Dubbi sull'allunaggio dell'Apollo
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| Questa voce o sezione di pseudoscienza non riporta fonti o riferimenti.
Puoi migliorare questa voce aggiungendo citazioni da fonti attendibili, secondo le linee guida sull'uso delle fonti.
|
I dubbi sull'allunaggio dell'Apollo strutturano una teoria del complotto secondo la quale le missioni del programma Apollo non avrebbero mai portato l’uomo a toccare il suolo lunare e la NASA avrebbe falsificato le prove degli allunaggi, in una cospirazione organizzata assieme al governo degli Stati Uniti. Ciò nonostante esistano prove indipendenti che dimostrano la realtà dell'allunaggio dell'Apollo.
Tale teoria, che gode di una certa popolarità negli Stati Uniti a partire dal 1976, sostiene che i vari allunaggi presentati all'opinione pubblica mondiale tra il 1969 ed il 1972 non sarebbero mai realmente avvenuti, bensì sarebbero stati messi in scena in uno studio televisivo con l'aiuto degli effetti speciali. Questa teoria viene perorata da dubbi, osservazioni, ipotesi, sui fatti intercorsi durante le missioni Apollo. Ne scaturiscono argomentazioni, deduzioni e controdeduzioni.
Indice |
[modifica] Origini della teoria
L'origine della teoria del falso allunaggio (Moon Hoax in inglese) si individua nel libro dell'americano Bill Kaysing (William Charles Kaysing, Chicago 1921) We never went to the moon del 1976 (in Italia Non siamo mai andati sulla Luna, Cult Media Net, 1997), ripresa, più recentemente, in una trasmissione televisiva del network americano Fox Television, della durata di un'ora circa, trasmessa nel 2001.
[modifica] La teoria del complotto nel libro di Kaysing
Kaysing, nel suo libro, sostiene che la tecnologia degli anni sessanta non avrebbe mai consentito di portare a termine un allunaggio con equipaggio. Kaysing espone tre premesse alle sue dichiarazioni e alle sue ipotesi formulate dalla sua esperienza professionale.
- La percentuale di successo sarebbe stata considerata dalla NASA stessa all'incirca dello 0,0017 per cento: praticamente senza speranza.
- La NASA, amministrata in malo modo, non avrebbe potuto passare da una situazione disastrosa a un successo totale.
- La NASA e Rocketdyne erano semplicemente alla ricerca di denaro;
Secondo Kaysing il falso metraggio fu girato al Norton Air Force Base di San Bernardino. Si indica il regista Stanley Kubrick, già famoso per i suoi effetti speciali del film 2001: Odissea nello spazio, come incaricato dalla NASA per girare i vari filmati delle missioni sotto la minaccia di rendere pubblico il coinvolgimento del giovane fratello Raul, col Partito Comunista. Altra ipotesi isolata, come esposta nel mockumentary[1] del 2002 (un dichiarato tributo a Kubrick) pone l'indizio preliminare nella concessione al regista, dalla NASA stessa, dell'uso di un nuovo tipo di lenti ad alta luminosità, commissionate alla Zeiss. Queste consentivano riprese a luce naturale, poi realizzate nel film Barry Lyndon.
Con un team per gli effetti speciali capeggiato da Douglas Trumbull, Kubrick avrebbe inscenato la prima e la seconda missione lunare in un edificio speciale di Huntsville, nell'Alabama. Per simulare la gravità lunare si sarebbero usate gru a ponti idraulici e sottilissimi cavi. L'interesse di Kubrick verso la matematica teorica sarebbe stata potenziata dalle nozioni di meccanica orbitale ricevute nei consulti di Wernher von Braun, all'epoca anch'egli a Huntsville. Dopo il rifiuto di girare l' "Apollo 13" sarebbe stato arruolato il regista inglese Randall Cunningham. La teoria di Kaysing si ramifica sostenendo tre varie possibilità.
- «Probabilmente, il razzo Saturn V con gli astronauti Armstrong, Aldrin e Collins a bordo, partì regolarmente ma, appena furono fuori dallo sguardo del pubblico, l'astronave si diresse verso il polo sud, espulse l'equipaggio e si schiantò nell'Oceano.
Nel frattempo, gli astronauti e gli uomini del Controllo della missione furono portati da parte in un corso meticolosamente progettato per ingannare il pubblico facendogli credere del viaggio sulla luna.» Dopo la spettacolare "missione lunare", l'equipaggio e il modulo di comando sarebbero stati caricati su un aereo militare da trasporto e gettati nel Pacifico per le operazioni di "recupero".
- Un'altra ipotesi è che rimasero in orbita terrestre fino al rientro nell'atmosfera per finire con un perfetto ammaraggio nel Pacifico.
- L'ultima ipotesi è che « non salirono neppure alla partenza e la navicella caduta in mare fosse vuota. Dopo il rientro, gli astronauti furono messi in isolamento con l'incredibile scusa di non contagiare con i virus lunari!»
La quarantena forzata sarebbe stata necessaria affinché essi raccontassero a freddo la storia per essere meglio credibili.
I tre astronauti Roger Chaffee, Edward White e Virgil Grissom, morti ufficialmente nell'incendio dell'Apollo 1, sarebbero stati "eliminati" dalla NASA perché non collusibili. Pertanto, i collaboratori della NASA avrebbero giurato l'assoluto riserbo, sotto la minaccia prefigurata dall'eliminazione dei tre. Kaysing segnalò altri sette casi di presunte eliminazioni tra astronauti e piloti.
In un programma televisivo sul complotto dell'allunaggio la Fox Entertainment Group elencò le morti di 10 astronauti e due civili collegati agli uomini dei programmi spaziali come plausibili vittime delle operazioni di copertura della montatura:
- Ted Freeman (deceduto nello schianto di un T-38, 1964)
- Elliott See e Charlie Bassett (deceduto in un incidente T-38, 1966)
- Virgil Ivan "Gus" Grissom (deceduto nell'incendio dell'Apollo 1, gennaio 1967).
- Ed White (deceduto a causa dell'incendio dell'Apollo 1, gennaio 1967)
- Roger Chaffee (deceduto a causa di un incendio nell'Apollo 1, gennaio 1967)
- Ed Givens (deceduto in un incidente automobilistico, 1967)
- C. C. Williams (deceduto nell'incidente con un T-38, ottobre 1967)
- Mike Adams pilota di X-15 (l'unico pilota di X-15 deceduto durante il programma dei test di volo degli X-15, novembre 1967 - non era un astronauta della NASA, ma fece volare un X-15 per oltre 50 miglia).
- Robert Lawrence, stabilito che sarebbe stato un pilota della "Air Force Manned Orbiting Laboratory", morì nello schianto di un jet nel dicembre 1967.
- Thomas Baron, impiegato NASA, deceduto nella collisione tra auto e treno (1967).
- James Irwin (deceduto per infarto, 1991).
[modifica] Altri motivi che supporterebbero la teoria
I sostenitori di questa "teoria del complotto" adducono diversi moventi per l'intera messa in scena:
- La corsa verso la Luna deve essere vista nel complesso della guerra fredda. Le prime tappe di questa corsa erano state vinte dall'Unione Sovietica, che era riuscita a mandare in orbita il primo satellite artificiale, a fotografare l'altra faccia della Luna e a portare il primo uomo nello spazio. Ora spettava agli americani di aggiudicarsi ad ogni costo questo prestigioso titolo.
