Due amici (racconto)

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Due amici
Titolo originale Deux amis
Guy de Maupassant photo portrait young.jpg
Foto-ritratto dell'autore
Autore Guy de Maupassant
1ª ed. originale 1883
Genere Racconto
Lingua originale francese
Ambientazione Parigi
Protagonisti Morissot e Sauvage

Due amici è un racconto di Guy de Maupassant pubblicato per la prima volta il 5 febbraio 1883 sul quotidiano Gil Blas con lo pseudonimo di "Maufrigneuse". È uscito poi nella raccolta Mademoiselle Fifì e qui l'autore sottolinea la crudeltà ed assurdità dell'esistenza post-guerra e di tutte le sue regole.

La storia sembra esser stata ispirata da un fatto accaduto realmente: si svolge durante l'occupazione della Francia da parte dei tedeschi a seguito della Guerra franco-prussiana del 1870-71 (come accade anche per Palla di sego e La signorina Fifì), dopo l'assedio e la Comune di Parigi.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Siamo nel gennaio 1871, al culmine quindi dell'assedio di Parigi. Il personaggio principale è il signor Morissot, un orologiaio che s'è appena iscritto alla guardia nazionale; affamato, depresso e, non da ultimo, anche molto annoiato, sta passeggiano per la via quando s'imbatte casualmente nel suo vecchio amico Sauvage, un merciaio di Rue Nortre-Dame-de Lorette, col quale era uso andar a pescare prima del conflitto.

I due vecchi amici rimpiangono i bei tempi passati davanti ad un bel bicchiere d'assenzio seduti in un caffè; cominciano a parlare in maniera nostalgica dei piacevoli pomeriggi domenicali trascorsi a pescare assieme sulle rive della Senna. Nella completa mancanza di qualsiasi altra cosa da fare, decidono di ritornar il prima possibile a pescar al loro vecchio posto.

Dopo aver ottenuto un lasciapassare per poter uscire dalla città, si dirigono lesti a piedi lungo il fiume in direzione d'Argenteuil, a pochi km ad ovest della capitale, nella terra di nessuno che si trova esattamente a metà tra le linee tedesche e quelle francesi. Quando vedono dalla vicina fortezza di Mont-Valérien i tedeschi sparare, iniziano a discutere della guerra in corso; l'amichevole dibattito tra i due si conclude con entrambi che si trovano essenzialmente d'accordo sul fatto che la guerra è una tragedia per entrambe le nazioni ma che, purtroppo, fino a quando esisteranno i governi che comandano il popolo, ci saranno anche le guerre.

A questo punto, voltatisi, s'accorgono di quattro soldati prussiani che stanno puntando contro di loro i fucili. Catturati vengono trasportati sull'isola vicina di Colombes dove un ufficiale prussiano, dopo avergli spiegato che può legalmente sparargli sul posto, fa loro un'offerta: risparmierà loro la vita e li farà riportare sani e salvi a casa se loro in cambio gli riveleranno la parola d'ordine usata per entrar a Parigi. I due si rifiutano eroicamente di trasformarsi in spie del nemico, anche dopo che l'ufficiale tedesco ricorda la sofferenza che la loro morte produrrà nelle rispettive famiglie.

Dopo l'ennesimo rifiuto i due vengono condotti davanti al plotone d'esecuzione in attesa della fucilazione: i due amici si stringono le mani scambiandosi così un ultimo addio, in lacrime, rima che la raffica di proiettili non li raggiunga facendoli stramazzare senza vita al suolo. L'ufficiale tedesco da ordine che i due corpi vengano senza tanti complimenti gettati nel fiume; senza mostrare poi alcun segno di commozione fa cucinare il pesce che avevano pescato.

Dopo aver gettato uno sguardo annoiato ai due corpi galleggianti nell'acqua che vanno verso valle, il comandante prussiano torna a sedersi tranquillamente sulla sua sedia a fumare la pipa.

Fortuna[modifica | modifica sorgente]

Il racconto è stato adattato sia per il cinema che in film per la televisione

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