Alexander Dubček

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Alexander Dubček
Dubcek.jpg

Primo Segretario del Partito Comunista Cecoslovacco
Durata mandato 5 gennaio 1968 –
17 aprile 1969
Predecessore Antonín Novotný
Successore Gustáv Husák

Presidente dell'Assemblea Federale Cecoslovacca
Durata mandato 28 dicembre 1989 –
7 novembre 1992

Dati generali
Partito politico Partito Comunista Cecoslovacco
Alexander Dubček

Alexander Dubček (Uhrovec, 27 novembre 1921Praga, 7 novembre 1992) è stato un politico cecoslovacco.

Nato in un paesino della Slovacchia, all'età di quattro anni si trasferì con tutta la sua famiglia in Unione Sovietica. Rientrato in Cecoslovacchia nel 1939, lavorò come operaio e aderì al movimento comunista clandestino, prendendo parte alla resistenza antinazista e all'insurrezione slovacca nel 1944. Nel 1951 diventò deputato dell'Assemblea nazionale e nel 1963 segretario del Partito Comunista Slovacco (che con quello di Boemia e Moravia formava il Partito Comunista Cecoslovacco, PCC).

Convinto della necessità di abbandonare il modello sovietico, Dubček riunì intorno a sé un folto gruppo di politici e intellettuali riformatori, diventando il maggiore interprete di una linea antiautoritaria – definita "socialismo dal volto umano" – e di una feconda stagione politica: la Primavera di Praga. Nel gennaio del 1968 venne eletto segretario generale del PCC al posto di Antonín Novotný, leader della componente più legata al Partito comunista sovietico, dando avvio al cosiddetto "nuovo corso", una strategia politica volta a introdurre elementi di democrazia in tutti i settori della società, fermo restando il ruolo dominante del partito unico.

Il consenso popolare ottenuto dall'azione riformatrice di Dubček suscitò ben presto la reazione di Mosca e degli altri regimi comunisti est-europei, che, infine, si risolsero a porre fine all'eterodossa esperienza praghese ordinando, nell'agosto del 1968, l'intervento delle truppe del Patto di Varsavia. Privato del suo incarico nel 1969, Dubček fu espulso dal PCC l'anno seguente e tornò in Slovacchia, dove trovò impiego come manovale in un'azienda forestale.

Tornò alla vita pubblica nel 1989 quando il regime gli concesse di viaggiare in Italia per ricevere una laurea honoris causa a Bologna; nella stessa occasione rilascia anche un'intervista a L'Unità dopo anni di silenzio, in cui ribadisce le sue idee liberali. Nello stesso anno l'Unione Europea gli assegna il Premio Sakharov per la libertà di pensiero. Acclamato durante la rivoluzione di velluto, dopo la caduta del regime comunista Dubček fu riabilitato ed eletto presidente del Parlamento federale cecoslovacco. In questa veste si batté, come il capo di Stato ceco Vaclav Havel, contro la divisione della Cecoslovacchia e compì l'ultimo suo atto politico, rifiutandosi di firmare la legge di "lustrazione" (legge 451/1991) sull'epurazione rivolta indifferentemente a tutte le persone compromesse con il precedente regime, nel timore che essa avrebbe creato nel paese un pericoloso clima di vendetta. Morì poco tempo dopo per le ferite riportate in un incidente stradale, avvenuto in circostanze mai del tutto chiarite.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
— 1943

[modifica] Voci correlate

Lapide ad Alexander Dubček, vicino dove avvenne l'incidente mortale.

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