- La corsa verso la Luna copriva i potenti finanziamenti per la sperimentazione dei nuovi armamenti e la ricerca e i test dei nuovi sistemi missilistici.
- Questa vittoria tecnologica fu per il popolo americano estremamente motivante quale dimostrazione di supremazia non solo militare. Il progetto di esplorazione umana della luna subentrò all'abbandonato progetto A119 (top-secret), o meglio "A Study of Lunar Research Flights", sviluppato nel 1950 dalla Armour Research Foundation di Chicago (oggi Illinois Institute of Technology Research) per la "United States Air Force" che prefigurava l'esplosione di una testata nucleare sulla Luna. Si presuppone che lo scopo fosse di dimostrare la superiorità militare sull'Unione Sovietica e sul resto del mondo durante la Guerra Fredda. I piani non furono mai svelati perché comportavano rischi incalcolabili e perché l'esplorazione umana fu considerata assai più accettabile dal pubblico.
- L'allunaggio sarebbe stato inscenato per distrarre gli americani dalla guerra del Vietnam.
- La NASA avrebbe avuto timore di perdere il proprio budget che ammontava già allora a 30 miliardi di dollari.
- Tutta la missione dell'Apollo 13 sarebbe stata messa in scena per riguadagnare l'interesse della gente alle missioni lunari ed assicurarsi il finanziamento delle future attività. Tale sceneggiatura fu talmente perfetta da essere utilizzata quale trama dell'omonimo film di successo.
- Nessun altro paese aveva i mezzi e l'autorità per contestare la veridicità della missione ad eccezione dell'Unione Sovietica che, propagandandosi con la stampa comunista, non aveva grande credito presso il grande pubblico occidentale [2]
[modifica] Il film Capricorn One
A contribuire ulteriormente alla diffusione popolare della teoria fu un film del 1978, Capricorn One, del regista Peter Hyams. La trama tratta, in maniera analoga, di una missione su Marte: la NASA scopre di non essere in grado di partire per la missione. Onde evitare che i finanziamenti per missioni successive vengano cancellati, decide di inscenare il tutto in uno studio televisivo. Poco prima del lancio, gli astronauti vengono portati in una base militare nel deserto. Così il razzo viene lanciato nello spazio vuoto e all'umanità vengono presentate le immagini registrate in un apposito studio televisivo. Mentre il mondo si prepara a festeggiare gli astronauti al rientro dalla missione, accade però che la capsula (vuota) esploda durante il rientro in atmosfera. Così la NASA si trova costretta ad "eliminare" gli astronauti, per evitare il rischio che l'inganno possa venire scoperto. Gli astronauti, scoperto tale progetto, riescono tuttavia a fuggire dalla base militare. Vengono dunque inseguiti attraverso il deserto per essere eliminati. Contemporaneamente un giornalista (nel film con il nome di Robert Caulfield) inizia la sua ricerca su diversi fatti anomali della missione, scoprendo man mano l'imbroglio messo in scena dalla NASA.
[modifica] Reazioni della NASA
La NASA stessa non dà molto peso alle contestazioni espresse da diversi autori. L'unica reazione ufficiale è stata il finanziamento del progetto per un libro del giornalista ed esperto di voli nello spazio James Oberg. L'opinione pubblica reagì con diverse proteste con la motivazione che si trattava uno spreco di denaro pubblico. La NASA reagì cancellando il finanziamento.
[modifica] Argomenti e controdeduzioni
| Per approfondire, vedi la voce Prove indipendenti sull'allunaggio dell'Apollo. |
Tutte le motivazioni politiche, e militari, indicate dai sostenitori della teoria devono premettere la risposta a una domanda: avrebbe potuto l'Unione Sovietica denunciare gli americani di aver inscenato uno sbarco sulla Luna? Ovvero, ne avrebbe avuto i mezzi e le facoltà? Anche il Partito Comunista dell'Unione Sovietica poteva dimostrare una lunga tradizione nella falsificazione di immagini fotografiche, per motivi di propaganda ai sensi di un cosiddetto controllo della realtà, come nel caso delle foto ufficiali di gruppo dalle quali i politici scomodi venivano cancellati come se non fossero mai esistiti realmente. L'Unione Sovietica (come ovviamente viceversa) ebbe la possibilità di seguire e registrare i colloqui via radio degli astronauti, nonché ed in particolar modo di localizzarne la provenienza con semplici calcoli di triangolazione. Non è plausibile che l'URSS, impegnata nella corsa allo spazio, non avesse immediatamente denunciato all'opinione pubblica mondiale una messinscena di tutto o parte del programma lunare americano, traendone innegabili benefici politici.
Dal punto di vista dei finanziamenti, la NASA non poteva avere interesse a falsificare le varie missioni. Il denaro veniva infatti utilizzato per la maggior parte per gli stipendi dei vari ingegneri, nonché in particolar modo per la costruzione dei vari apparecchi per le missioni (alcuni razzi Saturn V sono addirittura rimasti inutilizzati). Le missioni cancellate di Apollo 18, 19 e 20 hanno contribuito ad un risparmio sugli straordinari del personale di Houston, risparmio di tempo per allenamenti e sperimentazioni, nonché di carburante, ossigeno liquido ed alimentazione apposita per astronauti.
Su Internet si trovano diversi siti che sottolineano gli argomenti di chi concorda con questa teoria. Le tabelle vogliono presentare schematicamente sia i principali argomenti che le relative plausibili spiegazioni:
[modifica] Validità dei reperti
| Argomento | Controdeduzioni |
|---|---|
| Uno degli argomenti di maggior peso a favore della dimostrazione dell'allunaggio sono i 382 kg di rocce lunari. Queste furono analizzate da scienziati di tutto il mondo. Si riteneva contenessero minerali ed isotopi fino ad allora sconosciuti sulla Terra. Alcuni della teoria del complotto sostengono che si tratta di meteore precipitate sulla Terra. Qualcuno ritiene invece che le rocce siano state portate sulla Terra da sonde automatiche, come ha fatto l'Unione Sovietica con la sonda Luna 16. Altri pensano che le presunte rocce lunari siano state fabbricate artificialmente sulla Terra in laboratori segreti, sfruttando i dati ottenuti con le sonde Surveyor. Altri ancora sostengono che le rocce siano invece del tutto simili a quelle ritrovate in Antartide nelle McMurdo Dry Valleys e compatibili con quelle particolarissime condizioni geologiche e atmosferiche. Recenti studi dimostrano inoltre che la composizione isotopica dell'ossigeno terrestre e di quello lunare sono identiche.[3]
I ricercatori dell' Eidgenössische Technische Hochschule Zürich sono giunti a questa conclusione dopo aver analizzato 31 campioni di suolo lunare provenienti da cinque zone diverse della Luna e riportati sulla Terra da altrettante missioni Apollo. La misura è stata fatta usando una tecnica di fluorinazione mediante laser, messa a punto negli ultimi anni, con cui è stato misurato il contenuto degli isotopi 16, 17 e 18 dell'ossigeno. In realtà, queste misure erano già state fatte molto tempo fa, ma la precisione della nuova tecnica ha convinto i ricercatori a ripeterle. In passato si era quindi già visto che le composizioni isotopiche della Terra e della Luna sono simili, ma scoprire che in realtà sono identiche è stata una sorpresa. |
Durante le missioni lunari furono scoperti tre nuovi minerali: Tranquillityte, Armalcolite, Piroxferroite.[4] Inoltre può essere documentato l'impatto di molteplici micrometeore su dette rocce lunari.
