & Dragons 2: Wrath of the Dragon God, ma avrà ben poche connessioni con la trama del primo film e solo uno degli attori in comune (Bruce Payne come Damodar).[13][14]

Differenze tra il film e il gioco[modifica | modifica wikitesto]

  • All'inizio del film il sangue di un drago d'oro cola nell'acqua del fiume incendiandolo. Un simile dettaglio non esiste nel gioco.
  • Il nano è troppo alto per essere "un nano", nel gioco i nani non sono così alti infatti al massimo raggiungono i 140 cm .
  • Mentre Snals e Ridley s'intrufolano nella fortezza, riescono a distrarre un beholder di guardia lanciando un sasso. Stranamente il beholder rivolge tutti i suoi undici occhi nella stessa direzione, mentre nel gioco i beholder sono noti per la capacità di vedere contemporaneamente in tutte le direzioni.
  • Nel film i draghi rossi paiono più forti di quelli d'oro, nel gioco, a parità di anzianità del drago, dovrebbe essere il contrario.
  • Nel film non viene minimamente accennato che i Draghi possano parlare e far uso di magie, né che i draghi rossi e dorati siano immuni al fuoco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Dungeons & Dragons (2000), Rotten Tomatoes. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  2. ^ Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio 2002, Yahoo Cinema. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  3. ^ (EN) Filming locations for Dungeons & Dragons, da IMDb.
  4. ^ Scheda di Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio, da IMDb.
  5. ^ Scheda di Massimo Giuliani, dal sito Il mondo dei doppiatori di Antonio Genna
  6. ^ Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio, Il mondo dei doppiatori. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  7. ^ Dungeons & Dragons - Che il gioco abbia inizio, mymovies.it. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  8. ^ Dungeons & Dragons - La recensione di FilmTv, film.tv.it. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  9. ^ Dungeons & Dragons, Internet Movie Database. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  10. ^ (EN) Taluntain, Dungeons & Dragons: Wrath of the Dragon God Interview, Sorcerer's Place, 3 febbraio 2006. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  11. ^ (EN) Helen O'Hara, Alastair Plumb, Phil de Semlyen, The 50 Worst Movies Ever. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  12. ^ (EN) Awards for Dungeons & Dragons, IMDb. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  13. ^ a b c d (EN) Paul Davidson, A Dungeons & Dragons Sequel?, IGN Entertainment. URL consultato il 26 ottobre 2011.
  14. ^ (EN) Dungeons & Dragons: Wrath of the Dragon God, Internet Movie Database. URL consultato il 26 ottobre 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]