Dušan Makavejev

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Dušan Makavejev (Belgrado, 13 ottobre 1932) è un regista e sceneggiatore jugoslavo.

Il periodo dell'"onda nera"[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver ottenuto la laurea in psicologia nel 1955, frequenta l'Accademia per il teatro, radio, cinema e televisione. Collabora con il Kino Klub di Belgrado, producendo alcuni cortometraggi amatoriali che lo segnalano come uno degli autori più originali della nouvelle vague iugoslava che per le ambientazioni privilegiate (soggetti noir o oscure storie del periodo bellico) e le predilezioni cromatiche diverrà nota come l'onda nera. Il successo dei primi lavori, in particolare il riconoscimento ottenuto al festival di Cannes da Lo specchio rotto di Antonio ("Antonijevo razbijeno ogledalo") del 1957, gli schiudono le porte al cortometraggio professionale. Collabora anche come sceneggiatore con alcuni registi di primo piano del nuovo cinema iugoslavo, come Vuk Babiċ e Vojislav Rakonjac. Membro attivo del partito comunista e immerso nella "vita operaia e popolare" di cui esalta la vitalità,[1] entra in dissidio con le autorità per le sue posizioni antiburocratiche e libertarie nel campo sessuale. Vengono così censurati Non bisogna credere ai monumenti ("Spomenicima ne treba verovati") e La parata ("Parada").

La produzione di lungometraggi, iniziata nel 1965 con L'uomo non è un uccello, sviluppa l'attenzione ai temi della liberazione sessuale, con uno stile che nello stabilire una continuità con la tradizione culturale slava, in particolare l'avanguardia russa (spezzoni di Entusiasmo di Dziga Vertov che contrappuntano il racconto di Un affare di cuore del 1967), si ispira nel frequente ricorso al documentario, all'intervista, all'escursione storica, alla Nouvelle vague francese, in particolare a Jean Luc Godard e Alain Resnais.

Il periodo apolide[modifica | modifica wikitesto]

Così è per i successivi Verginità indifesa che gli vale il Premio della giuria al Festival di Berlino del 1968 e W.R. - I misteri dell'organismo, omaggio alle teorie dello psicanalista Wilhelm Reich, realizzato con interviste e altro materiale girati durante un viaggio negli Stati Uniti. Attaccato duramente anche da una parte della critica occidentale[2], questo film viene proibito in Iugoslavia, mentre il regista è espulso dal partito, il che gli rende impossibile esercitare in patria.

Dal successivo Sweet Movie - Dolce film, i cui testi, nella versione italiana sono rielaborati da Pier Paolo Pasolini e Dacia Maraini, Makavejev è dunque costretto a reperire i fondi all'estero, attraverso co-produzioni internazionali. Così è per Montenegro tango - Perle e porci in cui è ancora una volta centrale il tema della repressione sessuale. Un ritorno alle origini, dopo alcuni film a impianto più tradizionale, si ha con Il gorilla fa il bagno a mezzogiorno, in cui, le vicende di un soldato russo rimasto attardato a Berlino dopo la partenza delle truppe del Patto di Varsavia, vengono frequentemente interrotte da sequenze di "La caduta di Berlino" (1950), del regista russo Michail Čaureli.

Nel 1985 esce Coca Cola Kid, in cui lancia Greta Scacchi, accanto a Eric Roberts (fratello dell'ancor sconosciuta Julia). Il film viene presentato a Cannes.

Del 1994 è il documentario autobiografico A Hole in the Soul, prodotto dalla BBC.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sergio Gmek Germani, "Dušan Makavejev", in "Dizionario dei registi del cinema mondiale", a cura di Gian Piero Brunetta, Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino, 2005
  2. ^ "...un film...incredibilmente stupido...fallocratico...", scrivono i "Cahiers du cinéma"

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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