Sulle meteore trovate sulla Terra non si possono constatare tali impatti. Tale circostanza è dovuta al fatto che, durante l'entrata nell'atmosfera terrestre, questi segni vengono bruciati e pertanto cancellati. Inoltre le rocce contenevano isotopi radioattivi di breve vita, dovuti all'irradiamento permanente che si trova sulla Luna. Infine, sulle rocce lunari manca del tutto il cosiddetto involucro acquoso in quanto a causa del vuoto l'acqua sparisce completamente dalla superficie dei sassi. L'ipotesi che le rocce siano state fabbricate sulla Terra in laboratori segreti non è plausibile, in quanto la densità dei minerali delle rocce lunari è minore rispetto a quelli delle rocce terrestri, cosa che indica che si sono formati in condizioni di gravità inferiore. Si sarebbe pertanto dovuto fabbricarle in orbita attorno alla Terra, cosa molto difficile con la tecnologia dell'epoca. Non è neanche ipotizzabile che più di 300 Kg di rocce siano state portate sulla Terra da sonde automatiche, dato che tre sonde sovietiche ne hanno riportato solo 350 grammi; sarebbero state necessarie centinaia di sonde, con costi enormi. Infine, il motivo della identicità della composizione isotopica dell'ossigeno è da ricercarsi nel fatto che la Luna si sarebbe formata a partire da materiale espulso dalla Terra in seguito a una grande collisione; questo materiale avrebbe poi dato luogo ad aggregazioni secondarie attorno alla Terra, formando la Luna. [5] |
[modifica] Validità delle prove fotografiche
| Argomento | Controdeduzioni |
|---|---|
|
Si riconoscono decisamente due serie di fotomontaggi: quelli della prima missione, l'Apollo 11, con foto riprese presumibilmente in interni; e quelle delle altre missioni con foto manipolate da riprese all'esterno. Sulle immagini dell'Apollo 11 infatti, le ombre non si diffondono parallelamente. Tale fatto è dovuto ad uno studio cinematografico dotato di uno o più riflettori[6] disposti ad una distanza finita, come esposto nelle tesi del Dr. David Groves[7] ampiamente divulgate sulla rete. All'osservazione, sono assolutamente rilevabili ombre divergenti, su una superficie piana, ogni volta che i due astronauti vengono a trovarsi a una distanza, l'uno dall'altro, paragonabile a quella della fonte illuminante. Per una fonte da considerarsi posta a distanza infinita, o meglio non proporzionabile alla distanza relativa dei soggetti illuminati, come è proprio dell'illuminazione solare, le ombre non possono in nessuno modo risultare divergenti (e invece sono apprezzabili pesantissime divergenze di novanta gradi). Nelle foto panoramiche delle missioni possono notarsi la disposizione delle ombre rispetto alle pietre e ai declivi. Come nella foto ad alta risoluzione AS11-40-5888[8]
Queste sono prove inconfutabili, della relativa vicinanza della fonte illuminante ai soggetti, a causa dell'immutabilità della legge della proiezione delle ombre che non può risentire delle condizioni atmosferiche, chimiche o fisiche dell'ambiente lunare. Si deduce che la fonte illuminante principale, nella missione fotografata, non sia il sole. In altri casi risultano illuminati particolari nascosti, posti in cavità o al di sotto di elementi già di per se posti in controluce, dove è possibile individuare in maniera inequivocabile un'ombra totalmente opposta a quella del sole [9]. Le tesi del dr. Groves[10], sono state rafforzate dalla ricostruzione di un modello in scala del modulo lunare dove si raggiunge la stessa identica illuminazione delle foto della missione Apollo 11 grazie all'ausilio di una seconda luce opposta a quella principale, tecnica consueta nella realizzazione dei fotorendering, e nella cinematografia tradizionale. In alcune foto[11] si rilevano contemporaneamente:
|
|
| Su diverse fotografie, raccolte in luoghi differenti, il paesaggio lunare è identico. Sassi visibili in primo piano sono addirittura identici. Ciò presume l'utilizzo di un'unica quinta utilizzata più volte come immagine di sfondo.
Nella stragrande maggioranza delle foto lunari, nelle missioni successive a quelle dell'Apollo 11, la linea di giunta tra fondo e piano di posa attraversa tutto il fotogramma, da parte a parte, così che le foto risultino la somma evidente di due metà ben distinte, senza nessuna zona di continuità che leghi i due piani. Si riscontra una rimarchevole differenza di colorazione fra i terreni di posa e quelli di fondo. Nel caso delle carrellate a 360° la continuità della linea di giunzione[14] segnalerebbe la presenza di uno stranissimo plateau rialzato, separato dal mondo circostante da una vallata circolare,[15] che non appare sulle mappe degli allunaggi. |
|
[modifica] Credibilità delle prove fotografiche
| Argomento | Controdeduzioni |
|---|---|
| Le macchine fotografiche erano montate all'altezza del petto delle tute degli astronauti. Pertanto l'astronauta non riusciva a vedere cosa stava fotografando. Ciò nonostante le immagini riuscirono, erano messe a fuoco perfettamente e furono scattate senza tagliare la testa ai compagni di missione. | Esistono esempi a sufficienza di immagini non riuscite [16]. Le immagini scelte dai media, e pertanto più conosciute, erano ovviamente quelle più riuscite dal punto di vista estetico; sono state inoltre modificate nel formato e nei contrasti dei colori. Gli apparecchi fotografici erano dotati di un mirino all'altezza dell'occhio umano e pertanto consentivano agli astronauti di scattare immagini a sagoma intera, nonostante la mancanza di uno specchio riflettore per la vista diretta. Infine gli astronauti si erano allenati a fotografare con detti apparecchi durante i sei mesi di preparazione alla missione [17]. |
| Su numerose immagini NASA sono visibili delle stelle [18]. Questo è probabile in un set cinematografico con fondale in carta forata. Il contrasto su negativi con diaframma da 9 a 11 non è sufficiente per consentire di fotografare un oggetto poco luminoso (come una stella lontana), in un paesaggio chiaro. Per fotografare stelle in cielo sarebbe stato necessario un tempo di esposizione alla luce molto lungo. Ovviamente, in tal caso, gli astronauti ed il paesaggio lunare sarebbero stati del tutto sovraesposti. Lo stesso effetto può essere raggiunto e constatato con qualsiasi apparecchio fotografico comune, nel caso di un'immagine di un oggetto chiaro scattata di notte (ad esempio una città). Anche su queste immagini non sono visibili le stelle. Infine, anche su immagini prese dallo spazio più recentemente (ad esempio dallo Space Shuttle che si trova in vicinanza della Terra) non sono visibili le stelle. | Nella maggior parte delle foto le stelle non sono visibili; alcune foto comunque possono essere state arricchite di particolari suggestivi come stelle ed effetti luminosi, che restano innocenti espedienti divulgativi. |
| Molte immagini contengono palesi errori; ad esempio l'orma di uno stivale sotto il modulo lunare; su di un'altra immagine si specchiano altri due astronauti nella visiera dell'astronauta fotografato (mai più di due astronauti si sono trovati contemporaneamente sulla Luna), in alcune foto nei visori sono visibili strutture di coperture e, sempre, il riflesso sui visori della fonte luminosa non è circolare, come il riflesso solare nelle foto di astronauti in orbita, ma pentagonale[19]. Nel filmato della partenza del modulo lunare dell'Apollo 16[20] l'effetto del color bleeding che occulta il binario sul quale scorre la navetta, viene tradito dallo scintillio causato dalle polveri. Qualcuno ipotizza che su alcune fotografie possono essere intraviste delle lettere incise sui sassi, rispettivamente nel suolo lunare. [21] [22] | Si tratta di illusioni o di ritocchi. In particolar modo l'immagine del terzo astronauta proviene dalla home page privata di un dipendente della NASA. La NASA mette a disposizione sui suoi server tutti gli originali, in alta risoluzione, privi di questi piccoli errori. Le lettere riconoscibili sono dovute a perdite di dettaglio rispettivamente a causa della riduzione e copiatura di immagini. Molte illusioni sono dovute a minuscole immagini diffuse su Internet in un formato altamente compresso, i cosiddetti artefatti di compressione (come diverse immagini JPEG). La lettera C presente in una delle fotografie è in realtà un piccolo pelo, che si è depositato sulla carta in fase di sviluppo. |
| Su molte immagini della NASA sono visibili le crocette delle fotocamere. Queste crocette talvolta vengono addirittura coperte da oggetti che si trovano sulla Luna. Pertanto si può trattare esclusivamente di fotomontaggi. | In questo caso si tratta di un effetto fotografico chiamato color bleeding. Su immagini della bandiera americana, le crocette vengono coperte nelle strisce di colore bianco, mentre appaiono davanti alle strisce più scure di colore rosso. |
[modifica] Condizioni di plausibilità
| Argomento | Controdeduzioni |
|---|---|
| L'energia dei raggi gamma a cui gli astronauti erano esposti durante il passaggio attraverso le fasce di Van Allen, che si trovano tra Terra e Luna, sarebbe stata talmente alta, che gli astronauti non sarebbero stati in grado di sopravvivere. Questo in particolar modo durante quel periodo, quando si erano verificate forti eruzioni solari.
Gli astronauti sulla superficie lunare restano, in piena luce, a lungo esposti ai raggi ultravioletti senza schermi di protezione UV abbassati, nelle riprese successive all'esposizione, all'interno della navetta, gli astronauti non presentano né scottature, né abbronzature, né rossore. |
Durante i 90 minuti di passaggio delle fasce, si può calcolare un'irradiazione di 4,3 millisievert, pari o inferiore ad un normale volo aereo da un continente all'altro. |
| Durante tutte le prove di volo con il modulo lunare effettuate sulla Terra, Neil Armstrong non è stato in grado di atterrare senza subire avarie.
Secondo le analisi costruttive e fotogrammetriche effettuate in una ricerca didattica, promossa dall'ingegnere Bruno Capozzi (programmatore, docente di servomeccanismi, antenne ed elettrotecnica) e dall'architetto Jotis Spasiano (esecutivista, esperto di progettazione di particolari costruttivi e docente di Tecnologia e di Arte e immagine), dalle foto ufficiali della Nasa, il modulo lunare preparato, provato, supervisionato definitivamente da Neil Armstrong e da Buzz Aldrin fino all'11 luglio '69, non è lo stesso di quello delle foto ufficiali che ritraggono lo stesso modulo sulla luna. L'evidenza si trova nell'osservazione degli elementi strutturali. Ad esempio la scaletta a pioli che è saldata irreversibilmente su uno dei piedi del modulo lunare è costituzionalmente differente da quella del modulo ritratto sulla luna che mostra dei pioli non saldati ma avvitati ai cosciali e con estremità troncoconiche anziché cilindriche, fino almeno alle foto dell'11 luglio '69; la scala con i pioli troncoconici appare solo in una foto, NASA, del 13 luglio 1969 isolata (l'unica a disposizione del 13 luglio) che, peraltro, ha grana, qualità, illuminazione del tutto identiche alle foto riprese teoricamente sulla luna il 20 luglio del '69. Si osservi che la stessa scaletta supervisionata da Armstrong e Aldrin si ritrova nelle foto delle operazioni preliminari dell'Apollo 17 nel '72. Nelle foto è possibile ritrovare invece la scaletta con i terminali troncoconici tra le riprese ad alta definizione dell'allunaggio del '72 e in un modulo lunare visibile sospeso a un gancio a diversi metri di altezza per l'allestimento, che però non risulta quello schermato e supervisionato il 24 agosto del '72. Anche la presunta schermatura dai raggi solari eseguita con scotch e carta dorata risulta simile ma non identica tra quella del modulo preparato e allestito nei padiglioni NASA (nel '69 e nel '72) e il modulo allunato (identicamente nel '69 e nel '72): si osserva che il modulo allunato nel '72 è lo stesso di quello allunato nel '69, ma diverso da qualunque altro presente nei padiglioni NASA durante tutto il periodo di preparazione dell'Apollo 11. Il modulo del '72, oltre ad apparire lo stesso del'69, è vistosamente più danneggiato. Le rivettature delle lamiere, infatti, che foderano il modulo sono saltate, presentando le stesse vigorosamente deformate e non aderenti al telaio strutturale di supporto. Proprio le rivettature costituiscono altra evidenza: Le rivettature eseguite nei padiglioni NASA sono correttamente eseguite sfalsate, come nella pratica ingegneristica e architettonica, per consentire alle reazioni vincolari dei rivetti di non interferire tra loro, mentre le rivettature del modulo allunato (lo stesso nel '69 e nel '72 sono allineate e inefficienti tanto da consentire deformazioni enormi alle lamiere che hanno ceduto sotto il riassetto del telaio principale dopo che la macchina scenica è stata spostata per le riprese del presunto scostamento del modulo dalla navetta in orbita lunare (costatabile con l'osservazione delle foto ufficiali NASA). Si noti che mentre per le fusoliere e per tutti i pezzi dei missili di lancio, e per tutte le strutture della rampa di lancio, anche quelle di servizio, le rivettature sono chiaramente seguite da saldature a filo continuo per garantire omogeneità e continuità dei telai e delle lamiere calandrate. Nei moduli lunari, ad eccezione della suddetta scaletta saldata a uno dei quattro piedi pneumatici, non si osserva né un filo né un punto di saldatura, nonostante queste strutture fossero state destinate a lavorare nel vuoto. Ufficialmente la NASA dichiara che i disegni di progetto del modulo lunare sono stati distrutti in ragione del fatto che non sono stati stanziati i fondi per costituire un archivio specifico. Il contenuto dei microfilm, che custodiscono i progetti non sono mai stati divulgati. |
Le prove di volo citate vennero effettuate con il simulatore Lunar Landing Training Vehicle, mosso con spinta a getto. Questa macchina volante, già dal punto di vista tecnico non può essere confrontata con il modulo lunare reale. Durante le esercitazioni sono riusciti oltre un centinaio di voli ed atterraggi morbidi contro tre avarie dovute a difetti tecnici. Il motivo della differenza strutturale tra il modulo preparato nei padiglioni della NASA e il modulo effetivamente allunato è ancora ignoto. |
| L'accensione dei razzi di frenatura del modulo lunare causa un livello di rumore di 140 dB. Pertanto i collaboratori del centro di controllo non sarebbero mai stati in grado di seguire i discorsi tra gli astronauti. Si concorda che, a causa della mancanza di atmosfera sulla Luna, il suono non può diffondersi, però all'interno del modulo lunare poteva avvenire senz'altro. | Il rumore di propulsione a razzo nasce dall'impatto dei gas di combustione, che viaggiano ad una velocità superiore a quella del suono, con l'aria circostante. Nel vuoto i congegni di propulsione sono talmente silenziosi che all'interno del modulo lunare si sente al massimo un lieve fischiare dei gas di combustione che escono. |
Immagini filmate mostrano come la bandiera degli Stati Uniti d'America sventola, irregolarmente, come se subisse gli effetti di spostamenti d'aria.
|
Lo sventolare della bandiera non è dovuto al vento, bensì a causa di vibrazioni di durata prolungata all'interno del vuoto d'aria. Venendo meno l'attrito della bandiera con l'aria, le vibrazioni vengono causate dal piantare l'asta nel suolo lunare. Infatti tali vibrazioni sulla Luna vengono frenate esclusivamente dalla rigidità della stoffa.
Inoltre, come ben visibile da più immagini e spiegato in una maniera molto semplice dal punto di vista scientifico (affinché possa essere compreso dalla maggior parte di persone) in diverse pubblicazioni estere (ad esempio nel libro del giornalista tedesco ed esperto di voli nello spazio Werner Büdeler - Das Abenteuer der Mondlandung - L'avventura dell'allunaggio), si nota che la bandiera venne appesa pure su di un'asta traversale e preparata in una maniera tale da dare l'effetto che sventolasse. Anche in uno studio televisivo ci sarebbe stata l'assenza di vento e la bandiera sarebbe rimasta floscia. L'utilizzo di un apposito ventilatore avrebbe ulteriormente alzato polveri. In caso di registrazione delle immagini in uno studio all'aperto in una zona ventosa, questo avrebbe pure causato l'alzare di polveri ed in conseguenza scarsa visibilità. |
| Il congegno di propulsione del modulo lunare non ha formato un nuovo cratere d'impatto sul suolo lunare nonostante fosse progettato e utilizzato per frenare la caduta controllata di una navetta di massa consistente in diverse tonnellate.
Il Modulo Lunare Apollo a pieno carico pesava circa 14 tonnellate e al momento dell'allunaggio, sottraendo il combustibile utilizzato per la discesa, lo si può stimare con un peso compreso tra le 10 e le 7 tonnellate, ovvero l'equivalente sulla Luna di poco più di 1 tonnellata. Tuttavia è dalle foto NASA non appaiono evidenti segni lasciati sul terreno e in particolare non risulta né il più piccolo cratere al di sotto del reattore, né un minimo sprofondamento della base del modulo lunare nella sabbia: sabbia che invece viene sollevata facilmente dagli astronauti che pesano meno del decimo del modulo lunare. Si noti che nelle foto dell'allunaggio dell'Apollo 17 gli astronauti sporcano di sabbia i quattro piedi della base solo lavorando nelle sue prossimità per liberare il Rover dall'imballaggio. |
La forza di spinta del congegno di propulsione non era grande a sufficienza per far nascere un cratere, inoltre sulla luna non c'è aria, per cui i gas in uscita dal motore si disperdono in ogni direzione molto più facilmente che sulla terra. Per confronto, l'aereo da combattimento Harrier a decollo verticale produce una spinta maggiore di quella del modulo lunare, ma non lascia comunque alcun cratere. |
| Durante il lancio del modulo lunare, non era visibile alcuna fiamma. | Il carburante utilizzato dal modulo lunare (l'idrazina) brucia producendo una fiamma quasi invisibile [23]. |
| Terminato il programma di voli sulla Luna, tutti i piani di costruzione nonché i microfilm relativi, in particolar modo quelli relativi ai razzi Saturn V, il modulo lunare e il rover, sono stati distrutti. | I piani di costruzione stampati relativi al razzo Saturn V sono stati distrutti a causa della mancanza di un finanziamento per la costruzione di un apposito archivio - ovviamente non prima che fossero copiati su microfilm. Inoltre si possono consultare piani di costruzione del razzo Saturn V in vari musei degli Stati Uniti d'America, mentre i piani di costruzione di altri componenti del programma, come ad esempio del modulo lunare, sono tutt'oggi esistenti. I microfilm vengono conservati in locali con apposita climatizzazione del National Space Science Data Center [24]. |
| I portelli d'ingresso del modulo lunare, e quelli per il passaggio nel modulo di comando, erano troppo stretti per passarvi indossando le tute spaziali. A un'osservazione attenta, il portello del modulo allunato da cui escono gli astronauti, non ha alcuna guarnizione né sistema di chiusura ermetica, né battita paragonabile a quella di un normale infisso che possa garantire una minima tenuta all'acqua e all'aria sulla terra. Ci si interroga su come possa aver resistito al vuoto il portello fotografato. | Fotografie ed immagini registrate sia sulla Luna che sulla Terra dimostrano che il portello d'ingresso non era troppo stretto. Ovviamente tale fatto fu preventivamente testato, in particolare durante la missione Apollo 9 (nell'orbita terrestre) durante un passaggio dal modulo di comando nel modulo lunare. Il portello di passaggio tra il modulo lunare (LM) ed il modulo di comando (CSM) - o viceversa - non veniva mai utilizzato indossando la tuta spaziale. |
| Su riprese televisive si nota che i salti degli astronauti non sono più alti dei salti normali sulla Terra indossando una tuta spaziale. Nelle riprese televisive dell'allunaggio dell'Apollo 15 più volte si vede lo scintillare e il riflesso della fune che tiene sospesi gli astronauti durante i salti e i grandi passi. Si nota anche che le impronte lasciate dagli astronauti nelle passeggiate lunari sono del tutto identiche a quelle lasciate sulla sabbia nelle prove effettuate nei padiglioni della NASA. Vi è da dimostrare come è possibile che gli astronauti abbiano lasciato impronte identiche nonostante la differenza di gravità, nonostante la differenza della composizione chimica del suolo lunare, e nonostante la mancanza di umidità nell'atmosfera e quindi nella sabbia che sulla terra costituisce la principale ragione della plasticità di un sedimento: Su sabbia arida le impronte non possono essere né nette né distinguibili. Sulla terra è generalmente la tensione superficiale dell'acqua, contenuta anche in piccola percentuale nella sabbia o nelle polveri, a ostacolare lo scivolamento dei granelli di sabbia l'uno sull'altro. Su sabbia completamente arida è quasi impossibile lasciare orme (fanno eccezione i minerali come il talco non ritrovato, però, nella mescola delle polveri). L'ipotesi profilata da Alan Binder del Lunar Research Institute della consistente presenza di acqua ai poli lunari si è mostrata vana dopo che i 160 chilogrammi della sonda Lunar Prospector sono affondati,il 31 luglio 1999, nel soffice terreno del Polo sud lunare, innalzando una nuvola di detriti osservabili sia dagli osservatori terrestri che dal telescopio spaziale Hubble. | Considerando che il peso della tuta spaziale era di circa 80 chilogrammi, sulla Terra non sarebbe stato possibile alcun salto. Sulla Luna sono stati documentati salti di un'altezza di circa 60 cm. Salti più alti non sono possibili a causa della scarsa libertà di movimento all'interno della tuta stessa. Inoltre il centro di gravità piuttosto alto (a causa dello zaino che conteneva i sistemi di sopravvivenza) ostacolava ulteriormente un salto più alto perché avrebbe fatto rischiare all'astronauta di atterrare male, con la possibilità di danneggiare la tuta spaziale. |
| A causa della forza di gravità minore esistente sulla Luna, le ruote del rover lunare avrebbero dovuto girare a vuoto durante la fase di accelerazione. Inoltre, nelle curve, il moon rover avrebbe dovuto reagire come sul ghiaccio sulla Terra. | La forza d'attrito viene determinata fisicamente dal prodotto della reazione vincolare (esercitata dal suolo sulle ruote del moon rover) alla forza peso ed il coefficiente d'attrito. Quest'ultimo, grazie allo speciale design delle ruote, era molto migliore di quello di semplici pneumatici di gomma. Pertanto si riuscì a creare un veicolo che riusciva a tenere la strada sulla Luna in una maniera migliore che sulla Terra su strade in cattive condizioni. In più deve essere considerato che sulla Luna si viaggiava ad una velocità massima di 13 km/h. |
| Gli astronauti dichiararono di aver assistito al sorgere e al calare della Terra. Infatti su diverse immagini scattate sulla Luna, si nota che il pianeta Terra si trova in una posizione diversa. Considerando invece, che la Terra si trova al centro dell'orbita lunare, tale fatto è del tutto impossibile. | Le osservazioni degli astronauti non avvennero sulla Luna, bensì in fase di orbita intorno alla Luna. Considerando che durante detta fase, la navicella spaziale ovviamente sorvolò pure la faccia lontana della Luna - cioè quella non visibile dalla Terra - per raggiungere nuovamente la faccia rivolta verso la Terra, il sorgere e il calare della Terra sono facilmente spiegati. |
| A causa del vuoto, sulla Luna le tute spaziali avrebbero dovuto dare l'effetto di essere gonfiate mentre risultano sempre piene di grinze. | Questo problema era stato previsto, e le tute spaziali erano state progettate e costruite in modo da impedirlo. |
| Il veicolo lunare era troppo grande per poter essere trasportato sulla Luna. In pratica si sostiene che il Lunar Roving Vehicle (LRV), dotato di quattro ruote, non sarebbe potuto essere sistemato in nessuna parte, sia del modulo di comando, che del modulo lunare. Inoltre, avrebbe comportato un peso troppo elevato. Il modulo lunare infatti era del tutto identico ai precedenti che erano certamente ottimizzati al massimo. Si desume che il LRV dovesse essere disposto su un lato perché al di sotto avrebbe interferito con il lavoro del booster. Ma l'ancoraggio eccentrico dell'LRV è incompatibile con l'assetto perfettamente orizzontale che doveva avere il modulo lunare nella discesa al suolo. | Il veicolo lunare era sistemato su di una parte del modulo lunare, però piegato. Inoltre, per le missioni dotate di tale veicolo, i moduli lunari di allunaggio vennero modificati appositamente e si provvide ad avvicinarsi alla Luna con delle traiettorie di volo che consentivano di risparmiare del carburante. Queste traiettorie non consentivano di ritornare automaticamente verso la Terra (fatto intervenuto per la prima volta durante Apollo 13. Per le missioni Apollo 8, 11 e 12 si usarono orbite con ritorno automatico verso la terra in caso di interruzione della missione). Gli Apollo 11 e 12 dovettero utilizzare dell'ulteriore carburante per la fase di frenatura ed avevano una capacità di carico utile abbastanza modesta. Durante la missione di Apollo 17, il modulo di comando frenò verso un'orbita lunare più bassa e pertanto consentì la capacità di carico utile più alta di tutte le missioni per un modulo lunare. |
| I computer di bordo erano troppo piccoli. Alla fine degli anni '60, il personal computer non era ancora stato inventato, le possibilità e le memorie dei computer di allora raggiungevano al massimo quelle di una normale calcolatrice dei nostri tempi. Sostenere pertanto l'allunaggio mediante computer in tempo reale non sarebbe stato possibile in nessun caso. Anche il calcolo delle traiettorie di ritorno è difficile da immaginare. | La maggior parte delle volte il veicolo era pilotato manualmente. Inoltre le traiettorie di volo venivano calcolate in anticipo dai computer della NASA che, pur inferiori a quelli di oggi, erano in grado di eseguire il compito. I semplici e modesti computer di bordo funzionavano similmente ad un normale autopilota, che trasforma detti dati in comandi di pilotaggio.
Ai computer di bordo del modulo di comando e del modulo lunare vennero trasmessi direttamente da Houston parte di programmi appositamente predisposti per le singole fasi della missione (anche nel film Apollo 13 tale fatto viene rappresentato quale ultima fase della riattivazione del modulo di comando Odyssey). I computer disponevano di una memoria sufficiente a calcolare e dirigere in tempo reale la navigazione e le singole fasi dell'allunaggio. Solo pochi anni dopo, i computer di bordo della NASA furono in grado di dirigere autonomamente le manovre alquanto complesse dello Space Shuttle. |
| Gli apparecchi fotografici non sarebbero mai stati in grado di funzionare, tanto meno di consentire lo scatto di fotografie. Con una temperatura fino a 130 gradi centigradi (durante il giorno), le pellicole si sarebbero sciolte a causa del materiale delle macchine fotografiche usato e privo di raffreddamento. Con temperature di meno 40 gradi centigradi (durante la notte) invece, a causa del freddo, sarebbero state le pile a non funzionare, e la pellicola si sarebbe spezzata. | Le temperature indicate si riferiscono alla superficie della Luna. A causa della mancanza dell'atmosfera, sulla Luna non esiste una temperatura dell'aria, e le temperature del suolo non influiscono su delle macchine fotografiche tenute in mano. Inoltre, nessuna missione allunò durante una notte lunare, né durante mezzogiorno lunare - cioè durante le circostanze e temperature estreme suddette. La superficie lunare nelle zone dell'allunaggio aveva una temperatura di circa 20–25 gradi centigradi.
Gli apparecchi fotografici erano modelli Hasselblad-500EL appositamente studiati per l'allunaggio. Come le apposite box di ricambio delle pellicole erano dotate di un involucro coperto d'argento per riflettere la radiazione solare ed evitare di scaldarsi troppo. Sia le fotocamere che le camere per la registrazione di immagini filmate erano chiuse ermeticamente e disponevano di una sicura contro il caricamento elettrostatico possibile durante l'inserimento delle pellicole[25]. Gli Stati Uniti d'America, come l'Unione Sovietica, poterono avvalersi sin dal 1960 di immagini filmate da satelliti spia, senza avere problemi a causa della temperatura. |
| Sino al giorno d'oggi, l'esplorazione spaziale deve battersi per portare l'uomo in orbita e farlo ritornare sulla Terra senza problemi. Basti pensare alle catastrofi del Challenger (1986) e del Columbia nel 2003 oppure molteplici altri casi di catastrofi dell'esplorazione spaziale. Pertanto, neanche le missioni Apollo possono essere presentate come prive di pericoli. | Bisogna far notare che i finanziamenti alla NASA vennero troncati drasticamente alla fine del programma Apollo ed un'ulteriore volta con la caduta della cortina di ferro. Il pericolo degli allunaggi non venne mai negato, bensì calcolato come rischio accettabile. Fu lo stesso John F. Kennedy a dire che Non facciamo queste cose perché sono semplici, ma perché sono difficili. Inoltre durante le missioni Apollo ci furono molteplici situazioni di pericolo (basti pensare a tutta la missione di Apollo 13). Rimane il fatto che i due incidenti degli Space Shuttle rappresentano una percentuale assai ridotta se paragonati ai 115 voli effettuati dalla flotta di sei veicoli, per un totale di 1.058 giorni di permanenza in orbita e di 16.759 orbite complete; percentuale estremamente inferiore a quella dei 35 voli del progetto Apollo, mediamente più brevi, che contarono quattro fallimenti A-101, AS-201, Apollo 1, Apollo 13 e in circa la metà delle missioni ebbero inconvenienti non critici ma comunque significativi, tutto ciò usando un parco mezzi assai più ampio. |
| Le immagini filmate del primo allunaggio sono molto simili a quelle mostrate nel film Capricorn One e pertanto potrebbero essere state ottenute facilmente con tecniche simili. Inoltre in un filmato si vede l'astronave dall'esterno abbandonare la Luna, se il filmato fosse vero sarebbe rimasto un astronauta sul satellite. | Tale argomentazione è un anacronismo evidente, talvolta non riconosciuto abbastanza dai sostenitori della teoria. Infatti il primo allunaggio è avvenuto nel 1969, mentre il film citato venne girato solo nel 1977. Inoltre, i formati della pellicola (dimensioni e passo), sono totalmente diversi e incompatibili tra loro. |
[modifica] Possibilità per dimostrare la verità
Anche molti anni dopo che le missioni Apollo sono state concluse, si possono raccogliere prove dirette o indirette a dimostrazione dei fatti.
- Sin dall'allunaggio gli specchi installati riflettono dei raggi laser lanciati dalla Terra. Apparecchi ottici puntano vicino ai posti di allunaggio ottenendo – con un differimento di tempo di circa 2,6 secondi - il riflesso del segnale luminoso lanciato. L'astronauta tedesco Ulf Merbold dichiarò che tale procedimento viene regolarmente effettuato per misurare la distanza tra la Terra e la Luna. Osservatori scettici argomentano che detti riflettori sarebbero stati portati sulla Luna con missioni senza equipaggi. Anche in occasione delle missioni sovietiche del programma Luna, sono stati posizionati con successo dei riflettori laser sulla superficie lunare.
- Anche i telescopi più potenti, come ad esempio il telescopio spaziale Hubble, sono solo in grado di registrare oggetti che si trovano sulla Luna di una dimensione minima di 60 metri di grandezza. Gli oggetti e veicoli più grandi lasciati sulla Luna non superano invece la dimensione di 10 metri. Così per il 2009 è previsto che la NASA porti in orbita lunare il Lunar Reconnaissance Orbiter – una sonda dotata di una camera dedicata alla registrazione di immagini ad alta risoluzione della superficie lunare. Ovviamente è già in programma lo scatto di immagini delle zone degli allunaggi. Si tiene conto che dall'orbita lunare saranno visibili i Lunar Rover e gli stadi di discesa dei moduli lunari. Gli avversari comunque argomentano che gli Stati Uniti già durante la Seconda guerra del golfo nel 2003 sono riusciti a presentare all'umanità senza problemi delle immagini da satellite manipolate.
Il Very Large Telescope (VLT) potrebbe, in teoria, vedere alla distanza Terra-Luna dettagli della grandezza di 2 metri (i moduli lunari hanno grandezza di 5 metri) ma ancora oggi non è stato utilizzato a tale scopo, poiché essa è la risoluzione teorica, l'effettiva è un meno di un quinto della teorica. - È comunque possibile dimostrare con mezzi presenti sulla Terra che l'allunaggio sia veramente avvenuto. Utilizzando le sequenze filmate e con semplici formule fisiche questo può essere dimostrato. Considerando che la forza di gravità sulla Luna corrisponda ad un sesto di quella presente sulla Terra, mentre la massa rimane identica ed invariata, nascono dei movimenti che sulla Terra non sarebbero possibili in questa forma. Un astronauta inginocchiato era in grado di alzarsi facendo semplicemente leva con la massa dello zaino e del suo busto. Furono pure in grado di sollevarsi completamente dalla posizione per flessioni spingendo semplicemente con le mani. Sono prestazioni irraggiungibili sulla Terra per qualsiasi atleta. Inoltre, la traiettoria della polvere sollevata dal Rover è quella che si dovrebbe effettivamente verificare nel vuoto, in assenza di aria. Tutto ciò può essere dimostrato a sufficienza dalle immagini di tutte le missioni Apollo allunate.
- Durante la missione Apollo 15, l'astronauta Scott fece cadere una piuma ed un martello mostrando che giungevano al suolo contemporaneamente, dimostrando quindi l'assenza di atmosfera, cosa impossibile in uno studio televisivo.
- I fratelli Achille e Giovanni Judica Cordiglia seguirono le trasmissioni radio trasmesse direttamente dall'Apollo 11, e non dalla distribuzione televisiva della NASA, e quindi poterono verificare direttemente velocità e distanza della navicella, che corrispondeva a quelle attese per una missione lunare.
- Siccome sulla Luna, per la mancanza di vento e di altri agenti atmosferici, nulla cambia di quello che si è abbandonato sul suolo, una prossima missione di qualche altro Paese (Giappone, Cina, India, Russia) potrebbe fare una ricognizione a bassa quota del punto dell'atterraggio del LEM, o addirittura atterrare nelle vicinanze, e controllare se esistono gli strumenti lasciati là, le orme sulla polvere, la bandiera, e altri particolari. In previsione di questa facile possibilità, certo gli Stati Uniti non avrebbero montato questa grande mistificazione, sapendo che prima o poi avrebbero fatto una figuraccia...cosmica.
Esisteva comunque sempre il pericolo, nel caso assurdo della montatura, che qualcuno delle migliaia di persone coinvolte acconsentisse a parlare, tradendo l'impegno di riservatezza, e magari dietro lauto compenso. Un pericolo troppo facile a verificarsi, e che costituisce un argomento ulteriore contro le ipotesi di brogli.
[modifica] Note
- ^ Operazione Luna
- ^ Si riportano riferimenti ad articoli del Programma Comunista, giornale afferente al Partito Comunista Internazionale Pr1957/20 Triviale rigurgito di Illuminismo. Pr1957/21 Coda al triviale Satellite Pr1957/21 Secondo Satellite e cannonata contro la Luna Pr1957/22 Un poco di chiaro di Sputnik nella sbornia di ballistica celeste Pr1957/23 Epicedio filosofico su «Layka» Pr1958/4 Gara di Satelliti e reticenze emulative Pr1958/6 Nuovo Satellite d'America Pr1958/7 Lo Sputnik americano Pr1958/10 Sesto Satellite manufatto Pr1958/13 Satelliti piovono Pr1958/15 Satellitino fasullo Pr1958/17 Fallimento di lanci astrali Pr1958/19 Non si lascia aggirare la fredda Selene Pr1958/23 Pionieri da vicolo chiuso Pr1959/1 Il Razzo dalla fine ignota Pr1959/2 L'irreperibile Pianeta Pr1959/3 Latitanza del Pianeta Pr1959/5 Vera emulazione spaziale Pr1959/8 Cronache della conquista ciarlatanesca degli Spazi Pr1959/15 Ferragosto spaziale Pr1959/17 Selene incocciata e scocciata Pr1959/18 Appuntini al volo del Lunik III Pr1959/20 Il dialogato astrale Pr1960/3 Balle di alta precisione Pr1960/4 Elementi della Questione spaziale Pr1960/9 Piccola cronaca spaziale Pr1960/10 Navi e Stati con piloti di paglia Pr1960/10 Manichino morto nella scialuppa spaziale Pr1960/15 Rivista delle flotte spaziali Pr1960/16 Il drammatico duello cosmico Pr1960/23 Echo, controfigura di stella a passeggio Pr1961/4 Gli asini in maggio a Venere Pr1961/5 Gli illuminati ringraziano Pr1961/6 Il punto su Venere Pr1961/8 Il primo assaggio dello Spazio extraterrestre Pr1961/10 Hanno «sparato» un americano Pr1961/16 Echo e i programmi fasulli Pr1961/16 Micrometrici passi radiali nella conquista del «Cosmo» Pr1962/15 La terza stagione di Echo Pr1962/16 Un vicoletto nell'infinità del Cosmo Pr1962/21 Gravità e vita nel Cosmo Pr1964/5 Vicenda delle imprese spaziali Pr1965/6 Dopo otto anni. Proiettile o Corpo celeste? Satellite o Astronave? Pr1965/7 Tre colpi pubblicitari astrali Pr1965/16 Olimpiade cosmica? Pr1965/18 Niente allunaggio morbido. Solo allunaggio bluffistico Pr1966/1 Nella gara cosmica avanzata clamorosa da Occidente... Pr1966/2 Noticina cosmica intercalare Pr1966/4 L'inutile «homunculus» Pr1966/5 Cani spaziali Pr1967/9 Luttuose vicende della gara spaziale Pr1969/1 Intimidazione e rincoglionimento spaziali Pr1969/14 Era nuova Pr1969/15 Qua la mano Pa1985/131 Spazio e Cibernetica ultimi rifugi della insipiente decadenza... .
- ^ http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Luna_figlia_della_Terra/1289873
- ^ http://www.torinoscienza.it/dossier/apri?obj_id=1361
- ^ http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Luna_figlia_della_Terra/1289873
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=EaV7QB_ReTw&NR=1
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=A6MvcIs4OcQ
- ^ http://www.hq.nasa.gov/office/pao/History/alsj/a11/AS11-40-5888HR.jpg
- ^ http://www.hq.nasa.gov/office/pao/History/alsj/a11/AS11-40-5863-69.jpg
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=A6MvcIs4OcQ
- ^ http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/A11-700o.jpg
- ^ http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/ns13b500o.jpg
- ^ http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/NS-500bo.jpg
- ^ http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/a17pan-o.jpg
- ^ http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/platebo.jpg
- ^ Alcune immagini non riuscite: AS12-46-6715, AS12-46-6738
- ^ Allenamento degli astronauti all'utilizzo delle macchine fotografiche (da nasa.gov).
- ^ [1]
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=1gD2P-Po_Gk&feature=related
- ^ http://www.youtube.com/watch?v=yk5zQgNgV8Q&NR=1
- ^ L'immagine originale AS16-107-17446 – non indica alcuna C.
- ^ http://www.apollo-projekt.de/c-stein.htm confronto]).
- ^ L'immagine di un razzo Lunga marcia cinese, del quale il primo stadio lavora con lo stesso carburante: la fiamma è quasi invisibile.
- ^ National Space Science Data Center
- ^ Caratteristiche tecniche delle fotocamere: [2], [3]
[modifica] Bibliografia
- Charles T. Hawkins: The Moon Landing Hoax. 285 S., New York 2004, ISBN 097494050X
- Philippe Lheureux: Moon Landings: Did NASA Lie? 192 S., 2003, ISBN 1592090419
- Mary Bennett, David S. Percy: Dark Moon: Apollo and the Whistle-Blowers. 558 S., London 1999, ISBN 1-898541-10-8
- Ralph Rene: NASA Mooned America. 186 S., Passaic, New Jersey 1992.
- Bill Kaysing, Randy Reid: We never went to the moon. America's Thirty Billion Dollar Swindle. Health Research 1976, ISBN 07-8730-487-5
- Mary Bennett and David Percy: Dark Moon: Apollo and the Whistle-Blowers.
[modifica] Filmografia
- Capricorn One (Peter Hyams, 1977)
- Operazione Luna (Kubrick, Nixon e l'uomo sulla Luna) (2002) è un finto documentario (mockumentary) che finge di ricostruire il complotto e l'ipotetico ruolo del regista Kubrick.
[modifica] Fumetti
Un episodio di Martin Mystère di Alfredo Castelli, intitolato Cospirazione luna (n.295, febbraio-marzo 2008) è interamente dedicato all'ipotetico complotto sull'allunaggio dell'Apollo.
[modifica] Voci correlate
- Bart Sibrel
- Corsa allo spazio
- La Luna nella fantascienza
- Programma Apollo
- Programma Mercury
- Programma Gemini
- Programma Luna
[modifica] Collegamenti esterni
- SiamoAndatiSullaLuna.com, sito dedicato alla documentazione delle missioni Apollo e alla spiegazione degli errori delle teorie di complotto riguardanti le missioni lunari
- Siamo mai andati sulla Luna?, sintesi delle confutazioni delle teorie complottiste in merito allo sbarco sulla Luna (di Paolo Attivissimo)
- Complotti lunari, blog dedicato alla confutazione delle asserzioni di falsificazione dello sbarco sulla Luna (di Paolo Attivissimo)
- (EN) Moon Hoax Prize un premio annuale per dimostrazioni dell'impossibilità degli sbarchi
- (EN) Moon shots "faked" - BBC report, articolo della BBC dedicato alle teorie di Philippe Lheureux
- (EN) Moonhoax, sito di risposta sintetica alle presunte prove di falsificazione degli sbarchi sulla Luna

